Riposto, la città delle Pomelie…


L’Associazione culturale “Raccontare la Scienza” organizza una giornata dedicata alla particolarissima pianta che cresce rigogliosa a Riposto (CT). Su richiesta dell’Associazione  il Sindaco, con propria determina, ha già deliberato la dicitura ufficiale “Riposto Città delle Pomelie”.

RIPOSTO (CT) – Ogni cittadina è nota per una peculiarità, che la rende unica agli occhi del visitatore. Riposto, ridente paese della provincia di Catania, può vantare non solo la vocazione marinara che la vede sede di uno dei più importanti porti turistici del meridione, ma anche quella della coltivazione della Pomelia (nome scient. Plumeria), pianta di origine centro-americana, e particolarmente diffusa nelle Isole Hawaii.

L’antichissima tradizione rende Riposto unica in tutta la Sicilia, insieme solo a Palermo.

Chiunque si trovi a passeggiare per le sue vie noterà l’esplosione di colori che trabocca sui balconi, e si fermerà con gli occhi in su ad ammirare la cura e la dedizione che i cittadini riversano su tali particolari piante.

Al fine di valorizzare e far ulteriormente conoscere questa specificità ripostese, l’Associazione culturale “Raccontare la Scienza”, con il patrocinio del Comune di Riposto e della Provincia Regionale di Catania e con il supporto di sponsor privati, organizza la manifestazione “La Città delle Pomelie”, che si terrà domenica 8 Agosto 2010 dalle 19.00 alle 22.00 sul tratto del raddoppio del Lungomare antistante la Piazza del Commercio e sullo spiazzo antistante la Chiesa della Lettera.

Numerose le iniziative in programma:

il Concorso di pittura “Riposto e la Pomelia”, il Premio “La Pomelia più bella” riservato ai balconi ripostesi, l’esposizione di esemplari rari da parte di importanti produttori di Pomelie, una mostra di francobolli a tema provenienti da ogni parte del mondo.
Chiuderà la manifestazione una conferenza a più voci (prof. Pietro Pavone, dir. Dipart. Botanica Università di Catania, dott. Giovanni Toldonato presidente Ordine Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Catania, dott. Rosario Galeano, esperto in Scienze Erboristiche), al termine della quale il Sindaco di Riposto, dott. Carmelo Spitaleri, rispondendo alla richiesta dell’Associazione, comunicherà di aver già deliberato di proclamare Riposto “Città delle Pomelie”.

Sono previsti inoltre collegamenti nazionali e internazionali.

La serata, presentata da Anna Pavone, sarà trasmessa in diretta internet in streaming-TV.

Mostre: Palazzo Riso, con il ‘museo diffuso’ rinasce in Sicilia l’arte contemporanea


Artisti e contadini, paesaggi e installazioni in vicoli e piazzette di paesi e cittadine. Poi muretti a secco, fichi d’india, i volti delle persone, il mare. C’e’ lo stabilimento Fiat di Termini Imerese e ci sono 25 ex minatori appartenenti a leghe operarie e societa’ di lavoratori del territorio ennese. Ecco sfilare i 180 attori non professionisti di “Nui simu” (Noi siamo), cortometraggio mix di fiction e documentario, realizzato grazie alla memoria collettiva di un intero paese, e l'”Indicator”, uno strano congegno composto da rimorchio, una costruzione in metallo e 4 altoparlanti, 2 microfoni e amplificatori per trasmettere registrazioni di giorno e misteriosi raggi di luce di notte.

