“L’autunno tra i capelli”


di Tiziana Mignosa

Con l’autunno tra i capelli

e l’estate sulla pelle

ho  indossato i calzari dell’Amore.

Immemori

assolvono l’ostile compito

essendo altrove.

Accecanti i lampi

di volontà e catene

mi sbattono alle sbarre sospingendomi là fuori.

Muore il passato sul silenzio

mentre il giorno

la schiavitù libera alla vita.

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La fede e le montagne


“Conoscete l’espressione “avere una fede che sposta le montagne”.
Si tratta di un’espressione che ora è passata nel linguaggio
corrente, e molti la utilizzano senza sapere che essa ha origine
nel passo dei Vangeli in cui Gesù dice: “Se la vostra fede fosse
grande come un granello di senape, potreste dire a questa
montagna: Spostati! ed essa si sposterebbe”.
Gesù pensava veramente che gli esseri umani potessero cambiare
di posto le montagne? No, perché esse sono esattamente là dove la
Natura, nella sua saggezza, le ha collocate. Allora, cosa sono le
“montagne” di cui parla Gesù? Sono montagne situate
nell’intelletto, nel cuore e nella volontà degli esseri umani:
montagne di oscurità, di egoismo, di pigrizia. Sono queste che
bisogna spostare, e ciò è possibile soltanto con una fede
incrollabile. Quando Gesù era in Palestina, ha forse spostato
delle montagne? No, non si occupava di questo genere di cose.
Eppure, egli ha spostato montagne, regni e interi continenti
nella testa e nel cuore degli esseri umani.”

di Aivanhov

Il presente, il passato e l’avvenire


“Ogni mattina, al risveglio, dite a voi stessi che niente è più
importante che vivere bene l’oggi. In un certo modo, il passato è
sempre vivo: agisce ancora sul vostro presente, ma voi non siete
obbligati a permettergli di prendere il potere. È al presente che
dovete dare il potere, affinché domini il passato, sgominandolo
anche, per trasformarlo.
Quando il passato era “il presente”, era onnipotente. Ora che è
diventato il passato, è subordinato al presente, ed è il presente
ad avere voce in capitolo. Il passato è trascorso, e l’avvenire,
per l’appunto, deve ancora “avvenire”. Sta al presente imporre la
propria volontà, al fine di trasformare il passato e orientare
l’avvenire. ”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Morgana, dalla crisalide alle ali di farfalla


di Roberto Puglisi

Chi la conosce, ha suggerito: “Se scrivi di Morgana, non trattarla come una parentesi originale. Non offrirle un’occhiata morbosa. E’ una persona normale, caparbia, dolce e vera. Guarda oltre, non solo in superficie”. Bè, la superficie è solcata da un paio di occhi che si ricordano, tanto per cominciare. E poi perché dovremmo considerare Morgana Gargiulo un’eccezione alla regola? Perché è un trans? Perché ci sono operazioni di mezzo, a costellare la mutazione avvertita come necessità? Perché è stata scelta per partecipare in un ruolo importante a “Panelle e Crocché”, la prima sit-com sul web? Cè pure quello che non si vede. C’è una strada in salita, la volontà di superare gli le tagliole, fino a raggiungere la propria identità come un premio finale. Un lungo viaggio. Da fuori a dentro. Infine, di nuovo fuori per lasciar emergere il tesoro sepolto da qualche parte nella zona d’ombra, nella conca scandagliata da un cuore speleologo. Uno scherzo della natura? Morgana, casomai, è l’elogio di quel percorso a ostacoli che ci ostiniamo a chiamare normalità

Non la incontro oggi  per la prima volta. Anni fa la intervistai. Era stata appena vittima di una oltraggiosa aggressione razzista, a Palermo, in pieno centro. Morgana aveva i capelli biondi e ricci, allora. Sospirava a fiato grosso accanto a un muro. Il respiro si condensava in piccole nuvole che trattenevano a stento parole rabbiose. “Questa città fa schifo”, disse. Era una sentenza. L’ho riconosciuta dagli occhi.

Morgana, ricorda il nostro primo colloquio?
“Sì”.

Come sta?
“Bene. Sono un po’ influenzata”.

Come sta dentro?
“Benissimo, sono cresciuta”.

Questa città è sempre intollerante?
“No, è cambiata in meglio. Capisco un po’ di più la gente”.

In che senso?
“Sono andata a passeggiare con le mie nipotine in via Lincoln. Gente seminuda già alle sette di sera. Per fortuna, è da tanto che quel mondo non mi appartiene più. Comprendo chi si indigna”.

Lei a chi appartiene?
“A me stessa, finalmente. Ho affrontato il cammino, il mio percorso di trasformazione. Grazie ai miei genitori”.

Che genitori sono stati? Che genitori sono?
“Splendidi. Mio papà faceva il macellaio. Ha saputo. Ha detto: ‘Se ti servono soldi per realizzare il tuo sogno, andiamo in banca subito. Non c’è problema”.

Lei chi è, Morgana?
“Io? La più bella, no? (ride)”.

Aveva i capelli biondi. Ora sono rossi.
“Si cresce”.

Perché ha scelto di partecipare a “Panelle e Crocchè, affrontando il casting e vincendo?
“Per voglia di misurarmi”

Si vuole bene?
“Sì. Però ho un brutto carattere”.

La vedremo nella sit-com Morgana. La prima volta che ci incontrammo, mi capitò di scrivere che la crisalide stava lottando per diventare una farfalla. Questo, forse, è il momento delle ali.

da www.live.it

Accumulare ricchezze…


“Non vi manca che una cosa: la convinzione. Siete ancora divisi,
accettate in voi la biforcazione: dite di aver scelto la vita
spirituale, ma al tempo stesso continuate a vivere come chiunque
altro, preoccupati solo di garantirvi la sicurezza e i successi
materiali. Non si sa mai, pensate, cosa riservi l’avvenire. Chi
conosce il proprio cammino e il proprio scopo non si lascia
assorbire da quelle preoccupazioni. Direte: «Ma bisogna comunque
prevenire il futuro e accumulare delle riserve, assicurarsi in
previsione dei giorni difficili». Se vi preparate per i giorni
difficili, allora di sicuro essi verranno!
In realtà, voi avete già, in una banca, dei forzieri ai quali
potete attingere. Quella banca, alimentata da Dio stesso, è
dentro di voi, nella vostra volontà, nel vostro cuore, nel
vostro intelletto, nella vostra anima e nel vostro spirito.
Decidetevi a mettere a frutto almeno alcune delle ricchezze che
vi sono state donate! ”

Omraam Mikhaël Aïvanhov