A Niscemi si vive con l’incubo del cancro e di malformazioni genetiche per colpa del Pentagono. Poco fuori da questo paese di 26mila abitanti nel sud della Sicilia, le forze armate americane vogliono installare un nuovo potentissimo sistema radar, all’inizio previsto per Sigonella e poi spostato, anche per non togliere spazio ai nuovi aerei senza pilota, così da trasformare il lembo estremo d’Italia in un pilastro del controllo globale.


A Niscemi si vive con l’incubo del cancro e di malformazioni genetiche per colpa del Pentagono. Poco fuori da questo paese di 26mila abitanti nel sud della Sicilia, le forze armate americane vogliono installare un nuovo potentissimo sistema radar, all’inizio previsto per Sigonella e poi spostato, anche per non togliere spazio ai nuovi aerei senza pilota, così da trasformare il lembo estremo d’Italia in un pilastro del controllo globale.

Se in passato la Sicilia era il fronte e Sigonella il baluardo contro i sommergibili sovietici, con la fine della Guerra fredda dal mare sembra poter arrivare tutt’al più un’invasione di affamati. Così l’entusiasmo dei locali per la presenza degli apparati militari oggi è a livelli molto modesti. La minaccia vera, dicono a Niscemi, sono proprio i radar: la Us Navy ha scelto la piccola base aperta nel 1991 in contrada Ulmo per piazzare le parabole del sistema satellitare “Muos”.

L’incubo sono le emissioni elettromagnetiche: la gente teme tumori e malformazioni genetiche. Dopo un primo via libera delle istituzioni locali, il comune di Niscemi ha revocato il suo nulla osta, necessario anche per la valutazione di impatto ambientale: la base sorge nel mezzo di una riserva naturale protetta. “Finora nessuno controllava le antenne già esistenti. Adesso abbiamo fatto fare delle rilevazioni, e abbiamo scoperto che già ora l’impianto sfiora spesso i limiti di legge per le emissioni elettromagnetiche”, spiega il sindaco Giovanni Di Martino.

Revocato il via libera, il comune di Niscemi ha fatto controllare ai suoi periti le relazioni tecniche prodotte dalle Forze armate americane. E il giudizio degli esperti è stato secco: la documentazione è insufficiente e inadeguata. In parole povere, non ci sono garanzie per la salute degli abitanti. La rabbia della gente di Niscemi si è rapidamente diffusa anche nei centri vicini: nel maggio scorso migliaia di persone hanno sfilato chiedendo che i radar finissero altrove. Persino l’amministrazione regionale si è schierata apertamente contro la realizzazione dell’impianto.

“Per ora la questione sembra sopita”, dice il sindaco, “ma non ci facciamo illusioni”. In realtà l’intera questione può essere risolta d’imperio dal ministero della Difesa, che ha il potere di scavalcare le amministrazioni locali, imponendo la costruzione dell’impianto sgradito. Ma non sarebbe una decisione facile: se la giunta di Niscemi è di centrosinistra, anche molte amministrazioni di centrodestra, dei centri vicini, si sono opposte al nuovo radar.

Per gli Usa la sostituzione del sistema satellitare lanciato nel 1993 è urgente. Le esigenze sono cambiate dopo l’11 settembre, e l’attuale rete satellitare continua a perdere colpi. Il Muos in più garantisce ai militari canali sempre aperti, anche perché prevede la possibilità per “utenti speciali” di bloccare gli altri utilizzatori, in modo da disporre di una banda di comunicazione molto ampia in caso di necessità. Insomma, la Marina Usa, responsabile del sistema, voleva averlo pronto già per questo mese, ma l’allestimento dei satelliti è in ritardo e ci sono problemi di compatibilità con la vecchia rete.

Va invece avanti rapidamente lo schieramento degli aerei senza pilota Global Hawk, presto in arrivo in Sicilia. Questi droni, fratelli maggiori dei “Predator”, possono volare senza rifornimento per distanze enormi “da Sigonella a Johannesburg e ritorno”, dicono i tecnici della Northrop Grumman. Le forze Usa li schierano già in Arabia Saudita e presto anche a Guam, nel Pacifico. Le date le ha confermate alla rivista Defense News il colonnello Ricky Thomas, responsabile dei Global Hawk: “I progetti prevedono l’arrivo dei droni nell’ottobre 2010, l’operatività nei primi mesi del 2011″. E non sarà una presenza da niente: “Sigonella ha il potenziale per diventare una base grandissima di Global Hawk”, dice l’ufficiale

da www.blitzquglobal otidiano.it

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La più importante esercitazione annuale anti-sommergibile della Nato nel Mediterraneo


Dieci nazioni della NATO schiereranno nel Mediterraneo, dal 10 al 24 febbraio 2010,  sette sommergibili, otto unità navali di superficie e 18 tra aerei ed elicotteri per il pattugliamento marittimo nell’ambito dell’esercitazione annuale anti-sommergibile (ASW) Noble Manta 2010 (NMA 10). La NMA 10 si svolgerà nel Mar Ionio a sud-est delle coste della Sicilia e comprenderà forze e personale di Canada, Francia, Germania, Grecia, Italia,  Norvegia, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti d’America  e Turchia.    

Scopo dell’esercitazione é addestrare una forza multinazionale – equipaggiata con  mezzi navali, sommergibili ed aerei – in operazioni ASW, anti-superficie e di sorveglianza delle coste. Unità di superficie del Gruppo Permanente della NATO 2 (SNMG2) prenderanno parte all’esercitazione assieme ad una fregata e ad una unità ausiliaria della Marina italina e ad una fregata della Marina francese.    Nel corso dell’attività in mare i sommergibili si alterneranno nei ruoli di cacciatore e preda. Velivoli da pattugliamento marittimo forniti da  Canada, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti d’America saranno dislocati sulla base di Sigonella mentre elicotteri italiani ASW opereranno da Fontanarossa, in Sicilia.  Sono pianificate circa 100 missioni aeree che richiederanno in media lo svolgimento di un briefing agli equipaggi ogni tre ore.

NMA 10 si svolgerà sotto la supervisione del Comando Alleato della Componente Marittima di Napoli, comandato dall’Ammiraglio Maurizio Gemignani, della marina militare italiana, e verrà condotta dal comandante del ‘Submarines Allied Naval Forces South Command’, Contrammiraglio John M. Richardson e dal comandante del ‘Maritime Air Naples Command’, Contrammiraglio David J. Mercer, entrambi statunitensi.