Gelato: l’ultima frontiera è ‘verde’, tra contenitori eco e meno additivi


di Valentina Marsella

Le tendenze estive dell’ice-cream: da quello per i golosi a 4 zampe, con ingredienti ad hoc, a quello kosher secondo le regole ebraiche. E ancora, quelli per le intolleranze e per i più piccoli.

L’Ice Bau
Fonte: immagine dal web

Dal gelato kosher a quello per i 4 zampe.

Le aziende del settore manifestano una ricerca in continua evoluzione e aggiornamento, sia nel campo della sicurezza che nella diversificazione dei prodotti. L’ultima frontiera è il gelato ‘verde’. E tra gli ultimi trend coni, coppe e coppette si mettono in mostra dietro le vetrine delle gelaterie e dei bar sfoggiando look eco-sostenibili.

Per la gioia anche di tanti italiani, grandi

consumatori di ice-cream (solo nel 2010 spenderanno una cifra come 2 miliardi, secondo la Coldiretti) che sanno di gustarsi la prelibatezza fredda dell’estate senza inquinare. Il particolare design dei loro abiti-contenitori, più leggeri e naturali, è stato rigorosamente selezionato da alcuni produttori che hanno scelto un packaging meno pesante, per i gelati artigianali o confezionati, che riduce le emissioni di CO2.

Le gelaterie Grom, ad esempio, si

sono affidate a Novamont per sviluppare un gelato sostenibile al 100 per cento, prima eliminando additivi nei propri prodotti artigianali, poi sostituendo la tradizionale plastica di coppe e cucchiaini con il Master-Bi, la famiglia di bioplastiche tutta italiana completamente biodegradabile e compostabile.

Così, mentre Oltremanica la novità

dell’estate delizia soprattutto il palato degli amici a quattro zampe (a Londra il camioncino K99 distribuisce ai cani gelato sorbetto al pollo o prosciutto con tanto di cialda a forma di osso) in Italia si procede a grandi passi non solo nell’elaborazione di gusti sempre più originali, vedi il latte d’asina da consumare direttamente negli allevamenti, ma anche verso la tutela dell’ambiente.

Ma anche il gelato confezionato fa la sua parte. Stavolta l’iniziativa è

partita dalla Nestlé che punta a ‘zero scarti’. La multinazionale ha infatti ridotto il peso delle confezioni multipack di alcuni classici come Mottarello, Maxibon e Coppa del Nonno evitando l’emissione di 123 tonnellate di Co2. Le imprese, dunque, stanno facendo la loro parte. Ma i grandi numeri si conquistano anche con i ‘piccoli gesti’ dei consumatori.

Ad esempio, sottolinea Comieco, Consorzio nazionale per il recupero

e riciclo degli imballaggi a base cellulosica, se ogni italiano in vacanza differenziasse dal resto dei rifiuti 3 riviste, 3 quotidiani, una scatola dei gelati e la scatola della crema solare, sarebbe possibile raccogliere circa 120mila tonnellate di carta e cartone. Insomma, una eco-vacanza eviterebbe un’intera discarica.

C’è dunque più gusto nel nuovo filone benessere-nutrizione. I gelati

‘leggeri’, cioè a minore contenuto calorico, cominciano a vedersi sempre più frequentemente sia nei banchi del supermercato che in quelli delle gelaterie artigianali. Alcune tendenze sono nate per andare incontro alle esigenze di persone che soffrono di disturbi e intolleranze alimentari, come i diabetici, i celiaci o gli intolleranti al lattosio. O ancora le linee arricchite con frutta, cereali, vitamina C, calcio e fermenti lattici.

Poi ci sono i gelati a base di latte fresco e biscotti pensati apposta per

la merenda dei più piccoli e quelli leggeri, con yogurt, frutta e muesli. E ancora il gelato senza grassi idrogenati, una specialità delle gelaterie ecologiche, e sono i preferiti da chi ha un occhio di riguardo per seguire una dieta sana. Alcune gelaterie preparano invece i gelati kosher, cioè puri e permessi nel rispetto delle regole alimentari di tradizione ebraica. I prodotti sono certificati dal rabbino della comunità ebraica.

E infine, Ice Bau, un gelato preparato appositamente per i cani golosi,

privo di zucchero, uova e cioccolato, senza cioè quegli ingredienti che non sono adatti per l’alimentazione canina, studiato con l’ausilio di un veterinario e servito in apposite coppette o coni senza glutine. Ci sono gusti alla vaniglia, limone, fragola o lampone ed è servito in una gelateria della Liguria, a Celle Ligure, in provincia di Savona.

da http://www.nannimagazine.it

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Vacanze fatate: sulle Dolomiti, tra gnomi e folletti, perché diventare grandi?


L’Alpe di Siusi, sopra Bolzano, d’estate si trasforma nel paese dei Balocchi. Per i più piccoli il divertimento è assicurato, tra cavalcate, arrampicate, corsi di cucina nelle malghe e laboratori di favole.

Notte a Castel Taufers…con fantasma
Fonte: http://www.ahrntal.com

Dietro una cascata, nascosti fra i cespugli e

gli alberi secolari, tra foglie e ruscelletti. Sfuggenti abitanti di un mondo fantastico, gnomi, fate e folletti, saranno protagonisti delle vacanze dei più piccoli in questa estate 2010, in cui nessuno, ma proprio nessuno vorrà più diventare grande. Cavalcate, prime arrampicate, corsi di cucina per bimbi nelle malghe, alla ricerca di streghe e folletti del bosco, osservando gli animali, raccogliendo i frutti, divertendosi nei laboratori di favole: l’Alpe di Siusi sopra Bolzano, con la bella stagione, si trasforma in un vero e proprio ‘Paese dei Balocchi’.

Non solo divertimento e caccia al mistero,

ma infiniti modi per far scoprire e amare ai più piccini le Dolomiti. Tutti i giorni un appuntamento diverso per compilare un ‘diario del cuore’ ricco di colori. Fino all’11 settembre, tutte le settimane saranno buone per scoprire i segreti delle montagne, trascorrendo ore all’aria aperta. Entrare nel Kids Club sarà un gioco da ragazzi nella Regione Vacanze Ortles (Bolzano), dove non mancano grandi piccole occasioni per dare sfogo a creatività e fantasia come il Laboratorio Naturalistico al centro visite Trafoi, che prevede creazioni artistiche composte solo da elementi naturali raccolti nel bosco.

Un altro esempio? Provare a rimanere con

l’orecchio teso per cogliere il cinguettio degli uccelli, osservare la selvaggina, sentire la terra del bosco e bere l’acqua fresca direttamente dal ruscello di montagna: è il programma Vivere il bosco con tutti i sensi. Una recente ricerca ha evidenziato come in questa zona nel cuore del Parco nazionale dello Stelvio, l’aria e l’acqua registrino una bassissima percentuale di inquinamento, e come anche un semplice soggiorno sia in grado di regalare al corpo un benessere immediato. Quale meta di vacanza migliore allora scegliere per i propri bambini? Qui i piccoli ospiti trovano divertimento, relax, sport e scoperta, il tutto in un rapporto strettissimo con l’ambiente, che troppo spesso è lontano dalla vita quotidiana che si trascorre in città.

Notte a Castel Taufers...con fantasmaPer chi non vede l’ora di poter toccare,

accarezzare e montare a cavallo per la prima volta, potrà farlo al maso Ansteinhof di Spondigna. Dai sei anni in su i piccoli esploratori possono provare anche ad andare a scuola di roccia, con il corso di arrampicata con le guide della scuola d’alpinismo Ortler. Le iniziative per i piccoli sono in programma fino alla fine di settembre. L’estate 2010 porta ai bambini e ai ragazzi dai 6 ai 12 anni un programma dall’evocativo titolo Le avventure degli elfi, una combinazione inedita di gioco, sport e magia che incanta i piccoli e i genitori. Gli ingredienti che rendono speciale questo miniclub estivo sono la location e la natura, esaltate dalla fantasia e dalle leggende che abitano le montagne.

Fino al 3 settembre 2010 ogni giorno si parte per una scoperta e il gioco

si fonde con la filosofia dei valori tradizionali delle Alpi, per insegnare il rispetto degli animali, dei luoghi e della storia. In tutto nove programmi che i bimbi scoprono durante il loro soggiorno: giochi medievali in costume a Castel Taufers, la ricerca del tesoro nella Miniera di Predoi, a bordo di un trenino, giocare con gli animali in un tipico maso altoatesino. Qui, i bimbi potranno visitare la stalla, i campi ed i pascoli, e il contadino racconterà loro molte cose del suo lavoro, mentre la moglie insegnerà loro a fare il pane e la marmellata di frutta.

Castel TaufersInoltre ‘Il fienile: circo o palestra?’, dove

truccati da clown si impara a fare i giocolieri; in un maniero alla scoperta del mondo dei nobili cavalli, o una giornata nel fantabosco, giù giù verso le cascate, un pomeriggio di avventura in malga; in giro con il Junior ranger nel Parco Naturale e l’ora del fantasma a Castel Taufers. In quest’ultimo caso, c’è l’opportunità di visitare il castello Tures in modo diverso, perché qui, in alto sui tetti di Campo Tures nelle Valli di Tures e Aurina, è l’ora del mistero.

Tra le mura medievali dell’antica roccia, una

delle più suggestive dell’Alto Adige, i piccoli fantasmi si incontrano per visitare il castello, nel cui cortile i bambini dai 6 anni in su si trasformano in fantasmini e partono per una visita piena di scoperte. Una favolosa fata accompagna i piccoli nel loro viaggio nel passato e narra tutte le storie del castello, incredibili leggende di cavalieri e favole appassionanti. L’accesso agli adulti è rigorosamente vietato.

Familiarizzare con mazze e palline in uno dei più bei 18 buche dell’Alto

Adige è sicuramente un buon inizio per divenire grandi campioni. Corsi di prova dedicati ai bimbi dai 7 ai 14 anni nel Golf Club Passiria Merano. Lezioni di gruppo da 3 a 6 partecipanti. Insomma, nel verde trentino ce n’è per tutti i gusti. Ma attenzione a non fare troppo rumore. Gnomi e fate potrebbero arrabbiarsi, abituati come sono alla quiete dei boschi.

da http://www.nannimagazine.it

Il piccolo disabile e il cucciolo rubato


di Roberto Puglisi

Per sentire questa storia, bisogna smazzarla e dividerla su due piani. Da una parte il comunicato ufficiale, il racconto. Dall’altra, tra parentesi,  il significato.

“I carabinieri di Bagheria hanno proceduto al fermo di indiziato di delitto nei confronti delle sottonotate persone, tra loro sorelle, ritenute responsabili del reato di “furto in concorso, aggravato” poichè posto in essere nei confronti di persona affetta da handicap: Corona Loredana, cl.1982 da Bagheria, operaia, pluri-pregiudicata;  Corona Maria, cl. 1979, da Bagheria, operaia, pluri-pregiudicata”. (E cosa si può rubare a un disabile che scopriremo minorenne? Non puoi rubargli quella che noi stupidi chiamiamo “normalità”, l’imperfetto metro di giudizio con cui misuriamo il mondo. Per rubare qualcosa a un ragazzino che sta così male ci vuole ingegno. E ci vuole anche un cuore cattivo assai).