Tutto questo e altro ancora, da oggi, nella Sicilia inedita che esce da “Etico-F. Cinque movimenti sul paesaggio”, il nuovo progetto di Palazzo Riso, Museo d’arte contemporanea dell’isola, nato nel febbraio del 2009, che ha scelto Capo d’Orlando(Messina), Ficarra (Messina), Enna e Termini Imerese (Palermo) come ‘location’ per ospitare artisti di fama internazionale. Massimo Bartolini, Flavio Favelli, Hans Schabus, Marinella Senatore e Zafos Xagoraris hanno infatti realizzato le rispettive opere vivendo sul luogo. Le loro “residenze”, inaugurate il 30 luglio (a Capo d’Orlando e Ficarra), il 31 luglio (Termini Imerese) e il primo agosto (a Enna), resteranno aperte al pubblico fino al 16 agosto.

fonte Adnkronos

Il timballo del gattopardo


di Daniela Domenici

Cosa succede quando un attore con la passione per la cucina e uno chef con la passione per il teatro s’incontrano casualmente nella loro terra natale, la Sicilia, patria dei più grandi autori teatrali e delle prelibatezze culinarie più squisite?

“Il timballo del Gattopardo” che ha debuttato ieri sera al Palazzo dei Congressi di Taormina per la regia di Giancarlo Sammartano e le scenografie di Antonello Geleng è il risultato di questo incontro; Carlo Cartier, attore teatrale e televisivo di fama, si è affidato alla penna di Rosario Galli, autore di molte sceneggiature e docente universitario, per creare un testo che descrivesse questo incontro teatro-gastronomico e ha poi chiamato l’amico e conterraneo Carmelo Chiaramonte, chef “free lance” (come ama definirsi) di fama mondiale per interpretare insieme questa piece.

In una scenografia in cui trovano spazio una tavola elegantemente apparecchiata per tredici convitati e una comoda cucina sui cui fornelli verrà davvero cucinata la cena si muovono i due protagonisti che racchiudono in sé sia la tradizione del teatro martogliano nell’uso ironico della lingua siciliana da parte del “nipote” Carmelo che quella del beckettiano “En attendant Godot” nell’attesa, da parte del protagonista “anziano”, di una baronessa che non arriverà mai.

Durante la preparazione di questo banchetto Cartier e Chiaramonte, armati di padelle, ma soprattutto di ricette antiche e gustose, raccontano la Sicilia e le sue origini gastronomiche da Archestrato di Gela, capostipite dei cuochi poeti e filosofi, fino a Brancati e Camilleri, passando per l’Abate, Meli, Verga, De Roberto, Tomasi di Lampedusa e Vittorini.

Nonostante l’improvviso e imprevisto calo di voce, Carlo Cartier, con grande professionalità, è riuscito a interpretare questo suo “zu Saro” che con note dolenti e malinconiche rievoca un passato d’amore solo immaginato con la Baronessa mentre il nipote, alquanto scettico, con la sua verve e il suo pragmatismo tenta di arginare con ironia questo fiume di ricordi dello zio.

Ci piace concludere con due note che hanno a che fare con la passione di chi scrive per l’attenzione a certi particolari inconsueti, forse: la prima, i due protagonisti hanno le stesse iniziali di nome e cognome, una casualità che forse racchiudeva già “in nuce” quest’incontro? E poi il numero degli invitati al banchetto-fantasma, tredici, e delle portate per ciascuno, quattro, la cui moltiplicazione dà 52 come le settimane di un anno in cui le stagioni sono quattro, un’altra casualità voluta dall’autore per sottolineare come questo testo sia sempre attuale spaziando da autori siciliani dell’antichità fino ai nostri contemporanei?

