Parma, vendevano droga tramite Facebook e Netlog: arrestati


Per tenere i contatti con fornitori e consumatori soprattutto di , usavano i social network e : così la arrivava a giovani del nord Italia e, in particolare, dell’Emilia- Romagna. Per questo due torinesi di 26 anni, una commessa e uno studente, sono stati arrestati con l’accusa di spaccio di stupefacenti.

Gli arresti fanno parte dell’operazione antidroga che il 16 novembre aveva portato all’arresto di un chimico di 40 anni di Chieri (Torino) che riforniva di “speed”, una sintetica molto potente, alcuni rave party del nord Italia.

I due torinesi compravano grossi quantitativi di pura, li tagliavano con mannitolo e altre sostanze e li distribuivano a clienti locali usando spesso i canali di e .

Sono stati arrestati nella loro abitazione in Piemonte dai carabinieri di () che hanno seguito le indagini coordinati dal pm parmigiano Roberta Licci. In casa i militari hanno trovato circa 20 grammi di hashish, 10 di ketamina e stupefacente già pronto per la vendita e bilancini di precisione.

daa www.blitzquotidiano.it

Il bottone salva-bambini – Save-children click


di Marco Bardazzi

Con un click si può chiedere aiuto contro prepotenti, maniaci e pedofili. “Che aspettano Facebook e gli altri a muoversi?”
Bebo è il primo tra i grandi social networks ad aver adottato e inserito nelle proprie pagine un “bottone” che permette ai ragazzini di chiedere aiuto online, quando si trovano alle prese con minacce di possibili abusi via web.
Il bottone è un’iniziativa della britannica CEOP (Child Explotation & Online Protection), un’organizzazione collegata alla polizia del Regno Unito, e con un semplice click mette in contatto i giovani utenti della rete con agenti addestrati a riconoscere i pericoli per i minori.
E ora Jim Gamble, il capo di CEOP, si chiede quando gli altri social networks seguiranno la stessa strada. “Non c’è ragione per cui Facebook, MySpace e gli altri non facciano come Bebo”, ha detto Gamble alla BBC.da www.lastampa.it