“Le varie oscillazioni del sorriso”


di Tiziana Mignosa

Quando di gioia

afferri luce e nutrimento

Amore cogli e Amore torni

ma se dello sconforto ne fai esempio

scivola il sorriso

e si disperde

nel limbo senza volto del silenzio.

Ha sabbie mobili il sovrano regno

nascosto sotto crepitanti foglie autunnali

da dolce e vellutato

diventa a volte disperato

ma è più giù ancora

oltre quel buio pesto

che ritrovi il cielo con tutto il suo candore.

“Sfiorami”


di Claudio Crastus

Se un giorno

ti lascerai dietro le spalle

tutti questi cancelli sbarrati

i visi severi, giocondi, tristi

dei ragazzi sepolti quaggiù

lascia di te un solo ricordo

ti prego!

Quando saprai di non dover tornare

guardami una volta sola

come si sprofonda nel cuore di un’amante,

cogli, amore, tutta la polvere

che sovrasta il mio cuore,

soffia e spazza via le mille spine

che inconsapevolmente mi hai piantato

una alla volta sul petto.

Sfiorami il viso,

le labbra,

i capelli

affinché le mie paure si smaterializzino.

Non ricordo più

la sensazione che trasmette una carezza,

un bacio,

un attimo di gioia;

non se solo tu mi parli e sfiori

riesco a immergermi nei tuoi occhi belli e neri

incastonandomi nel tempio del tuo cuore.


da http://urladalsilenzio.wordpress.com


“Canta per me”


di Tiziana Mignosa

Sui dodici rintocchi

canta per me

la gioia che d’arancio esplode

e il sogno custodisce

riflessi d’acqua scintillanti

che negli occhi si specchiano festosi.

Nell’esotica calura

al piacere intenso

palpebre

si cercano e si sfiorano

mentre il calabrone

tratteggia cuori senza nomi tra la terra e il sole.

Canta per me

l’estate colle sue frizzanti voglie

quando la cicala intona

il canto caldo della siesta

e i bimbi

al sonno preferiscono giocare.

Estate

stagione mia diletta

dea indiscussa dell’Amore

sulla trasparenza dell’azzurro

cubetti a gocce

frescura seducente sul bollore.

Lo sguardo è a cerchio

mentre s’accumula tra la pelle e i sensi

il desiderio

che di fumo e buchi

le tasche dei viandanti colma

ti penso … e non ti trovo.

Canta per me

il caldo soffio

quando l’anima

passeggia nuda

tra i pensieri e il mare

e la notte si concede alla magia

quando in silenzio

la luna coglie

i sospiri caduti dalle stelle

sogni e fantasie

che gli uomini

non hanno preso al volo.

“Carezza”


di Angela Ragusa

Forza  virile emana la mano

che sgorga in carezza  su corpo fremente

suadente attorciglia ,spire  di sensi ,

come se chicco di grano

smuovesse da solo macina in pietra.

E sboccia fiore al valzer d’estate

estasiato si offre alla gioia di un tocco

d’aratro rombante, trucco inventato

a stupire l’istinto del perdersi , persi,

sui solchi  graffianti d’amore e passione.

“A volte”


di Tiziana Mignosa

A volte amo respirare il mio passato

quando le foglie

cadendo giù

d’autunno vestono la nostalgia

e il pensiero plana

su quei luoghi inviolati

dove regina

era la gioia.

Col sorriso

d’attimi fodero il mio dolore

mentre la mente mente

negando gelo e inverno.

“Segreto d’amore”


di Angela Ragusa

Agita soffio di labbra
perfora spazi sospinti
nel segreto che ingabbia parole
e mute celano un dire indicibile…

Storia , peccato,incontro d’amanti.
E assiste il mare,
suono notturno di violini a sfiorare
il viso suo, contrasto passione,
alla mani che insinuano
profili di seni spumeggianti di bianco.

Nascosti dal cielo,ladri d’amore
nicchia incavata una fossa di sabbia
a coprire l’inganno al resto del mondo ,
a scoprire la gioia di un amore rubato.

Nasce l’Agenzia della Gioia, con tanti capitani coraggiosi in missione


  di Valentina Marsella
A crearla la Scuola della Pace di Roma, già corsa in aiuto dei bimbi aquilani e haitiani. “Al timone – spiega Italo Cassa – c’è Capitan Gioia, un personaggio immaginario che tutti possono impersonare con il coraggio delle buone azioni”.

La ricerca della felicità. Un tema attuale,   in un mondo che sembra andare a rotoli tra inquinamento, guerre e povertà, su cui hanno scritto anche gli studenti italiani nella loro prima prova della maturità. Cosa pensino i ragazzi della questione, non ci è dato ancora saperlo, ma Italo Cassa, della Scuola della Pace di Roma, ci spiega che la ricerca della felicità è “un concetto un po’ all’americana, qualcosa che muove dall’egoismo umano di cercare successo o altro per se stesso. E la felicità è un concetto diverso dalla gioia, che invece si può dare agli altri in tanti modi”. 

