Il giorno della felicità di Laura


di Carmelo Caruso

“Signorina Salafia, ha dimenticato di firmare il registro”, e Laura è tornata per mettere un sigillo a quel trenta e lode, la combinazione segreta di quel bottino messo in cassaforte tra i faldoni di segreteria.
“Laura Salafia” e nessuno potrà dire che quel discreto tesoro non è tuo; “No, non lo devi dividere con nessuno” perché quella materia porta le impronte delle tue dita sui fogli che hai fotocopiato in copisteria; il manuale di Historia de la literatura espanola è sottolineato dal tuo lapis rosso come le linee di una carta millimetrata: sì, il rosso, perché a te il blu non piace, è troppo scuro, a te piace il rosso chiaro di quella matita spuntata dalla troppa tempera che hai sbertucciato, il colore delle spiagge che fanno il tappeto all’Africa, e poi sa di fragole.
E puoi sbarrare anche questa dal tuo verbalone: “Ti ricordi quando servivano due pagine per contenerlo tutto? E invece adesso basta mezza pagina, e se ne stanno andando come le nuvole di questa Catania a luglio, perché sono un imbroglio le nuvole di luglio in questa città, tanto lo sappiamo che non piove e che ci farà sudare oggi pomeriggio”.
E allora sappiamo anche che hai la testa da Antonio che già l’hai chiamato per dirgli che è andata “di lusso” e che adesso sarai un po’ più sua e non di Gongora, Quevedo. E lui è contento perché ha le basette da carbonaro e la tua materia vale quanto una cospirazione riuscita, quanto la battaglia di Calatafimi.
Se potesse ti scriverebbe l’articolo su “La Sicilia” e farebbe i complimenti alla sua ragazza. Perché “La Sicilia” è un po’ sua, da lui devono passare tutti prima di scrivere, se ne sta sotto in una piccola stanzetta dietro la sua macchina del caffè, sotto come una metropolitana ascolta la circonvallazione che sbraita arrabbiata e accaldata, e gli arrivano come gocce di una pioggia lontana i ticchettiì dei polpastrelli che battono sulla tastiera.
Puoi comprarlo oggi quel vestito che tanto ti era piaciuto l’altra sera quando insieme ad Antonio siete andati per il corso: “Te lo sei meritato e oggi cominciano pure i saldi, ti ricordi?”
Oggi è la tua giornata perfetta, sei così felice che sembra eccessiva quella felicità tutta per te, vorresti dividerla con qualcuno magari andare da una amica e vedere se anche lei ha espugnato la fortezza-celletta.
Che fai! Ah, ho capito stai guardando quella ragazza con cinquantuno rose con quella collana di perle al collo. Ti piacciono le perle, si vede da come le guardi e anche tu ce l’hai a casa, lì a Sortino, stanno solo aspettando che finisca per essere immortalate dai paparazzi di facoltà e Antonio comprerà tutti gli scatti quando ti proclameranno dottoressa, non finiranno sulla carta stampata ma sul vostro album.
Vai, adesso. Si, la chiesa è chiusa, strano. Se ne sono accorti tutti ma non lo dice nessuno. Un uomo sta camminando goffamente ma non lo vede nessuno.
Aspetta, qualcuno l’ha visto.
Però a te non piace una città dove gli uomini abbiano quattro occhi, e tremare come storpi dalla paura, a te non piace una piazza piena di carabinieri in tenuta antisommossa, o i cellulari della polizia. A te non piace detestare i carabinieri e invocarli quando fa comodo.
Non vuoi leggere quest’estate gialli mafiosi e neppure la parodia della follia giustificata da cavalleria rusticana. Laura vuole semplicemente una città sicura sia a Piazza Dante che a Piazza Indipendenza, da Librino a Ognina, vuole avere fiducia nella legge perché non vuole né un’arma che picchia, né i superpoteri, vuole soltanto che “i siciliani siano nella condizione di scegliere, tra il diritto e il delitto e non tra il delitto e il delitto”. Vorrebbe che in quella piazza non si proiettasse la fine di un eroe, ma sia la via di eroi quotidiani: uomini che scelgono il diritto. Vorrebbe che la città non si svegli di soprassalto ma che accenda le torce durante la notte, che ogni uomo sia la scolta della città.
Laura vuole che sul suo collo si posi la bocca del suo Antonio, perché i baci sul collo sono quelli più audaci, sono quelli più languidi e sciolgono la stanchezza delle serate che finiscono sui libri, sanno di ricompensa
“No, mi corazòn no duerme/El se queda despierto…
No, il cuore di Laura non dorme/Se ne sta lì tutto sveglio/Né dorme né sogna, osserva/ gli occhi chiari aperti/ segnali lontani ascolta/ in margine al gran silenzio.
Se ne sta tutto lì il cuore di Laura, Antonio, e aspetta come la poesia di Machado che tu possa sussurrarla appoggiando la testa sul suo collo trafitto da una bossolo di male.
Aspetta la tua perla.

