“Proverbi” di Giuseppe Ungaretti


Oggi nel 1888 nasceva uno dei poeti che amo e conosco di più, uno dei grandi del ‘900 insieme a Montale e a Quasimodo, Giuseppe Ungaretti, poeta che ha vissuto e descritto come pochi altri l’orrore di una guerra a cui ha partecipato, tra le sue tante creazioni ho voluto scegliere questi proverbi “leggeri”

UNO
Roma, a letto, dormicchiando, nella notte tra il 27 e il 28 giugno 1966

S’incomincia per cantare
E si canta per finire

DUE

E’ nato per cantare
Chi dall’amore muore.

E’ nato per amare
Chi dal cantare muore.

TRE

Chi è nato per cantare
Anche morendo canta.

QUATTRO

Chi nasce per amare
D’amore morirà.

CINQUE

Nascendo non sai nulla,
Vivendo impari poco,
Ma forse nel morire ti parrà
Che l’unica dottrina
Sia quella che si affina
Se in amore si segrega.

SEI
Potremmo seguitare.

da www.la-poesia.it

Stephen King paga il viaggio per Natale a 150 soldati


stephen-king-picture-1Lo scrittore americano e sua moglie hanno deciso di pagare il viaggio a 150 soldati della Guardia nazionale del per tornare a casa durante la vacanze di . L’autore di “”, che vive a Bangor, nel , e la moglie , hanno donato tredicimila dollari per coprire i costi di due viaggi in autobus per i militari dalla base di Atterbury, nell’Indiana, al .

I soldati hanno lasciato il la settimana scorsa per seguire un corso di addestramento alla base di Atterbury, ma dovranno partire per l’ a gennaio.

Il numero 13, tuttavia, suonava male al re dell’, che ha deciso di sborsare 12.999 dollari, mentre un dollaro è stato aggiunto dal suo assistente personale, Julie Eugley.

da www.blitzquotidiano.it

Alle fronde dei salici


Sempre in onore delle nostre forze armate che oggi festeggiano la loro giornata pubblico un’altra poesia che amo particolarmente dedicata ai nostri militari nella Seconda Guerra Mondiale

di Salvatore Quasimodo

guerraE come potevano noi cantare
Con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.

Veglia


Oggi è la festa delle forze armate, di tutte quelle persone che hanno deciso, per scelta forzata o per missione, di fare un lavoro rischioso al servizio di tutti noi…a tutti loro dedico questa lirica, che adoro e che ritengo una delle più belle mai scritte sulla guerra, scritta da Ungaretti mentre era soldato durante la Prima Guerra Mondiale.

di Giuseppe Ungaretti

veglia al fronteUn’intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d’amore

Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita

Cima Quattro il 23 dicembre 1915