Ecco perchè, la Scuola di Pace ha dato

  vita alla creazione dell’Agenzia della gioia, perchè è un sentimento che non ha limiti. La gioia è l’energia che muove la vita stessa e per questo è inesauribile. Il termine deriva dal sanscrito “yuj” che significa “unione dell’anima individuale con lo spirito universale”, la ricerca di uno stato di completezza, si spiega nel sito del progetto lanciato qualche giorno fa dallo staff di Cassa. Un progetto no-profit, per realizzare un “humus della gioia”, terreni fertili dove conoscere, incontrare, fare, divertirsi, costruire, nuove forme di relazione nel segno della gioia, stendendo un filo di Arianna – ci fa notare il fautore dell’agenzia – nei labirinti di quest’epoca, non aggiungendo quantità alla moltitudine, ma ricercando la qualità dei rapporti umani e sociali delle proposte”.

Al timone di questa nave carica di positività, solidarietà e doni prezioisi,

  ci spiega Italo Cassa, “Capitan Gioia, un personaggio immaginario che abbiamo già fatto conoscere ai bimbi de l’Aquila colpiti dal sisma dell’aprile 2009, su cui è nato anche  un libro. Ma tutti, proprio tutti, possono esser Capitan Gioia, capitani coraggiosi, spingendosi al largo, per trasmettere il coraggio di fare qualcosa di utile e buono”. 

Su Facebook la pagina Capitan Gioia e i bambini de l’Aquila ha già 1.168 fan,

  mentre lo spazio dedicato in generale al capitano coraggioso che infonde questa splendida energia ha già 723 amici, 69 foto e 9 video, ed è pronta a crescere a dismisura, per riempire quella nave immaginaria che salpa sempre verso rotte in cui sorridere. Sempre sul social network più visitato, c’è una pagina dedicata all’iniziativa di solidarietà della Scuola della Pace per i bambini di Haiti: qui, i fan sono 6.496 e crescono a vista d’occhio. 

“L’immagine del bambino salvato dalle macerie che sorride rivedendo la

  sua mamma – si legge nella pagina di Facebook dedicata a questa inziativa, una delle tante di solidarietà della Scuola della Pace – rappresenta meglio di altro quello che vogliamo esprimere. Una scuola della gioia è quindi far si che il sorriso, i sorrisi, possano diventare tantissimi”. 

Dall’esperienza di Capitan Gioia, fa notare Cassa, è nata anche la scuola di

  clown per bambini: nella pagina del sito ‘Giochiamo a fare i clown’ il monito ai piccoli è di riconciliarsi con il proprio corpo, “impariamo ad ascoltarlo, ad ascoltare le sue ragioni profonde – si legge – rispettiamone le esigenze, allentiamo le difese e le tensioni che lo inibiscono, eliminiamo gli squilibri e le paure, liberiamo la sua vera anima, permettiamogli di essere immagine, incarniamone lo spirito. Andiamo oltre la facciata, sotto la pelle”. 

Un invito che non farebbe male neanche al mondo adulto. ”Per prima cosa

  – secondo i promotori – si deve partire dall’idea che la Gioia è un’energia che è principalmente dentro di noi. Al di fuori di noi ci sono i rapporti umani che si muovono sulla Via della Gioia e della Qualità. Il progetto vuole basarsi sulla Coscienza, ricercando e costruendo nuove forme di rapporto, all’insegna della Qualità e della Gioia. Una rete della Gioia può essere quindi stesa partendo da questi presupposti. Persone, attività, scuole, clown, eventi, che si muovono su questo tracciato possono trovarsi e crescere insieme. 

C’è anche La Carta della Gioia. Una card ecologica, non in plastica, senza

  microchip. Collegata a tantissime attività in Italia e all’estero, dove siano stati riconosciuti i criteri di gioiosità. Infatti, fa notare cassa, gioia è nono solo stare bene con se stessi, “ma anche col mondo che ci circonfa, e quindi il rispetto dell’ambiente è uno dei tasselli fondamentali”. Le attività che saranno in Rete realizzeranno e metteranno in opera uno o piu’ mattonelle della Via della Gioia, in quanto le loro proposte, e i rapporti umani e sociali che si andranno a costruire, svilupperanno una crescita della coscienza individuale e di gruppo nella Rete. 

In questi rapporti ci si confronterà anche con quelle che sono le necessità

  materiali della società attuale, ovvero le merci, il lavoro e il denaro, inquadrandole però come mezzi e non come fini, e ricorrendo dove possibile anche a forme di scambio sotto forma di baratto. Ma dove porta la via della gioia? Il punto d’arrivo e di partenza, fanno notare dalla Scuola della Pace, “saranno uguali perché entreremo in un circolo, un flusso di energia senza fine”.

 da www.nannimagazine.it