Caso Cucchi. Bernardini: nessun medico riferì sulle lesioni alle autorità


‘Nel corso del suo calvario dal tribunale all’ospedale Pertini Stefano Cucchi e’ stato visitato e refertato almeno sei volte. Tutti i medici hanno riscontrato ecchimosi e lesioni ma nessuno ha avvertito l’autorita’ giudiziaria. Perche’?’ E’ quanto si chiede la parlamentare Rita Bernardini che questa mattina ha visitato la struttura detentiva dell’ospedale dove il geometra di 31 anni e’ morto il 22 ottobre scorso. L’esponente dei Radicali ha annunciato che in merito sara’ presentata un’interrogazione parlamentare.
‘In genere – ha aggiunto – da parte dei medici c’e’ anzi un eccesso di scrupolo nel riportare eventuali lesioni all’ autorita’ giudiziaria. In questo caso, niente’.
Bernardini, nel corso della conferenza stampa, ha ricordato inoltre che i Radicali da otto giorni stanno praticando lo sciopero della fame per chiedere ‘la calendarizzazione di una mozione, gia’ sottoscritta da oltre 70 parlamentari anche di maggioranza, per aprire in Aula un dibattito sullo stato delle carceri e sulle possibili soluzioni. Le carceri italiane – ha concluso – con l’aumento dei detenuti e il sottorganico degli addetti, sono incostituzionali’
fonte ANSA

www.radioradicale.it/scheda/291855?format=52

a questo link potete ascoltare la egistrazione integrale della conferenza stampa tenuta dai parlamentari subito sopo la visita ispettiva al “Sandro Pertini”

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Londra 2012. Alle Paralimpiadi anche le altre disabilità


di Carmen Morrone

L’International Paralympic Committee ha riamesso le discipline praticate da atleti con disabilità mentale.

«Una notizia che, personalmente, attendevo ed auspicavo da tempo», ha commentato Luca Pancalli, presidente del Comitato Italiano Paralimpico.

A partire dalle Paralimpiadi di Londra 2012, pertanto, gli sport INAS-FID torneranno a far parte del programma paralimpico, a distanza di 12 anni dall’ultima apparizione, datata Sydney 2000.

«In questi anni ho cercato di dare il mio contributo affinché la Paralimpiade fosse un evento sempre più universale – ha aggiunto Pancalli – che comprendesse tutti i tipi di disabilità. Il movimento ‘intellettivo’ lo meritava ed è stato giusto aver dato questo tipo di risposte. Entro la fine dell’anno prossimo verranno definite le discipline interessate. Nel frattempo stiamo lavorando per non farci trovare impreparati. Penso, ad esempio, alla creazione di un equipaggio di adaptive rowing formato da atleti con disabilità mentale ma soprattutto alla costituzione della Fisdir (Federazione Italiana Disabilità Intellettiva) e l’ottimo lavoro che sta svolgendo: tutti segnali senza dubbio incoraggianti per il futuro di questo movimento». «Sono consapevole, altresì, che ci sia ancora molto da lavorare – ha commentato il Presidente del Cip – innanzitutto dal punto di vista delle classificazioni, affinché non si possa più parlare di disabilità di serie A e disabilità di serie B ma anche sotto il profilo della sperimentazione e della promozione, tutti aspetti in cui il CIP deve continuare a giocare un ruolo di primo piano».
«La decisione presa dall’IPC rappresenta un importante obiettivo raggiunto dalla nostra Federazione e, più in generale, dal movimento della disabilità intellettiva e relazionale, perchè di fatto elimina un’anomalia che gravava come un macigno dall’ormai lontana Sidney 2000 – ha dichiarato il Presidente della FISDIR, Marco Borzacchini – grazie a questa decisione, inoltre, si aprono nuovi orizzonti per gli atleti della FISDIR». In questo modo è caduto – ha concluso Borzacchini – l’ultimo diaframma che teneva lontana la disabilità intellettiva e relazionale dal più importante evento paralimpico nel mondo”. da www.vita.it

Un altro caso Cucchi? Torinese muore in carcere a Cuneo. La famiglia: «Non è un malore»


Voglio sapere come è morto mio nipote. Se è stato picchiato, se è stato ucciso da qualcuno». A parlare è Graziella Marchese, 71 anni, nonna di Alessio Scarano, 24 anni, torinese, deceduto nella serata di martedì nel carcere di Cuneo dove, sabato scorso, proveniente dalle Vallette, era stato trasferito.
«Da quello che ci hanno comunicato dalla prigione – spiegano la nonna e lo zio del ragazzo, Roberto Fusaro – Alessio si era coricato sulla branda della sua cella dopo aver partecipato ad una partita di calcio nel campetto del carcere. Poi, quando gli agenti si sono avvicinati, lo hanno trovato cadavere. Ci hanno detto che è morto per cause naturali ma lui stava bene, non aveva alcun problema fisico. Per noi questa morte è un mistero e vogliamo vederci chiaro».
La famiglia si è rivolta all’avvocato Roberto Brizio che ha nominato un perito di parte che questa mattina parteciperà all’autopsia, disposta dal magistrato, sul corpo del povero giovane. Dal carcere di Cuneo confermano la morte sospetta: «Secondo un primo referto, il decesso sarebbe sopraggiunto per cause naturali. In ogni caso è stata avviata un’inchiesta interna al penitenziario e si attendono i risultati dell’autopsia».
Ma, sempre secondo la versione ufficiale, il giovane non sarebbe stato trovato cadavere: «Quando il personale di servizio si è avvicinato per somministrargli una terapia, il ragazzo era ancora vivo, ansimava e si è tentato di rianimarlo, anche se inutilmente».
Alessio Scarano era finito dietro le sbarre nel giugno scorso e avrebbe dovuto scontare una pena di 11 mesi per alcune sentenze passate in giudicato, le ultime si riferivano al furto di autoradio perpetrato nel 2004 in alcuni parcheggi del centro città.
Il ragazzo aveva trascorsi da tossicodipendente ma, come sostengono la madre, Maria Teresa Fusaro e la nonna, «Da almeno un anno era uscito dal tunnel della droga, specie dopo il ricovero presso la comunità Arcobaleno all’interno del carcere torinese». Dunque, il giovane non sarebbe dovuto rimanere in prigione ancora per molto: «A maggio sarebbe uscito – dice lo zio – e, a questo punto, io mi chiedo perché sia stato trasferito a Cuneo».
Portato in quel penitenziario senza avvisare i parenti: «I perché su questa morte sono tanti – aggiunge Claudia, un’amica di famiglia – a cominciare proprio dal trasferimento in un carcere di massima sicurezza che era stato costruito per rinchiudere i brigatisti e che, invece, viene utilizzato anche per i poveracci. Senza contare, poi, che Alessio era ormai a fine pena».
Nessuno sapeva, tant’è che lunedì scorso la madre del giovane si è presentata alle Vallette per incontrare il figlio e solo quando è arrivata lì ha saputo che Alessio era a Cuneo. «Noi, per ora, non accusiamo nessuno – dice la nonna – ma abbiamo dei sospetti e non riusciamo ad accettare una morte così, senza un perché».
L’ultima notizia di Alessio vivo, la famiglia l’ha ricevuta poche ore prima della comunicazione della sua morte, nel pomeriggio di martedì, quando alla nonna è stato recapitato un telegramma proveniente dalla casa circondariale cuneese e spedito lunedì: «Ciao nonna, per favore telefona a mamma e dille che mi hanno portato a Cuneo. Baci nonna, ti voglio bene. Alessio».

