Rudolf Nureyev 17 marzo 1939


Il più grande ballerino classico del ‘900, Rudolf Nureyev, nato oggi nel 1939, in una delle sue magistrali interpretazioni, un a solo dal “Lago dei Cigni” di Ciaikovski

The greatest classical dancer of the 20th century, Rudolf Nureyev, who was born toda in 1939, in one of his wonderful performances, an “a solo” from “The Swan Lake” by Ciaikovski

http://www.youtube.com/watch?v=lQ3F0BxXmKA&feature=related

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Sergej Prokofiev – Сергей Сергеевич Прокофьев


Oggi nel 1953 moriva un grande compositore russo del 900, Prokofiev, dalla sua produzione ho scelto il celebre “Pierino e il lupo”, fiaba con musica, voce solista Roberto Benigni accompagnato dall’orchestra Mozart diretta da Claudio Abbado, buon ascolto e visione 🙂

http://www.youtube.com/watch?v=-iiIq8_t-qo&feature=related

“Dichiarazione” di Boris Pasternak


Oggi nel 1890 nasceva lo scrittore russo Boris Pasternak, celebre per il suo libro “Il dottor Zhivago” da cui fu tratto un famosofilm con Omar Sharif, di lui voglio pubblicare però una poesia ironica, leggera.

Essere donna è un gran passo,
fare impazzire, eroismo.

E io dinnanzi al miracolo di mani,
schiena, spalle e di un collo di donna
con devozione di servo
la vita tutta riverisco.

Ma per quanto la notte m’incateni
con un anello d’angoscia,
più forte è al mondo l’aspirazione ad evadere
e la passione attira alle rotture.

da www.pensieriparole.it

e dal film la colonna sonora “Tema di Lara”

http://www.youtube.com/watch?v=vMz33LkFqwA&feature=related

Anche i “fedeli” cigni divorziano…restano solo i pinguini


I sono, o perlomeno dovrebbero essere, la specie più fedele del regno animale, ma a volte anche loro entrano in crisi “coniugale”. Una coppia di di Bewick, noti anche come minori, ha divorziato dopo solo due anni di convivenza nelle acque del parco Wildfowl and Westlands Trust di Slimbridge. , il maschio, è ritornato in dopo le migrazioni estive portando una nuova partner dalla Russia, Sarind; mentre , la femmina della coppia, è arrivata a Slimbridge per l’inverno qualche settimana dopo il suo partner e non si è fatta prendere alla sprovvista. Ad accompagnarla c’era infatti un nuovo compagno, .

Una vicenda intrigante fatta di intrecci amorosi, legami che si interrompono e nuovi compagni, quasi come la puntata di una soap opera che, se da un lato ha conquistato il favore della stampa inglese, dall’altro ha sorpreso gli studiosi che da decenni seguono il comportamento dei di Bewick. In quaranta anni di osservazione a Slimbridge sono state analizzate circa 4mila coppie di e ad oggi i casi di registrati sono solo due, inclusi.

Questa volta però l’anomalia è doppia: non solo i si sono separati, ma hanno immediatamente rimpiazzato il vecchio partner con un nuovo compagno. E dire che uno studio del Wwf aveva incoronato il cigno come il più fedele del regno animale e una ricerca, proprio sui di Bewick, aveva definito il loro comportamento in coppia come il miglior esempio di monogamia della natura.

“Fino a che sono vivi i tendono a stare insieme – ha spiegato la responsabile Julia Newth in un’intervista alla Bbc – e se cambiano partner è perché il vecchio è morto, raramente perché ne hanno scelto uno nuovo”. Eppure oggi divide il piccolo specchio d’acqua con la russa Sarind, mentre a pochi metri di distanza amoreggia con . I due ex amanti sono tornati nella vecchia dimora e, nonostante la vicinanza forzata, non si sono salutati né riconosciuti.

da www.blitzquotidiano.it

Svetlana Zacharova e Roberto Bolle danzano ne “Il lago dei cigni” di Ciaikovski

http://www.youtube.com/watch?v=KSnzEI6c6q0

Billy Eliot and the Swan Lake, final scene of the movie

http://www.youtube.com/watch?v=C5BSyJ_vlHo&feature=related

Russia. La storia di Lyudmila: arrestata a 82 anni, una vita da militante


Lyudmila Alexeyeva durante l’arresto Lyudmila Alexeyeva a 82 anni è stata arrestata dalla polizia russa per aver guidato una protesta anti-governativa non autorizzata.

 È successo a Mosca durante la notte di : la signora è nota alle autorità russe per aver organizzato diverse manifestazioni contro il regime sovietico ed anche per essere stata più volte interrogata dal .

 Per la signora Alexeyeva oggi il nemico è il governo “soft autoritario” di , in precedenza presidente e oggi primo ministro, che avrebbe ristretto i diritti fondamentali dei russi. Già da molto tempo prima che Brezhnev venisse confinato, la signora Alexeyeva faceva parte del piccolo gruppo di intellettuali che nella comunista hanno rischiato più volte la vita per aver lottato a favore della libertà di stampa e per i diritti umani.

 Quasi tutti quelli che lottavano con lei oggi non ci sono più. Alexeyeva oggi cammina con difficoltà, ma è in grado ancora di condurre una dimostrazione come quella della notte di .

 Alexeyeva è cresciuta contestando sempre il regime. Pianse tantissimo il giorno che vide i suoi vicini venire arrestati dagli agenti di Stalin. Poco dopo aver compiuto i 40 anni, si offrì di raccontare quello che stava accadendo nel suo Paese attraverso le colonne di un giornale compilato in segreto e in totale anonimato. Una volta che venne interrogatata, la donna, per non farsi scoprire, nascose otto copie del giornale segreto nel reggiseno.

 La donna ha pagato poi la sua militanza anti-sovietica passando sette anni in un campo penale e cinque in esilio e racconta che, prima degli interrogatori del , si fermava sempre a comprare un panino al prosciutto, un cannolo e un arancio. Questi tipi di cibo erano infatti delle prelibatezze proibite anche agli investigatori sovietici degli anni 70, i quali erano costretti a nutrirsi a suon di cotolette.

 A metà dell’interrogatorio, la signora scartava questi cibi e li adagiava sul tavolo: «Reagivano in modo molto nervoso quando cominciavano a sentire l’odore di prosciutto. In questo modo io mi divertivo» ha spiegato, «era un modo per giocare sui loro nervi».

 L’anziana donna alla fine è emigrata come molti altri. Ma nel 1993, dopo 16 anni negli Stati Uniti, lei e suo marito hanno deciso di tornare in , dove è diventata presidente del , un’organizzazione per i diritti umani fondata nel 1976 ed ora diventata legale.

 Nuove paure hanno sostituito quelle vecchie, però. Alexeyeva ha infatti ricevuto più volte minacce di morte, e lo scorso anno ha anche sepolto due suoi cari amici. I rischi legali sono troppo imprevedibili: ora, spiega la donna, questa giustizia post-sovietica le cose le inventa. Se infatti nell’ la strategia processuale poteva essere messa in dubbio sapendo che i giudici prima di eseguire una condanna chiedevano due testimoni, tutto questo oggi non è più possibile. «Allora c’erano delle regole. Erano idiote ma c’erano e ci si poteva difendere. Ora le regole non ci sono più».

 Tanya Lokshina, vice direttore dell’ufficio di Mosca di Human Rights Watch, spiega che gli attivisti dovrebbero trovare un nuovo modo di parlare alla società russa. «Questa lingua dovrebbe essere diversa dalla lingua utilizzata da dissidenti sovietici», ha detto. «In un certo senso è più facile essere contrari a un regime pienamente totalitario mentre è sicuramente più difficile contrastare un regime più sofisticato ma fortemente autoritario. Qui vi è una certa libertà. Come si fa a spiegare alla gente quello che manca?»

 Per Alexeyeva Putin è il frutto della rivoluzione post-sovietica. Per quanto riguarda invece la sensibilizzazione della gente, per la Alexeyeva i russi sono passivi solo perché poveri e dice: «Noi continueremo ad aiutare la gente a capire».

