Senza lacrime nè cielo


di Angela Ragusa

Trasforma il sogno la realtà.
L’incanto si è svelato
e polvere così sfuma
dai sandali tuoi rossi…

Salice piangente
si specchia sul tuo viso.

Dietro quelle sbarre,
destino indecifrabile
assurdo nei perché
che non lasciano risposte.

Verde come mela,
mani non ebbero riguardo .

Non riesci più a danzare
nelle ore senza tempo ,
tutto è fermo a quel ricordo
che non smette di svanire.

Dietro l’angolo gramigna
soffocò il tuo bel fiore…
ora cresci senza linfa,
senza lacrime ne cielo!

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Dervisci


Siamo coloro che ondeggiano

Fili d’erba sotto la carezza del vento.

Siamo la polvere che calpesti per strada

Impalpabile sopra l’asfalto.

Siamo i raccoglitori dei capolavori senza encomio

Fugaci sguardi benevoli o nuvole che mutano forma.

Siamo coloro che vagano col cuore spezzato

E tendono, davanti a te, la mano:

Siamo i piccoli traditori da niente

che canteranno con gli Angeli

per la Sua misericordia.

Non chiedere a noi risposte

Nell’intelletto abita l’apparenza

E nel cuore la nostalgia sempre dimora.

di SereSalima

(La raccolta di poesie “L’asino e il Re” è disponibile presso le Edizioni Vida di Aosta)

da www.sufibazar.com

“Ogni mia illusione”


di Angela Ragusa

Ascolto di me ogni mormorio
e nel silenzio di ogni parola
cerco agognate risposte…

Scavo, come fossi arenile
che scotta al sole,in ginocchio
come bimbo a creare
il suo castello di sabbia,
arginando flusso di marea
con immaginifiche muraglie
cui solo la mia mente incalzante
riesce ad abbattere…

E sono regina in quel castello
padrona di un mondo
che di fantasia ha le sue stelle,
di emozioni ha il suo cielo,
di stupore ha quel sole
che scalda di me, ogni mia illusione.

Carcere: Rita Bernardini sospende lo scopero della fame


Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata Radicali/PD, membro della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati
20 febbraio 2010
Ho potuto leggere la bozza del Disegno di Legge presentato dal Ministro della Giustizia Angelino Alfano riguardante l’”esecuzione presso il domicilio delle pene detentive non superiori a un anno” e la “sospensione del procedimento con messa alla prova dell’imputato” per i reati puniti con pena non superiore nel massimo a tre anni.
Il provvedimento, ora all’esame tecnico degli Uffici della Camera prima di iniziare il suo iter in Commissione Giustizia, avrà la corsia preferenziale della sede legislativa avendo il Ministro della Giustizia ottenuto l’assenso dei Gruppi Parlamentari della Camera, tranne quello della Lega che però non si è dichiarata pregiudizialmente ostile.
Due sere fa il Ministro Alfano, dopo aver reso alle agenzie questa notizia, mi ha invitato a sospendere lo sciopero della fame. Accolgo ora questo invito, dopo aver letto la bozza del disegno di legge che corrisponde a quanto contenuto nei punti d) ed e) della mozione radicale sulle carceri approvata il 12 gennaio a Montecitorio. Il provvedimento, segna un’importante inversione di tendenza della politica di carcerizzazione fin qui seguita e mi auguro che porti un po’ di sollievo nel disumano e sofferente mondo penitenziario oggi caratterizzato da un sovraffollamento mai raggiunto in passato al quale si aggiunge, determinando una situazione esplosiva difficilmente governabile, una cronica carenza di personale di agenti, educatori, psicologi, medici, infermieri e personale amministrativo.
Ringrazio il Ministro Alfano soprattutto per aver accettato questa forma di dialogo nonviolento, questo Satyagraha che – lo ricordo – non vuole imporre alcunché all’interlocutore istituzionale ma, più semplicemente, richiamarlo a fare ciò di cui è profondamente convinto e che riguarda il rispetto delle leggi e degli impegni assunti: nel caso in questione, la mozione radicale sulle carceri.
Da parte mia rivolgo un invito a Irene Testa, segretaria dell’Ass.ne radicale II Detenuto Ignoto, che da oltre una settimana si era unita allo sciopero della fame – sposando i miei obiettivi e aggiungendo la richiesta di una commissione d’inchiesta sulle morti sospette in carcere – a interrompere per il momento anche il suo il digiuno.