Volano via le rondini


Sussurrata a quattro mani dal respiro poetico di Marco Casini e Maria Grazia Vai

sulle note del Concerto di Aranjuez Adagio di Joaquin Rodrigo

Pindarici distratti
simbolici e tonanti

– I sogni –

nel vuoto pan di zucchero
che il fato ha costruito

dove finisce l’anima
e il cielo si scolora

Tra foglie
di papavero appassito

e la voce
di un cantore senza nome

– Volano via le rondini –

Chimere, fragili
come cristalli d’acqua

– poesie –

Nel pianto di una rosa
sulla neve partorito

dove si posa il vento, e
cantano gli aquiloni

Ritornerò
frammento d’anima e dolore

nei labirinti,
e i mormorii del cuore

Dove tornano
e vanno a stridere
– e a morire,

anche i gabbiani –

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Lo zucchero accorcia la vita


di Matteo Clerici

zuccheroLo zucchero fa male, e non solo perché ingrassa, ma perché “di per se” capace di ridurre l’aspettativa di vita del 20%.

La scoperta arriva da uno studio dell’Università di San Francisco, diretto dalla professoressa Cynthia Kenyon e pubblicato su “Cell Metabolism”.

I ricercatori hanno lavorato in laboratorio con dei vermi nematodi (“Caenorhabditis elegans”): la scelta è ricaduta su tali creature poiché esse possiedono un processo di longevità molto simile a quello umano. In particolare, il loro DNA possiede due geni (DAF-16 o HSF-1) che controllano il metabolismo del glucosio e la longevità; e tali geni sono presenti anche nel genoma umano.

Aggiungendo solo una minima quantità di zucchero alla dieta dei nematodi, la squadra della professoressa Kenyon ha notato come i due geni si attivassero e l’aspettativa di vita diminuisse del 20%. Detto questo, la ricerca offre anche una speranza ai golosi irriducibili: quando DAF-16 o HSF-1 venivano addormentati i vermetti nutriti allo zucchero vivevano esattamente quanto i compagni la cui dieta era priva di tale alimento; secondo gli studiosi, tale processo è possibile anche per gli esseri umani.

da www.newsfood.com

Fruttosio in eccesso provoca ipertensione


fruttosiodi Matteo Clerici

Il fruttosio è uno zucchero contenuto soprattutto in bibite, succhi di frutta, caramelle, dolciumi e biscotti. Ed il consumo troppo elevato di tale zucchero aumenta nettamente le probabilità di soffrire d’ipertensione.

L’allarme è stato dato da uno studio dell’University of Colorado Denver (sezione Health Sciences Center) diretto dalla dottoressa Diana Jalal e presentato al 42° Congresso dell’American Society of Nephrology in corso a San Diego.

La squadra della dottoressa Jalal ha lavorato con 4528 volontari, prendendo in esame la quantità di fruttosio presente nella loro alimentazione. Essi hanno così scoperto come chi assume più di 74 grammi di fruttosio al giorno (per capire: bastano due lattine al giorno di una qualunque bibita zuccherata) ha un rischio d’ipertensione superiore del 30% rispetto agli altri.

La dottoressa Jalal fa notare come negli ultimi 100 il consumo di fruttosio è aumentato di almeno 4 volte, così come si sono moltiplicate malattie come obesità e malattie cardiovascolari, oltre ovviamente all’ipertensione. Per la studiosa, la crescita di tali disturbi è legata alla crescita dell’uso dello zucchero.

da www.newsfood.com