da http://www.livesicilia.it

Teatro: conversazione di scena con Nicola Piovani all’universita’ Roma Tre


Un musicista all’universita’. Presso il Corso di Laurea Dams dell’Universita’ Roma Tre lunedi’ pomeriggio e’ in programma una ”Conversazione di scena” con Nicola Piovani. Introducono il prof. Luca Aversano e il prof. Elio Matassi. In occasione dell’incontro sara’ presentato lo spettacolo ”Epta. Suite strumentale in sette movimenti per sette elementi” in scena al Teatro Eliseo dal 7 al 9 maggio. Suite orchestrale per sette i musicisti che eseguono un ciclo di sette movimenti, scanditi da sette interventi di voci registrate che recitano frammenti di varia derivazione ispirati al numero sette, al suo fascino nella tradizione poetica, mitologica, biblica e nella matematica contemporanea.

Proseguono cosi’ gli incontri nell’ambito dell’iniziativa Teatro 30 e lode!, che promuove la cultura teatrale all’interno delle Universita’ attraverso la realizzazione di incontri e Conversazioni di scena con i protagonisti della stagione teatrale romana. Sempre all’interno di Teatro 30 e Lode: la promozione dei servizi offerti dalle biglietterie AGIS riservate a studenti universitari, docenti e personale tecnico amministrativo- dove e’ possibile acquistare biglietti per gli spettacoli dei Teatri associati Agis aderenti all’iniziativa (oltre 50) con riduzioni fino al 50% sul prezzo intero e senza alcuna commissione d’agenzia L’iniziativa e’ promossa e sostenuta dalla Regione Lazio, dalla Provincia di Roma e dal Comune di Roma, e realizzata dall’Unione Regionale Agis Lazio in coordinamento con le Universita’ de La Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre

fonte Adnkronos

Parte la trilogia promossa dalla Biblioteca regionale in sinergia con Teatro Stabile e Università di Catania


I lunedì in biblioteca: “Cunta ca ti cuntu. Fiabe, miti e leggende del popolo siciliano in scena” – Primo appuntamento: “Bettapilusa”, lunedì 8 febbraio, ore 18, Biblioteca regionale di Piazza Università a Catania.

 Racconti dalle radici antichissime, ancestrali, profonde; favole da riscoprire, comprendere, metabolizzare. Muove da qui il ciclo “I lunedì in biblioteca: Cunta ca ti cuntu. Fiabe, miti e leggende del popolo siciliano in scena, innovativa rassegna promossa dalla Biblioteca regionale con il fondamentale apporto del Teatro Stabile e la consulenza scientifica della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università.

Nel salone di lettura della Biblioteca regionale di Piazza Università, la trilogia proposta prenderà il via l’8 febbraio alle ore 18, con “Bettapilusa”” (“Pelle d’asino”), inquietante storia di un incesto.

Nei successivi appuntamenti, con cadenza settimanale, saranno rappresentati “La pinna di hu”” (L’osso che canta”, 15 febbraio), triste vicenda di un fratello che per gelosia uccide la sorellina, e ”Colapisci”” (Colapesce”, 22 febbraio), leggenda dell’uomo anfibio che si sacrifica per salvare la Trinacria.

La realizzazione scenica è affidata ad interpreti ed allestitori di spicco. Adattamenti e regia sono di Ezio Donato, uomo di teatro e docente di Pedagogia presso l’ateneo catanese. I movimenti coreografici sono di Donatella Capraro, le musiche di Carlo Insolia, i costumi di Giuseppe Andolfo. Si alterneranno nei ruoli Mariella Lo Giudice, Marco Longo, Ileana Rigano, affiancati dagli allievi della Scuola d’arte drammatica dello Stabile, intitolata a Umberto Spadaro.

