La bacchetta magica


di Tiziana Mignosa

Ruberei

la bacchetta magica alle fate

per donare gioia e sorrisi

a chi ha perso anche l’ultimo

sotterrato dai sogni infranti.

La terrei con me

giusto il tempo di vedere

sotto il soffio dell’Amore

l’ultima lacrima evaporare

e il mondo luccicare dal suo stesso splendore.

Comprenderei allora

che il pulviscolo di stelle in essa contenuta

è preziosa polvere di tempo

non luccica né splende

ma saggezza offre a chi col sorriso buono

dona e attende

Annunci

“La tentazione”


di Tiziana Mignosa

  ( Sulle note di Etude di Mike Oldfield)

La tentazione s’agghinda di bellezza

e ti sorride cogli occhi maliziosi

ha lunghi capelli d’accarezzare

e mani affusolate da sentire.

Quando manda a spasso la ragione

t’incatena alle calde scie del desiderio

attizzando l’ossessione maledetta

che di saggezza ne fa tormento

inchiodandoti all’idea

che ciò che vuoi adesso

è solo lasciarti andare.

Controvento

ti tenta con l’odore intenso del suo mare

e forte ti bacia in bocca a stordimento

ma quando lascia trasparire

gli invisibili frammenti della verità sottile

ti ricorda di quanto vero sia il detto

che un aspetto difficilmente contiene pure l’altro.

Ed è lì, su quella vista che di gioia ti delizia

che ti ritrovi a contare

silenziose gocciole di sale

nella vita che suggerisce sempre tutto

a noi la scelta di fare oppure no

come il dissennato struzzo

che imprudente sceglie la via del non sapere.

La fede e le montagne


“Conoscete l’espressione “avere una fede che sposta le montagne”.
Si tratta di un’espressione che ora è passata nel linguaggio
corrente, e molti la utilizzano senza sapere che essa ha origine
nel passo dei Vangeli in cui Gesù dice: “Se la vostra fede fosse
grande come un granello di senape, potreste dire a questa
montagna: Spostati! ed essa si sposterebbe”.
Gesù pensava veramente che gli esseri umani potessero cambiare
di posto le montagne? No, perché esse sono esattamente là dove la
Natura, nella sua saggezza, le ha collocate. Allora, cosa sono le
“montagne” di cui parla Gesù? Sono montagne situate
nell’intelletto, nel cuore e nella volontà degli esseri umani:
montagne di oscurità, di egoismo, di pigrizia. Sono queste che
bisogna spostare, e ciò è possibile soltanto con una fede
incrollabile. Quando Gesù era in Palestina, ha forse spostato
delle montagne? No, non si occupava di questo genere di cose.
Eppure, egli ha spostato montagne, regni e interi continenti
nella testa e nel cuore degli esseri umani.”

di Aivanhov

Essere abitati dalla gioia, dalla luce, dalla pace


Noi siamo legati agli esseri che sono al di sopra di noi, gli
angeli, gli arcangeli… sino a Dio stesso, ma siamo anche legati
a coloro che sono al di sotto di noi: gli animali, le piante, le
pietre.
Capirete meglio in cosa consista questo legame, osservando come
circolano le due correnti – ascendente e discendente – nel tronco
di un albero: la corrente ascendente trasporta la linfa grezza sino alle foglie, dove questa si trasforma in linfa elaborata, mentre la corrente discendente trasporta la linfa elaborata che
va a nutrire l’albero.

Nell’Albero cosmico, l’uomo si trova sul passaggio delle due correnti che lo attraversano, e deve imparare a lavorare consapevolmente con esse. Quando è riuscito ad attirare la saggezza, la luce e l’amore dal Cielo, li trasmette
agli esseri situati al di sotto di lui e collegati a lui, fino ai
minerali. Poi, grazie a un’altra corrente di circolazione, quelle
forze – ancora attraverso lui – risalgono partendo dai minerali
fino ai regni superiori della Creazione. Chi si collega
coscientemente alla catena vivente degli esseri, è abitato dalla
gioia, dalla luce e dalla pace.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Sofferenze utili, inutili e nocive


“Nessun essere umano sulla terra è al riparo dalla sofferenza.
Occorre soltanto sapere che ci sono sofferenze utili, benefiche,
e altre inutili e persino nocive. Le sofferenze inutili sono
quelle che ci si crea da sé trasgredendo le leggi dell’onestà,
della giustizia, della bontà, della saggezza, dell’amore, e non
meritano compassione.
Le sofferenze utili sono quelle dell’uomo che ama gli altri e
vuole sinceramente aiutarli: egli è obbligato a strappare ogni
giorno qualche cosa dal suo cuore, a spogliarsi del suo egoismo,
dei suoi pregiudizi. Per aiutare gli altri, non basta infatti
presentarsi con buone intenzioni e buoni sentimenti:
interiormente c’è tutto un lavoro di aggiustamento da fare.
Questo lavoro richiede dei sacrifici; è difficile, doloroso, ma
quanto è benefico!”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

La saggezza e l’amore


“Sui sentieri della vita abbiamo due guide: la saggezza e l’amore.
Dobbiamo imparare a lavorare secondo le leggi della saggezza e i
metodi dell’amore.
La saggezza e l’amore possono essere paragonati alle lancette di
un orologio: la saggezza è la lancetta piccola che indica le ore,
e l’amore la grande che segna i minuti. Grazie alla saggezza noi
scegliamo un orientamento, un programma da realizzare, valido
per l’eternità. Per realizzarlo, però, dobbiamo adottare i
metodi dell’amore, vale a dire vivere ogni minuto con gioia ed
entusiasmo, senza mai perdere il nostro slancio. È così che
conciliamo il programma della giornata con quello dell’eternità.
La saggezza mostra in quale direzione camminare, e il cuore
sostiene il movimento.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov