Ne me quitte pas


ne me quitte pasNe me quitte pas
Il faut oublier
Tout peut s’oublier
Qui s’enfuit deja
Oublier le temps
Des malentendus
Et le temps perdu
A savoir comment
Oublier ces heures
Qui tuaient parfois
A coups de pourquoi
Le coeur du bonheur
Ne me quitte pas (4 fois)

Moi je t’offrirai
Des perles de pluie
Venues de pays
Où il ne pleut pas
Je creuserai la terre
Jusqu’apres ma mort
Pour couvrir ton corps
D’or et de lumière
Je ferai un domaine
Où l’amour sera roi
Où l’amour sera loi
Où tu seras reine
Ne me quitte pas (4 fois)

Ne me quitte pas
Je t’inventerai
Des mots insensés
Que tu comprendras
Je te parlerai
De ces amants là
Qui ont vu deux fois
Leurs coeurs s’embraser
Je te racont’rai
L’histoire de ce roi
Mort de n’avoir pas
Pu te rencontrer
Ne me quitte pas (4 fois)

On a vu souvent
Rejaillir le feu
De l’ancien volcan
Qu’on croyait trop vieux
Il est paraît-il
Des terres brûlées
Donnant plus de blé
Qu’un meilleur avril
Et quand vient le soir
Pour qu’un ciel flamboie
Le rouge et le noir
Ne s’épousent-ils pas
Ne me quitte pas (4 fois)

Ne me quitte pas
Je ne vais plus pleurer
Je ne vais plus parler
Je me cacherai là
À te regarder
Danser et sourire
Et à t’écouter
Chanter et puis rire
Laisse-moi devenir
L’ombre de ton ombre
L’ombre de ta main
L’ombre de ton chien
Ne me quitte pas (4 fois)

Teramo: pestaggi in cella, polemica


Video denuncia, si muove il ministro

Una registrazione mandata a un giornale locale ha scatenato la bufera sul carcere di Teramo. Nell’audio si sente la voce del comandante delle guardie penitenziarie, Giovanni Luzi, che redarguisce un agente reo di aver pestato un detenuto. Il fatto sarebbe avvenuto davanti a dei testimoni. “Si massacra di sotto, non in sezione. Abbiamo rischiato la rivolta perché il negro ha visto tutto”, dice Luzi. Sulla vicenda si sta muovendo anche il ministro Alfano.

“E’ vero che il detenuto ha fatto così ma è anche vero che lo ha massacrato in sezione. E in sezione non si può massacrare un detenuto, si massacra sotto. Abbiamo rischiato la rivolta perche’ c’era il negretto, il negro che ha visto tutto…”. Frasi nette, che costituirebbero testimonianza di un pestaggio in piena regola di un detenuto, nel rimbombo di un ufficio nel settore del personale del carcere di Castrogno a Teramo. La voce è del comandante delle guardie penitenziarie, Giovanni Luzi. Oggi avrebbe ammesso che la voce è sua.

Il sostituto procuratore David Mancini ha aperto un’inchiesta e ha acquisito il Cd su cui qualcuno, sicuramente un agente, ha riversato l’audio catturato con un telefonino e spedito in busta anonima al direttore del quotidiano locale La Città. La radicale Rita Bernardini chiama in causa il Guardasigilli: “Alfano sotto questo profilo ci sembra un po’ addormentato. Bisogna prendere provvedimenti urgenti perché 61 suicidi sono troppi, il ritmo di crescita dei detenuti è di 800-1000 l’anno, la situazione è grave e Teramo non fa eccezione”. Stesso invito arriva anche dal Pd, che sostiene “la sottovalutazione di quella che è una situazione esplosiva”.

L’appello a identificare e punire gli eventuali responsabili ma a non strumentalizzare, è lanciato dal Sappe, il sindacato autonomo, il cui segretario Donato Capece parla del Corpo, come “istituzione sana, con una onorabilità da difendere da inaccettabili strumentalizzazioni”.

Teramo non è la Guantanamo d’Italia
Il penitenziario di Teramo è, per Eugenio Sarno, segretario generale Uil penitenziari “connotato dalle caratteristiche negative del sistema carcerario italiano, sistema che trasforma la pena in supplizio e il lavoro intortura, e non certo per colpa del personale”. “Possiamo tranquillamente affermare che Teramo non è la Guantanamo d’Italia”, aggiunge Sarno.

“D’altro canto – aggiunge – nel corso della visita abbiamo potuto incontrare due detenuti a cui il personale ha salvato la vita. Per ben due volte , infatti, uno dei due ha tentato il suicidio attraverso il soffocamento con sacchetto di plastica. L’altro è stato salvato con una corda rudimentale già al collo con il chiaro intento di impiccarsi. Tantomeno nessun detenuto, dei tantissimi, ascoltati dall’On. Bernardini ha fatto riferimento a violenze di sorta. A questo punto credo che il caso si sgonfi clamorosamente. Ovviamente ci rimettiamo, comunque, alla Magistratura cui spetta l’accertamento dell’ accaduto e auspichiamo una conclusione delle indagini in tempi rapidi”.

fonte tgcom

Parigi diventa capitale del sonno, denuncia sul web


parigiPARIGI – Parigi sta diventando la “capitale europea del sonno”, sempre più vittima di licenze troppo rigide, regole strette negli orari, lotta al fumo, caro-affitti: la denuncia arriva tramite una petizione su internet da artisti, dj, nottambuli e vari “professionisti della notte”. In pochi giorni, la petizione ha già raccolto circa seimila firme e sarà presentata al ministero della Cultura.

La constatazione degli “addetti ai lavori” è che la Ville Lumiere, ormai “asfissiata da una generalizzata legge del silenzio”, si è trasformata in una città “mortorio”, sorpassata ampiamente da Londra, Berlino e Barcellona. I giovani parigini, si legge oggi sul giornale on line Rue89, non esitano a partire per il fine settimana per andare a fare le ore piccole nei locali notturni delle capitali vicine.

fonte ANSA

Paraciclismo: venerdì al via il mondiale


di Carmen Morrone

paraciclismoA Manchester atleti da medaglia

 Il velodromo di Manchester (Gran Bretagna) ospiterà, da venerdì 6 a domenica 8 novembre i Campionati del Mondo di paraciclismo su pista. Per l’importante appuntamento il Commissario Tecnico della Nazionale di paraciclismo, Mario Valentini ha convocato questi atleti che difenderanno la Maglia Azzurra nella manifestazione internazionale:
Fabio TRIBOLI (G.S. FIAMME AZZURRE) medaglia d’argento nella prova in linea (LC1) ai Mondiali strada di Bognogno, il Campione del Mondo a cronometro  (LC3)
Fabrizio MACCHI (A.S.D.ATESINA CYCLING), Pierpaolo ADDESI (MOVEO A.S.D.), Paolo VIGANO’ (G.S. FIAMME AZZURRE) e l’iridato contro il tempo nella categoria CP4, Michele PITTACOLO                                                          (A.S.D. G.S. ELISA PAVIMENTI E R.).
«Vorrei fare un plauso a tutti gli atleti convocati a questi Campionati del Mondo Pista perché dopo la loro presenza ai Campionati del Mondo strada di Bogogno di settembre, sono riusciti a mantenere alto il loro livello di preparazione. Il nostro obiettivo è infatti di correre questi mondiali lottando per conquistare delle medaglie», dice Mario Valentini. Gli azzurri correranno tutti il chilometro da fermo e l’inseguimento.

Fabrizio Macchi venerdì sera cercherà la consacrazione, inseguendo un altro podio nella gara individuale ad inseguimento del Campionato del Mondo di Paraciclismo su pista. «La medaglia d’oro su strada di settembre mi ha dato fiducia e serenità. Dopo la delusione del 4° posto di Pechino dello scorso anno, a Bogogno salivo in sella carico di aspettative e responsabilità. A Manchester arrivo invece più forte, consapevole dei miei mezzi e con la giusta determinazione per puntare prima di tutto al podio e magari anche qualcosa in più. Ho svolto buoni allenamenti con la Nazionale sul circuito di Montichiari (Bs) e ho la giusta serenità e carica per affrontare nel migliore dei modi questo ultimo importante appuntamento di stagione», considera Macchi.  

L’appuntamento è fissato per venerdì 6 novembre quando Fabrizio scenderà in pista nella prova ad inseguimento individuale di 4 km (mattina qualificazione e serata finali); specialità che gli regalò il bronzo olimpico ad Atene 2004, un argento ai mondiali del 2005 e 2 bronzi a quelli del 2003 e 2006. Su questa stessa pista, tra l’altro, Macchi a fine maggio conquistò la vittoria nella Coppa del Mondo per Disabili.
Sabato 7 Fabrizio Macchi sfiderà invece la sorte nella prova del chilometro da fermo, specialità a lui meno congeniale

 da www.vita.it

Cari amici e amiche,


letteracome potete notare non ci sono più, in questo mio sito, due categorie, quelle forse da voi più amate e più lette: le filastrocche e le gocce di fede.

Forse vi chiederete che fine hanno fatto, ecco la spiegazione: siccome ho trovato uno splendido editore che ha intenzione di inaugurare una collana della sua casa editrice dedicata proprio alle filastrocche e vuole iniziare con le mie mi è sembrato corretto non inserirle più qui ma riservarle a lui; quindi tolgo quelle che nel frattempo avevo pubblicato e vi do appuntamento, se ancora vi andrà di leggermi in quella veste, alla pubblicazione di questa mia “opera prima” di cui, naturalmente, vi aggiornerò in tempo reale.

Grazie per l’attenzione che finora avete riservato a queste mie modeste creazioni artistiche…J

Daniela

A Daniela


di Antonella Sturiale

bambinaUna raffica di parole

in un sorriso bambino.

La semplicità del viso,

l’onestà di cuore.

L’attenzione per gli umili

il battito sensibile

che lacrime versa per commozione

per gioia

per speranza

per rabbia

per abbandono.

Daniela…t’immagino

maestrina di un infinito sogno,

t’immagino bambina stanca

urlante d’ingiustizie.

T’immagino poesia

bramosia,

ti vedo assorta nel dubbio

della vita senza amore.

Ti cerco,

ci cerchiamo

come anime che da tempo

hanno avvicinato

le loro membra.

Ti trovo

e sempre…ti trovo.

E vivo

e sempre…ti vivo

Parliamo…latinorum – breve scherzo leggero sulla mia passione per la lingua latina


di Daniela Domenici

lingua latina–      Sono la nuova direttrice AD INTERIM o, se preferite, PRO TEMPORE

–      Sono stata eletta dopo essere stata esaminata DE VISU con una votazione SEDUTA STANTE pur se alcuni dei votanti l’hanno fatto OBTORTO COLLO

–      Mi ero preparata AD HOC per questa elezione perché sapevo, IN PRIMIS, che erano persone SUI GENERIS e che il loro MODUS VIVENDI si ispira al CARPE DIEM.

–      Dopo aver ottenuto la carica ho salutato i miei elettori con un sentito “AD MAIORA” e dato che sono convinta che REPETITA IUVANT vi annuncio che sarò la vostra direttrice AD LIBITUM.

–      Uno dei soci elettori mi fa giustamente notare che, MUTATIS MUTANDIS, dovrò condurre l’azienda CUM GRANO SALIS perché MALA TEMPORA CURRUNT e, soprattutto, NEEMO PROPHETA IN PATRIA.

–      Ringrazio l’amico dicendogli che sarò pronta a fare un ERRATA CORRIGE ogni qualvolta uno dei soci mi dirà QUO VADIS? O USQUE TANDEM? perché naturalmente EST MODUS IN REBUS. Prometto che sarò sempre SUPER PARTES ma voglio che sappiate che sarò sempre PRIMA INTER PARES, siamo tutti EX AEQUO. E ora, colleghi, SURSUM CORDA e dato che IN VINO VERITAS alziamo i nostri calici e festeggiamo questa elezione AD ABUNDANTIAM.