Il progetto, condiviso con lo Stabile e la Facoltà di Lettere, conferma la moderna immagine della Biblioteca regionale, propositiva di iniziative fuori dalle righe, che si impongono nella vita dell’intera città. Azione condotta nell’ottica di biblioteca pubblica come territorio aperto a gruppi e associazioni, centro di riflessione e condivisione dei saperi, nodo centrale di una rete con altre istituzioni culturali. L’istituzione, presente nel territorio da oltre 250 anni, con la nuova rassegna promuove in particolare la cultura popolare siciliana, in sintonia con le finalità istituzionali dell’Assessorato regionale beni culturali e dell’identità siciliana, di cui è struttura periferica. E ancora una volta il salone di lettura, per l’occasione trasformato in confortevole auditorium, assumerà una connotazione oramai familiare a chi da tempo segue le proposte musicali, le letture di autori contemporanei e gli accattivanti eventi culturali proposti ad un pubblico quanto più vasto ed eterogeneo.

La fiaba, o “u cuntu”, “Bettapilusa” – adattamento per la scena firmato da Donato e Pina Merdorla, con i citati Marco Longo e Ileana Rigano – riprende il racconto popolare siciliano trascritto da Giuseppe Pitrè nel 1874, ma ancora oggi vivo nella tradizione orale della nostra isola. Una storia raccontata fin dal medioevo e si era diffusa in tutta Europa a partire probabilmente dalla Sicilia per i suoi collegamenti fiabistici con il Medio Oriente. La ritroviamo poi, adattata in forma letteraria, ne “Le piacevoli notti” (1550) di Straparola, nel “Pentamerone” (1634) di Basile, nei “Racconti” (1695) di Perrault, e nelle “Fiabe del focolare” (1812) dei Grimm.

Le versioni siciliane e mediterranee sono comunque le più antiche. Tutte mettono in gioco una trama angosciante: una ragazzina, che nasconde la sua bellezza luminosa sotto una sudicia pelle d’asino, scappa da casa per sfuggire all’attaccamento incestuoso del padre. Pur rimanendo gli elementi perturbanti del racconto, la fiaba lo elabora con l’intenzione di produrre nell’ascoltatore una catarsi, una specie di antiveleno in grado di mettere in guardia dalle tremende violenze che si possono perpetrare fra le mura domestiche, anche all’interno della stessa famiglia.

Alla Kore di Enna Andrea Vecchio e le sue “Ricette di legalità”


Incontro dibattito sulla legalità, venerdì 22 all’Università Kore di Enna, dove alle 11, nell’aula Jean Monnet, sede rettorato, verrà presentato il libro dell’imprenditore catanese Andrea Vecchio “Ricette di legalità” edito dalla casa editrice Novantacento. L’iniziativa dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (Ucsi) in collaborazione con l’università Kore di Enna e Confindustria Sicilia.

Alla presentazione partecipano, oltre all’autore, il rettore della Kore Salvo Andò, il presidente regionale dell’Ucsi Giuseppe Vecchio, il presidente provinciale Ucsi Enna, Renato Pinnisi, il presidente regionale Confindustria giovani, Giorgio Cappello, il direttore della Caritas diocesana di Piazza Armerina, mons. Giuseppe Giugno. “Ricette di legalità” ha rappresentato un bel segnale di speranza, e di ottimismo nella lotta al racket. Un libro che rappresenta un unicum, nella sua originale scelta di una forma narrativa che alterna un vero e proprio ricettario al crudo racconto dei casi di cronaca non edificante dei quali l’imprenditore è stato suo malgrado protagonista.

In questo libro, Andrea Vecchio racconta anni di minacce, attentati, telefonate e lettere anonime. E lo fa intrecciando due sapori, quello amaro di ciascuno di questi momenti, e quello amabile e casalingo dei piatti che ama cucinare e gustare con le persone più care. Ne viene fuori un originalissimo ricettario della legalità, dove la gioiosa preparazione di una pasta con le sarde o di un falso magro si alterna all’angoscia della visita di due manigoldi o allo sgomento per un attentato incendiario in uno dei cantieri della sua ditta.

