“La stagione dei sorrisi”


di Tiziana Mignosa

Ho resistito alla tentazione

di svuotare il mio tormento sul desiderio di scissione

quando la vita m’ha condotto

a tu per tu con quelle scarpe impolverate

che i sentieri dell’Amore hanno percorso.

Tutto mi riconduce

alla stagione dei sorrisi

prima di precipitare dentro vortici senza bocche

dove l’intera scatola dei pastelli colorati

insieme alla leggerezza se ne è andata.

Riallacciando ricordi col presente

ho udito

il silente grido che le divideva

ma io non l’ho ascoltato

e, almeno loro, insieme ho conservato.

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Per un attimo…uno strappo nel tempo (Sulle note di “Moment of peace” di Gregorian )


  di Tiziana Mignosa

 Ti ho vista

nell’incrocio fulmineo

l’abisso impetuoso dei nostri occhi

si è fuso

è diventato oceano di quiete

ma è stato solo un attimo.

Leggiadra e accattivante

senza scarpe e con in mano

infiniti arcobaleni

t’insinuavi furtivamente

tra le pieghe sgualcite

di quel niente travestito di tutto

della mia misera  prigionia

chiamata terra.

Nascosta in quel tanto di nulla

che scorreva via impetuoso

e lentamente lesto

sei fuggita via

fino a scomparire all’orizzonte di fuoco

dei miei irraggiungibili sogni.

Come albore per falene avide

tra bambocci di pezza dal cuore di ghiaccio

disperatamente

t’ho cercata dove non potevi essere.

Le mani mie protese

sui tuoi languidi sogni leggeri come vele

luce accecante nella buia notte

ti hanno condotto a me.

Catturata

per un attimo appena

dal mio pensiero a te rivolto

sfidando l’infinito

nel finito sei precipitata…

sei arrivata qui.

Splendido

il dono vissuto in un istante

poi sei andata via

adesso

è tempo d’altro

“Calma turbolenta”


di Tiziana Mignosa

Tutti di te vedono soltanto

la compattezza che il tuo corpo mostra

ma nessuno sa di quando

come elastico ormai stanco

la tua interiorità si tende ancora.

Peregrini dello stesso imbarco

i tuoi sorrisi mietono

tappeti d’erba profumata e fiori gialli al sole

passi ignari sulla lava della mescolanza

turbolenta calma della terra senza albore.

Grida sotterranee

che solo tu puoi udire

quando ogni sezione

tendendoti di brutto in ogni direzione

vuole ed urla la sua ragione.

Desiderio e senno

si fanno aria intorno

quando il cuore batte ancora dove è morto il viale

il corpo vuole e se ne ride delle attese

ma la ragione t’inchioda sulle vie tracciate.

E mentre la chiave cerchi per fuggire

ti ritrovi in piena notte al centro del tuo giorno

cemento sulle scarpe al bivio

sofferte scelte

prima dell’arrivo.

Rotatoria sulla scissione maledetta

dove si ramifica  il tormento

ma è sfera che nell’asta si sublima

attrito che dalla terra

genera la Luce di una nuova stella.

Llorraine Neithardt, la sensitiva che crea scarpe di grido


Una delle creazioni di Llorraine Neithardt Una delle creazioni di Llorraine Neithardt “L’arte della scarpa: stregata, personalizzata e sorprendente”. Si intitola così l’insolito workshop ideato da Llorraine Neithardt, sensitiva e creatrice di calzature di design all’ultimo grido che stanno letteralmente facendo impazzire New York. A raccontarne la curiosa storia è la giornalista Penelope Green del New York Times, che ha assistito a uno di questi corsi da 1.820 dollari a testa.

 I due “apprendisti stregoni” della scarpa, Michael Lisbona e Kristina Salianin, volevano realizzare il primo un paio di ciabatte in pelle di capretto nera impreziosita da un nastro argentato per la moglie e la seconda un paio di leopardate sui toni dell’oro dai tacchi vertiginosi, che le ricordassero gli anni in cui faceva le ore piccole ballando fino all’alba nei club della Grande Mela.

 Dopo il pellegrinaggio al Leather Suede Skins, una vera e propria mecca per l’acquisto dei materiali, i due studenti hanno partecipato a una seduta di “schizzo forense”, in cui Ms. Neithardt, partendo dalle loro idee, ha disegnato i modelli delle calzature, come un poliziotto alle prese con l’identikit di un ricercato, finché le linee sulla carta non hanno combaciato con le forme immaginate dai suoi alunni.

 Un’operazione non facile, in cui entra in gioco la vera dote di Ms. Neithardt, sensitiva a tempo pieno e artista part time, che deve la propria fama soprattutto al suo talento da chiaroveggente, ispirata agli archetipi junghiani.

 «Una sera ero a un party organizzato da Salman Rushdie – racconta Juliet Buck, saggista, attrice ed ex redattrice di French Vogue – mi ero appena trasferita a New York da Santa Fe e un uomo mi si avvicinò dicendo di sapere dove abitassi. Quando gli chiesi il perché mi rispose: “perché la più grande sensitiva d’America vive sullo stesso pianerottolo”. Come potevo resistere alla tentazione di conoscerla?». Il tema dell’incontro, però, slittò velocemente dai fenomeni paranormali alle calzature e Buck restò rapita dalle creazioni di Ms. Neithardt.

 Un altro amico dell’artista-sensitiva, lo sceneggiatore e regista Richard La Gravenese, la descrive come «una sorta di divinità mitologica»: quando stava scrivendo il copione di quello che sarebbe diventato “Il re pescatore” diretto da , per cui avrebbe poi ottenuto un Academy Award nel 1992, ebbe un blocco creativo. Ms. Neithardt, allora, gli fece conoscere la leggenda del Re Pescatore, episodio del ciclo arturiano che coinvolge un cavaliere ferito. «Appena ho scoperto quel mito, tutto ha ricominciato a funzionare» giura LaGravenese, che qualche anno dopo ha ricompensato l’amica dedicandole una sottotrama del film “P.S. I love you” con Hilary Swank, per cui ha anche realizzato le indossate nel film dalla star.

 «Subito dopo l’uscita al cinema, la gente ha cominciato a contattarmi per chiedermi di insegnare. All’inizio ho rifiutato, ma dopo un po’ mi sono dovuta arrendere ed eccomi qui» spiega Ms. Neithardt, che ora sta progettando un nuovo corso dedicato alle calzature per travestiti. «Li vedo sempre indossare scomodissime di plastica da lap dance e penso abbiano bisogno di un paio di decolté davvero confortevoli».

 da www.blitzquotidiano.it