Attrazione Internet, anziani alla riscossa


di Manuela Correra

Andare a fare la spesa, e il disagio maggiore sono le pesanti confezioni d’acqua da trasportare fino a casa … a meno che le si ordini al supermercato via Internet. Leggere i giornali, ma i caratteri sono spesso troppi piccoli … no, se si legge il quotidiano collegandosi alla rete. Telefonare ai figli, ma il telefono costa … è però gratis se si usa Skype, e ci si può anche vedere. Motivazioni di vita quotidiana, e tanto basta per spiegare un colpo di fulmine inaspettato: quello tra gli over-60 e le nuove tecnologie, pc e internet in testa. Una vera e propria ‘riscossa’ che vede protagonisti i ‘capelli bianchi’ della penisola : in quattro anni, dal 2005 al 2009, proprio la fascia di età 60-74 anni e oltre ha infatti fatto registrare la percentuale maggiore di incremento nell’utilizzo di nuove tecnologie e pc rispetto al resto della popolazione, con una media del +80% circa di utilizzatori. Il dato, in verità un po’ in sordina, è stato portato a galla dall’Istat, ma le aziende sembrano aver già fiutato il nuovo, promettente Business ed è cominciata la corsa per la messa a punto di sistemi e pc sempre più ‘a misura d’anzianò. Certo, rispetto alla fasce d’età più giovani, gli anziani restano tra i minori utilizzatori e possessori di nuove tecnologie ma, considerando il sempre crescente invecchiamento della popolazione, il trend di aumento per uso di pc e internet tra gli over-60 è sicuramente un dato da non sottovalutare.

E le statistiche Istat più recenti lo dicono chiaramente: l’uso del pc tra gli anziani tra 60 e 64 anni è passato dal 13,8% del 2005 al 25% nel 2009 e dal 5,5% al 9,9% per la fascia 65-74 anni. E nello stesso arco temporale l’uso di internet è ‘schizzato’ dal 10,8% al 22,8% per i 60-64enni e dal 3,9% all’8,5% per i 65-74enni. Proprio tra gli anziani, in soli quattro anni, cioé, si è registrato il maggiore incremento per uso di nuove tecnologie: “Per la fascia 60-64 anni – precisa la ricercatrice Istat Miria Savioli – gli utilizzatori del pc hanno infatti segnato un aumento di ben l’81%, ovvero l’incremento maggiore tra tutte le fasce d’età”. Le ragioni sono varie: esigenze pratiche legate alla quotidianità, appunto, ma anche, commenta Savioli, “il fatto che si avvicina all’età anziana una quota sempre maggiore di soggetti a più elevato grado di istruzione”.

E poi a pesare è anche la diffusione stessa delle nuove tecnologie nelle famiglie: il 79% delle famiglie italiane con almeno un minore possiede un pc ed i nonni, il più delle volte, imparano con i nipoti. Ma non mancano gli ‘studenti’ veri e propri: nel 2009 ha partecipato a corsi per l’uso del pc il 43,4% dei 60-64enni e il 32,7% dei 65-74enni (la percentuale maggiore, 47,2%, si registra invece nella fascia 20-24 anni) e sono numerosi i corsi avviati da Regioni e Comuni e rivolti proprio ai più anziani. Che ‘l’amoré sia scoppiato, insomma, non c’é dubbio. Ma cosa fanno gli anziani al computer? Inviano e ricevono mail (78% tra 60-64enni; 75% tra 65-74enni; 69,5% tra over 75); cercano informazioni su merci e servizi (per le tre fasce d’età rispettivamente il 66%, il 62% e il 54%); consultano internet per apprendere (64,8%, 64,4%, 65,9%). Ma il colpo di fulmine per il web è scattato anche per leggere o scaricare giornali (51,2%, 47,9%, 50,8%), per cercare informazioni sanitarie (47,5%, 42,1%, 44,5%) e per telefonare via internet (13,1%, 16,4%) o effettuare video-chiamate (11%, 11,6%). Ed i ‘capelli bianchi’ sempre più all’avanguardia usano internet pure per ordinare o comprare merci e servizi: il 22,2% dei 60-64enni e il 15,4% dei 65-74eni. E , vista la ‘riscossa’, non c’é da meravigliarsi se gli acquisti riguardano soprattutto viaggi e vacanze (43,3% per i 60-64enni e 30,7% per i 65-74enni) e attrezzature elettroniche come macchine fotografiche e videocamere (18,7% e 17,5%).

ANZIANI NUOVO MERCATO, DA AZIENDE PC AD HOC
– Sempre più anziani over-60 si avvicinano alle nuove tecnologie e le aziende iniziano a ‘fiutare’ le potenzialità di un mercato inedito: nascono software e sistemi semplificati e arrivano in commercio i primi pc a ‘misura di anziano’.

– PC SEMPLICE CON PROGRAMMA ELDY, GIA’ 200MILA INSTALLAZIONI: Il programma Eldy è stato messo a punto dall’associazione onlus Eldy ed è indirizzato agli utenti anziani: è un software applicabile a tutti i tipi di pc che permette di utilizzare il computer in maniera facilitata ed intuitiva. Il desktop, spiega la presidente della onlus Anna Maria Bianco, viene semplificato in sei bottoni e tutte le indicazioni sono in italiano: i bottoni portano in modo intuitivo all’uso di mail, internet, chat, documenti, videochiamate, vide-collegamento a tv e foto. Il software è scaricabile gratuitamente dal sito http://www.eldy.org ed ha ricevuto un riconoscimento europeo. Ad oggi, dal 2008, rileva Bianco, sono state effettuate 200.000 installazioni. L’associazione ha stretto delle collaborazioni anche con alcune Regioni: la Regione Lombardia ad esempio, ha affermato Bianco, “distribuirà un milione di cd con il programma Eldy ed un primo lotto è stato già distribuito in allegato ad alcuni quotidiani”.