“Le predette, in data 26.07.2010, alle ore 19.00 circa, per futili motivi connessi ad una lite con una vicina di casa, effettuavano il furto di un cucciolo di cane ai danni del figlio minorenne della stessa, affetto da grave handicap. Il cane veniva strappato dalle mani del ragazzino che lo conduceva al guinzaglio per la pubblica via. Le sorelle Corona, appena commesso il turpe gesto, facevano perdere le proprie tracce al fine di sottrarsi alle indagini dei militari dell’Arma, subito allertata dai genitori del minore nonché da alcuni passanti”. (Ah, ecco. Un cane. Che uno direbbe quasi: che ci importa di un cane. Dipende. Chi ha dimestichezza d’affetto con gli animali sa che sono persone. E che con loro si intrecciano relazioni amorose degne di una vita superiore. Le possibilità di comunicazione sono infinite. Gli animali hanno gesti e sguardi umanissimi. Precipitiamo la circostanza nella vita di un bambino che sta male. Ha solo un cucciolo. Il guinzaglio non gli serve per portarlo, ma per restare attaccato all’amore del mondo. Fanno bene i carabinieri di Bagheria ad indignarsi. Un turpe gesto).

“Solo dopo alcuni giorni – concludono i militari dell’Arma – le sorelle venivano rintracciate presso la propria abitazione: nelle concitate fasi di esecuzione del fermo, le predette profferivano frasi minacciose, all’indirizzo dei carabinieri, motivo per il quale venivano anche deferite per il reato di “minaccia a pubblico ufficiale”. L’ Autorità Giudiziaria (P.M. di turno presso la Procura della Repubblica di Palermo, dott.re Picchi) disponeva la traduzione delle arrestate presso la casa circondariale “Pagliarelli” di Palermo”. (Una sola domanda, perché non è scritto ed è l’elemento più importante della storia, che fine ha fatto il cucciolo di cane? Dalla sua sorte dipende il cammino del suo amico, il cucciolo d’uomo).

da http://www.livesicilia.it

Portate via i bambini da Palermo


di Roberto Puglisi

Palermo si è abituata al cassonetto stracolmo. Lo coccola, lo vezzeggia. Non sente nemmeno più la puzza. Tutto è compiuto.
Sperimentiamo un nuovo tipo di cittadinanza: la sottomissione dei vinti. Le rivolte sporadiche contro chi governa sono le scosse elettriche di un minuto. Questa non è più una città, è un agglomerato urbanistico. E’ una congregazione di case e persone che casualmente si scontrano. E’ un luogo senz’anima e non è neanche bello, secondo le promesse della canzone. Palermo è oscena. L’oscenità non risiede soltanto nella putrefazione delle cose, sta tutta nella nostra assuefazione. Lo spettacolo è visibile, le informazioni ci sono oltre ogni aspettativa. I cassonetti che scoppiano – per citare uno dei tanti esempi di decadimento – sono il sottofondo d’accompagnamento dei nostri spostamenti in macchina. Da Mondello al centro, il pattume si estende con apprezzabile coerenza. Dice: il sindaco, certo. Diego Cammarata dovrebbe dichiarare fallimento, dimettersi e non rilasciare interviste contro una fantomatica campagna di odio, orchestrata da ignoti cospiratori ai suoi danni. Il risentimento che lo circonda è il frutto di una gestione amministrativa scellerata. Questo non giustificherà mai alcuna reazione violenta, beninteso. Ma il minimo che si possa provare per il primo cittadino – sul piano squisitamente politico – è un feroce dissenso dalle azioni che compie e dall’immagine che offre. Siamo ben oltre lo sconsiderato ottimismo del capitano del Titanic che non si avvide dell’iceberg. Siamo alla colata a picco, condita da sorrisi incomprensibili. E mancano – la solita beffa – i soldi per l’orchestrina.
L’attrazione orrida della munnizza di Palermo è un fatto più forte di qualsiasi mistificazione o bugia di Palazzo delle Aquile. Tuttavia, accanto al sindaco non brillano Alcide De Gasperi in sedicesimo. Il prossimo disgraziato inquilino di Villa Niscemi avrà un compito immane. E in giro non scorgiamo nemmeno un quarto di ciò di cui Palermo avrebbe bisogno. La crisi del potere è la crisi della politica. La destra ha strangolato la speranza, presentando un candidato non all’altezza, nonostante una personale buonafede di fondo che riconosciamo a Diego Cammarata e che rappresenta addirittura un’aggravante, un indice puntato contro la sua incapacità gestionale. La sinistra ha strangolato la speranza, non avviando per tempo una riflessione sulla fine e sulla successione dell’esperienza orlandiana. Destra e sinistra, se non pari, sono almeno compartecipi del disastro annunciato.
Uomini, topi e munnizza, ammucchiati alla rinfusa. Questo offre Palermo felicissima che ha perso la sua dignità, intrappolata in una grotta da un malvagio pifferaio magico. Solo un’ultima grazia chiederemmo allora al commendator pifferaio. Torni indietro, suoni il piffero e – come nella favola – porti via tutti i bambini. Nessun bambino merita di crescere qui, nel cuore disperato di Hamelin-Palermo.