Per non dimenticare Rita che restò sola e si uccise


A 11 anni aveva perso il padre Vito, ucciso dalla cosca a cui era legato; a 16 le avevano assassinato il fratello Nicola che voleva vendicare il padre. A 17 anni, rimasta sola dopo la morte di Paolo Borsellino, a cui aveva legato le sue speranze, Rita Atria decideva di uccidersi, lanciandosi a Roma da un balcone di viale Amelia, nome assonante con via D’Amelio. Rita Atria moriva esattamente 18 anni fa, il 26 luglio ‘92, una settimana dopo la strage di Palermo. Abbandonata dalla famiglia, che non condivideva la sua scelta di collaborare con la giustizia, e sostenuta dalla cognata Piera Aiello, che aveva aperto uno squarcio e consentito a Borsellino – al tempo procuratore a Marsala – di scavare dentro i segreti dell’organizzazione criminale, Rita Atria era convinta che “la mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarci”. Ma sapeva che dopo l’assassinio di Borsellino non ci sarebbe stato più nessuno a proteggerla. Rita Atria sarà ricordata oggi a Milazzo (Me), la città che per prima, nel ‘94, le dedico’ l’Associazione antimafie. L’incontro di oggi, che si terrà all’associazione Giglio di Capo Milazzo e prevede stasera la partecipazione di don Luigi Ciotti – chiude le iniziative cominciate due giorni fa a Partanna (Tp) – paese che ha dato i natali a Rita – e a Roma.

da http://www.livesicilia.it

Le Orestiadi al Cretto ”Vincere si deve la sorte”


Dopo alcuni anni di silenzio Il Cretto di Alberto Burri, la più importante opera di land art esistente al mondo, riprende a ospitare le Orestiadi con un progetto speciale promosso dal Ministero dei Beni Culturali e torna ad una fruizione congeniale ad un’opera d’arte, con il teatro a fungere da tramite tra il passato ed il futuro e con un presente teso a ricostruire un percorso interrotto. Lo spettacolo è uno sguardo sulla Sicilia Occidentale che intende verificare assonanze contemporanee a partire dal V libro dell’Eneide.

Il Cretto di Burri aprirà il proprio immaginario sipario sulle Orestiadi con le parole di Virgilio interpretato da grandi protagonisti della scena italiana, per un percorso di attraversamento delle vecchie strade, in un’installazione ambientale di luci e di forte impatto musicale.

L’installazione sarà aperta al pubblico fino alla notte di martedì 27 luglio.

Il ritrovato e suggestivo spazio del Cretto di Burri, la più grande opera di land art al mondo, vivrà un nuovo allestimento dello spazio riadattato alle esigenze del pubblico e della rappresentazione.

“Le Orestiadi al Cretto” è il titolo del progetto, ideato da Michele La Tona, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico in collaborazione con la Regione Siciliana-Dipartimento dei Beni Culturali-Ambientali, dell’Educazione Permanente, dell’Architettura e dell’Arte Contemporanea.

Il progetto ha avuto inizio nel giugno del 2009 e si concluderà con la messa in scena dello spettacolo “Vincere si deve la sorte”, diretto da Piero Maccarinelli, un lavoro che si preannuncia come un evento d’eccezione per l’altissimo numero di artisti coinvolti e di protagonisti di grande notorietà e bravura come Umberto Orsini, Massimo Popolizio, Manuela Mandracchia, Valentina Sperlì e per l’installazione ambientale creata da Giancarlo Neri in una location unica al mondo come è il Cretto di Burri.

Sabato 24 e domenica 25 luglio – ore 21.30 – Cretto di Burri
Spettacolo evento “Le Orestiadi al Cretto”
VINCERE SI DEVE LA SORTE … dal libro V dell’Eneide di Virgilio
ideazione e regia di Piero Maccarinelli
con Umberto Orsini, Massimo Popolizio, Manuela Mandracchia, Valentina Sperlì

Installazione ambientale di Giancarlo Neri

Musiche
Planctus  di Giorgio Battistelli eseguito dall’ Orchestra di ottoni e percussioni “Ars Ludi” e dal Coro “Iclassica Ensemble”  e dirette da Marco Lena

Piccola banda Ikona
con Stefano Saletti, Barbara Eramo, Carlo Cossu, Mario Rivera, Leonardo Cesari, Giuseppe Tortora, Gabriele Coen, Fabiana Manuelli

Composizioni di Stefano Saletti
Esecuzione Piccola Banda Ikona
Direzione tecnica luci: Corrado Verini