da www.innocentievasioni.net

Assegnati all’Italia i Mondiali di volley femminile del 2014 e sorteggiati i gironi per i Mondiali del 2010 in Giappone


di Fabio Casu

La Federazione Internazionale di pallavolo (FIVB) ha assegnato all’Italia l’organizzazione dei campionati del mondo di volley femminile del 2014. Per il nostro Paese si tratta di un ulteriore importante riconiscimento ottenuto in campo pallavolistico, visto che il prossimo anno si giocheranno in Italia i Mondiali maschili. La decisione è stata comunicata al Presedente della Fipav Magri a Tokyo, dove si sono svolti i sorteggi dei prossimi Mondiali. Oltre alle due edizioni della competizione iridata l’Italia organizzerà i prossimi europei del 2011 insieme alla Serbia mentre anche per gli appassionati di beach volley non mancheranno gli appuntamenti: nell’estate del 2011 infatti a Roma si disputeranno i Mondiali sia maschili che femminili.

E sono stati sorteggiati a Tokyo i gironi dei prossimi campionati del mondo di pallavolo femminile, che il prossimo anno si terranno in Giappone. Per l’Italia l’urna non è stata troppo benevola visto che ci sarà subito il big-match contro il Brasile, quasi una finale anticipata, più l’ostica Olanda, finalista agli ultimi europei proprio contro le ragazze di Barbolini. A completare la Pool B ci saranno il Kenya, tra le milgiori squadre africane, la Repubblica Ceca e Portorico. L’Italia, tra le grandi favorite, avrà quindi un inizio complicato, ma anche il girone D, con Russia, Cina e Corea del sud tutte insieme, appare una pool abbastanza incerta. Ecco il quadro completo dei gironi del Mondiale giapponese.

Pool A
Giappone, Serbia, Polonia, Peru’, Algeria, Costarica.

Pool B
Brasile, Italia, Olanda, Kenya, Portorico, Repubblica Ceca.

Pool C
Usa, Cuba, Germania, Kazakhstan, Thailandia, Croazia

Pool D
Cina, Russia, Corea del sud, Turchia, Repubblica Dominicana, Canada.

Lettere: nel nostro sistema carcerario doppia “pena di morte”


di Don Enzo Mazzi, fondatore di Exodus

Quest’anno 63 detenuti si sono uccisi e poco meno di 150 sono morti per altre cause, che vanno dall’assistenza sanitaria disastrata ad altre situazioni poco chiare. Circa 500 i tentativi di suicidio la maggior parte dei quali sventato dai compagni di cella. Come si fa a dire che da noi non c’è la pena di morte? Direi che invece la pena di morte è doppia: c’è la morte fisica prodotta dalle condizioni della carcerazione e la morte sociale dovuta al quasi totale silenzio che grava sul carcere e sui suoi ospiti. Salvo poche eccezioni come quella di Stefano Cucchi.

La morte di Yassine, il ragazzo marocchino morto pochi giorni fa per suicidio nel carcere minorile di Firenze è già archiviato per l’opinione pubblica. La volontà suicida del ragazzo e la constatazione impropria che il carcere era più un luogo di accoglienza che di detenzione dal momento che l’alternativa per lui era la strada e la solitudine sono elementi che attenuano la responsabilità ma non assolvono le istituzioni e la città intera. E soprattutto non ci devono impedire di riflettere sulla situazione dei ragazzi e giovani tuttora reclusi nei carceri minorili dei quale pochi sanno perfino l’esistenza.

Oggi nel carcere fiorentino sono rimasti altri 21 ragazzi. Essi portano dentro di sé un dolore immenso per la morte del loro compagno, del quale hanno raccolto l’ultimo respiro e che hanno vegliato pregando Per alcuni di loro il suicidio di Yassine si somma ad altri già vissuti nonostante la giovane età. “Chi è entrato costantemente nel carcere minorile in questi mesi, non può dimenticare il suo volto. Vogliamo però non limitarci a una espressione di cordoglio, perché siamo consapevoli del fatto che la storia di Yassine non rappresenta un’eccezione”: lo dicono le volontarie di volontari dell’Altro diritto onlus, che frequentano da dieci anni il carcere minorile, in un documento/riflessione.

