Che pasticcio la grammatica!!!


che pasticcio la grammaticaE’ ben strano che la torre

sia più grande del torrone

ed ancor che più piccina

sia la pulce di un pulcin

che nel cielo stiano i lampi

e i lamponi in un cestino

che la nave stia nel porto

ma non passi dal portone…

Per far piovere a dirotto

ho provato a dire otto

ma non serve non funziona

c’è qualcosa che non va…

per il vin nella cantina

ho portato un bel bottone

ma non serve non funziona

c’è qualcosa che non va…

Per condire il minestrone

ho provato col burrone

ma non serve non funziona

c’è qualcosa che non va, non va…

eppur io l’ho visto scritto

sopra i libri di papà

a me sembra un gran pasticcio…

uffa, c’è qualcosa che non va

c’è qualcosa che non va.

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Lo Zecchino d’Oro rischia di chiudere i battenti


zecchino d'oroLa 52esima edizione, in onda dal 17 al 21 novembre, ci sarà. E questa è la buona notizia. Ci saranno anche lo speciale di Natale e l’ultima registrazione di Music Gate. Ma dal prossimo anno lo Zecchino d’Oro, uno dei programmi più amati dai bambini (di ieri e di oggi) rischia di dover chiudere i battenti. Pare infatti che il centro di produzione dell’Antoniano di Bologna, dove si realizza lo show, non sia messo benissimo, tanto che la Cisl (che intende coinvolgere nella campagna anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano) ha lanciato un appello per salvare la struttura: i contratti non sono stati rinnovati per il nuovo anno e si parla addirittura di cassa integrazione. D’altronde dal 2001 a oggi l’Antoniano ha ridotto notevolmente (da 200 alle 15 attuali) le ore di programmi all’anno che realizzava per la Rai.

Molte delle canzoni dello Zecchino d’Oro, a partire dal lontano 1959, quando Cino Tortorella ideò la manifestazione, hanno costituito e continuano tuttora a essere la colonna sonora dell’infanzia di generazioni di bambini. Sarebbe un vero peccato se quella che è ornmai divenatata una vera e propria istituzione dovesse cessare di esistere. Per questo, nell’appello per salvare l’Antoniano, si insiste sul valore della manifestazione, sul riconoscimento del ruolo culturale che ha avuto nella storia del Paese: è infatti uno dei due centri di produzione di programmi per l’infanzia rimasti in Italia (l’altro è a Torino). Staremo a vedere se l’appello del sindacato di consolidare il rapporto fra il centro di produzione bolognese e la Rai, inserendo l’Antoniano nel contratto di servizio fra la tv pubblica e lo Stato, avrà successo e se si riuscirà a salvare lo Zecchino d’Oro, come già è successo in passato con il suo fratello maggiore, il Festival di Sanremo.

fonte Virgilio

“Bandiera Verde Agricoltura 2009”: domani verrà premiato lo scrittore Andrea Camilleri


bandieraverde-200E’ lo scrittore Andrea Camilleri uno dei premiati di “Bandiera Verde Agricoltura 2009″, che verrà consegnato domani mattina a Roma, presso la “Residenza di Ripetta”. Il premio, promosso dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori, viene conferito ad aziende, territori e personalità che si sono particolarmente distinte nell’ agricoltura sostenibile, nel recupero di tradizioni, nell’innovazione, nell’originalità e nell’ingegno.

La motivazione del riconoscimento allo scrittore Andrea Camilleri risiede “nelle continue ‘immersioni’ del Suo Commissario Montalbano nell’enogastronomia tradizionale e di qualità che rappresentano uno straordinario contributo alla salvaguardia, alla valorizzazione e alla diffusione della conoscenza dell’impareggiabile scrigno di sapori, storia e territori del nostro Paese. Al contempo l’attenzione al cibo, la ricerca di prodotti particolari fanno del Commissario Montalbano e quindi del Suo geniale creatore, un testimone d’eccezione della sapienza e dell’insostituibile attività che gli agricoltori svolgono nella produzione di materie prime, nella tipicità e nella costruzione del paesaggio italiano. Andrea Camilleri è un patrimonio immenso come gli agricoltori e crea un’ immagine positiva del nostro Paese nel Mondo”.

