L’attesa


di Tiziana Mignosa
A volte amo
quelle rughe che odio
quand’è la voce del riflesso
a parlarmi del tempo
quand’è l’attesa
la protagonista solitaria
del caos che gonfia i vuoti
di parole vane.

Rumori
suoni
e colori accesi
che riempiono
e colmano
per non udire
il grido straziante
del silenzio.

Amo
a volte
quei segni che odio
indelebili tracce
che di plumbeo vestono
l’effimera grazia.

Sfuggono
i desideri
m’aleggiano intorno
come anime beffarde
senza corpo
gridano ai rimpianti
di sterile attesa
che si consumano
vergini
nel tempo.

A volte amo
quelle rughe che odio
quando mi giro indietro
sui sassi di sangue e sudore
che scivolano giù
tra le pieghe consumate dell’anima
tra graffi e strappi al cuore

e m’accorgo

di quel sorriso delicato
che con amore asciuga
le mie stanche lacrime
e mi porta a pensare
che nulla più m’importa
nulla
neanche d’aspettare.

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“I rumori del silenzio”


di Angela Ragusa

Li sentivo

fuori e dentro me…

Erano i rumori

di battito di ciglia,

di scorrere di sangue,

di fruscio di carezze….

Mi parevano

un dolce suono

come nenia d’angeli

intonata solo per me

per azzittire i miei dubbi

per saziare la mia fame

per proteggermi dal buio…

E ascoltavo nel silenzio

che traboccava di sussurri,

di sospiri ,di gemiti…

Adesso nulla più odo…

…solo scricchiolio del disincanto

e stridere di false parole

annegare nel tonfo

di lacrime amare.