Prima Nazionale – Co-produzione Associazione Culturale Artisti Riuniti – Fondazione Orestiadi, progetto “Le Orestiadi al Cretto”

PIERO MACCARINELLI
Dopo il diploma alla scuola di regia del Piccolo di Milano ed essere stato assistente alla regia di Scaparro e Olmi, nel 1982 inizia la sua carriera di regista. Tra le sue regie, “La fiaccola sotto il moggio” di  D’Annunzio, con Pamela Villoresi (Roma, 1986); “Verso la fine dell’estate” di Repetti, con Anna Galiena, Massimo Ghini e Paolo Graziosi (Spoleto, 1992); “Pallida madre tenera sorella” di Semprun, con Gianrico Tedeschi e Moni Ovadia (Milano, 1996); “Operette Morali” di Cavosi da Leopardi (Roma, 1998) e moltissime altre. Maccarinelli sceglie di mettere in scena testi contemporanei, in cui il linguaggio è la chiave per trasformare situazioni quotidiane in vicende esistenziali di valore universale.

UMBERTO ORSINI
Ottenne i primi successi in teatro con la Compagnia dei Giovani e la regia di De Lullo (1957), recitando poi con la compagnia Morelli–Stoppa, per la compagnia del Teatro Eliseo, di cui dal 1980 è direttore artistico, e con l’inglese Pinter in Old Times (1973). Dopo il debutto nel cinema con Fellini (“La dolce vita”, 1959), si afferma in seguito con altri registi fra cui Visconti (“La caduta degli dei”, 1969, “Ludwig”, 1963). Per il teatro interpreta “Affabulazione” di Pasolini con la regia di Ronconi, “Un marito” di Svevo diretto da Patroni Griffi, l’”Otello” di Shakespeare e “Il gioco delle parti” di Pirandello, di Lavia.

MANUELA MANDRACCHIA
Classe’70 è un’attrice teatrale italiana. Dopo il diploma nel 1993 all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, diventa presto una delle interpreti più affermate del teatro italiano. Importante per la sua carriera teatrale è il sodalizio che la lega a Luca Ronconi. Interprete di successo anche in alcuni spettacoli di Massimo Castri, Manuela Mandracchia è Mommina in “Questa sera si recita a soggetto” di Luigi Pirandello (Premio UBU come migliore attrice giovane) e Laura ne “Il padre di August” Strindberg (accanto a Umberto Orsini). Tra gli altri spettacoli da lei interpretati, sono da ricordare “L’ignorante e il folle” di Thomas Bernhard con la regia di Mauro Avogadro.

GIANCARLO NERI
Scultore e artista visivo, noto soprattutto per l’opera “Lo Scrittore”, una scrivania con sedia gigante, alta 9 metri, esibita nel parco di Villa Ada di Roma e all’Hampstead Heath di Londra (ora installata nel Parco di Monza) e per l’installazione “Massimo Silenzio”, un tappeto di circa 10000 lampade sferiche disposte sul terreno del Circo Massimo di Roma,  per ridare vita e luce al Cretto di Butti Neri ha creato un’installazione sobria e monocroma (grigio-argento) fatta con 1000 sedie, donate dai cittadini di Gibellina e dei paesi vicini, ognuna con una lampadina, disseminate sulle 98 “isole” del cretto. Una presenza leggera e surreale. Naturalmente ci saranno, oltre alle 1000 sedie, gli attori, la musica, la parole senza tempo di Virgilio.

