PREMIO TEATRALE AMICI DI FACEBOOK 2010


di Daniela Domenici

Il popolo di Facebook si è riunito a fino luglio per votare le varie categorie proposte dal Premio, diretto dallo stimato attore Nello Mascia. Dalla votazione è venuta fuori una rosa di vincitori di alta qualità: Massimo Popolizio (miglior attore), Maria Paiato (migliore attrice), Gabriele Lavia (miglior regista), Luigi Tabita (miglior attore giovane), Silvia Calderoni (migliore attrice giovane), Fausto Paravidino (miglior regista giovane), Emma Dante ex aequo con Elio De Capitani (migliore spettacolo), Mandracchia, Reale, Toffolatti, Torres (migliore novità). Questo sta a dimostrare come la gente riesce ancora a riconoscere il talento e la qualità nonostante l’abbrutimento nel quale stiamo navigando in questo periodo fatto di stelline, veline, soubrettine anche in teatro. La novità stuzzicante rispetto agli altri premi è che oltre alle solite, giuste categorie, i giurati sono stati invitati a votare anche il peggiore attore dove spicca il nome del bel Alessandro Preziosi , il peggior spettacolo “Romolo il Grande”, la peggior attrice Nicoletta Braschi, rompendo i cliché di falso bon ton di cui il teatro da decenni si è rivestito.
E’ bello vedere come se da un lato il governo non mostra attenzione per la cultura, vedi in ultimo la chiusura dell’ETI-ente teatrale italiano, dall’atro nascano movimenti, voci, premi come questo che ci fanno capire l’importanza del teatro da sempre voce rivoluzionaria.
Il teatro è un nutrimento per la mente.

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Facebook? Anche durante il sesso – Facebook? Even during sex


Se la dipendenza da internet o dai videogiochi è nota da almeno un decennio, con tanto centri specializzati nella disintossicazione, ora potrebbe rendersi necessario aprire un nuovo reparto, stavolta dedicato ai social network. Svegliarsi di notte e accendere il computer, o collegarsi a internet dal cellulare al mattino prima  ancora di scendere dal letto, stanno diventando abitudini per molti utenti di Facebook e Twitter, ormai vinti dalla tentazione di usare le reti sociali in qualsiasi momento e circostanza, anche durante il sesso.
L’allarme arriva dagli Stati Uniti. La californiana Retrevo, specializzata nella vendita online di prodotti tecnologici, ha intervistato un migliaio di consumatori per capire quale uso facessero dei social network. La scoperta più sorprendente risiede in quel 7% di utenti che dichiara di controllare un messaggio elettronico anche durante un rapporto intimo. La cifra balza all’11% tra chi ha meno di 25 anni.

Mantenere i contatti digitali sembra essere diventata una vera e propria droga, se e’ vero che il 40% del campione corre a leggere un messaggio elettronico appena arrivato anche nelle situazioni piu’ formali o delicate. La maggiore dipendenza si riscontra sempre fra i giovani: sesso a parte, tra gli under 25 il 49% si dice affatto disturbato dal ricevere un messaggio durante i pasti e al 25% non crea problemi nemmeno se e’ in bagno. C’e’ poi un 22% che risponde serenamente nel bel mezzo di una riunione di lavoro.

Ai social network non si rinuncia neppure di notte. Alla meta’ del campione capita infatti di controllare e aggiornare il profilo su Facebook e Twitter dopo essere andato a dormire, o come prima azione del mattino. Tra gli under 25 la tendenza e’ piu’ marcata: per il 19% e’ prassi connettersi ogni volta che si sveglia, mentre il 18% lo fa ancora prima di alzarsi dal letto. Il social network arriva prima del caffe’ soprattutto tra gli utenti di iPhone, che nel 28% dei casi si collegano quando sono ancora sotto le coperte. Per uno su quattro, inoltre, Facebook e Twitter sostituiscono la tv e i giornali, fornendo la dose mattutina di notizie.

L’ossessione, ovviamente, prosegue durante il giorno: il 12% ammette di dover controllare il proprio profilo ogni paio d’ore, percentuale che sale al 18% tra gli under 25. Sempre tra i giovani il 20% aggiorna la propria pagina alcune volte al giorno e il 23% almeno una volta nell’arco della giornata. In totale, sei su dieci hanno un rapporto quotidiano con le reti sociali.

fonte http://techblog.tgcom.it

Teatro: ‘Ma Dio e’ su Facebook?’ alla Cometa Off di Roma


Va in scena dal 9 febbraio prossimo alla Cometa Off lo spettacolo ”Ma Dio e’ su facebook?” scritto, diretto e interpretato da Rosanna Sferrazza. Una pie’ce sul Dio pagano del momento che conta milioni di fedeli nel mondo: Facebook. In scena, come sulla bacheca del famoso social network, si alternano commenti surreali, video satirici ed eventi paradossali. Un coro di voci umane che fanno a gara per rispondere all’eterna domanda divina: ”a cosa stai pensando?”. Ne viene fuori un affresco ironico della nostra contemporaneita’ alla disperata ricerca di un senso. Perche’ soltanto l’ironia, forse, puo’ offrirci un nuovo punto di vista sulla realta’ e suggerirci gli strumenti giusti per vivere meglio

