Uno spray nasale per ricordare di Monica Maiorano


spray nasaleViene dalla Germania la notizia che potrebbe essere prodotto uno spray nasale per fissare i ricordi.

A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori del Dipartimento di neuroendocrinologia dell’Università di Lubecca che firma un articolo al riguardo su “ The FASEB Journal”, organo della Federazione americana delle società di biologia sperimentale.

Coinvolta nel processo una piccola proteina, l’interleuchina-6 secreta dai globuli bianchi durante la risposta immunitaria.

Le interleuchine costituiscono uno dei principali meccanismi della comunicazione tra le cellule del sistema immunitario, un vero e proprio linguaggio immunitario, in cui ognuna di queste molecole, da sola o in associazione con altre, promuove e coordina le attività delle altre cellule. In alcuni casi le interleuchine fungono da veri e propri ormoni, e attraverso il circolo sanguigno raggiungono il cervello e il midollo. Più comunemente però le interleuchine si comportano da trasmettitori cellula-cellula.

Nello specifico le funzioni dell’interleuchina-6 sono diverse: rende disponibili gli zuccheri per l’attività muscolare, attiva la combustione dei grassi per la produzione di energia, attiva le cellule staminali del sangue, ripara i danni alle pareti vascolari, favorisce la sintesi nel fegato della proteina C e della proteina che produce mannosio, ha effetto anti-aterosclerotico e anti-diabetico, induce aumento dei neutrofili ,riduce il rischio di malattie autoimmunitarie.

Oltre queste funzioni, lo studio condotto dal gruppo di ricerca dell’università tedesca, ha mostrato la capacità dell’interleuchina-6 di influire sulle capacità cognitive.

Somministrata attraverso uno spray nasale è in grado di aiutare il cervello nella formazione della memoria procedurale ed emotiva nel corso del sonno REM.

Studi condotti agli inizi del ‘900 hanno evidenziato che l’apprendimento non è possibile durante il sonno, ma il sonno sembra comunque giocare un ruolo nei processi legati al consolidamento della memoria.

“Dormire per ricordare, un sogno o realtà?”, dice Lisa Marshall, uno degli autori della ricerca. “In questo lavoro forniamo la prima prova che il segnale immuno-regolatore interleuchina-6 ha un ruolo benefico nella formazione della memoria a lungo termine legata al sonno.”
Per fare la scoperta, Marshall e colleghi hanno arruolato 17 giovani adulti perché dormissero nel loro laboratorio due notti. In entrambe le occasioni, dopo aver letto un breve racconto emotivamente coinvolgente o neutro, ai soggetti veniva spruzzato nelle narici uno spray che conteneva  interleuchina-6. Il loro sonno veniva successivamente monitorato per tutta la notte. La mattina successiva tutti i partecipanti dovevano redigere una lista di tutte le parole del racconto che riuscivano a ricordare. E’ risultato che quelli che avevano ricevuto la somministrazione di IL-6 riuscivano più brillantemente nel compito.

A questi scienziati sicuramente giunge la benedizione di tutti gli studenti del mondo.

Fonte: The FASEB Journal.