“Il pensiero” da “Il lupo e il filosofo” di Mark Rowlands


p. 150-151

…”Il pensiero è come un groppo in gola che sis ente salire lentamente, adagio, e con lui sale anche la dolce promessa del sollievo. Poi, però, ci si rende conto che si tratta di un vicolo cieco e il groppo, il blocco, scende di nuovo nello stomaco e si cementa dentro, duro, ostinato e sgradevole come un cattivo pasto. Magari, dopo un po’, si intravede una strada nuova e la speranza rinasce, ma il pensiero non è ancora pronto e si inabissa di nuovo. Non si può costringere un pensiero a farsi pensare più di quanto si ossa costringere un coniglio a farsi catturare. Il pensiero arriverà – e il coniglio verrà catturato – solo al momento giusto. Tuttavia non si può neppure ignorare il p0ensiero e limitarsi semplicemente ad aspettarlo: bisogna mantenere alta la pressione su di esso, altrimenti non arriverà mai. E alla fine, se si è fortunati e diligenti, il pensiero arriva e a quel punto uno è in grado di pensare qualcosa che prima per lui era troppo difficile da pensare. Il sollievo è innegabile ma non è questo il punto. Presto si passerà al pensiero successivo  tutto il penoso processo ricomincerà”…

“You go to my head”


by Gillespie and Coots

You go to my head and you linger like a haunting refrain
And I find you spinning ‘round in my brain
Like the bubbles in a glass of champagne
You go to my head like a sip of sparkling Burgundy brew
And I find the very mention of you
Like the kicker in a julep or two

The thrill of the thought that you might give a thought to my plea
Cast a spell over me
Still I say to myself get a hold of yourself
Can’t you see that it never can be

You go to my head with a smile that makes my temperature rise
Like a summer with a thousand Julies
You intoxicate my soul with your eyes
Though I’m certain that this heart of mine
Hasn’t a ghost of a chance in this crazy romance
You go to my head
You go to my head

the great Billie Holiday sings this song

http://www.youtube.com/watch?v=LGNc1yLGPug