La sofferenza e la vita sublime


di O. M. Aivanhov

“Non cercate di sfuggire sistematicamente alla sofferenza, ma
pensate piuttosto ad attingere da essa delle forze per
risvegliare in voi la vita sublime. Il ruolo della sofferenza è
precisamente quello di far sorgere delle qualità che non
appariranno mai in altre condizioni. Quando vi accade di soffrire
fisicamente o moralmente, benedite il Cielo pensando che vi viene
data l’occasione di fare un grande lavoro su voi stessi a causa
di quella sofferenza.
Ovviamente, non parlo qui di certe sofferenze insopportabili:
quelle necessitano dell’aiuto della medicina. Parlo, in generale,
di tutte le circostanze sgradevoli, dolorose, che non mancano di
verificarsi nella vita quotidiana. Anziché gemere, piangere e
imprecare, è preferibile cercare di approfittare di quegli
inconvenienti per mettersi al lavoro e svilupparsi. Come? Non
rimanendo concentrati sulla vostra sofferenza, ma cercando di
armonizzare tutto in voi. Quando questo lavoro sarà terminato, la
vostra sofferenza scomparirà, perché sarete riusciti a risolvere
il problema che vi era stato posto.”

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Donne in politica, l’oligarchia degli uomini


di Pippo Giordano

Ieri mattina ho ricevuto una mail da un’ amica, Irene, che mi ha fatto riflettere molto sul ruolo delle donne in seno alla politica italiana. La lamentala di Irene, condita da comprensibili timori, traeva origine dalla notizia di due giorni fa, secondo la quale esiste la reale possibilità che numerosi uomini d’onore potrebbero essere scarcerati da una sentenza emessa dalla Cassazione.

Qual è il motivo che ha scatenato le giuste preoccupazioni di Irene, ma credo della maggior parte dei cittadini ed anche del ministro Alfano? È quello che, i nostri Legislatori, promulgando la ex Cirielli, intendevano inasprire le pene dei mafiosi in presenza di tre aggravanti specifici e che purtroppo la Cassazione ha rilevato la non competenza dei Tribunali ad emettere condanne di specifica competenza delle Corte d’Appello.

La lodevole iniziativa della legge ex Cirielli era nata dall’esigenza di colpire duramente, con condanne adeguate, gli associati mafiosi. Tuttavia, il legislatore nel promulgare la legge evidentemente non si è reso conto dei danni che essa avrebbe potuto causare, come poi ha rilevato dalla Cassazione. Ma l’intento di questo post non è evidenziare macroscopici errori o ritornare su talune modifiche di sapore pro mafiosi o ad uso e consumo di pochi. L’intento è un altro.

Il ruolo delle donne nei gangli vitali di questo nostro bel Paese a cominciare dalla politica. Ma perché ancora oggi la società femminile deve essere così maltrattata con la presunzione maschilista che le donne non possono occupare posti di rilievo all’interno delle vita pubblica e non solo?

Già qualche tempo fa al solo pensiero che una norma doveva prevedere o che prevede, la cosiddetta “quota rosa” nelle liste di candidati a qualsiasi plesso elettorale, mi faceva rabbrividire.

Non concepisco, su quali prerogative, su quali premesse la classe politica maschile deve arroccarsi il privilegio escludente di far partecipare liberamente alla libera eleggibilità le donne. Non sarebbe ora di ragionare in termini paritarie senza dover far cadere dall’alto la concessione di includere in percentuali nelle liste elettive, le donne?

È un loro diritto e fin quanto questa omologazione di pensiero, alligna sia nella destra che nella sinistra, non verrà sradicata da questi soloni maschili da una politica ostentatamente prosaica, la donna non avrà spazio.

Qui voglio citare per intero il pensiero di Irene:

Credo che bisognerebbe dare più spazio alle donne in politica ma, finché avremo figli e non saremo ricchissime, quasi nessuna donna potrà farlo a meno di rinunciare ad un aspetto importante della propria femminilità: i figli”. Parole condivisibili ed aggiungo quello che qualche giorno fa ho scritto su internet:

“Il rispetto e l’amore per una donna non devono essere corrisposti per l’esteriore bellezza femminile, ma dalla consapevolezza che la DONNA è fucina d’ intelligenza e d’amore ai quali noi uomini dovremmo attingere la linfa per alimentare i nostri cuori….”

Dopo la mail di Irene. Mi sento di aggiungere che noi uomini potremmo giovarci non solo della loro intelligenza ma anche dall’ indiscussa capacità della donna di essere razionale e cosciente delle proprie azioni.

I cari maschietti politici non si offendano, sono convinto che per la loro determinazione di soppesare ogni loro pensiero, le donne non avrebbero commesso gli errori della ex Cirielli, perché hanno una visuale della vita a 360 gradi e non guardano ai loro interessi privati, come spesso sta accadendo in questo Paese.

Per esperienza diretta ho visto donne manager, ho visto donne dipendenti della Stato, ho visto donne in politica, che le avevano davvero quadrate. Altro che balle.

Quindi, invito le donne a non accettare che i signori della politica continuino negli antri delle sacrestie dei partiti o nelle hall di hotel a cinque stelle a decidere la vostra esclusione della politica.

Vi suggerisco uno slogan e adottatelo: “NON VOTO UN UOMO”. Solo così potete costringerli a farli scendere dal torpedone pieno di solo uomini e lasciare spazio anche a voi.

da www.palermo.blogsicilia.it

“Il triangolo no”


di Renato Zero – 1978

L’indirizzo ce l’ho, rintracciarti non é un problema,
ti telefoneró, ti offriró una serata strana,
il pretesto lo sai… quattro dischi e un pó di wiskey… wooooh!Saró grande vedrai, fammi spazio e dopo mi dirai, mmm mmm mmm…
che maschio sei…Lui chi é? Come mai l’hai portato con te,?Il suo ruolo mi spieghi qual é?
Io volevo incontrarti da sola semmai,
mentre lui, lui chi é, lui chi é,
giá é difficile farlo con te… Mollalo!
Lui chi é? lui cos’é? lui com’é?
é distratto ma é certo di troppo… Mollalo!
Mi aspettavo lo sai, un rapporto un pó piú normale,
quale eventualitá, trovarmi una collocazione,
ora spiegami dai, l’atteggiamento che dovró adottare… wooooh!mentre io rischierei di trovarmi al buio,
tra le braccia lui…mmm mmm mmm… non é il mio tipo!
Lui chi é?Si potrebbe vedere…si potrebbe inventare…si potrebbe rubare…Lui chi é, lui chi é, lui chi è giá é difficile farlo con te… Mollalo!
Il triangolo no, non l’avevo considerato,
d’accordo ci proveró, la geometria non é un reato,
garantisci per lui, per questo amore un po’ articolato…
mentre io rischierei, ma il triangolo io lo rifarei….
perché no? Lo rifarei…
lui chi é? Lui chi é?
lui chi é? E si vedrá…
lui é…
lui chi é, lui chi é,
e loro, dico loro chi sono?

Renato Zero interpreta questo suo celebre brano

http://www.youtube.com/watch?v=zwpjBxDzqr0