VALENTINA SPERLÌ
Debutta giovanissima con la compagnia di Umberto Orsini. Impegnata subito dopo con il Teatro Stabile di Torino, recita al fianco di Rossella Falk in Differenti opinioni e con Mariangela Melato in Tre variazioni della vita. Con Veronica Pivetti recita l’ultima commedia di David Mamet: “Boston Marriage”.
Ma anche con Gabriele Lavia recita ruoli importanti come in Delitto e delitto e ne “L’aquila a due teste” di Cocteau. Nel 1991 è nel “Piacere dell’onestà” con la regia di Luca De Filippo. Da ricordare la sua interpretazione ne Il misantropo di Molière, con la compagnia del Teatro Eliseo. Lavora a più riprese con il regista Piero Maccarinelli: “Il fucile da caccia”, “Tre variazioni della vita”, ”Differenti opinioni”.
In televisione è tra gli interpreti del fortunato Una donna per amico, e anche in “Distretto di polizia” e in “Camici bianchi”. E’ tra i protagonisti della fiction “Cuore contro cuore”.

MASSIMO POPOLIZIO
Subito dopo il diploma dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma,  inizia una proficua collaborazione artistica con il regista  Luca Ronconi. Nel 1995 vince un Premio Ubu come miglior attore per gli spettacoli Re Lear di William Shakespeare e Verso Peer Gynt ispirato al Peer Gynt di Henrik Ibsen; viene nuovamente premiato nel 2001 per I due gemelli veneziani di Carlo Goldoni. Nel 2006 si aggiudica invece l’Eschilo d’Oro, conferitogli da parte dell’Inda;  nel 2008 riceve il premio Olimpici del Teatro come  migliore attore protagonista in Ritter, Dene, Voss , per la regia di Piero Maccarinelli. Nella stagione 2009 – 2010 è il protagonista del Cyrano, spettacolo di grande successo, dalla fortunatissima tournée.
È la voce di Lord Voldemort nella saga dei film di Harry Potter, di Tom Cruise (William Bill Harford) in “Eyes Wide Shut” e di Lionel Abelanski (Shlomo) in “Train de vie”. Tra le sue più recenti interpretazioni cinematografiche, ricordiamo “Romanzo Criminale” (personaggio “Il Terribile”), “Mare nero” e “Mio fratello è figlio unico”. Nel film “Il Divo” di Paolo Sorrentino interpreta il ruolo di Vittorio Sbardella. Nel 1998 ha vinto il Nastro d’Argento per il doppiaggio del film Hamlet del regista Kenneth Branagh. Dal 2009 è doppiatore di Cal Lightman (interpretato da Tim Roth), protagonista della serie “Lie to Me”. Proseguirà anche nella prossima stagione la fortunatissima tournée del “Cyrano”.

LA XXIX EDIZIONE DELLE ORESTIADI DI GIBELLINA

Per la XXIX edizione delle Orestiadi di Gibellina, che si terrà da martedì 1 luglio a sabato 31 luglio, ecco quattordici spettacoli e sette prime nazionali (con spettacoli direttamente pensati per le Orestiadi), per un cartellone la cui direzione artistica è firmata da Claudio Collovà.
Da ventinove anni Gibellina è luogo di incontro e confronto culturale, sede di un Festival internazionale che persegue la scelta del teatro contemporaneo e di autore. Davanti al “Cretto” che Alberto Burri stese come un enorme sudario sulle rovine della vecchia Gibellina, dal 1981, le Orestiadi, che anche quest’anno si avvalgono del main sponsor Orestiadi Vini (www.orestiadisrl.it), presentano un mese di spettacolo tra musica, poesia, danza contemporanea e soprattutto teatro di sperimentazione.
A questo proposito, il direttore artistico Claudio Collovà afferma: Forte è la presenza di gruppi consolidati e riconosciuti in Italia e all’estero, con una particolare attenzione ma non esclusiva al Sud e ad artisti che hanno allargato con il loro lavoro la complessità del linguaggio teatrale, avendo come punto di riferimento per la loro creazione altri linguaggi espressivi e altre arti come fonte di ispirazione.

Il Direttore Organizzativo della Fondazione Orestiadi, Michele La Tona dichiara: È un progetto che si identifica con una linea culturale che ha saputo aggregare e far crescere il territorio nel segno della cultura, della ricerca, dell’approfondimento.

