“Tutto l’universo obbedisce all’amore”


di Franco Battiato

tuto l'universo obbedisce all'amoreAvara la vita in due fatta di lievi gesti,
e affetti di giornata, consistenti o no,
bisogna muoversi come ospiti pieni di premure,
con delicata attenzione per non disturbare..
Ed è in certi sguardi che si vede l’infinito

Stridono le auto come bisonti infuriati http://www.testicanzone.com
le strade sono praterie, accanto a grattacieli assonati
come possiamo tenere nascosta la nostra intesa
ed è in certi sguardi che si intravede l’infinito

Tutto l’universo obbedisce all’amore,
come puoi tenere nascosto un amore,
ed è così che ci trattiene,
nelle sue catene,
tutto l’universo obbedisce all’amore…

Come possiamo tenere nascosta la nostra intesa
ed è in certi sguardi che si nasconde l’infinito

Tutto l’universo obbedisce all’amore,
come puoi tenere nascosto un amore,
ed è così che ci trattiene,
nelle sue catene,
tutto l’universo obbedisce all’amore…
..obbedisce all’amore..

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La Grand Champions Cup di pallavolo è AZZURRA


di Daniela Domenici

azzurre del volleyLe azzurre del volley hanno battuto le “padrone di casa”, le giapponesi, per 3 a 1 nella finale della Grand Champions Cup in terra nipponica ed è il trionfo della pallavolo italiana “in rosa”; secondo posto per il Brasile che ha “stracciato” la Thailandia 3-0.

Formidabili le nostre pallavoliste, allenate dal mister Barbolini che, dopo lo storico successo sul Brasile di ieri, chiudono alla grande questa competizione mondiale con un ennesimo trionfo.

Le nostre ragazze partono male ma poi si impongono a oltranza nel primo set concludendo con il punteggio di 32-30; vincono anche il secondo set 25-22 ma cedono nel terzo di stretta misura: 26-24. Il quarto parziale è di nuovo appannaggio delle azzurre che concludono  25-18.

E la Grand Champions Cup è italiana grazie alle nostre splendide pallavoliste.

Michela e le altre: lettere dal carcere


lettere dal carcereCara redazione,
sono finita in carcere per la prima (ed unica) volta a quarantacinque anni  perché mio fratello mi ha coinvolto in una storia di riciclaggio di denaro . Inutile dire che non sapevo da dove venivano quei soldi però potevo immaginarlo ed ho accettato lo stesso, senza fare domande. Mi sono limitata a dire  di si come ho fatto quasi sempre nella mia vita. Io e mio marito abbiamo un banco al mercato e quando ero in libertà mi alzavo alle quattro di mattina. Il pomeriggio invece mi dedicavo alla casa e ai miei  figli che quando sono stata arrestata  avevano dagli undici ai sedici  anni.  In carcere  ho  cercato come ho potuto di ingannare il tempo pensando che la mia vita sarebbe tornata ad avere un senso solo  con il mio ritorno a casa.  A poco a poco mi sono adattata: oggi lavoro in cucina, frequento un corso di teatro , ho imparato a usare il computer e  sono molto legata alla mia compagna di cella . Sabato scorso,  dopo quattro anni ,  ho finalmente  avuto un  permesso  di  due giorni  agli arresti domiciliari. All’inizio tutto è stato come un sogno: il pranzo pronto, i parenti venuti a trovarmi, i regali…Ma poi  i miei figli sono usciti ,mio marito si è  messo a  guardare la partita , a letto mi ha ignorato e la mattina dopo è andato a lavorare al banco (dove ora lo aiuta una ragazza straniera). Io sono restata a casa  sola, tra piatti e panni da lavare , cibi da cucinare e congelare per nutrire marito e figli  fino al mio fine pena. Ho mollato tutto e sono tornata in taxi in carcere, tre ore prima del rientro,   contenta di ritrovare la mia stanza e Martina, sconvolta dall’avere capito quanto sono cambiata, ma anche  da una domanda : quante possibilità ha di cambiare vita una donna a cinquant’anni  e pure” pregiudicata”?
Ciao
Michela

da www.innocentievasioni.net