Le stesse cose denuncia un importante coordinamento di associazioni che a Firenze, come accade in altre città, segue con passione e cura la situazione dei carcerati. L’art. 37 della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, di cui proprio in questi giorni si celebra il ventennale, stabilisce chiaramente che: “L’arresto, la detenzione o l’imprigionamento di un minore devono costituire un provvedimento di ultima risorsa e avere la durata più breve possibile” perché non è uno strumento adatto alla risocializzazione.

Nella stessa direzione va la normativa italiana sul processo penale minorile, considerata come una delle punte più avanzate del mondo occidentale in tema di tutela dei diritti dei minori. Che la detenzione non sia uno strumento formativo lo dimostra il fatto che nello stesso carcere minorile fiorentino la scuola non è mai stata organizzata in modo stabile dal Provveditorato.

La presenza degli insegnanti dipende dalla buona volontà di chi si fa assegnare una classe di scuola elementare in carcere. La scuola media quest’anno non è nemmeno partita per mancanza di fondi. Si dà per scontato che in un periodo come questo, dove la scuola è in sofferenza, l’ultimo problema sia quello della scolarizzazione dei minori detenuti.

Eppure, la scuola non è per loro solo un diritto, ma è anche una delle poche finestre che essi hanno sull’esterno, un modo per impiegare le mattinate altrimenti vuote, tutte passate entro la cinta con un solo squallido cortile. Non basta piangere la morte di un ragazzo nella stanza accanto. Bisognerà premere perché quella stanza non sia la nostra discarica sociale ma un luogo dove possa filtrare almeno un po’ del calore umano che avvolge i nostri figli.

da www.ristretti.it

‘PC…Panelle e Crocché’, arriva solo sul web la prima sit-com tutta siciliana


 Il titolo è accattivante ed evidentemente evocativo, porta con sé i sapori di Sicilia e i promotori giurano che sarà una vera sorpresa. E’ ‘PC…Panelle e Crocché’, la sit-com, ideata da Serverstudio e destinata al mercato via Internet, interamente girata nell’Isola. O, per meglio dire, in uno dei luoghi cult di Palermo, diventato da anni simbolo dell’antimafia: l’Antica Focacceria San Francesco dei fratelli Fabio e Vincenzo Conticello, i due imprenditori che hanno trovato il coraggio di denunciare e far condannare i loro estorsori.

Lo storico locale palermitano, che recentemente ha festeggiato i 175 anni di attività, farà da set cinematografico e il reality racconterà una giornata tipo all’interno della Focacceria tra piatti della cucina di strada e discorsi quotidiani in un’atmosfera popolare. “Non sarà una sit-com sulla mafia – spiega all’Adnkronos Marco Perniciaro, produttore esecutivo di ‘PC…Panelle e Crocchè’ -. Saranno trattati argomenti di cronaca regionale, ma non solo, con un occhio dissacrante. Sarà il contenitore di situazioni comiche e surreali trasmesse in presa diretta, oltre che sui monitor dell’Antica Foccacceria San Francesco, anche su Blog Sicilia, riferimento leader nella citizen comunication nell’Isola, che può contare su una rete di nove blog provinciali”.

”Il web, però, non sarà solo il canale – puntualizza Perniciaro -, ma anche uno dei protagonisti del reality, perché i visitatori di Blog Sicilia (da 8mila a 10mila al giorno, ndr) potranno fornire suggerimenti, spunti e idee per la sit-com”. L’idea, insomma, è quella di una produzione aperta, senza un canovaccio rigido, ma pronta ad accogliere i temi che animeranno l’attualità di Palermo e non solo.

Per Biagio Semilia, amministratore delegato di Serverstudio ed anima di BlogSicilia, “la grande novità dell’iniziativa è rappresentata proprio dalla scelta di girare e mettere in onda sul web la sit com in presa diretta, affidando alla rete, per scelta produttiva, la diffusione di un’immagine nuova e dissacrante della Sicilia e coniugandola con un rinnovata effervescenza imprenditoriale che fa dell’innovazione, ma anche dell’etica d’impresa, il proprio punto di forza”. Quattro le puntate in programma, che saranno trasmesse a cadenza settimanale.