da http://www.livesicilia.it

L’autismo, l’ignoranza e l’intolleranza


di Liana Baroni
Solo con l’impegno serio di tutti, la collaborazione tra le istituzioni, le famiglie, le loro associazioni e gli operatori del settore, si può sperare di proseguire nel processo di una migliore cultura solidale e tentare di reggere le spallate che da tante parti sono indirizzate al mondo della disabilità. In ambito ad esempio di persone con autismo, la situazione delle cure e anche gli episodi riportati continuamente dagli organi d’informazione dipingono un quadro davvero scoraggiante

Bimbo seduto su una scogliera davanti al mare e al cielo  che albeggia
Gli organi d’informazione ci trasmettono sempre più spesso notizie di aggressività e intolleranza nei confronti di persone autistiche. La maestra di Spinaceto, presso Roma, che costringe il bambino ad esercitazioni didattiche e lo maltratta [se ne legga nel nostro sito cliccando qui, N.d.R.], le operatrici che a Treviso picchiano i bambini durante il servizio mensa, l’invito, per non dire l’ordine, a un’educatrice ad allontanarsi da un Centro Commerciale di Reggio Emilia perché imbocca una bambina autistica… Un quadro davvero scoraggiante, in cui sembra si torni indietro in quel processo di inclusione sociale, esigibilità dei diritti e di pari opportunità che ci faceva guardare con soddisfazione all’approvazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
Nel campo dell’autismo, poi, vengono pubblicati continuamente libri che parlano del disturbo autistico, alcuni risultato di studi intellettualmente onesti, altri veicoli di marketing per i più disparati approcci pseudoscientifici, che fruttano benefìci certi solo a chi li propone. In questa “babele di informazioni” può essere di aiuto leggere le Linee Guida per l’Autismo della SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria Infantile e Adolescenza) (cliccare qui) e il documento ministeriale prodotto nel 2008 dal Tavolo Nazionale di Lavoro sull’Autismo (cliccare qui), che danno indicazioni molte chiare sul funzionamento della persona affetta da autismo e sugli strumenti educativi di cui necessita.

L’aggiornamento degli operatori che lavorano con la disabilità autistica dovrebbe essere come il pane: qualcosa di prezioso e quotidiano; purtroppo, invece, il pane di molte famiglie che hanno figli affetti da autismo è un pane amaro, salato e stantio: le persone con autismo, infatti, non hanno il diritto di cura, il diritto all’educazione, il diritto all’integrazione. Basti pensare ai pellegrinaggi che le famiglie sono costrette a fare fuori dalle loro ULS per diagnosi e terapie.
Anche le cure più banali diventano complicate: ad esempio, per usufruire delle cure dentarie bisogna rivolgersi a dei Centri specializzati per non Collaboranti e non sempre la propria ULS riconosce alla famiglia le spese sostenute. Gli operatori dei Servizi mancano di aggiornamento, le famiglie si trovano spesso ad elemosinare attenzione, a patrocinare i diritti dei loro figli con un salasso di energie fisiche ed economiche che le rende sempre più angosciate e stanche e a rischio di sfasciarsi.

