Scherma, nuoto, tennis, pallavolo: il momento d’oro dello sport italiano… in rosa


di Daniela Domenici

sportDue domeniche di vittorie travolgenti per le nostre azzurre: l’8 novembre scorso, sui campi di terra rossa del circolo “Rocco Polimeni” di Reggio Calabria, le nostre formidabili tenniste Pennetta, Schiavone, Errani e Vinci, capitanate dal coach Corrado Barazzutti, hanno battuto con uno schiacciante 5 a 0 le avversarie statunitensi aggiudicandosi la Fed Cup per la seconda volta dopo quella del 2006.

Le nostre splendide pallavoliste, allenate dal trainer Barbolini, dopo aver trionfato agli Eurovolley, ieri, hanno battuto in finale, dopo aver sconfitto,  negli incontri precedenti, le atlete della Repubblica Dominicana e quelle del Brasile, le padrone di casa giapponesi e hanno così vinto la Grand Champions Cup di volley.

Nei mesi scorsi abbiamo assistito a un altro trionfo dello sport azzurro al femminile, quello delle nostre ragazze della scherma in Polonia, senza dimenticare i successi delle formidabili nuotatrici azzurre: è un momento davvero d’oro per lo sport italiano “in rosa”; si conclude così un 2009 pieno di successi per le azzurre di queste discipline sportive di cui, forse, non si parla quanto si meriterebbero.

E noi siamo qui per questo, per dare spazio a questi sport, per essere la loro cassa di risonanza e provocare un’eco che si scavi la sua nicchia tra calcio e formula uno i quali, purtroppo, sembrano essere gli unici argomenti di sport di cui parlare sia in Tv che sui giornali.

Sbagliando…non si impara


di Monica Maiorano

sbagliando non si imparaSi è sempre detto che sbagliando s’impara, a quanto pare invece, sono i successi che favoriscono gli apprendimenti. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Neuron.

Per apprendimento s’intende l’insieme dei processi che, provocando una modificazione dei vecchi modelli di comportamento o l’acquisizione di nuovi, consente all’individuo una migliore conoscenza ed un migliore adattamento all’ambiente. Nell’apprendimento è quindi implicato un cambiamento nell’interazione tra il comportamento dell’organismo e gli eventi ambientali.

Gli studi condotti sul comportamento delle scimmie, da Earl Miller insegnante di Neuroscienze al Massachusetts Institute of Technology hanno dimostrato che proponendo un compito, l’animale quando raggiunge un risultato positivo, memorizza l’informazione di aver compiuto il gesto corretto e tende a ripetere lo stesso comportamento nel tempo. In caso invece di errore è stato osservato che non si ottengono miglioramenti neanche in tempi successivi.

Alle scimmie veniva proposto un videogioco: se appariva sullo schermo un uomo con la pipa gli animali dovevano voltarsi verso sinistra. Se appariva un semaforo, dovevano voltarsi a destra. L’unico modo per imparare l’associazione giusta era procedere per tentativi, attraverso una serie di successi ed errori. Nel frattempo Miller e i suoi colleghi misuravano l’attivazione dei neuroni delle scimmie in due aree cerebrali specifiche, la corteccia prefrontale, che armonizza pensieri e azioni e l’area dei gangli basali che controllano i movimenti.

E’ stato osservato che voltandosi dal lato sbagliato, le scimmie non ricevevano nessun premio, l’attivazione dei loro neuroni durava meno di un secondo e nei tentativi successivi non compariva alcun miglioramento. Mentre in caso di risposta corretta e quindi ricompensa, l’attivazione delle cellule celebrali durava molto a lungo: cinque secondi circa, il tempo necessario per arrivare alla domanda successiva.

La ricerca dimostra dunque che almeno a livello dei neuroni si impara di più dai successi che dai fallimenti.

Studi simili sono stati condotti, all’università di Leida, sugli uomini e pubblicati sul Journal of Neuroscience. Sono state evidenziate delle differenze a seconda dell’età dei volontari. Nei bambini tra 8 e 9 anni funziona molto bene il meccanismo dell’apprendimento attraverso i successi. A 12 anni anche i fallimenti cominciano a lasciare il segno sulla memoria del cervello. Da adulti invece si impara in maniera altrettanto efficiente sia nel caso di successi che insuccessi.

La conclusione dunque è che l’apprendimento è un fenomeno complesso, ancora oggi non si dispone di una teoria in grado di coglierne tutti gli aspetti ma è comunque sostanzialmente riconosciuto il fatto che vi siano più tipi di apprendimento diversi tra loro e diversi i fattori che lo influenzano.

