Naturismo, nudismo e…


di Daniela Domenici

Non si finisce mai di stupirsi nella vita: può capitare che ti invitino a trascorrere un pomeriggio al mare in una spiaggia naturista e che tu accetti curiosa di scoprire cosa spinga le persone a questa pratica e capire quale sia la differenza tra “naturismo” e “nudismo”, un confine davvero molto labile.

La spiaggia in questione è quella di Capocotta sul litorale di Torvaianica e, nonostante, fossimo stati adeguatamente “preparati” da una persona che la frequenta da anni, dobbiamo ammettere che l’impatto è stato davvero molto forte; ci avevamo rassicurati che avremmo potuto, qualora non ce la fossimo sentita, rimanere col costume nella più totale libertà ed è quello che poi è successo.

Da bravi “resocontisti” abbiamo subito notato che la percentuale di uomini nudi soli era più che doppia rispetto a quella delle donne e questo è stato un primo elemento di riflessione: sono gli uomini ad avere maggior bisogno di libertà oppure sono più esibizionisti o, ancora, sono più disinibiti?

Nell’immaginario collettivo si è portati a pensare che vedere tante persone in versione adamitica possa risvegliare istinti sessuali sopiti, portare a maggiori sollecitazioni erotiche: niente di tutto questo, anzi, vi possiamo assicurare che succede il contrario, diminuisce violentemente, se non addirittura, scende a zero la libido, una tale “esposizione” senza problemi di pudore, di dimensioni, senza più alcun mistero, fantasia e immaginazione azzera qualunque desiderio sessuale!!!

Abbiamo poi notato la presenza di molte coppie e di qualche famiglia con bambini e ci siamo chiesti come questi ultimi vivano una situazione così particolare ma non abbiamo avuto il coraggio di chiederlo; ci è stato detto anche che c’è una tacita “divisione” degli spazi in spiaggia: una zona per i gay, un’altra per le lesbiche e un’altra ancora per coloro che non appartengono a questi “gruppi” e, in effetti, abbiamo notato una grande tolleranza e rispetto reciproci.

Naturalmente c’è anche chi, purtroppo, contravviene a queste regole non scritte e dà spettacolo di voyerismo, esibizionismo e consimili ma sono, fortunatamente, casi rari e isolati: in questi episodi ci è stato detto che si passa dal “naturismo” intenso come forma di assoluta libertà e benessere al “nudismo” utilizzato per scopi specifici che esulano dalla filosofia che sta alla base del naturismo.

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Un pomeriggio letterario in riva al mare – alcune note “leggere” di uno spettatore presente: Gianfranco Iannuzzo


Lo scenario in cui si svolge questa riunione è la spiaggia di Torvajanica dove la leggenda dice che sia approdato Enea (infatti il tratto di spiaggia viene chiamato “Porto di Enea”). Non immaginavamo che tutto si dovesse svolgere praticamente a ridosso della battigia. Quando arriviamo è già quasi tutto pronto: microfono, sedie per i quattro poeti e, a semicerchio, lettini da spiaggia a mò di poltrone. Non conosciamo nessuno ma non possiamo fare a meno di notare che quattro persone (tre donne e un uomo) sono tutti vestiti di bianco. Tra di loro crediamo di riconoscere Tiziana Mignosa, ci facciamo un pò sfacciati e le chiediamo se sia lei; a presentazione avvenuta ci presenta le altre poetesse (l’ unico “maschietto” è impegnato a chiacchierare con altri). Poi andiamo a sceglierci una “postazione” che riteniamo essere buona per le eventuali riprese. Nel frattempo un ragazzo inizia a trasmettere da una console della musica molto romantica (inizialmente, da profani, non ne capiamo il motivo), ci colpisce molto “All by Myself”. Rivolgiamo la nostra attenzione ai protagonisti della serata: tutti e quattro sono impegnatissimi, chi li chiama a destra, chi a sinistra. Alla canzone precedente segue la musica dei Buddha Bar. Capiremo il perchè di questa musica di sottofondo quando verrà intervistata Rita Minniti. Il cielo si rannuvola un pò ma nel complesso si sta bene. Alle 19.50 circa si inizia. Vengono presentati i poeti e il signore con il cappello (che, se non andiamo errati, si chiama Gottardo) inizia a leggere le poesie di cui non ricordiamo l’esatto ordine cronologico. Sappiamo per certo che per ultima è stata letta la poesia di Nunzio Buono a cui è seguita la relativa intervista biografica quindi partiamo dal presupposto che inizialmente sia stata letta la poesia di Rita Minniti a cui è seguita l’ intervista. Poi crediamo che sia toccato a Maria Grazia Vai, quindi a Tiziana Mignosa della quale è stato letto un brano del suo secondo romanzo: “Perchè”. Dopo di lei (o prima di lei, non ricordiamo esattamente) si è messo a piovere e per cercare un riparo per la videocamera, ci siamo un attimo distratti saltando la poesia di Maria Grazia Vai ma in compenso abbiamo salvato l’ intervista. Chi è stato presente non ha potuto fare a meno di ammirare il bel tramonto che minuto dopo minuto si realizzava all’ orizzonte. Poi, finite la lettura delle poesie e le interviste, si era pensato bene di leggere qualche altra poesia dal libro “Piuma d’ anima” ma il tempo ieri sera aveva deciso di essere dispettoso così, recitati i primi versi della prima poesia, ci si è dovuti arrendere a chi in quel momento sembrava essere il più forte: la pioggia; pioggia che ha smesso di “onorarci” della sua presenza solo quando ha capito che ormai ci eravamo arresi: niente lettura delle poesie! Si acquistino i libri prima che diluvi! Invece… ha smesso! Così abbiamo avuto l’ opportunità di scambiare qualche parola con i protagonisti della serata magari “estorcendo” loro qualche dedica sul libro. Poi, inesorabilmente, il sole è scomparso oltre l’ orizzonte e a noi è toccato andar via. Peccato…proprio una bella serata!