Si parte, nel libro, dalla pasta con le sarde all’ormai lontano 1982, anno nel quale a casa dell’imprenditore arriva la prima telefonata anonima con la richiesta di un “pizzo” da cinquantamila lire. E attraverso le ricette e le passioni di una vita, si arriva al terribile settembre del 2007 e alla sfilza di attentati incendiari che portano Vecchio quasi alla rovina. Ma proprio da quel Settembre e dal coraggio dell’imprenditore catanese prende il via la nuova stagione di Confindustria Sicilia. Vecchio della sua storia di uomo coraggioso “Io sono solo questo, un uomo leale che vuole dimostrare che con l’onestà si può sconfiggere la mafia.”

da www.livesicilia.it

Catania: prima edizione del premio letterario internazionale “Giovanni Verga”


di Daniela Domenici

Tahar Ben Jelloun con “Partire” edito da Bompiani ha vinto la I edizione del Premio Internazionale “Giovanni Verga”, promosso dalla Provincia Regionale di Catania, assegnatogli da una giuria composta da Giuseppe Castiglione, Vicente Gonzalez Martin, Pasquale Guaragnella, Enrico Iachello, Sarah Zappulla Muscarà ed Enzo Zappulla.

Oggetto del romanzo, come di tutta la produzione dello scrittore marocchino caratterizzata da un forte impegno civile, l’immigrazione clandestina, l’integrazione, la condizione di miseria, l’anelito al riscatto sociale, temi che pongono quest’opera nel solco della lezione etica del grande scrittore siciliano a cui è intestato il riconoscimento.

Per la sezione “Opera prima” è stato premiato Gabriele Pedullà con “Lo spagnolo senza sforzo” edito da Einaudi.

Oggi nell’Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania avrà luogo la cerimonia di consegna a conclusione di un convegno internazionale itinerante intitolato “Verga Europeo” le cui sessioni si sono svolte nei luoghi di ispirazione verghiana: Catania, Vizzini, Acitrezza e Bronte. Vi parteciperanno i maggiori studiosi dell’opera verghiana: Dominique Budor (Francia); Mercedes De Sande (Spagna); Smaranda Elian (Romania); Joseph Farrell (Scozia); Pedro Ladrón de Guevara (Spagna); Helmut Meter (Austria); Rawdha Razgallah (Tunisia); Denis Reidy (Inghilterra); Michael Rössner (Germania); Bart Van den Bossche (Belgio); Zosi Zografidou (Grecia).

La manifestazione è stata inaugurata, al centro fieristico Le Ciminiere di Catania, con “Verga da Vedere. Teatro Cinema Televisione”, una ricca e variegata mostra documentaria, promossa dall’Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano, che ripercorre l’avventura scenica dell’opera verghiana con materiale in gran parte inedito: manoscritti, libri, copioni, spartiti musicali, contratti di edizioni, giornali, fotografie, bozzetti di scena, schizzi, libretti di sala, cartoline-reclame, manifesti, locandine, dépliants, costumi.

Sono in mostra anche le sculture di Salvatore Incorpora, gli abiti di Marella Ferrera, i fumetti di Riccardo Incorpora.

“Viola di mare” a Catania


di Daniela Domenici

Ha avuto stamattina 4 dicembre 2009 presso l’Auditorium “Giancardo De Carlo” del Monastero dei Benedettini di Catania l’incontro-dibattito sul film VIOLA DI MARE di Donatella Maiorca promosso da IDF, Medusa Film, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Sensi Contemporanei, Sicilia Film Commission, Teatro Stabile di Catania, Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano in collaborazione con l’Università di Catania, la Facoltà di Lettere e Filosofia e il Dipartimento di Filologia Moderna.

Tratto dal romanzo MINCHIA DI RE di Giacomo Pilati (Mursia), in concorso al “Festival Internazionale di Roma”, due premi al “N.I.C.E. Film Festival” di San Francisco, è ambientato nella Sicilia della seconda metà dell’800.
Dopo i saluti di Antonino Recca, rettore Università degli Studi di Catania, e di Nicola Leanza, assessore Regionale ai Beni Culturali ed Ambientali e Pubblica Istruzione, sono intervenuti Donatella Maiorca, regista del film, Maria Grazia Cucinotta, attrice e produttrice, Gisela Ovoldi, attrice, Pina Mondolfo, sceneggiatrice e Giovanna Emidi, produttrice.

I giornalisti Nino Amante della Rai e Maria Lombardo de La Sicilia hanno intervistato le ospiti. Ha coordinato l’evento la prof.ssa Sarah Zappulla Muscarà.

