“La rete è femmina e io scrivo per le donne”


Abel WakaamNato “in una notte senza luna nel gennaio del 1954” Abel Wakaam è uno dei più famosi e longevi scrittori erotici in rete, in cui “naviga” con i suoi scritti dal 1998.
Di lui si sa ben poco, se non che “Non beve e non fuma, in pratica ha rinunciato a Bacco e Tabacco in favore di Venere”. E che è delle nostre parti: «Abito in provincia di Varese, sulle rive dell’Olona. La mia auto è targata Varese, ma tutti pensano che io sia di Chiasso. E’ per non trovarmi la gente sotto casa…».  Così dice, perlomeno, a chi lo intervista on line. Nemmeno il suo nome di nascita è noto.  Le sue opere invece, stanno su www.rossoscarlatto.org.
Sono una valanga: 55, solo del genere erotico. Ma lui è molto di più.
Abel Wakaam non è il tuo nome, vero?
«No, ma se mi chiamano con un nome diverso non rispondo. Wakaam deriva da un detto della valle: “du ò induì du aqua du òna”, che significa “due uova fatte sode nell’acqua dell’olona”. Dalla pronuncia di “du aqua” è venuto fuori Wakaam. Una volta scelto il cognome, con Wakaam ci poteva star bene solo Abel»

Fa molto afrikaans, il dialetto sudafricano…
«E’ vero. Tant’è che questo nome è venuto fuori quando stavo scrivendo “Il Giardino del Mago” (uno dei suoi romanzi di maggior successo, ndr) e mi serviva un nome per uno scienziato sudafricano. Poi mi è piaciuto e l’ho fatto mio. E quando mi chiedevano se fossi un uomo di colore, ho cominciato a rispondere di sì: bianco»

Come sei diventato scrittore?
«Ho sempre scritto, sin dalle elementari. Ero la disperazione del mio maestro perché gli propinavo dei temi lunghissimi. Quando scrivo, mi sento figlio di un dio minore perchè posso decidere della vita di tutti i protagonisti: è un modo per sfogare la mia creatività. La mia scrittura è nata con me, ma senza un pubblico: in fondo, si tratta di una forma atavica di autoerotismo. Chi scrive però ha bisogno di un pubblico: non serve a niente scrivere o dipingere se non puoi vedere l’espressione della gente che ti legge o ti guarda»

Per questo hai cominciato a scrivere in rete…
«Come dicevo, a mio parere uno scrittore comincia a scrivere davvero quando qualcuno lo legge. La rete ha rappresentato la vera svolta perchè tutti appaiono per come sanno apparire, anche senza “esserci”. E io che avevo la consapevolezza di “essere” non ho avuto problemi ad apparire. In fondo ho messo in scena me stesso»

Quanti anni ha Rossoscarlatto?
«E’ stato creato il 6 settembre del 2000. In quei giorni sono stato invitato a Fiuggi per il convegno “Eros e scrittura,  come scrittore on line: ricordo che presentai il sito nel suo dominio definitivo. L’avventura on line era precedente»

In che modo, precedente?
«Sono nato in rete con un sito che si chiamava Pegacity, “la prima città virtuale italiana” e Avevo fondato www.arcano.org che è un Gioco Di Ruolo fantasy basato su una saga. La terra dell’Arcano è tuttora il mio romanzo più letto online: circa 140mila lettori»

Un libro funzionale al gioco di ruolo…
«Il sito – gioco di ruolo è fatto come il mondo raccontato nel libro: le stesse città, gli stessi personaggi. E’ il libro trasformato in realtà fisica. Tutti i giocatori si muovono nel sito come raccontato nella storia. E, al contrario, alcuni giocatori sono stati inglobati nel libro: per esempio c’è una nonnina di oltre 70 anni di Candelo, Ivrea. Siccome era un personaggio di per sè bellissimo, è diventato parte della storia. Insomma, il libro all’inizio era una traccia del gioco, ma le altre ere (i capitoli, ndr)  sono scaturite durante l’evoluzione del gioco, prendendo spunto dai personaggi creati dai ragazzi che stavano giocando e che ho assorbito nella storia»

Abel WakaamNiente di più diverso da un romanzo erotico, per cui ora sei conosciuto….
«Io sono nato fantasy, perchè il genere fantasy allora era molto ricercato in rete. Ho però sempre scritto in ogni genere: il fantasy è stato il mio primo esperimento in rete e l’ho portato avanti perchè creava seguito. Parallelamente al fantasy però, ho cercato di capire quali fossero i gusti degli utenti in rete…»

…E la risposta fu scontata…
«Io allora scrivevo fantasy, fantascienza e gialli. Ma l’eros era cliccatissimo: e siccome nelle mie storie un po’ di eros c’è sempre stato, ho pensato a rossoscarlatto: una entità a sè stante, per non mischiare le cose e tenere l’eros ben distinto dal fantasy»

In effetti sono due pubblici molto diversi.
Come è nata e come si è sviluppatala parte erotica?