Questi bambini – che hanno un aspetto bello e intelligente che contrasta con una gravissima alterazione neurologica – non sono compresi nella loro impossibilità di comunicare desideri e necessità, di condividere le loro sensazioni: se non si interviene precocemente, e non si sostiene questa grave disabilità per tutta la vita, si va inevitabilmente verso una situazione di tale gravità che coinvolge sia la persona con autismo con la sua famiglia, sia tutta la collettività per gli alti costi sociali.
Eppure vi sono Regioni in cui vengono spesi continuamente denari pubblici per le persone con autismo, ma spesso sono versamenti a pioggia non supportati da progetti validi, che danno luogo a una qualità di intervento nella maggior parte dei casi inadeguata e molte famiglie sono costrette a sopperire a tali lacune con interventi domiciliari o con case manager* a pagamento.
La frequenza della scuola dell’obbligo dovrebbe in gran parte rispondere alla strutturazione educativa di questi bimbi, ma l’inserimento selvaggio e la mancanza di una continuità didattica e di insegnanti preparati, vanificano anche questa magnifica risorsa.

Da venticinque anni l’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) è schierata per difendere i diritti delle persone affette da autismo, per dare informazioni corrette a stimolare la formazione e la ricerca e per richiedere l’applicazione concreta delle varie delibere e linee guida regionali. Solo in questo modo, infatti, con l’impegno serio di tutti, la collaborazione tra le istituzioni, le famiglie e le loro associazioni assieme agli operatori del settore, si può sperare di proseguire nel processo di una migliore cultura solidale e tentare di reggere le spallate che da tante parti sono indirizzate al mondo della disabilità.

*Presidente dell’ANGSA (Associazione Genitori Soggetti Autistici).
**Con le parole “case management” si intende una tecnica di gestione – in questo caso delle persone con disturbi autistici – orientata allo sviluppo di progetti (riabilitativi) aderenti alle esigenze del singolo.

da http://www.superando.it


Voci da Augusta: proposta per un parco giochi fruibile anche dai bambini diversamente abili


di Salvo Aviello

Parco giochi TUTTIBIMBI, questo il nome proposto per intitolare l’area giochi per bambini situata vicino al palco della musica nella villa comunale, il tema dell’integrazione fra bambini abili e diversamente abili è stato promosso dal commissario UDC di Augusta Salvo Aviello, che ha organizzato una tavola rotonda presso la segreteria cittadina, e alla quale hanno partecipato molte associazioni che si interessano di disabilità, erano presenti Nunzio Riccobello per la ASAMSI, Ciccio Messina per la Augusta Sport Disabili, Giusy Patania dell’associazione BisAbili, Mario Roggio per l’AIAS, Giovanni Pennisi per la S. Giorgio Augusta e Giuseppe Lombardo dell’Unione Italiana Ciechi. ”Ho organizzato questo incontro” ha dichiarato Aviello ”per portare a conoscenza di tutte le persone che a vario titolo sono coinvolte sul tema della disabilità, che è prossimo un intervento di rifacimento e sistemazione della zona adibita a parco giochi nella Villa Comunale. Vogliamo cogliere questa opportunità per sottoporre all’amministrazione il diritto, sinora negato, di tanti bambini disabili di giocare ed interagire negli spazi ludici che il Comune mette a disposizione. Le istituzioni hanno un ruolo di grande responsabilità nel riconoscere l’importanza di gestire bene e in modo accessibile a tutti, inclusi i bambini disabili, gli spazi pubblici per il gioco. Il gioco è un elemento fondamentale nella crescita ed integrazione di ogni bambino, tanto da essere riconosciuto dalle Nazioni Unite come un diritto. E’ per questa ragione che intendiamo proporre all’amministrazione di prevedere ed inserire nel progetto che si sta elaborando la possibilità di rendere fruibile il parco giochi ai diversamente abili, considerando l’idoneità degli accessi e l’istallazione di attrezzature ludiche utilizzabili dalla maggior parte dei bambini, siano essi abili o disabili, creando così quella integrazione che è alla base di ogni civile convivenza. ” All’incontro erano presenti anche il neo assessore provinciale Nicky Paci, Massimo Ziino del direttivo UDC ed il consigliere di circoscrizione Davide Zanti che ha portato la sua esperienza di preparatore atletico in una squadra di diversamente abili. ”Ringrazio le associazioni intervenute per il loro prezioso contributo e non posso che rilevare dal dibattito che ne è scaturito, che troppo spesso questa città si è dimenticata di una grande fascia di cittadini che rivendicano il sacrosanto diritto di vivere gli spazi pubblici al pari degli altri, che quasi sempre si è demandato alle varie associazioni di volontariato di supplire da sole alla vacanza di attenzione delle varie amministrazioni sull’argomento. E’ per questi motivi che porremo il nostro massimo impegno all’interno della giunta e del consiglio comunale, perché ogni argomento trattato tenga sempre in massima considerazione la qualità della vita dei nostri concittadini disabili. A tal proposito,” ha concluso Aviello ” mi faccio promotore di un prossimo incontro, invitando gli assessori competenti Santi Arena e Santino Rinzivillo per coinvolgerli nell’idea del parco giochi TUTTIBIMBI e per comunicarli la nostra massima collaborazione per il raggiungimento di questo nobile obbiettivo.”

Primo parco anti obesita’ per bambini, e’ a Treviso


ROMA – Saltare, arrampicarsi e correre per gioco ma anche per tutelarsi dall’aumento del giro vita gia’ da bambini. A Treviso ha aperto, con questo obiettivo, il primo parco sportivo anti obesita’ per bimbi da 0 a 6 anni. Tra i viali del Primo Sport, questo il suo nome, e’ possibile vedere e consultare veri e propri personal trainer, formati dal comitato provinciale del Coni, che spiegano ai bambini quali giochi fare per restare in forma. L’idea di realizzare un parco giochi anti obesita’ e’ venuta al gruppo Verde Sport, che ha aperto nel maggio scorso la struttura all’interno della Citta’ dello Sport La Ghirarda, ad un chilometro dal centro di Treviso, con accesso del tutto gratuito. I castelli di legno, le scale, il percorso sprint, una riedizione moderna del piu’ noto ‘percorso di guerra’, (costruiti da un’azienda italiana specializzata nella lavorazione del legno) sono stati realizzati con il contributo dei ricercatori della Facolta’ di Scienze Motorie dell’universita’ di Verona, che hanno ideato 7 percorsi di sviluppo delle capacita’ motorie del bambino, suddivisi in aree tematiche: manualita’, mobilita’, equilibrio oppure aumento delle capacita’ del gioco simbolico. Il tutto tenendo conto delle fasce d’eta’ 0-2, 2-4, 4-6 anni. ”Il parco si estende su 2500 metri quadri – afferma Giorgio Buzzavo, amministratore delegato di Verde Sport – ed e’ costato tra i 100 e i 120mila euro. Ora l’idea e’ quella di aprire altri parchi in altre zone d’Italia, attraverso la creazione di una fondazione e cercando partnership pubblico-privato. Mentre con l’universita’ abbiamo in mente di realizzare un progetto di ricerca sullo sviluppo motorio dei bambini”. Primo Sport ha tre diversi accessi, in base all’area in cui si sceglie di giocare e ognuno di questi e’ dotato di tabelloni colorati dove vengono descritti gli esercizi, ”un modo per imitare i grandi – aggiunge Buzzavo – che si allenano nei percorsi sportivi presenti all’interno dei parchi cittadini”. Ai piu’ grandi, mamme, papa’ e nonni che accompagnano i piccoli sportivi viene distribuito un manuale d’uso dei giochi e per la sicurezza degli atleti in erba non c’e’ da temere, su di loro veglia un sistema di videosorveglianza con telecamere che, tramite il bluetooth, dialogano direttamente con i telefonini.

fonte ANSA