– DA AZIENDE PRIMI PC PER ‘CAPELLI BIANCHI’ SUL MERCATO: Anche le aziende cominciano ad interessarsi alla fascia di mercato della popolazione anziana, producendo e mettendo sul mercato pc ad hoc. L’azienda italiana Vegan Solutions, ad esempio, spiega Bianco, “ha già messo sul mercato un pc con il programma Eldy in versione semplificata per gli anziani, e lo stesso ha fatto l’azienda informatica britannica Simplicity, ma si tratta di un mercato in crescita”.

fonte ANSA

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“Rose of my heart”


by Johnny Cash

We’re the best partners this world’s ever seen,
Together as close as can be.
But sometimes it’s hard to find time in between,
To tell you what you mean to me.

You are the rose of my heart,
You are the love of my life.
A flower not fading nor falling apart,
If you’re tired, rest your head on my arm.
Rose of my heart.

When sorrow holds you in its arms of clay,
It’s rain drops that fall from your eyes.
Your smile’s like the sun come to earth for a day,
You brighten my blackest of skies.

You are the rose of my heart,
You are the love of my life.
A flower not fading nor falling apart,
If you’re cold, let my love make you warm.
Rose of my heart.

So hard times or easy times, what do I care,
There’s nothing I’d change if I could.
The tears and the laughter are things that we share,
Your hand in mine makes it good.

You are the rose of my heart,
You are the love of my life.
A flower not fading nor falling apart,
If you’re cold, let my love make you warm.
Rose of my heart.

You are the rose of my heart,
You are the love of my life.
A flower not fading nor falling apart,
If you’re cold, let my love make you warm.
Rose of my heart.

Johnny Cash sings this song

http://www.youtube.com/watch?v=m9vfjTBo4jQ

Una tibia rotta fa pensare


di Franco Bomprezzi

Un anno difficile per il sottoscritto. Prima due mesi in ospedale, maggio e giugno, adesso quaranta giorni quasi sempre a casa con un gambaletto gessato che mi blocca la tibia destra, fratturata per una banale caduta, mentre comunque la gamba sinistra è regolarmente dentro il tutore ortopedico. Insomma, mai come adesso sono a pieno titolo una persona con disabilità.

Ma soprattutto, in questo anno, mi sono avvicinato forzatamente alla condizione esistenziale di quelle persone, e sono tante, che vivono in una situazione di quasi immobilità e che dunque sono costrette a organizzare il proprio tempo in casa o comunque entro quattro mura.

Comprendo dunque meglio di prima il disagio che si può provare, quando la giornata, per lunghi tratti, viene vissuta in solitudine e apparentemente senza uno scopo preciso, se non quello del soddisfacimento delle funzioni fondamentali e di routine. Ho anche sperimentato, sia pure in forma minima, la necessità di un aiuto domiciliare, e dunque il rapporto con una persona estranea che entra nella tua esistenza, e nella tua intimità.

Nulla di paragonabile, ovviamente, con la condizione delle persone totalmente non autosufficienti, che dipendono anche per le minime operazioni vitali dall’intervento di altre persone, familiari, badanti, assistenti domiciliari. Ma quanto basta per pormi in un’ottica diversa, meditando sul senso della vita, sul da farsi.

E mi sono reso conto di quanto sia fondamentale, essenziale, mantenere attive le relazioni interpersonali. Non è così importante che siano relazioni di prossimità fisica o virtuali. E’ decisivo che vi siano queste relazioni, perché implicano piccoli progetti di vita, obiettivi condivisi, battaglie comuni, sentimenti simili, quella che una volta si chiamava, letteralmente, “compassione”.

Il social network, i blog, la posta elettronica, skype, il telefono cellulare, la televisione satellitare, la tv digitale,la musica, i libri, le riviste, la scrittura, sono gli strumenti della sopravvivenza spirituale e mentale. Ognuno di questi strumenti non deve diventare esclusivo oppure ossessivo. Un piccolo consiglio per chi vive in quasi clausura: aprire la porta di casa agli amici, invitare le persone a incontri anche brevi, miscelare il virtuale e il reale, farsi ogni giorno un piano di vita, senza esagerare, ma comunque cercando di avere un giusto amore per se stessi e per la realtà, per i propri cari, per le persone che sono sicuramente migliori di quello che a volte sembrano.

Questa condizione di quasi immobilità può e deve diventare una risorsa per se stessi e per gli altri. Ogni vita è preziosa, e irripetibile. Le persone con disabilità stanno imparando a uscire dal vittimismo e dalla pretesa di essere sempre capiti, anche quando si diventa scorbutici e acidi. E stanno scoprendo le opportunità di un mondo, che fra mille contraddizioni riesce comunque a essere assai migliore di quello di una volta.

Quando ero bambino, immobile più di adesso, non avevo certo a disposizione una tastiera di opportunità così ampia, e ora non mi lamento, e vivo questa parentesi tranquilla accarezzando il gatto, i ricordi, e vivendo il presente con serenità.

da www.vita.it