 Così, tutti gli anni la notte di San Silvestro la sua associazione organizza una giornata che serve a ricordare  l’articolo della Costituzione russa che garantisce la libertà di riunione. L’ultima volta, tutti i manifestanti vennero arrestati tranne la signora Alexeyeva: questa volta invece anche lei è stata fatta salire su di un bus insieme ad altre 50 persone.

 Non c’è voluto molto alla polizia per comprendere l’errore: dopo solo 40 minuti, uno di loro ha aperto le porte del bus e ha detto alla signora Alexeyeva che era libera di andare. Lei però si è rifutata e le sue foto in preda al terrore hanno fatto il giro del mondo.

 Grazie a queste foto i leader russi si sono svegliati ed hanno letto le dichiarazioni critiche del National Security Council degli Stati Uniti e del presidente del Parlamento europeo Jerzy Buzek, che si è detto profondamente scosso se pensa che «una rispettabile 82 enne ha trascorso la notte di in stato di arresto».

 da www.blitzquotidiano.it

qui il link alla notizia originale del Gruupo di Helsini

http://www.mhg.ru/news/E249CDF

“Oci ciornie”, occhi neri


Ochi ch‘rnye, ochi strastnye,
Ochi zhguchie i prekrasnye.
Kak lyublyu ya vas,
Kak boyus’ ya vas,
Znat’ uvidel vas ya ne v dobryj chas.

Skatert’ belaya zalita vinom.
Vse gusary spyat besprobudnym snom,
Lish’ odin ne spit, p’‘t shampanskoe
Za ochi ch‘rnye, za tsyganskie.

Ne vidal by vas, ne stradal by tak,
Ya by prozhil zhizn’ ulybayuchis’.
Vy sgubili menya ochi ch‘rnye,
Unesli navek mo‘ schast’e.

Ochi ch‘rnye
Zhguchi plamenem
I manyat menya v strany dal’nie,
Gde tsarit lyubov’,
Gde tsarit pokoj,
Gde stradaniya net,
Gde vrazhdy zapret

Occhi neri, occhi appassionati
occhi infuocati e bellissimi
quanto vi amo, io
quanto vi temo
significa che vi ho visto nel momento sbagliato.

La bianca tovaglia cosparsa di vino
dormono gli ussari di un sonno senza fine
solo uno e’ sveglio, beve spumante
brindando agli occhi neri, a quelli zingari.

Se non vi avessi visto non avrei sofferto cosi’
avrei trascorso la vita a sorridere
occhi neri, mi avete rovinato,
mi avete privato in eterno della felicita’ .

Occhi neri infuocati di ardore
mi attirano verso paesi lontani
dove regna l’amore
dove regna la quiete
dove non esiste sofferenza
dove l’odio e’ vietato.

http://www.youtube.com/watch?v=oQEjwKs_hpg&feature=related

Mosca, bancomat congelati non danno soldi


Il freddo intenso che dall’inizio della settimana attanaglia Mosca – dove la temperatura da quattro giorni si mantiene fra i -28 e i -20 gradi centigradi – sta creando problemi ai bancomat, molti dei quali non danno denaro a causa del meccanismo di erogazione congelato. Come riferisce la Itar-Tass, l’inconveniente è stato segnalato per ora presso decine di bancomat di vari Istituti di credito, fra gli altri Sberbank VTB 24, Alfa-Bank, Moskovski Kreditni Bank, Vozrozhdenie.

I bancomat – è stato precisato – compiono regolarmente le operazioni preliminari, ma si bloccano al momento di erogare il contante, a causa del congelamento del meccanismo di emissione delle banconote. L’inconveniente riguarda in massima parte gli apparecchi non dotati di appositi dispositivi di riscaldamwento supplementare. Problemi per il freddo anche a tanti citofoni digitali della capitale, anch’essi congelati e con il dispositivo di apertura bloccato. Mosca ovviamente non è il posto più freddo della Russia. In Siberia, negli Urali e nel Grande Nord sono state infatti segnalate temperature estreme di -45, -50, con una punta minima di -54 registrata ieri nella parte orientale del Distretto autonomo di Nenetski, nell’Estremo Nord sul Mare di Barents.

fonte ANSA