“Identico”


di Tiziana Mignosa

Sugli inattesi passi
il battito s’affretta
cristalli di respiro a statua
che la mano
agli occhi tengono.

Compagni d’avventura
sguardo e fiato
di marmo rosa a schegge
rapiti e immobili
s’incollano alla scia della sorpresa.

Vermiglio
e seducente
è il cielo della sera
che in tinta con le gote
esplode insieme al mio piacere.

Fluttuanti filamenti
di miele e fiele
tratteggiano delicate filigrane
boccioli profumati
sulla pelle e il seno.

A te
io parlo
a te che a me ritorni
spettatore inconsapevole
sul mondo che lentamente
ci sbiadisce intorno.

Apparizione
da fare male agli occhi
tu che a lui somigli
identico
ancora più di lui.

Calda
diviene la marea
che a onde
nelle vene
senza fretta scorre.

Paure
e pensieri riesumati
accerchiano la mente
che più non può mentire.

Sorriso e confusione
mi rammentano
di quanto fantasioso e non compreso
a volte sia il copione
che tutti noi viviamo.

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“Frenesia d’averti”


di Maria Grazia Vai

Sulle note di Enigma “ I Love you…I’ll Kill You “

 
E’ quest’idea colma di te
di scarlatte, fruttate voglie
Quando t’immagino nell’incavo dorato dei miei sensi
Quando ti stringo fra lo sguardo e le mie vene
E gli occhi – sudano languore

Ed è allora che mi pungi il respiro
Di piccoli tocchi, leggeri – io fremo
Quando mi avvolgi, come una coppa d’argento, fra le tue mani
Quando mi goccioli sopra le labbra
Stille di fuoco – rosea promessa

E’ quel sapore tenero, dolce vermiglio
dei miei rossori, e di bianche lenzuola
Quando mi slacci – ad uno ad uno – ogni pensiero
Quando la voce si fa cristallo e frenesia
di averti

Averti, qui fra le labbra – eterno, languido tormento.

“Terra caliente”


di Tiziana Mignosa

Scorre nelle vene

il desiderio

si mescola al sangue

in questa  terra arsa

di passione e tormento.

Negli assolati intrecci

d’afa e di cicale

dorati granelli

trasporta il vento

sulle tempestose spiagge

delle segrete del cuore.

Cocenti i ruderi

di miti e d’utopie

sulla sensuale terra

degli infuocati tramonti

in riva al mare.

Zagara e salsedine

tra i capelli

leggende sussurrate

sulla pelle

che d’azzurro e di sole

invadono gli occhi.

Svogliati i meriggi

di variopinti frutti

linfa succosa

gocciola lenta

tra le dita.

Cala il silenzio

sul grano bruciato

quando la cicala intona

la solitaria nenia

alla malinconia del cuore.