“Poi se il prodotto piace – assicura Perniciaro – potremo pensare di estendere il progetto e coinvolgere magari anche la sede di Milano dell’Antica Focacceria San Francesco e quelle che saranno aperte in Italia e all’estero”.

Sceneggiatrice e regista della fiction in salsa siciliana, che andrà in onda all’inizio del 2010, è la napoletana Fabiana D’Urso, da anni impegnata nel settore cinematografico. “Sono rimasta affascinata dal progetto – spiega – per il suo grado di innovazione e per l’intraprendenza dimostrata dai produttori nello sfidare antiche logiche e consolidate tradizioni per dare un’immagine diversa della Sicilia. Interessante – aggiunge – è anche l’utilizzo del web per trasmettere un prodotto televisivo in presa diretta senza alcun montaggio successivo, sulla scorta di ciò che avviene nelle rappresentazioni teatrali”.

”In realtà – ammette – era un’idea a cui pensavo da po’. Sono un’appassionata di web e volevo scrivere una sceneggiatura breve e comica: da qui la scelta del formato, una web sit-com. Ogni puntata durerà dieci minuti e affronterà un argomento, un tema di informazione legato a quello che succede sul web. ‘The three arancine’, un coro di tre ragazze, due africane e un’italiana, invece, canteranno in diretta la sigla di apertura e chiusura di ogni puntata”. Entusiasta del progetto anche Biagio Semilia, amministratore delegato di Serverstudio.

“Sarà la prima sit-com 2.0, con contenuti prodotti dagli utenti, che Fabiana D’Urso rendere ‘televisivamente’ spendibili”. Intanto, oggi alle 18 prenderà il via nei locali dell’Antica Focacceria a Palermo la selezione dei 15 attori che saranno impegnati nella fiction. “E’ nostra intenzione – spiega Perniciaro – fare dei casting anche in altre città della Sicilia, proprio perché la sit-com non avrà una caratterizzazione esclusivamente palermitana”. Sui personaggi bocche cucite.

“Ci sarà anche un transessuale – si sbilancia Perniciaro -, che sarà interpretato da uno dei trans che si presenteranno alla selezione, senza ricorrere a finzioni sceniche. Ma anche un nano e la figura di un boss mafioso, che dissacreremo. Il resto lo vedrete a gennaio”.

E per scegliere il trans Fabiana D’Urso confessa: “Siamo andati per le vie del centro storico di Palermo con la locandina dell’iniziativa per spiegare loro di che si trattava. Ho trovato tantissimi transessuali interessati a recitare nella sit-com, adesso mi auguro che si presentino al provino”. E Vincenzo Conticello, titolare dell’Antica Focacceria sarà uno dei protagonisti del reality?

“Vorremmo coinvolgerlo, magari come special guest” ammette il produttore esecutivo di Serverstudio. Ma lui, il diretto interessato, nicchia: “E’ un’iniziativa molto interessante, ma non penso di fare l’attore, magari farò la comparsa insieme ai miei clienti”. Tra un piatto di panelle e crocché, ovviamente. Lo storico locale palermitano, che recentemente ha festeggiato i 175 anni di attività, farà da set cinematografico e il reality racconterà una giornata tipo all’interno della Focacceria tra piatti della cucina di strada e discorsi quotidiani in un’atmosfera popolare. “Non sarà una sit-com sulla mafia – spiega all’Adnkronos Marco Perniciaro, produttore esecutivo di ‘PC…Panelle e Crocchè’ -. Saranno trattati argomenti di cronaca regionale, ma non solo, con un occhio dissacrante. Sarà il contenitore di situazioni comiche e surreali trasmesse in presa diretta, oltre che sui monitor dell’Antica Foccacceria San Francesco, anche su Blog Sicilia, riferimento leader nella citizen comunication nell’Isola, che può contare su una rete di nove blog provinciali”.

