Sanità: nasce il Centro Cardiologico Pediatrico del Mediterraneo


Stipulata intesa decennale tra Regione siciliana e Ospedale Pediatrico Bambino Gesù 

La Regione siciliana e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma istituiranno il Centro Cardiologico Pediatrico del Mediterraneo, con l’obiettivo di sviluppare l’attività di alta specializzazione cardiologica sia per la popolazione pediatrica siciliana che per quella di altre Regioni del Sud e dei paesi del bacino del Mediterraneo.

 Il nuovo Centro cardiologico avrà requisiti strutturali e organizzativi di eccellenza e diventerà l’unico centro di III livello in Sicilia. La sede definitiva del Centro cardiologico sarà l’azienda ospedaliera “Villa Sofia – Cervello” di Palermo che sta completando alcuni interventi di adeguamento strutturale in attesa che venga ultimato il Cemi (Centro di eccellenza materno infantile) che sorgerà entro due anni e mezzo nell’area di fondo Malatacca e la cui prima pietra è stata già posata il mese scorso.

 Nel frattempo, la sede provvisoria sarà il presidio ospedaliero San Vincenzo di Taormina, che fa capo all’Asp di Messina, dove l’attività del centro prenderà il via entro l’autunno.

 Il Centro Cardiologico Pediatrico del Mediterraneo sarà gestito dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù che nominerà il direttore del dipartimento e i responsabili delle strutture semplici e complesse afferenti al Centro e procederà all’individuazione di un direttore sanitario e di un responsabile amministrativo. Per l’attuazione del progetto, il Centro si avvarrà di personale medico e non medico del “Bambino Gesù” ma è prevista l’utilizzazione di personale dipendente del sistema sanitario regionale su base volontaria e previa valutazione e accettazione del direttore del dipartimento: in quel caso il personale utilizzato opererà in regime di distacco, mantenendo lo status giuridico e il trattamento economico e normativo dell’Ente di appartenenza.

Per la realizzazione del progetto è previsto un costo di gestione di 7 milioni e 800 mila euro per i primi due anni e di 8 milioni e 300 mila euro per gli anni successivi. La Regione siciliana, valutando in circa 3 milioni di euro il costo del personale dipendente del sistema sanitario regionale, corrisponderà all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù un finanziamento di 4 milioni e 800 mila euro per i primi due anni e di 5 milioni e 300 mila euro per i successivi tre anni. Il finanziamento include anche gli oneri riferiti ai pazienti residenti in Sicilia che saranno assistiti nella sede di Roma dell’Istituto. In tal modo la Regione siciliana potrà ridurre sensibilmente i costi annuali della mobilità passiva.

La convenzione avrà una durata di dieci anni ma al termine del quinto anno sarà effettuata una valutazione e una eventuale revisione del quadro progettuale, operativo e finanziario

 da www.vita.it

Dal carcere di Spoleto: malasanità in carcere


  di  Carmelo Musumeci – Carcere di Spoleto

Lettera aperta a Francesco Ceraudo,  Presidente Associazione Nazionale Medici Penitenziari.

 In carcere per non affogare devi lottare, devi lottare per qualsiasi cosa … e scrivere per far sentire la tua voce.

Nell’Ordinamento Penitenziario, all’articolo 11,  si legge:

“L’assistenza sanitaria è prestata, nel corso della permanenza nell’istituto, con periodici e frequenti riscontri, indipendentemente dalle richieste degli interessati.”

Invece, la sanità in carcere è cattiva, mostruosa e sadica.

Sono un ergastolano, un uomo ombra con l’ergastolo ostativo a qualsiasi beneficio, di cinquantaquattro anni e da quasi venti in carcere.

Passavo le mie giornate in carcere studiando, leggendo, scrivendo e facendo tutte le mattine, nell’orario dell’aria, una corsa di un’ora intorno al cortile del passeggio.

Correvo tutti i giorni, con il sole, il vento, la pioggia e a volte con la neve in faccia.

In questi anni, per almeno un’ora al mattino, mi sono sempre sentito un uomo libero perché i miei pensieri hanno sempre corso insieme alle mie gambe scavalcando il muro di cinta.

Dal mese di luglio 2009 non posso più correre: un problema al ginocchio mi sta impedendo di svolgere qualsiasi attività fisica.

Dal mese di luglio 2009 ho chiesto una risonanza magnetica o una semplice visita ortopedica,  senza mai aver avuto nessun riscontro dall’attuale Dirigente Sanitario dell’Istituto.

Mi dicono che c’è d’attendere, che anche fuori i liberi cittadini attendono. Probabilmente è la verità, ma in carcere si campa con poco, con niente si muore: quella corsa che facevo al mattino mi teneva in vita.

Per almeno un’ora, quella corsa mi faceva sognare di correre nei campi pieni d’erba o nella sabbia delle spiagge del mare di dove sono nato.

Quella corsa mi aiutava a fuggire dalla mia pena che non avrà mai fine.

Ora le mie giornate sono ancora più tristi e vuote e la notte non riesco a dormire bene.

In tutti questi mesi ho chiesto a tutti e ho sollecitato a medici e a direttori, ma ancora nulla!

Chiedo solo, dopo oltre dieci mesi, una visita ortopedica e una risonanza magnetica per sapere che cosa ha il mio ginocchio  e se ho la speranza di essere curato per ritornare un giorno a correre!