fonte Adnkronos

Shidonni: un Facebook formato bambini


Shidonni ovvero il social network a misura dei più piccoli. Una sorta di facebook capace però di tenere fuori dalla porta violenza o egoismo e  di rappresentare il mondo proprio come lo disegnerebbe un bambino. Questa l’idea realizzata da un gruppo di israeliani nella cittadina di Rehovot, a sud di Tel Aviv e diventata in poco tempo il primo e più popolato social network per utenti under 12.
Superata da poco la soglia dei 200.000 utenti, Shidonni e’ stato gia’ tradotto in otto lingue ed entro due mesi, secondo quanto svelano i suoi ideatori, sara’ disponibile anche in versione italiana.
“Alla base del sito – spiega Ido Mazursky, fondatore e amministratore delegato di Shidonni – c’è un concetto molto semplice: il bambino  disegna il suo personaggio o qualsiasi oggetto desideri e noi gli diamo vita”. Niente di strano quindi che lo spazio virtuale di Shidonni sia popolato da giraffe rosse a pois e da creature metà cane e metà mucca che si cimentano in gare di ballo o guidano auto velocissime.

Il sito prevede inoltre la possibilità di acquistare un pupazzo realizzato a mano del proprio alter ego. Secondo Mazursky, l’unico limite di questo mondo e’ la fantasia del bambino.    
A differenza  di Facebook, Shidonni non permette interazioni con utenti sconosciuti: garantendo un livello di tutela e protezione per il quale ha ricevuto un riconoscimento internazionale dalla Coalizione per la sicurezza su internet lo scorso settembre

fonte tgcom

Catena su Facebook: la moda del colore di reggiseno


reggisenoDa qualche giorno i frequentatori di si stanno scervellando: ma cos’è questa storia dei colori? Invece di leggere i soliti messaggi, sulle pagine del social network si moltiplicano gli enigmatici post composti da un’unica parola: “nero”, oppure “bianco”, o “beige”. E a scrivere così sono soltanto le donne. Gli uomini no.

Ora il mistero è stato scoperto. Fra gli utenti di sesso femminile sta girando un messaggio che invita a indicare come aggiornamento di stato il colore del indossato in quel momento. Solo il colore, niente altro. E il messaggio dice anche: “Sarà divertente vedere quanto tempo ci metteranno gli uomini prima di domandarsi perché le donne hanno un colore nel loro status”.

Non è certo il primo caso di . Così vengono chiamati in America i messaggi che si trasmettono come virus su e in generale sulla rete. La particolarità questa volta è che il fenomeno nasce con l’intento di escludere metà della popolazione mondiale. L’inventore del gioco ha voluto dargli un valore sociale, come spesso succede con i messaggi virali: scrivendo il colore del proprio si aderirebbe a una non meglio precisata campagna per richiamare l’attenzione sulla prevenzione del .

Non è chiaro chi sia stato il primo a lanciare il passaparola. Sicuramente tutto è partito dagli Stati Uniti. Qualche blogger sostiene anche di aver rintracciato il focolaio iniziale, che sarebbe da collocare nella città di Detroit. Una portavoce della fondazione Susan G. Komen per la lotta ai tumori al seno ha fatto sapere che la sua istituzione non ha avuto alcun ruolo nell’iniziativa, ma l’ha giudicata “un ottimo modo per far crescere la consapevolezza fra le donne: speriamo che reagiscano andando a farsi una ”.

da www.blitzquotidiano.it

Vicenza: serve midollo osseo, si presentano 300 donatori


San Bassano San Bassano Giovanni ha bisogno di un trapianto di midollo, all’appello rispondono 300 giovani. Si sono presentati al centro trasfusionale di in risposta ad un appello lanciato attraverso i media e la rete internet da un 22enne colpito da una malattia rara che rende necessario il trapianto di midollo.

 «Potete salvarmi, forse non sapete quale potere abbiate» aveva scritto Giovanni, originario di (), in una lettera aperta inviata ai quotidiani. Ma è stato soprattutto il tam tam sulla posta elettronica e sul social network – riporta stasera il sito de ‘Il Gazzettinò – a smuovere tantissimi coetanei di Giovanni, molti dei quali, senza conoscerlo, si sono messi in fila davanti al centro prelievi del San Bassiano al fine di sottoporsi alle analisi per la tipizzazione del midollo.

 Un numero così elevato che le prenotazioni per le 90 analisi disponibili nella prima giornata si sono chiuse quasi subito, costringendo altri ragazzi a tornare nei giorni successivi. Tra quanti si sono fatti avanti per aiutare il giovane vicentino anche un 28enne che ha già donato il proprio midollo ed una giovane studentessa che vive proprio grazie ad un trapianto

 da www.blitzquotidiano.it

Gli adolescenti “fuggono” da Facebook, verso la fine del social network


facebookCosì come l’hanno reso il più famoso del mondo, ora i teen agers potrebbero sancire la fine di . Sempre più ragazze e ragazzi, soprattutto americani, infatti, preferiscono maggiormente concentrarsi sulla scuola, gli esami, gli amici in carne e ossa, in poche parole la vita reale.

Una adolescente di , , ha fatto un patto di astinenza da con la migliore amica Monica Reed: «Abbiamo passato troppo tempo con l’ossessione di , sarebbe meglio staccarsi».

, 15 anni, di , ha chiesto alla sorella di cambiare la sua password ogni sabato sera e rivelargliela il venerdì: ha ottenuto in cambio voti migliori a scuola. Sono nati anche gruppi di sostegno che aiutano nella disintossicazione. «E’ come ogni altra droga: il difficile è uscirne», ha detto un teen-ager. conta 350 milioni di iscritti al mondo, che collettivamente spendono dieci miliardi di minuti interagendo sul sito.

da www.blitzquotidiano.it