Interrogazione dei deputati radicali sul suicidio del transessuale al CIE di Milano


TRANSESSUALE SUICIDA GIORNO DI NATALE NEL CIE DI MILANO: AVEVA DENUNCIATO IL SUO SFRUTTATORE. ERA CONTINUAMENTE MINACCIATA. IN ITALIA PER QUESTO SI E’ ESPULSI!

Interrogazione parlamentare dei deputati radicali – pd INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA Al Ministro dell’Interno

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA Al Ministro dell’Interno

Per sapere – premesso che:

secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, una transessuale brasiliana, Santos Da Costa, nome d’arte Leona, di anni 24, si è impiccata nel Centro di Identificazione ed Espulsione di Via Corelli (Milano) nel primo pomeriggio del giorno di Natale;

Leona aveva denunciato, alcuni mesi fa, il suo sfruttatore ai poliziotti, facendolo arrestare dagli agenti senza però ottenere alcun permesso di soggiorno per motivi di giustizia, sicché da allora viveva costantemente minacciata dal fratello dello sfruttatore, il quale le aveva promesso la morte non appena la stessa avesse fatto ritorno in Brasile;

secondo quanto riferito da alcune prostitute brasiliane, Leona avrebbe ricevuto l’ultima minaccia di morte sul telefonino il 20 dicembre u.s., proprio pochi istanti dopo essere stata condotta nel CIE di Via Corelli;

sembra che la presenza di Leona in Italia non fosse ritenuta strettamente necessaria ai fini dell’indagine, sostenuta da altre numerose prove;

un’altra transessuale brasiliana trattenuta in Via Corelli ha dichiarato che “l’idea di tornare in Brasile sconvolgeva Leona. Era giovane, era la prima volta che veniva arrestata. Era terrorizzata dall’idea di venire ammazzata di botte da quello che la sta aspettando in Brasile. Prima di ammazzarsi ha chiesto alle guardie un tranquillante, ma non glielo hanno dato. Alcuni piangono. Sembrano terrorizzati. Dicono tutti di aver visto il corpo di Leona morta impiccata al termosifone della cella, il cappio fatto con un copriletto di cotone. Dicono pure di aver visto le guardie scherzare davanti al suo cadavere, senza alcun rispetto”;

la morte di Leona è il secondo suicidio avvenuto in un Centro di Identificazione ed Espulsione dall’inizio dell’anno e un’altra morte sospetta è stata registrata nel CIE di Roma;

sulla vicenda è intervenuto anche l’Osservatorio sulle morti in carcere (sostenuto da Radicali Italiani, associazione “Il detenuto Ignoto”; “Antigone”; “A Buon Diritto”, “RadioCarcere” e “Ristretti Orizzonti” che lancia l’allarme sui decessi nei CIE, dove, si ribadisce, non si è formalmente detenuti senza però godere delle garanzie vigenti nelle carceri”:-

se il Ministro sia a conoscenza dei fatti descritti in premessa;

per quali motivi non sia stato concesso a Santos da Costa il permesso di soggiorno per motivi di giustizia;

per quali motivi la transessuale Leona sia stata espulsa dall’Italia nonostante la stessa fosse continuamente minacciata di morte dal fratello del suo sfruttatore che lei stessa aveva denunciato e fatto arrestare;

se intenda avviare una indagine amministrativa interna al fine di appurare se nei confronti della transessuale morta suicida nel CIE di Via Corelli siano state messe in atto tutte le misure di sorveglianza previste e necessarie e quindi se non vi siano responsabilità di omessa vigilanza da parte del personale del Centro;

quali iniziative, più in generale, il Governo intenda assumere per contenere e ridurre i decessi, i suicidi e gli atti di autolesionismo che annualmente si consumano all’interno dei Centri di Identificazione ed Espulsione.

I deputati radicali – Pd:

Rita Bernardini, Marco Beltrandi, Maria Antonietta Farina Coscioni, Matteo Mecacci, Maurizio Turco, Elisabetta Zamparutti

Milano: transessuale brasiliano si uccide in un CIE


transSi è con un lenzuolo alle sbarre della finestra della sua stanza nel di via Corelli. Si è ucciso così un di 34 anni, bloccato domenica scorsa perchè irregolare e portato al Centro di identificazione ed espulsione di .

A dare l’allarme è stato oggi attorno alle 15.30 un altro immigrato trattenuto nel centro. Secondo la prima ricostruzione, il transessuale sarebbe entrato nella sua stanza attorno alle 14. Quindi nessun segnale fino a quando è stato notato il suo cadavere appeso.

Subito sono stati chiamati i soccorsi, è stato portato in infermeria dove sono iniziate, senza esito, le manovre rianimatorie. Poi, quando è arrivata l’ambulanza, il rianimatore non ha potuto che constatarne la morte. Per ora non si sa quale sia stata la causa del . La Polizia ha fatto notare che in questi giorni il non è particolarmente affollato.

da www.blitzquotidiano.it

Solidarietà delle comunità cristiane di base a don Santoro


matrimonio a Le Piagge«Vicinanza e solidarietà» delle Comunità cristiane di base italiane alla Comunità di base delle Piagge e a don Alessandro Santoro, il parroco delle Piagge a Firenze, sospeso da monsignor Betori per aver sposato un transessuale e il suo compagno

 «Chi ha deciso il provvedimento -si legge in una nota- ha un’idea di Chiesa preconciliare, come una realtà di sudditanza verso la gerarchia e di controllo totale da parte del potere. Il ‘Popolo di Diò per loro non esiste».

«La vicenda del matrimonio di Sandra, la donna che ha cambiato sesso -continuano le Comunità cristiane di base- la riteniamo marginale rispetto al provvedimento contro il prete delle Piagge. E comunque è in sè una vicenda anch’essa grave e inquietante”. Per le Comunità cristiane di base italiane, “la Comunità Cristiana di base delle Piagge di Firenze è una realtà viva, che trae forza dal prendersi per mano di tante esistenze che non si rassegnano all’emarginazione propria e degli altri, non si acquattano nell’assistenzialismo, non si contentano di protestare, ma attuano una specie di dissenso positivo e creativo».

«Riteniamo che la comunità ecclesiale, la ‘Ecclesià, abbia il dovere di far sentire la propria voce nei modi che si riterranno opportuni -concludono le Comunità cristiane di base- perchè si sospenda il provvedimento e si convochino gli organismi della partecipazione per consentire a don Santoro e alla comunità delle Piagge di socializzare i problemi che si sono creati e per far sentire loro che la Chiesa non è un organismo burocratico, ma una comunità di persone credenti nell’amore che si parlano, si sostengono, si amano».

 da www.vita.it