Il Presidente Fondazione Orestiadi Sen. Ludovico Corrao aggiunge: si rinnova l’incontro con la gente, con i giovani nel segno di una testimonianza culturale che è figlia della lotta e delle conquiste di quanti hanno legato la propria esistenza a queste terre sovente dimenticate. È un modo per contribuire ulteriormente alla crescita e all’affermazione dei principi di solidarietà con i popoli del Mediterraneo.

Gli appuntamenti sono previsti al Baglio di Stefano, al Teatro degli Ulivi e al Cretto di Burri più i concerti di apertura e chiusura in piazza Municipio. Presenti al Festival: PALERMO ART ENSEMBLE, CLAUDIO COLLOVÀ, MARIELLA LO SARDO, RALPH TOWNER, la COMPAGNIA SCIMONE\SFRAMELI, UGO GIACOMAZZI E LUIGI DI GANGI e i loro TEATRI ALCHEMICI, NINO ROMEO, GRAZIANA MANISCALCO, PIERO MACCARINELLI con UMBERTO ORSINI, MASSIMO POPOLIZIO, MANUELA MANDRACCHIA, VALENTINA SPERLÌ e l’artista visivo GIANCARLO NERI, ARS LUDI ENSEMBLE E LA PICCOLA BANDA IKONA, SALVATORE CANTALUPO e RICCARDO VENO, MOTUS DI ENRICO CASAGRANDE & DANIELA NICOLÒ, ALESSANDRA LUBERTI e la COMPAGNIA ESSE P.A. con DOMENICO SCIAJNO E ALESSANDRA PESCETTA, FRANCO SCALDATI con MASSIMILIANO CAROLLO ED EGLE MAZZAMUTO, MARIO MODESTINI.

Il costo del biglietto intero è di 12 euro, mentre il ridotto (over 65 e under 24) e Soci Idea Net, 10 euro. Le prevendite sono in vendita a Palermo da Master Dischi (091.323151) e presso la libreria Modusvivendi (091.323493).

È presente un servizio di bus-navetta a pagamento Palermo-Gibellina-Palermo con prenotazione obbligatoria effettuato dalla Società Cooperativa Mondo Donna (0916221282 /333.6647053).

Quest’anno sono previste particolari agevolazioni per i possessori del biglietto.
Avranno diritto a fine spettacolo ad una degustazione di vino Orestiadi “Cultura e nutrimento” dà la possibilità ai possessori del biglietto di ingresso agli spettacoli delle Orestiadi di avere uno sconto del 20% entro le successive 24 ore a presentazione del tagliando (in cui è riportato titolo dello spettacolo e giorno dello spettacolo) in alcuni ristoranti e trattorie della zona e di Palermo che saranno indicati sul sito.

“Visita Museo”: chi acquista il biglietto potrà visitare gratuitamente “Il Museo delle trame mediterranee”, fino a trenta minuti prima dell’inizio dello spettacolo.
Gli spettatori potranno inoltre acquistare con il 20% di sconto tutte le pubblicazioni edite da Fondazione Orestiadi.

IL PROGRAMMA (da domani fino al 31 luglio)
Sabato 24 e domenica 25 luglio, ore 21.00
Cretto di Burri
Vincer la sorte si deve… dal libro V dell’Eneide
progetto le Orestiadi al Cretto
ideazione e regia di Piero Maccarinelli
con Umberto Orsini, Massimo Popolizio, Manuela Mandracchia, Valentina Sperlì
installazione ambientale di Giancarlo Neri
musiche
Planctus di Giorgio Battistelli eseguito dall’Ars Ludi Ensemble
composto da Antonio Ruggeri, Vincenzo Camaglia, Massimo Bartoletti, Leonardo Olivelli, Basilio Sanfilippo, Francesco Chisari, Alberto Amidei, Giuseppe Barbonetti,
Giovanni Piacente, Domenico Gabrieli, Andrea Puccetti, Massimiliano Picca
diretto da Antonio Caggiano
Piccola Banda Ikona
con Stefano Saletti, Barbara Eramo, Carlo Cossu, Mario Rivera, Leonardo Cesari, Rossella Zampiron, Gabriele Coen, Fabiana Manuelli
composizioni di Stefano Saletti
esecuzione Piccola Banda Ikona
direzione tecnica luci di Corrado Verini
produzione Fondazione Orestiadi – Associazione Culturale Artisti Riuniti
Prima nazionale

