Laboratorio “L’isola diversa” a Catania per “Gesti contemporanei”


Entra nel vivo la rassegna “Gesti contemporanei”, inserita nella sezione TE.ST del Teatro Stabile di Catania, ideata e curata da Giuseppe Dipasquale, direttore dello Stabile,  insieme a Guglielmo Ferro.

E’ in corso la campagna abbonamenti ed in attesa del debutto, previsto per il 4 dicembre con “Pinocchio”, gran fermento per l’allestimento dello spettacolo-laboratorio sulla diversità: “L’isola diversa”, con la regia di Monica Felloni e Piero Ristagno, in scena da ZŌ centro culture contemporanee il 6 e 7 febbraio 2010. Questa coproduzione Teatro Stabile di Catania – Teatro CULT-U-R(E),  racconta il viaggio verso un’isola che esiste solo agli occhi di chi vede “altro”. È un’isola sconosciuta, non inesistente. Chi si imbarca in questa avventura vuole rivendicare questa verità. Vuole dimostrare che in quel mare c’è un’isola da scoprire.

Si tratta, dicevamo, di uno spettacolo-laboratorio sulla diversità che ha già preso il via con le selezioni che hanno visto impegnati 30 candidati preselezionati sulla base dei curricula. Centinaia le domande pervenute.  Tutti giovanissimi i candidati (27 anni l’età media), con esperienze nel campo teatrale e pronti a coltivare la loro passione come un impegno professionale. Sette in tutto i protagonisti,  a superare le prove di selezione sono stati: Emanuela Dei Pieri , Alfina Fresta, Giuseppe Giardina, Enzo Malerba, Nino Torre, Andrea Lapi, Ilenia Rigliaco.

Prenderanno parte allo spettacolo, oltre ai sette attori selezionati, Giuseppe Calcagno, Giuseppe D’Alia, Stefania Licciardello e Manuela Partanni del Teatro CULT-U-R(E), un progetto quest’ultimo, nato all’interno della Cooperativa Arte e Socialità . Responsabile organizzativa di CULT-U- R(E), è Bianca Caccamese.

Le prove dello spettacolo, sempre in forma di laboratorio, inizieranno il 4 novembre prossimo e andranno avanti fino a gennaio. Il 6 febbraio il debutto.

Si tratta di un’ attività teatrale incentrata su una realtà piena di sfaccettature: quella delle persone disabili. Questa conoscenza offre l’opportunità di guardare in un altro modo le persone affette da handicap. Il lavoro sviluppato negli anni dal team che si occupa di questo progetto e gli obiettivi raggiunti, dimostrano che l’attività teatrale svolta con le persone disabili può avere un elevato valore artistico. Il riconoscimento di questo aspetto e la sua emancipazione rientrano in un contesto non più esclusivamente sociale ma in quello artistico-culturale.

Il progetto nasce dal desiderio di attuare forme di interazione artistica tra persone “diverse”.

“Un teatro della socialità, fondato sul lavoro con le persone e non sulla loro diversità – spiega il direttore dello Stabile Giuseppe Dipasquale – La diversità vuole essere intesa come qualità che differenzia una persona da un’altra, non come discriminazione, bensì come valorizzazione della persona stessa. Il teatro è il luogo naturale della diversità, dove questa non solo si manifesta ma è simbolo del teatro stesso”.

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