“Antica chiave”


di Angela Ragusa

E tornerai a cercarmi
come in un caccia al tesoro
qui, in questo mondo che ora mi nasconde…

Lascerò tracce dorate
ed il tuo trovarmi diverrà sottile gioco,
impensabile scoperta,
margherita da sfogliare,
vento a cui donare luccicanti filamenti.

Ciò che è bello, ti parrà di me…

Setaccerai il lungo fiume
dalle sponde senza fine
e mille granelli rilucenti
ricomporrai tra le tue mani….

Oro prezioso custodirai nel tuo forziere
quando ,preda consapevole,
getterai l’antica chiave.

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MEDICINA – Sclerosi Multipla: scoperti i“marcatori”


Uno studio italiano ha analizzato le ricadute di risonanza magnetica come possibili indicatori a breve termine della progressione di malattia

Marcatori ad hoc per predire la progressione della sclerosi multipla. A individuarli ed esaminarli uno studio tutto italiano, pubblicato su “Neurology”, condotto da Maria PiaSormani dell’Università di Genova in collaborazione con colleghi dell’Istituto nazionale per la ricerca sul cancro (Ist) di Genova e cofinanziato da Fism (Federazione italiana sclerosi multipla). La ricerca ha analizzato le ricadute e i marcatori di risonanza magnetica come possibili indicatori a breve termine della progressione di malattia. L’obiettivo finale dei trattamenti della sclerosi multipla, ricordano i ricercatori, è quello di prevenire l’accumulo a lungo termine di disabilità irreversibile, l’esito che più impatta sulla qualità di vita dei pazienti. Quindi l’efficacia terapeutica di un trattamento deve essere verificata misurando il suo effetto sulla disabilità. L’accumulo di disabilità avviene nel corso di anni, per questo motivo gli studi clinici necessitano di un gran numero di persone seguite per molti anni per avere risposte sull’effetto del farmaco sulla disabilità. Per ridurre la durata e le dimensioni di uno studio clinico, spesso si considerano i cosiddetti “endpoint surrogati”, eventi più semplici da misurare o che si verificano in tempi più brevi, e che in qualche modo riflettono il decorso della malattia.

Nella sclerosi multipla gli endpoint surrogati possono essere le lesioni che si rilevano con risonanza magnetica (Rm) o le ricadute cliniche. Tuttavia, non si è ancora certi che un trattamento in grado di ridurre le lesioni o le ricadute cliniche abbia anche un effetto sulla disabilità. Gli autori hanno analizzato i risultati di tutti i trial clinici condotti sulla forma recidivante remittente di sclerosi multipla, per verificare se gli effetti di un trattamento su ricadute e marcatori di Rm sono in grado di predire gli effetti del trattamento sulla progressione della disabilità.

Gli autori hanno trovato una correlazione “molto forte e statisticamente significativa” tra gli effetti dei trattamenti sulle ricadute e il peggioramento della scala Edss; mentre la correlazione tra effetto del trattamento sulle lesioni evidenziate dalla risonanza magnetica e scala Edss è risultata meno forte ma sempre statisticamente significativa. Gli autori della ricerca concludono che i risultati del loro lavoro supportano l’utilizzo di specifici marcatori surrogati come predittivi dei peggioramenti della scala Edss in studi clinici sulla sclerosi multipla. I ricercatori sottolineano, infine, la necessità di ulteriori ricerche per validare l’utilizzo di marcatori surrogati anche a livello individuale, per poter un domani «arrivare a formulare conclusioni sulla gestione terapeutica» del singolo paziente.

da http://www.vita.it

Ricerca: comunicare e muoversi con il respiro


Un rivoluzionario dispositivo messo a punto dagli scienziati israeliani in Neurobiologia del Weizmann Institute può aiutare i disabili con sindrome di “locked-in”

Un dispositivo unico nel suo genere in grado di offrire alle persone con sindrome di ‘locked in’ la possibilità di comunicare con l’esterno e ai disabili di guidare con facilità la loro sedia a rotelle, senza nemmeno sfiorarla. È lo strumento messo a punto al dipartimento di Neurobiologia del Weizmann Institute (Israele), che funziona, a sorpresa, attraverso il respiro del paziente.

L’innovativo apparecchio identifica i cambiamenti della pressione dell’aria all’interno delle narici e li traduce in segnali elettrici. Con risultati sorprendenti: una paziente con sindrome di “locked-in”, cioè “imprigionata” nel proprio corpo a seguito di un ictus, senza possibilità di muoversi nè di comunicare, è riuscita a imparare come mettere in pratica il sistema in alcuni giorni e a mandare ai propri familiari il primo “messaggio” dopo sette mesi di oblio. Un altro paziente vittima di un incidente stradale ha persino affermato, utilizzando proprio il nuovo sistema, che esso è molto più facile da usare rispetto ad altri. Oltre alla comunicazione, il dispositivo potrà servire anche come meccanismo per il movimento delle sedie a rotelle: due inspirazioni significheranno “avanti”, mentre due espirazioni vorranno dire “indietro”, e così via. E dai test effettuati è emerso che una persona paralizzata dal collo in giù, in soli 10 minuti, diventa capace di guidare la sedia a rotelle tanto quanto una persona sana.

da http://www.vita.it

Scoperta la “banda” di geni difettosi che scatena l’autismo


E’ stato tracciato l’identikit della ‘banda’ di geni difettosi (mutazioni) responsabili dell’autismo: sono molti e solo quando sono presenti insieme nel Dna di un individuo possono causare l’autismo e ciascuna combinazione di questi geni può dare un volto diverso alla malattia. Annunciata sulla rivista Nature, è la scoperta messa a segno dal ‘Progetto Genoma Autismo’ che riunisce 120 scienziati di tutto il mondo tra cui il gruppo di Elena Maestrini dell’Università di Bologna. I ricercatori hanno confrontato il Dna di molti individui sani e autistici e scovato le differenze genetiche distintive della malattia con un metodo ad alta risoluzione. Ne è emerso un mosaico complesso di ‘mutazioni dell’autismò molte delle quali hanno però un tratto comune: sono implicate nel funzionamento dei ‘ponti di comunicazione’ tra cellule nervose, le sinapsi, senza cui i neuroni non possono parlarsi. Studiando più a fondo alcune di queste mutazioni, concludono gli esperti, si potranno migliorare capacità diagnostiche e terapeutiche e magari anche creare un test predittivo del rischio di concepire un figlio autistico.

da www.blitzquotidiano.it

Letteratura: un viaggio alla scoperta della nostra lingua


Un viaggio alla scoperta della nostra lingua. Un viaggio tra simulazione e dissimulazione, tra cio’ che e’ e cio’ che appare, nel linguaggio, ma non solo. A proporlo e’ la terza edizione del festival diretto da Stefano Bartezzaghi e Maria Perosino ‘Le parole, i giorni’, che si svolgera’ a Poggibonsi, in provincia di Siena, dal 15 al 17 aprile. In programma tre giornate di appuntamenti dedicati al tema ‘Parole chiare e pensieri nascosti’ e la seconda edizione del premio ‘Parole d’Autore’. Il primo incontro e’ fissato per il 15 aprile alle 11.30, nella Sala minore del Teatro Politeama con Valeria Della Valle e Giuseppe Patota protagonisti di ‘Menta e’ un congiuntivo?’, una divertente lezione-spettacolo su come e quando usare il congiuntivo senza sbagliare. Alle 17 salira’ in cattedra Mario Lavagetto con una lectio magistralis dal titolo ‘Al lupo al lupo’ per riflettere insieme sul tema della menzogna nella letteratura e nelle fiabe. A seguire ci sara’ la conferenza – spettacolo di Massimo Arcangeli e Lucia Poli su ‘Le parole di Pinocchio: un viaggio fra memoria e identita” a cura di Zanichelli (ore 18, Teatro Politeama, Sala minore). E’ un percorso nella memoria attraverso parole, espressioni, proverbi (divenuti) difficili del testo di Collodi a cui si lega la visita alla mostra di Lorenzo Mattotti ‘La fabbrica di Pinocchio’. Nel pomeriggio di venerdi’ 16 aprile, alle 17, Paolo Albani condurra’ la conferenza-spettacolo ‘Il grotiandese. Un caso singolare di linguaggio ingannevole’. Ad essere indagata qui e’ la lingua parlata dagli abitanti delle Grotriand, una serie di isole coralline situate nell’oceano Pacifico, che notoriamente rappresenta uno dei casi piu’ sintomatici di linguaggio ingannevole.

fonte Adnkronos

Usa: scoperto ormone che disattiva la riproduzione


Un gruppo di scienziati dell’Università della ha identificato un ormone sessuale maschile capace di impedire la riproduzione. La scoperta arriva dopo che 10 anni fa i ricercatori avevano studiato il comportamento della sostanza negli uccelli e nelle zebre.

Si tratta dell’ormone antagonista della (GnIH), in grado di ostacolare l’effetto della (GnRH) che controlla ”a cascata” i meccanismi biologici coinvolti nel sesso e nella procreazione.

Lo studio, pubblicato su PlosOne, potrebbe avere numerose ricadute pratiche, dalla realizzazione di un contraccettivo maschile alle terapie anticancro, dato che GnIH ha già evidenziato di avere effetti positivi nei tumori cosiddetti ormone-sensibili.

da www.blitzquotidiano.it

Scovato gene responsabile di molte malattie mentali


Le mutazioni del gene Abca 13 presente nel cervello, se si inceppa, può provocare malattie mentali devastanti.

Trovato un delle “malattie mentali”, ovvero una mutazione che è comune a molti disturbi psichici, tra cui , e disturbo bipolare.

La scoperta, fatta dagli scienziati dell’università di Edimburgo in collaborazione con le università di Aberdeen e North Carolina, potrebbe indicare una radice comune di molte , e portare a nuove terapie. Resa nota sull’American Journal of Human Genetics, la scoperta è il frutto di uno studio su 4000 persone di cui la metà sofferenti di vari tipi di disturbi psichici tra i più comuni.

Guidati da Ben Pickard, gli esperti hanno confrontato il del campione e visto che nel degli individui malati più spesso che in quelli sani erano presenti mutazioni a carico del che è coinvolto nel metabolismo delle molecole di grasso nel . ABCA13, concludono gli esperti, potrebbe svolgere un ruolo funzionale importante nel e per questo se si inceppa potrebbe dar luogo a devastanti.

da www.blitzquotidiano.it