“Le varie oscillazioni del sorriso”


di Tiziana Mignosa

Quando di gioia

afferri luce e nutrimento

Amore cogli e Amore torni

ma se dello sconforto ne fai esempio

scivola il sorriso

e si disperde

nel limbo senza volto del silenzio.

Ha sabbie mobili il sovrano regno

nascosto sotto crepitanti foglie autunnali

da dolce e vellutato

diventa a volte disperato

ma è più giù ancora

oltre quel buio pesto

che ritrovi il cielo con tutto il suo candore.

“Ti amo, nonna”


di Fabiola Rinaldi

Sveglia al primo canto del gallo e subito all’opera come se dovesse rincorrere il tempo, mani segnate da un lavoro duro che alla fine non dà nessun premio eppure affrontato con parsimonia e diligenza, un viso ormai segnato dal tempo che potrebbe raccontare un’intera vita solamente guardandolo, occhi che col passar degli anni si rimpiccoliscono come se non volessero più vedere l’orrore del mondo, labbra che continuano a elargire benedizioni e consigli, corpo piegato dal tempo ormai attraversato da dolori ma che è stato il tempio della bellezza e della giovinezza pura, piedi ormai stanchi per aver attraversato tempi e spazi ormai lontani, mente che conserva in sé i ricordi più dolci di una famiglia ormai allargata, cuore di una nonna che  batte e scandisce il mio tempo e le mie ore.

DONNA splendida e meravigliosa che fin dal mio primo secondo di vita mi hai tenuta per mano, un grazie per tutto ciò sarebbe nullo in confronto a ciò che tu ancor oggi, nella pienezza dei tuoi 8o anni, mi dai.

La verità non detta


di Fabiola Rinaldi

A volte resto ferma, immobile , osservando tutto ciò che mi circonda, vedo sguardi che si incrociano, labbra che sorridono, mani che si stringono e mi chiedo se tutto ciò realmente porta con sé la parola “amore”. Dicono che sia un sentimento che porta con sé tanta emozione e gioia ma mi sono resa conto che in realtà e’ facile da pronunciare e difficile da affrontare.
I due si incontrano per pura casualità in un posto non a loro appartenente, sembra come se già si conoscano, scambi di sguardi e di sorrisi…e poi???? Quella  verità non detta attraversa le loro menti… e subito entrano nel panico non prestando attenzione a ciò che stanno per perdere ma a  ciò che potrebbe dirne la gente, lui sta li chiuso nei suoi pensieri, vorrebbe trovare la soluzione giusta per uscirne ma anche per vivere questo sentimento ma sa che qualunque soluzione prenderà non sarà mai quella giusta; allora pur di non arrendersi continua dentro di se a interrogarsi e magari…chissà… si interroga proprio su quella verità non detta che, in qualche maniera, avrebbe potuto fermare tutto prima ancora di nascere. Lei è sola, pensa a lui, vorrebbe tendergli una mano per cercare di fargli capire ciò che realmente è disposta a fare per lui, ciò che potrebbe cambiare nella sua vita pur di non perderlo ma non ne ha il coraggio, vuole imparare ad amarlo in segreto auto-convincendosi che forse ci riuscirà mentre copiose lacrime attraversano il suo volto per quella verità non detta…crede che l’unica soluzione sia scappare da lui ma alla fine sa che non ci riuscirà mai perché’ e’ proprio lui che la trattiene promettendole un’ amicizia sincera…forse nessuno saprà mai se quella verità non detta avrebbe cambiato qualcosa…

L’acchiappacani


di Alessandro Mascia

È arrivata l’acchiappacani. Si chiama Enza Licciardello. Determinata, pertinace, intrepida. Animalista? Sì, ma cum grano salis. Feroce quando c’è da sbranare l’onorevole Iva Zanicchi per aver votato la direttiva europea sulla vivisezione. Amorevole quando mette in conto che gli animali, se molto malati, si possono anche abbattere. Salita alla ribalta della cronaca locale per aver denunciato chi aveva osato abbandonare alcuni cuccioli per la strada, da allora si è sentito parlare parecchio di lei. La sua mission: operare per ridimensionare il randagismo nella nostra città.

La ricetta di Enza Licciardello per affrontare la questione randagi prevede alcuni principi base: l’applicazione della legge che obbliga il Comune a occuparsi dei randagi (è tenuto a catturarli, sterilizzarli e, nel caso in cui il canile sia pieno, a reimmetterli nel territorio come cani di quartiere) e la necessità di un terreno recintato da usare quale centro di prima accoglienza per i cani in attesa di adozione. Ovviamente contribuire economicamente, anche con piccole somme, sarebbe di grande aiuto per Enza. “Mantengo cinque cani, di cui uno di grandissima taglia, con 1,60 euro al giorno (complessivi). Sono lindi, puliti, lucidi e in ottima salute”. Ma come è possibile che un privato riesca a mantenere decorosamente cinque cani con una cifra così misurata e al canile, invece, si spendano cifre da capogiro? “Vorrei che qualcuno mi spiegasse – domanda Enza – come mai il canile costa 600 mila euro! Cosa danno da mangiare a questi poveri cani? Crocchette al Beluga? E cosa bevono? Champagne millesimato?”

