“Figlie del cielo d’agosto”


di Tiziana Mignosa

Ci sono pagine

scritte con inchiostro di sole

giornate figlie del cielo d’agosto

attimi come raggi di splendore

capaci di scaldare il cuore dell’inverno.

Inattesi

destano la notte

ma dopo poco

e quando ancora addosso vivi il morbido tepore

ritorna tutto come prima

ma basta solo lanciare indietro l’Amo della mente

per riafferrarle e riviverle intensamente

sorsi di chiarore che ti lasciano sul viso

la luminosa scia

di un dolcissimo sorriso.

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“Identico”


di Tiziana Mignosa

Sugli inattesi passi
il battito s’affretta
cristalli di respiro a statua
che la mano
agli occhi tengono.

Compagni d’avventura
sguardo e fiato
di marmo rosa a schegge
rapiti e immobili
s’incollano alla scia della sorpresa.

Vermiglio
e seducente
è il cielo della sera
che in tinta con le gote
esplode insieme al mio piacere.

Fluttuanti filamenti
di miele e fiele
tratteggiano delicate filigrane
boccioli profumati
sulla pelle e il seno.

A te
io parlo
a te che a me ritorni
spettatore inconsapevole
sul mondo che lentamente
ci sbiadisce intorno.

Apparizione
da fare male agli occhi
tu che a lui somigli
identico
ancora più di lui.

Calda
diviene la marea
che a onde
nelle vene
senza fretta scorre.

Paure
e pensieri riesumati
accerchiano la mente
che più non può mentire.

Sorriso e confusione
mi rammentano
di quanto fantasioso e non compreso
a volte sia il copione
che tutti noi viviamo.

“Fuggevoli filigrane di luci”


di Tiziana Mignosa

(Sulle note di “Intermezzo” Pietro Mascagni)

  Come preziosi petali

che il vento può portare via

delicate note

carezzano

la dolce scia di un sogno breve.

Invisibili filamenti di luce

evaporano gocce di passato

su una nuova pagina da sfogliare

e subito dopo

dimenticare.

“Sei”


di Maria Grazia Vai

Del mio risveglio,
sei
la scia
d’una cometa che spacca il cielo

D’ogni fruscio del vento
d’azzurri vortici, di profumate spine – e fiato,
sei

l’abisso d’una rossa luna, e miele e ambrosia

Dell’onda che ricopre ogni mia goccia
delle mie labbra, sei
l’umido sguardo

quando t’ insinui
tra le nudità
d’ogni mio spazio

mentre assapori l’infinito
e sputi – i sogni

mentre ti mordo tutte le parole
prima che arrivi il sole
– dentro