”Il web, però, non sarà solo il canale – puntualizza Perniciaro -, ma anche uno dei protagonisti del reality, perché i visitatori di Blog Sicilia (da 8mila a 10mila al giorno, ndr) potranno fornire suggerimenti, spunti e idee per la sit-com”. L’idea, insomma, è quella di una produzione aperta, senza un canovaccio rigido, ma pronta ad accogliere i temi che animeranno l’attualità di Palermo e non solo.

Per Biagio Semilia, amministratore delegato di Serverstudio ed anima di BlogSicilia, “la grande novità dell’iniziativa è rappresentata proprio dalla scelta di girare e mettere in onda sul web la sit com in presa diretta, affidando alla rete, per scelta produttiva, la diffusione di un’immagine nuova e dissacrante della Sicilia e coniugandola con un rinnovata effervescenza imprenditoriale che fa dell’innovazione, ma anche dell’etica d’impresa, il proprio punto di forza”. Quattro le puntate in programma, che saranno trasmesse a cadenza settimanale.

“Poi se il prodotto piace – assicura Perniciaro – potremo pensare di estendere il progetto e coinvolgere magari anche la sede di Milano dell’Antica Focacceria San Francesco e quelle che saranno aperte in Italia e all’estero”.

Sceneggiatrice e regista della fiction in salsa siciliana, che andrà in onda all’inizio del 2010, è la napoletana Fabiana D’Urso, da anni impegnata nel settore cinematografico. “Sono rimasta affascinata dal progetto – spiega – per il suo grado di innovazione e per l’intraprendenza dimostrata dai produttori nello sfidare antiche logiche e consolidate tradizioni per dare un’immagine diversa della Sicilia. Interessante – aggiunge – è anche l’utilizzo del web per trasmettere un prodotto televisivo in presa diretta senza alcun montaggio successivo, sulla scorta di ciò che avviene nelle rappresentazioni teatrali”.

”In realtà – ammette – era un’idea a cui pensavo da po’. Sono un’appassionata di web e volevo scrivere una sceneggiatura breve e comica: da qui la scelta del formato, una web sit-com. Ogni puntata durerà dieci minuti e affronterà un argomento, un tema di informazione legato a quello che succede sul web. ‘The three arancine’, un coro di tre ragazze, due africane e un’italiana, invece, canteranno in diretta la sigla di apertura e chiusura di ogni puntata”. Entusiasta del progetto anche Biagio Semilia, amministratore delegato di Serverstudio.

“Sarà la prima sit-com 2.0, con contenuti prodotti dagli utenti, che Fabiana D’Urso rendere ‘televisivamente’ spendibili”. Intanto, oggi alle 18 prenderà il via nei locali dell’Antica Focacceria a Palermo la selezione dei 15 attori che saranno impegnati nella fiction. “E’ nostra intenzione – spiega Perniciaro – fare dei casting anche in altre città della Sicilia, proprio perché la sit-com non avrà una caratterizzazione esclusivamente palermitana”. Sui personaggi bocche cucite.

“Ci sarà anche un transessuale – si sbilancia Perniciaro -, che sarà interpretato da uno dei trans che si presenteranno alla selezione, senza ricorrere a finzioni sceniche. Ma anche un nano e la figura di un boss mafioso, che dissacreremo. Il resto lo vedrete a gennaio”.

E per scegliere il trans Fabiana D’Urso confessa: “Siamo andati per le vie del centro storico di Palermo con la locandina dell’iniziativa per spiegare loro di che si trattava. Ho trovato tantissimi transessuali interessati a recitare nella sit-com, adesso mi auguro che si presentino al provino”. E Vincenzo Conticello, titolare dell’Antica Focacceria sarà uno dei protagonisti del reality?

“Vorremmo coinvolgerlo, magari come special guest” ammette il produttore esecutivo di Serverstudio. Ma lui, il diretto interessato, nicchia: “E’ un’iniziativa molto interessante, ma non penso di fare l’attore, magari farò la comparsa insieme ai miei clienti”. Tra un piatto di panelle e crocché, ovviamente.

fonte Adnkronos