Messin.it: 70 redattori e 5000 visitatori al giorno


di Alessio Testa

Sono i numeri di Messin.it , un ponte ideale tra la Sicilia ed il continente. Il web accorcia le distanze.
Messina: 70 redattori  e 5000 visitatori al giorno
Da marzo 2009 un nuovo portale appaga la voglia di informazione dei giovani messinesi, e di tutti gli italiani che navighino – in ogni senso – tra i 13 e i 35 anni.
Grazie al costante impegno di settanta studenti del corso di laurea in “Editoria e Giornalismo” dell’Università di Messina, MessIN  raccoglie quotidianamente approfondimenti e recensioni di ogni genere nelle sue tante sezioni.
Lo staff è fortemente aiutato, nel trattare gli ambiti più “di nicchia” dagli utenti dello stesso portale 2.0, che sono liberi di autopromuovere le loro iniziative, le loro idee, le loro realtà professionali o studentesche.
Nella città dello Stretto si forma dunque una nuova piazza, un luogo che rappresenta tutte le sue declinazioni, che le fa incontrare e migliorarsi tra loro in un caleidoscopico meltin’pot virtuale.

Nato dall’iniziativa di due giovani 22enni,  Gaetano Biondo ed Antonio Catalano, MessIN è cresciuto fino ad oggi, in regime di “editoria pura”, cioè di autofinanziamento, grazie alle capacità creativo-coordinative del primo, alla vena manageriale del secondo, ma soprattutto grazie alla tenacia e al talento dei suoi redattori, che tentano, con un proprio prodotto e con le proprie idee, di farsi strada nel mondo del giornalismo.
Sì, perché MessIN è un “social magazine” aperto ad ogni orientamento politico, culturale e religioso.
Questo anticonformismo è connaturato, ed equilibrato, dall’eterogeneità della redazione e dalla possibilità offerta a tutti i movimenti ed a tutte le associazioni (anche di tipo commerciale, ma previa concessione di una “donazione”) di esprimersi gratuitamente, 24h su 24, in una propria sezione personalizzata e visibile in home page.
Si tratta di MEspace, una spazio per chi vuole mettersi in gioco e in vetrina, sotto l’attenta moderazione dello staff di MessIN.
Il sito web www.messin.it ha una media di circa 5000 visite uniche al giorno.
 
Come hanno potuto due giovanissimi concepire e realizzare, in così breve tempo, un progetto grande e multiforme come questo?
Secondo Gaetano Biondo, «lo spirito di sacrificio, unito ad un pizzico di bravura, fa ottenere risultati inaspettati.
In soli otto mesi, grazie ad un’idea unica sul territorio in cui viviamo, siamo riusciti a collaborare con moltissimi media adulti, a stimolare i ragazzi creativamente con la produzione di format, a diventare vero e proprio snodo tra i giovani ed il mondo dell’informazione…oltre che, con il sito, tra l’informazione, riproposta in modo fresco, e i giovani».
Della stessa opinione è il suo “compagno di avventura”, Antonio Catalano.
Per il responsabile dell’amministrazione progettuale, i progressi di MessIN non possono affatto attribuirsi solo a due persone.
«La nostra unica intuizione è stata quella di lasciare spazio – continua Catalano – alle idee di tutti, dirigendole e trovando ad ognuna la propria collocazione.
Così son saltati fuori splendidi progetti universitari, scolastici, conferenze sul mondo della comunicazione e anche un’opera di bene: un calendario, da noi co-prodotto, con l’associazione “Flawless”, il concorso di Miss Mondo Italia e il fotografo Dino Sturiale, i cui proventi (dilazionati in 60.000 copie distribuite dalla “Gazzetta del Sud“) andranno ad alleviare le sofferenze degli alluvionati della zona sud della nostra città».
Effettivamente MessIN non è oggi solo un social magazine, ma qualcosa di molto più vasto: un modo di aggregarsi ed aggregare, di contare qualcosa, di adattare ai giovani il reale grazie alle possibilità concesse dal virtuale.
«Il programma di ‘MessINsieme’ e ‘MessINateneo’, le due entità a cui legalmente si ascrive MessIN – spiegano alcuni ragazzi dello staff -, mira infatti alla realizzazione concreta di progetti ed eventi che coinvolgano attivamente l’università, la scuola (studenti ed insegnanti) ed il mondo del lavoro; che portino magari chiunque abbia idee, speranze, volontà, ad unirsi a noi».

da www.newsfood.com