“L’attesa”


da “Il colore dei giorni di un ergastolano” di Sebastiano Milazzo

Nessuno più urla

nessuno più si ribella

tutti indugiano

tutti rimandano

tutti rinunciano.

Cosa ci ha condotto

tanto lontano?

ci deve essere

qualcosa di diverso

per andare oltre.

Prima di sprofondare

nel grande sonno

vorrei sentire

almeno il grido

di una farfalla.

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Stavolta una poesia d’amore fisico di Giovanni Farina che ormai già conoscete…


Copiata e pubblicata…

La tua sottile figura…

una necessità vitale

per la mia esistenza

ossigena il mio cervello.

Sento svegliarsi, al solo pensarti,

il richiamo dell’intimo animale

che vive in me.

Mi inebria la percezione

di fluire nel denso tuo sangue,

dentro di te,

scorrere nelle tue vene

come un fiume che raggiunge

le profondità del mare,

sei viva, reale,

sono dentro al tuo corpo

fai di me un naufrago

mentre affondo

nella liquida ebbrezza

del tuo amore.

Una poesia di Giovani Farina all’ergastolo nel carcere di Siano Catanzaro


Oggi ho ricevuto da Giovanni un centinaio tra poesie e riflessioni in prosa, ne ho copiata una per iniziare ma sono tutte meritevoli di lettura, credetemi…

Cerco di non pensare al passato,

desidero di più il presente

anche se i giorni

se ne vanno

come nebbia al sole,

vedo davanti a me

una luce di speranza

che non mi abbandona mai

anche se la mia vita

si affanna

in questa cornice

angusta e chiusa.

Lascio ai morti

di avere il loro riposo eterno.

Finché sono vivo

voglio essere felice di sperare.

“Lungo il soffio dell’estate”


di Tiziana Mignosa

Sei l’estate che mi stuzzica

il pensiero che accompagna le ore deste

poesia

che di rosso si lascia scivolare

dolce miele alle pareti.

Sei il respiro

delicato sulle palpebre socchiuse

dita affusolate

brivido

sopra l’arco della schiena.

Voglio trovarti

lungo il soffio dell’estate

quando la cicala alla calura canta

e la goccia scende

gusto e voglia sulle labbra.

Sei l’assaggio

che dal ghiaccio del cubetto

sul calore della pelle goccia

contrasto e desiderio

centuplicano il piacere.

Come vento che m’afferra nella notte

sui leggeri polpastrelli

amo raccattare

il fremito tuo nello sfiorarmi

e la luna guarda.

Sei il sorriso

che sul viso mi si specchia

quando mi spalmi gli occhi lungo il corpo

o quando

silenzioso attraversi la mia mente.

Transumanze


di Nunzio Buono

Piove di te il cielo
tra i rami dell’ultimo sorriso
su strade rivolte al sogno

Ti ho goccia lenta
lasciata al mare
nei giorni scritti di un estate

in un cadere
da ciglia e nuvole
sull’antico gelido ritorno

Il vento
ha il volare di favole
sul vetro di uno sguardo

e tra sillabe di passi e l’andare d’autunno
v’è lo scorrere di foglie arrese.

C’è una poesia
che appesa è tra le andate
e tu, che osservi il volo
dentro il silenzio di un lacrimare di neve.

Li
dove si ferma l’attimo
e va di schiena il giorno.

Cultura: al via ‘CicloPoetica 2010’ lungo il corso del Po


Dopo due edizioni del Sicilia Poetry Bike, la poesia in bicicletta approda lungo il corso del fiume Po percorrendo piu’ regioni (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto) per riproporre l’originale consolidato format d’incontri e condivisione di poesia, arti, territori e tradizioni. La programmazione prevede per ogni tappa sul percorso un evento/sosta con artisti locali attraverso reading, performance ed altro in luoghi e orari prestabiliti.

L’iniziativa vuole essere anche un’azione performativa che, nel corso di questa rassegna itinerante, vedra’ azioni congiunte nell’ambito di Bicicliamo, percorrendo tratti con delegazioni di Legambiente e prendendo parte a happening on the road in collaborazione con Poesia Vagabonda eEnrico Lazzarin. Anche quest’anno alcuni media interagiranno col tour. Si partira’ il 2 agosto da Torino proseguendo poi, il 3, alla volta di Frassineto Po per arrivare in Lombardia il 4 agosto con la tappa di Pavia e toccare Piacenza il 5, percorrendo la via Emilia fino a Parma il 6 agosto. Dopo la tappa di San Benedetto Po di sabato 7 agosto, si converge su Ferrara domenica 8, e infine raggiunge Chioggia il 9 agosto per un congedo lungo il lido, alla volta di Venezia, il giorno successivo.

fonte Adnkronos

“Sicilia”


di Angela Ragusa

Terra di suli ,terra d’alligria,
terra d’amuri e di beddi figghi…
tu sula ,sii, Sicilia mia
tu sula a passioni m’arrisbigghi…

Cantanu i ciuri , cantanu l’ aceddi,
canta lu mari cu li pisci in coru
sciogghiunu li sireni i capiddi beddi
lu suli brillìa supra lu granu d’oru…

sugnu luntana ma ju ti pensu
comu nu chiovu dintra a la testa
quannu sacciu ca perdu lu sensu
tornu ‘nti tia e facemu granni festa!