Il Comune, a quanto pare, fa giusto giusto ciò che gli impone la legge. Provvede alla sterilizzazione, questo sì, ma agita le mani al vento quando gli si prospettano soluzioni sostenibili e, forse, anche migliorative dello status quo. “Ho avuto un incontro con l’assessore Michele Accolla – ha spiegato  – con cui ho parlato delle mancate sterilizzazioni delle cagnette di proprietà, vera causa del randagismo, e ho fatto una proposta che in breve tempo potrebbe portare a ottimi risultati, tra cui l’abbattimento dei costi di gestione, con l’avvio di una serie di interventi miranti tutti al recupero dei cani e non alla loro segregazione”. Ma la vulcanica amante dei cani si scontra quotidianamente con l’indifferenza di chi non vuole, di chi non sa, di chi vorrebbe ma non può. Nel frattempo le notizie di randagi che invadono la città si rincorrono. Alcuni di essi pare abbiano anche aggredito qualcuno.  “Ho presentato un progetto di sensibilizzazione alle scuole medie e mi hanno detto che non ci sono soldi (da notare che non avevo chiesto un euro). Mi sono proposta come volontaria, dunque gratuitamente, e mi son vista fare spallucce”. Enza Licciardello ha raccolto il guanto di sfida, ma lo sfidante si dev’essere addormentato.

Tuttavia le ultime notizie sono incoraggianti. Quattro randagi augustani, accompagnati da Enza e da una staffetta di volontari, hanno raggiunto un rifugio di Pesaro dove rimarranno in stallo fino alla loro adozione. Sono partiti tutti microchippati, puliti, trattati con gli antiparassitari usuali, perfettamente guariti dalle patologie che presentavano al momento della cattura, ma, soprattutto, tutti sterilizzati, anche i due maschi.
Inedita, sopratutto per Augusta, la forma di collaborazione per il trasferimento dei quattro randagi. “Gli enti pesaresi preposti mi hanno facilitato enormemente il lavoro attivando procedure di massima
urgenza al fine di favorire la partenza dei cani”. Le coscienze iniziano a risvegliarsi anche tra i cittadini. Infatti “alcune persone mi hanno contattata per offrirmi stalli provvisori per i cani catturati, altre per offrirsi come volontari, altri ancora mi hanno offerto denaro per il mantenimento e le cure dei quattro cani, altri hanno portato cibo, due farmacie mi praticano regolarmente forti sconti sui farmaci ad uso veterinario, e altre piccole iniziative che nel complesso mi fanno intravedere un cambiamento di tendenza: alla gente non basta più portare da mangiare ai randagi, non vogliono più vederli in strada! Da parte mia sono assolutamente convinta che il randagismo ad Augusta si possa risolvere, così come sono convinta di poter avviare un programma di recupero di questi cani, coltivo il sogno di avviare i migliori soggetti all’addestramento per la ricerca di superstiti in appoggio ai volontari della protezione civile o come cani antidroga e altri servizi sociali dove il fiuto del cane è fondamentale e insostituibile”.

Dove non arrivano l’uomo e le sue leggi, arriva la forza della passione, dell’amore per gli animali. La volontà reale di risolvere il problema annoso del randagismo. Auguri di buon lavoro a Enza Licciardello.

“L’onda che non conosce il bordo”


di Tiziana Mignosa

Mi piace quando d’estate il letto mio

è come l’onda che non conosce il bordo

e la luna bianco raggio

che in silenzio atterra sul mio sogno

o quando il grillo

sull’intensità del blu il suo poetare sparge

mentre l’aria è carezza per il fiore

che l’odore dell’Amore al buio dona.

Mi piace quando di notte

galleggi sulle fiamme dei pensieri a cerchio

e il desiderio si fa strada dentro al sonno

e col languor di te mi desta al mondo.

“L’amante segreta”


di Tiziana Mignosa

Inchiostro
che l’Amore fa col foglio
è voce interpretata
dall’essenza più vicina
a quella più lontana.
Delicata
a volte m’accarezza
foglia che dolcemente plana
o lucida follia
saetta che trapassa.
Delirio acuto
è grido che spacca il buio del silenzio
è Lei la padrona
Amante raffinata
che in mano ha preso la mia vita.
Vestita
di stracci e di mistero
o fluttuanti sete ricercate
l’impeto e la sua foga
mi tolgono il respiro
e nulla assai le importa
della mia stanchezza umana
quando anche nel cuore della notte
mi scuote
e presto mi fa sua.
Col fuoco dentro al bacio Lei mi desta
e Amore si fa Amore
fin quando poi
appagata
mi lascia finalmente riposare.
nota: sono al servizio della Poesia, la mia amante segreta, che anche nel cuore della notte mi viene a trovare.
Io solo un umile canale attraverso il quale Lei s’esprime.

“L’autunno tra i capelli”


di Tiziana Mignosa

Con l’autunno tra i capelli

e l’estate sulla pelle

ho  indossato i calzari dell’Amore.

Immemori

assolvono l’ostile compito

essendo altrove.

Accecanti i lampi

di volontà e catene

mi sbattono alle sbarre sospingendomi là fuori.

Muore il passato sul silenzio

mentre il giorno

la schiavitù libera alla vita.