Lunedì 26 luglio, ore 21.30
Baglio Di Stefano
Martiri
Omaggio a Andrej Tarkovskij
di e con Salvatore Cantalupo Riccardo Veno
musica e drammaturgia sonora Riccardo Veno
visuals Francesco Albano
produzione Associazione Culturale Altrosguardo
Prima nazionale

Martedi 27 luglio, ore 21.30
Baglio Di Stefano
TOO LATE (antigone) contest#2
ideazione e regia Enrico Casagrande & Daniela Nicolò
con Silvia Calderoni e Vladimir Aleksic
drammaturgia Daniela Nicolò
ambito sonoro Enrico Casagrande
fonica Andrea Comandini
direzione tecnica Valeria Foti
produzione Motus in collaborazione con Fondazione del Teatro Stabile di Torino e Festival delle Colline Torinesi e il supporto di Magna Grecia
Festival ’08, L’Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, Progetto G.E.CO – Regione Emilia-Romagna e Ministero della Gioventù

Mercoledì 28 luglio, ore 21.30
Baglio Di Stefano
IOVADOVIA (antigone) contest#3
ideazione e regia Enrico Casagrande & Daniela Nicolò
con Silvia Calderoni, Gabriella Rusticali
e la partecipazione di Bilia
drammaturgia Daniela Nicolò
ambiente ritmico Enrico Casagrande
assistente alla regia Giorgina Pilozzi
musica dal vivo e fonica Andrea Comandini
direzione tecnica Valeria Foti
produzione Motus in collaborazione con Festival Théâtre Dijon Bourgogne – CDN e Festival delle Colline Torinesi

Giovedì 29 luglio, ore 21.30
Baglio Di Stefano
Trasmigrazioni
regia e coreografia di Alessandra Luberti
composizione musicale e creazione dal vivo di
domenico Scjaino
testo di Alfredo Costa Monteiro
videoproiezioni di Alessandra Pescetta
con Daniela Donato, Davide De Lillis, Simona Malato,
Carlomauro Maggiore, Ilaria Palermo, Riccardo Guratti,
Giulia Barberi
produzione Compagnia Esse p.a. Palermo\Asmed Cagliari
Prima nazionale

Venerdì 30 luglio, ore 21.30
Baglio Di Stefano
Lucrezia
di Franco Scaldati
messa in scena Massimliano Carollo, Egle Mazzamuto
con Serena Barone, Egle Mazzamuto, Rosario Sammarco, Franco Scaldati
musiche Carmelo Farina
produzione Compagnia Franco Scaldati
Prima nazionale

Sabato 31 luglio, ore 20.45
Teatro degli ulivi, Baglio Di Stefano
Ruggine
di Marilena Renda
recital poetico con Marilena Renda e Claudio Collovà
ore 22.00
Piazza Municipio, Gibellina
Il cammino della melanconia
concerto di chiusura
dalla melopea sicula al fado portoghese
diretto dal Maestro Mario Modestini
liriche a cura di Tommaso Romano

da http://www.livesicilia.it

Teatro: in Sicilia Aci si innamora di una ninfa Galatea in burka


Aci Castello celebra una storia antica ma immortale: quella tra Aci, un pastorello bellissimo, e la ninfa Galatea. Un mito che, nella cittadina in provincia di Catania, viene rivisitato in chiave moderna il 27 luglio, nella perfomance artistica di Marilena Vita e Grace Zanotto al castello normanno di Aci Castello, dove e’ allestita la rassegna d’arte contemporanea ‘Terzo Rinascimento-Linguaggi’ della sensibilita’ ibrida’ in programma fino al 10 ottobre, curata da Angelo Cruciani, Carmelo Strano, Grace Zanotto.