Fonte: Repubblica.it

Per lo sport un anno di successi al femminile


fed cpROMA – Le ragazze del tennis salgono sul tetto del mondo. E lo fanno con una grande prestazione alla punta dello stivale, sulla terra rossa di Reggio Calabria. Confermando la tendenza ormai consolidata nello sport italiano di una prevalenza di successi femminili, le azzurre battono 4-0 gli Stati Uniti e riportano in Italia la Fed Cup, la coppa Davis delle donne. Bissando il successo già ottenuto in Belgio nel 2006, Flavia Pennetta, Francesca Schiavone, Sara Errani e Roberta Vinci compiono un’impresa straordinaria, vincendo davanti al pubblico di casa e con le pressioni che tutto ciò comporta. Poco importa se tra le americane non vi fossero le sorelle Williams. Niente può mettere in discussione il valore del successo ottenuto sul centrale del circolo del tennis Rocco Polimeni di Reggio Calabria, a cominciare dalle formazioni battute per arrivare alla finale: Francia e Russia.

Una consapevolezza che è prima di tutto del capitano, Corrado Barazzutti: “queste ragazze hanno riscritto la storia del tennis italiano. Credo che sia una delle squadre più forti in assoluto dello sport italiano. Lasceranno un libro con scritte cose meravigliose”. Barazzutti, che nel 1976 contribuì all’unico successo italiano in Coppa Davis e di trofei se ne intende, è apparso emozionato come poche altre volte quando ha sollevato al cielo la Fed Cup, dopo che le sue ragazze avevano cantato a squarciagola l’Inno di Mameli. “La prima vittoria – ha detto – è stata straordinaria, ma la seconda va oltre il limite”.

Barazzutti non vuole fare parallelismi tra le squadre maschili e femminili, ma ai “maschietti” un suggerimento lo dà: ripartano dalla vittoria delle ragazze. E loro, le ragazze, cosa ne pensano del fatto che sono più vincenti degli uomini? Flavia Pennetta si schernisce: “Non penso che siano da meno, magari devono essere un po’ più gruppo anche loro”. La brindisina, subito dopo l’ultimo colpo del match vinto 7-5 6-2 con la Oudin, si è inginocchiata lasciandosi andare ad un pianto liberatorio: “rispetto al 2006 – spiega – siamo un po’ più mature e la vittoria si è assaporata un po’ di più. Poi, in casa, con la famiglia, tutti gli amici, è bello”. Tutte le azzurre, sottolineano l’importanza del gruppo nella festa di Reggio, importante anche per la Calabria come sottolineato dai presidenti di giunta e consiglio regionale, Agazio Loiero e Giuseppe Bova, e dal sindaco Giuseppe Scopelliti. “Penso – dice la Schiavone – che questo team sia, in assoluto, il migliore con il quale ho vissuto l’esperienza della Fed Cup. Auguro alle più giovani di trovare altre due sostitute con le quali poter vivere, assieme altre vittorie”. Il successo delle azzurre giunge a conclusione di una giornata che, in avvio era apparsa incerta. La Pennetta, infatti, opposta alla numero uno statunitense, Melanie Oudin, dopo essere partita bene, si è contratta, probabilmente per il peso della responsabilità, facendosi riprendere sul 5-5 nel primo set. Un passaggio a vuoto, fortunatamente, durato lo spazio di un soffio. Poi, dando profondità ai suoi colpi, la brindisina ha rimesso in discesa l’incontro, chiuso con un perentorio 7-5 6-2. Un successo che ha dato il via alla festa conclusa dal doppio vinto da Sara Errani e Roberta Vinci battendo al super tie-break la coppia composta dalla numero uno al mondo di specialità Liezel Huber e Vania King. Un successo che è valso alla Vinci il record di 14 vittorie in altrettanti incontri. Ciliegina sulla torta di un fine settimana indimenticabile.

CARFAGNA ‘MESSA LA FRECCIA, PRESTO SORPASSO’

“Oggi è la volta del tennis, con una vittoria strabiliante alla Fed Cup. Prima c’erano stati i successi ai Giochi del Mediterraneo di Pescara e ai mondiali post-Pechino. Da qualche tempo non c’é competizione o gara, nella quale le atlete italiane non incassino risultati che inorgogliscono l’intero Paese”. Mara Carfagna, ministro delle Pari Opportunità, in una dichiarazione all’ANSA esulta per i successi delle azzurre nel 2009. E preannuncia lo storico “sorpasso” sugli uomini dello sport italiano per le Olimpiadi di Londra 2012. “Io sono fiera di queste medaglie – aggiunge infatti la Carfagna – e non mi stupisco affatto: sono la dimostrazione di ciò che ho sempre pensato, cioé che quando il gioco è “pulito” e quando a confrontarsi sono soltanto le qualità che ciascuna di noi ha dentro, le donne italiane sanno primeggiare e vincere. Questi risultati dimostrano che lo spirito di sacrificio e la tenacia, caratteristiche che un tempo sembravano appannaggio soltanto degli uomini, sono oggi più diffuse tra le donne di quanto comunemente si pensi. Per questa ragione penso che il ‘sorpasso’ delle donne sugli uomini, a Londra 2012, sia alla portata delle azzurre.

fonte ANSA