«Rossoscarlatto è stata una scelta di confine: era il periodo dei siti hard, e io ho puntato sul soft. In rete c’era, come c’è ancora, una grande ricerca di immagini hard: io invece ho puntato sulla letteratura, che comunque resta come una forma d’arte, ed è stata una scommessa vinta.
Lo è stata perchè il mio pubblico è sempre stato femminile: la rete a quei tempi era femminile, era letta da impiegate che si collegavano dall’azienda. Oggi le pagine lette mensile di rossoscarlatto nella sua globalità sono circa due milioni, i miei romanzi ormai vengono letti tutti online»

Hai mai pubblicato “su carta”?
«si. Il primo è stato Debacle. On line il libro aveva avuto 29mila lettori. Ma dell’edizione cartacea ho perso le tracce. Del resto di libri di carta ce ne sono milioni, le librerie sono piene: come vuoi che trovi il tuo libro un lettore? Così, la seconda volta ho voluto curare tutto io e ho pubblicato “La Schiava” in un modo sperimentale: romanzo su carta patinata con al suo interno 12 fotografie in alta risoluzione, più due CD audio in cui il testo veniva letto da doppiatori professionisti. Risultato: 22mila copie vendute. Ma non in libreria: in edicola. Questo nel 2005: allora, La Schiava era già online da 3 anni ed era già stata letta da 100mila utenti»

Scrivere è il tuo mestiere?
«Vivo per scrivere, non ho mai scritto per vivere. Scrivo quello che mi pare solo per il gusto di creare: sono un raccontastorie, un confessionale elettronico nell’angolo più oscuro della rete. E siccome la rete è femmina, scrivo per il pubblico femminile. Perchè i maschietti preferiscono un film a luci rosse mentre la letteratura erotica ha il grande vantaggio di raccontare solo una storia, lasciandoti immaginare i dettagli a tuo piacimento»

Parlando così, sembri uno che lo fa per mestiere: cerchi gli argomenti in base al potenziale lettore, tratti un prodotto…
Sono uno che cura molto i particolari, a cui piace apprendere. Per vendere sé stessi bisogna conoscere gli altri. E per farlo ho imparato ad arrangiarmi da solo, specie per la costruzione dei siti. Allora nessuno sapeva nulla e tutti facevano credere di avere in tasca la soluzione: così ho deciso di fare da me. Poi sono un perfezionista: mi piace capire quando il lettore si stufa di leggere, quanto dev’essere lunga la pagina, che colore e quale font utilizzare. Non ce ne vuole uno spigoloso come il times new roman, ma dolce come il verdana, che per me è il meno stancante on line. Mai nero su bianco, meglio rosso scuro o marrone su una tinta di fondo che non spacca gli occhi. Pagina stretta con lati colorati, in capitoli corti da cui si può ripartire…
Così riesci a far leggere un libro online»

Non c’è tanta gente come te, in rete, almeno in italia. O mi sbaglio?
Io volevo fare un sito con almeno 50 romanzi erotici di un solo autore, creare uno “stile” rossoscarlatto,continuità creativa. alla fine ne ho scritti 55, per ora. Non è facile scrivere di eros: in fondo è una storia di cui si conosce già la trama e il finale. Ma io credo che sia più eccitante conoscere la storia di una giornalista di Varese piuttosto di quella di una pornostar»

Sei molto social: ti si trova in chat, in Facebook…Aneddoti da raccontare?
«Beh è normale che una persona che si confidi con me stupisca poi di scoprire che la protagonista del romanzo parla come lei, pensa come lei… Le storie vere o verosimili sono sempre più intriganti»

Ma lettori uomini ne hai, ne hai avuti?
Si, certo, sono circa il 30% del totale. Ma i lettori uomini cercano nei miei libri spunti erotici, qualcosa da proporre alle femminucce. Che però hanno già letto le storie e li sputtanano…»

da www3.varesenews.it