Aci, nella versione presentata in Sicilia, riesce a sposare una ninfa speciale, espressione delle tensioni sociali ‘moderna’ e delle sue multiformi culture. Non e’ coperta soltanto dalla pelle come nel mito ma da un burka. E’ coperta, invece, da una quantita’ infinita di vestiti, cappelli e vari accessori. Vestita di molto e di molte griffes. Una ‘Niki Lauda’ del fashion. La ninfa procede solenne, ma a tratti pensosa, per i sentieri e i meandri del castello normanno. La ninfa, impersonata dall’artista da Marilena Vita, e’ pronta all’unione con Aci, i cui panni sono assunti dall’artista Grace Zanotto, anch’egli pronto a far sua l’amata. L’unione richiede un rito solenne celebrato dal sindaco di Aci Castello, Filippo Drago, ornato della sua fascia solenne che attende gli strani emblematici sposi.

Il pubblico si tramuta in coro greco, fra il bucolico e il tragico. Il burka, ultimo capo d’abbigliamento della protagonista, continua a coprire, a nascondere, a farsi intrigante. Parole solenni del celebrante, e stura di numerose bottiglie di spumante. Il mito di Aci si rinnova, scampato alle ire di Polifemo.

fonte Adnkronos

MIGRANTI. Sicilia promossa in opportunità


Il rapporto Cnel: in tre province dell’isola annullate le condizioni di disparità con gli italiani

Palermo, Catania e Siracusa sono le province italiane in cui non ci sono condizioni di disparità fra immigrati e italiani per quanto riguarda il lavoro e la vita sociale. Ad Enna il livello d’inserimento arriva a essere, anche se leggermente (+0,20), a favore degli stranieri.

Lo rivela il settimo rapporto Cnel sugli“Indici d’integrazione degli immigrati in Italia” da cui la Sicilia ne esce come la regione che offre parità di condizioni fra stranieri e italiani con una differenza di appena 0,06 punti a favore degli italiani.

Il rapporto riserva altre sorprese. Prima però è necessaria una premessa. Con il nuovo dato il Cnel è riuscito a ottenere una fotografia ad alta definizione a cui i criteri precedenti non arrivavano. Il rapporto, infatti, sino all’anno scorso indagava “solo” il grado d’inserimento socio-occupazionale, che veniva interpretato come il potenziale d’integrazione  posseduto da ciascuna regione e da ciascuna provincia.

Il Cnel quest’anno ha misurato indicatori come l’inserimento sociale, la dispersione scolastica,l’accessibilità al mercato immobiliare, l’accesso alla cittadinanza, la criminalità e la capacità di formare una famiglia, la capacità di assorbimento di lavoratori stranieri da parte del mercato, l’impiego di manodopera immigrata, il reddito da lavoro, il differenziale retributivo di genere e il tasso di lavoro in proprio.

L’indice finale elaborato dal Cnel ha consentito di individuare come sempre con il potenziale di integrazione ma anche il differenziale di parità ovvero l’equiparazione tra gli immigrati e gli italiani per quel che riguarda l’inserimento socio-lavorativo (graduatoria differenziale), in base al presupposto che in un territorio i processi di integrazione vengono comunque favoriti quando, nei concreti ambiti della vita sociale e occupazionale, non vi siano condizioni di disparità tra italiani e stranieri.

La sorpresa  annunciata è questa: la regione Emilia Romagna che guida la graduatoria con il potenziale d’integrazione  più elevato (60,82), è solo 12 esima nell’elenco delle regioni che offrono parità di opportunità in ambito socio-lavorativo con un indice di -0,27 punti a svantaggi degli stranieri. La Sicilia, come si diceva all’inzio, ne conta -0,06.

da http://www.vita.it