Lo scrittore siciliano, che si è detto felice per questo riconoscimento, ha fatto sapere che sarà presente domani alla cerimonia di premiazione.

da www.newsfood.com

Donne in Jazz 2009


di Daniela Domenici

logo_denne_jazzA Frascati “ControCanto – Donne in Jazz” è arrivata, quest’anno, alla sua settima edizione e prevede cinque importanti  appuntamenti, a cadenza settimanale ogni domenica, tre dei quali “made in Italy”; ritorna da Salerno Carla Marciano e il suo quartet, arriva dagli Stati Uniti Patrizia Scascitelli  con un quartetto che comprende anche altre due compositrici, Danielle di Majo e Caterina Palazzi, e viene ospitata per la prima volta la cantante-compositrice Elisabetta Antonini.

L’unica band straniera arriva dalla Svezia ed è Maria Kvist e il suo “quartet” che si esibiranno il 29 novembre.

Ha iniziato domenica scorsa 8 novembre, il “Santa Cecilia Vocal Ensemble”, un complesso vocale jazz del Conservatorio di Santa Cecilia a Roma, quattro “vocalists” e una pianista, tutte anche compositrici che fanno parte del corso di musica jazz che ha alla guida il maestro Paolo Damiani.

Le quattro vocalists sono Ilaria Forciniti, Ludovica Manzo, Nicoletta Nardi e Vanda Rapisardi e la pianista è Gaia Possenti.

Questo è la scaletta dei brani che le formidabili musiciste jazz hanno interpretato:

–      di Gaia Possenti “Reer”

–      di Carla Bley “Sing me softly of the blues”

–      di Ludovica Manzo “Swwet volcano”

–      ancora di Gaia Possenti “Come le onde”

–      di Teichio “theme from “Eternity and the day”

–      di Joni Mitchell “A case of you”

–      di Nicoletta Nardi “La musica nel vento”

–      di Vanda Rapisardi “Suli fra lu ventu”

–      di Rita Marcotulli “Just feel”

–      con l’arr. Di Nicoletta Nardi “Afro blue”

–      di Hildegard von Bingen con l’arr.to di Gaia Possenti “Quia ergo femina mortem instruxit”.

Se diamo una rapida occhiata alle biografie di queste artiste ci accorgiamo che questa formazione racchiude in sé tutte le “anime” dell’Italia, se così possiamo dire, perché la Forciniti è originaria di Rovereto, la Rapisardi proviene da Erice e le altre tre musiciste sono di Roma; un bel melange di backgrounds musicali diversi che, insieme, danno vita a sonorità particolari e affascinanti.

Libri: un Mussolini quasi inedito autore di un romanzo storico


amante cardinaleUn Mussolini (quasi) inedito, autore di un romanzo storico d’appendice. Torna in libreria dopo decenni di assenza il ‘feuilleton’ ”L’amante del cardinale. Claudia Particella” che l’allora giornalista Benito Mussolini scrisse all’eta di 27 anni. Riproposto solo un paio di volte nel corso del Novecento, in edizioni pressoche’ introvabili, ora la Salerno editrice presenta ”L’amante del cardinale” (pagine 216, euro 13) in una veste curata dal professor Paolo Orvieto, ordinario di storia della letteratura italiana all’Universita’ di Firenze e noto specialista del Rinascimento.

Il romanzo d’appendice del futuro dittatore fascista fu pubblicato a puntate sul giornale socialista ”Il Popolo” nel 1910. Il libro racconta la scandalosa vicenda del travolgente rapporto amoroso tra il principe-vescovo Emanuele Madruzzo e Claudia Particella. La storia della devastante passione del cardinale per la femme fatale dagli ”occhi che sapevano la malia delle velenose passioni” e’ realmente accaduta a Trento nel XVII secolo e ben documentata. Mussolini, gia’ arrestato per aver offeso alcuni esponenti del clero e autore di incandescenti articoli (che firmava col nome di ”Vero Eretico”) contro la Chiesa romana, non ripropone pero’ nel ‘feuilleton’ quel feroce e fanatico anticlericalismo e se la prende con il malcostume e la corruzione delle alte gerarchie ecclesiastiche.

Il romanzo, osserva il curatore Paolo Orvieto, non lascia trasparire soltanto le idee politiche e anticlericali del Mussolini di allora (socialista rivoluzionario e ”catastrofico”, come si autodefiniva), nonche’ le sue idee sulla femmina – corrotta e corruttrice, capricciosa e incontrastata vincitrice sul maschio -, ma colpisce perche’ svela un Mussolini poco noto: autore affascinante, per certi versi, ambiguo, che proietta sui suoi personaggi le proprie pulsioni eversive, le idiosincrasie e le frustrazioni sessuali. Uno scrittore, aggiunge Orvieto, ”tutt’altro che sprovveduto, che cita con disinvoltura Dante e Virgilio, san Francesco e le Sacre Scritture, Machiavelli e Cervantes”. Il romanzo d’appendice del futuro dittatore fascista fu pubblicato a puntate sul giornale socialista ”Il Popolo” nel 1910. Il libro racconta la scandalosa vicenda del travolgente rapporto amoroso tra il principe-vescovo Emanuele Madruzzo e Claudia Particella. La storia della devastante passione del cardinale per la femme fatale dagli ”occhi che sapevano la malia delle velenose passioni” e’ realmente accaduta a Trento nel XVII secolo e ben documentata. Mussolini, gia’ arrestato per aver offeso alcuni esponenti del clero e autore di incandescenti articoli (che firmava col nome di ”Vero Eretico”) contro la Chiesa romana, non ripropone pero’ nel ‘feuilleton’ quel feroce e fanatico anticlericalismo e se la prende con il malcostume e la corruzione delle alte gerarchie ecclesiastiche.

Il romanzo, osserva il curatore Paolo Orvieto, non lascia trasparire soltanto le idee politiche e anticlericali del Mussolini di allora (socialista rivoluzionario e ”catastrofico”, come si autodefiniva), nonche’ le sue idee sulla femmina – corrotta e corruttrice, capricciosa e incontrastata vincitrice sul maschio -, ma colpisce perche’ svela un Mussolini poco noto: autore affascinante, per certi versi, ambiguo, che proietta sui suoi personaggi le proprie pulsioni eversive, le idiosincrasie e le frustrazioni sessuali. Uno scrittore, aggiunge Orvieto, ”tutt’altro che sprovveduto, che cita con disinvoltura Dante e Virgilio, san Francesco e le Sacre Scritture, Machiavelli e Cervantes”.

fonte adnkronos

“Gracias a la vida”


di Violeta Parra (1965)

grazie alla vitaGracias a la vida, que me ha dado tanto
Me dió dos luceros, que cuando los abro
Perfecto distingo, lo negro del blanco
Y en el alto cielo, su fondo estrellado
Y en las multitudes, el hombre que yo amo

Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me ha dado el oído, que en todo su ancho
Graba noche y día, grillos y canarios
Martillos, turbinas, ladridos, chubascos
Y la voz tan tierna, de mi bien amado

Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me ha dado el sonido, y el abecedario
Con el las palabras, que pienso y declaro
Madre, amigo, hermano y luz alumbrando
La ruta del alma del que estoy amando

Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me ha dado la marcha, de mis pies cansados
Con ellos anduve, ciudades y charcos
Playas y desiertos, montañas y llanos
Y la casa tuya, tu calle y tu patio

Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me dió el corazón, que agita su marco
Cuando miro el fruto del cerebro humano
Cuando miro el bueno tan lejos del malo
Cuando miro el fondo de tus ojos claros

Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me ha dado la risa y me ha dado el llanto
Así yo distingo dicha de quebranto
Los dos materiales que forman mi canto
Y el canto de ustedes, que es el mismo canto
Y el canto de todos, que es mi propio canto
Y el canto de ustedes, que es mi propio canto.

Libri: Andrea Camilleri racconta “Un onorevole siciliano”


leonardo sciascia‘Un onorevole siciliano. Le interpellanze parlamentari di Leonardo Sciascia’ e’ il libro di Andrea Camilleri per la Bompiani. L’autore racconta l’esperienza parlamentare di Leonardo Sciascia, attraverso le interrogazioni che lo scrittore di Racalmuto presento’, dalle file del partito radicale, tra il 15 dicembre 1979 e il 31 gennaio 1983. Camilleri, che a Sciascia fu legato da consuetudine e amicizia, ne mette in luce la passione politica autentica; la lucidita’, l’approccio mai ideologico ma sempre ancorato a una analisi dei fatti acuta e spietata, comunque sempre scomoda e insofferente al potere.

Gli argomenti di queste interrogazioni sono di estrema attualita’, allora come oggi; i casi di cronaca affrontati sono tuttora ferite aperte: la mafia, l’uccisione del magistrato Ciaccio Montalto, il caso Pecorelli, il petrolio, l’uso delle armi da parte delle forze dell’ordine. Dalla voce di Andrea Camilleri, e dagli interventi di Sciascia emerge, insomma, un ritratto impietoso di un’Italia incapace di fare i conti con il proprio passato; e colpevolmente sorda alle parole di chi, con tutto il rigore della ragione, dimostrava di amarla.

fonte adnkronos Continua a leggere