Niente carcere, seconda settimana: “L’uomo ombra” di Carmelo Musumeci dal carcere di Spoleto


Un’amica mi scrive:

Mi è venuto da riflettere sul verbo “scontare”, infatti si dice “scontare la pena”.

Quindi è già insito nella parola stessa che “scontando una pena” questa diminuisca, infatti più sconti la pena e più la parte restante diminuisce.

Quindi è già insito nella ratio del concetto giuridico di “scontare la pena” che la pena prima o poi si esaurisca proprio in virtù del fatto che con il passare degli anni la pena si sconta.

Allora è assurdo e contraddittorio dire “sconta l’ergastolo ostativo” oppure “sta scontando l’ergastolo ostativo” perché nonostante il passare degli anni, la pena residua non diminuisce.

 È vero!

L’ergastolo ostativo va persino contro la matematica e l’italiano.

La pena perpetua non ti toglie solo la libertà, ti strappa pure il futuro.

Ti  potrebbero togliere tutto ma non la tua intera vita.

Lo Stato si può prendere una parte di futuro,  ma non tutto, se vuole essere migliore di un criminale.

L’ergastolo ostativo è disumano perché l’uomo per vivere e morire ha bisogno della speranza che la sua vita un giorno forse sarà diversa o migliore.

La pena perpetua è un sacrilegio perché anticipa l’inferno sulla terra e la pena eterna senza possibilità di essere modificata è competenza solo di Dio (per chi crede).

L’uomo è l’unico animale che può cambiare,  per questo non potrebbe e non dovrebbe  essere considerato cattivo e colpevole per sempre.

La giustizia potrebbe, anche se non sono d’accordo, ammazzare un criminale quando è ancora cattivo, ma non dovrebbe più tenerlo in carcere quando è diventato buono.

O farlo uscire solo quando baratta la sua libertà con quella di qualcun altro collaborando e usando la giustizia.

Se la pena è solo vendetta, sofferenza e odio,  come può fare bene o guarire?

Voglio ricordare che per chi ha commesso un crimine, il perdono fa più male della vendetta, il perdono lo  costringe a non trovare dentro di sé nessuna giustificazione per quello che ha fatto.

Ecco perché converrebbe combattere il male con il bene, col perdono,  con una pena equa e rieducativa.

La pena dell’ergastolo ostativo ci lascia la vita, ma ci divora la mente, il cuore e l’anima.

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“Il triangolo no”


di Renato Zero – 1978

L’indirizzo ce l’ho, rintracciarti non é un problema,
ti telefoneró, ti offriró una serata strana,
il pretesto lo sai… quattro dischi e un pó di wiskey… wooooh!Saró grande vedrai, fammi spazio e dopo mi dirai, mmm mmm mmm…
che maschio sei…Lui chi é? Come mai l’hai portato con te,?Il suo ruolo mi spieghi qual é?
Io volevo incontrarti da sola semmai,
mentre lui, lui chi é, lui chi é,
giá é difficile farlo con te… Mollalo!
Lui chi é? lui cos’é? lui com’é?
é distratto ma é certo di troppo… Mollalo!
Mi aspettavo lo sai, un rapporto un pó piú normale,
quale eventualitá, trovarmi una collocazione,
ora spiegami dai, l’atteggiamento che dovró adottare… wooooh!mentre io rischierei di trovarmi al buio,
tra le braccia lui…mmm mmm mmm… non é il mio tipo!
Lui chi é?Si potrebbe vedere…si potrebbe inventare…si potrebbe rubare…Lui chi é, lui chi é, lui chi è giá é difficile farlo con te… Mollalo!
Il triangolo no, non l’avevo considerato,
d’accordo ci proveró, la geometria non é un reato,
garantisci per lui, per questo amore un po’ articolato…
mentre io rischierei, ma il triangolo io lo rifarei….
perché no? Lo rifarei…
lui chi é? Lui chi é?
lui chi é? E si vedrá…
lui é…
lui chi é, lui chi é,
e loro, dico loro chi sono?

Renato Zero interpreta questo suo celebre brano

http://www.youtube.com/watch?v=zwpjBxDzqr0

Non vuole cenare con i suoi a Capodanno, si fa arrestare


caraPer nulla al mondo avrebbe voluto cenare con i parenti la sera di San Silvestro. Per questo ha deciso di rapinare un tabaccaio armato di taglierino e di impossessarsi di un pacchetto di caramelle  per poter essere finalmente arrestato dai Carabinieri.

E’ accaduto veramente ieri sera a (). ., disoccupato di 35 anni, incensurato, si era già presentato una prima volta alla stazione dei carabinieri chiedendo di essere arrestato perchè preferiva trascorrere il Capodanno in cella piuttosto che con i parenti.

I militari gli hanno spiegato che non potevano arrestarlo perchè non aveva commesso alcun reato. A questo punto Massimiliano è passato all’azione, dal suo punto di vista certamente efficace. Lo sconcertante episodio getta più di un dubbio sulla salute mentale dell’occasionale rapinatore. Ma anche i parenti forse hanno qualcosa da farsi perdonare.

da www.blitzquotidiano.it

Stalking: 17 denunce al giorno, Lombardia in testa


– La Lombardia in testa per denunce (539) ed arresti per stalking (129). La regione più virtuosa è la Valle d’Aosta con 10 denunce e nessun arresto. In otto mesi, da quando è stato introdotto il reato di stalking ci state 3.247 notifiche, 4.124 persone denunciate (in media 17 al giorno), 723 le arrestate.

E’ il bilancio (al 31 ottobre) della legge varata lo scorso febbraio reso noto dal ministro per le pari opportunità, Mara Carfagna, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne che ricorre oggi. Gli stalkers sono nel 84,68% italiani, nel 15,32% stranieri. Le vittime di molestie persecutorie sono nell’80,1% dei casi di sesso femminile, mentre il 19,99% di sesso maschile. La più alta incidenza di uomini vittima si registra in Sardegna con una percentuale del 28,75%. La più alta percentuale di donne vittima si riscontra in Molise con l’86,96%. La regione in cui si registra il più alto numero di persone denunciate è la Lombardia (539), segue il Piemonte (403). La Toscana e la Campania sono rispettivamente a quota 359 e 344. In Sicilia sono state denunciate 331 persone, nel Lazio 308. La regione più virtuosa e la Valle d’Aosta con sole 10 denunce. Ed ancora, 129 arresti sono stati eseguiti in Lombardia, 65 in Piemonte, 86 in Campania, 69 nel Lazio. La medaglia del merito va sempre alla Valle d’Aosta con zero arresti.

CARFAGNA: LIBERATE OLTRE 4 MILA DONNE NEL 2009
“Rispetto a dodici mesi fa, grazie al nostro governo, le donne italiane hanno strumenti in più per difendersi contro la violenza. Il principale di questi strumenti é il reato di stalking, introdotto nello scorso febbraio, che ha già liberato oltre quattromila donne italiane dai loro incubi quotidiani fatti di persecuzioni, violenze piccole e grandi, intrusioni”. Lo ha detto all’ANSA il ministro per le pari opportunità Mara Carfagna in occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne che si celebra oggi in tutto il mondo. Il ministro ha inoltre reso noto che la legge che introduce il reato di stalking ha registrato finora in media circa 17 denunce, e che ben 723 persone, uomini ma anche donne, sono finite agli arresti. Ma per la lotta contro la violenza “non è finita – ha aggiunto Carfagna – La scorsa primavera sono state introdotte aggravanti per i reati di violenza sessuale, che hanno raddoppiato la pena per i partner e per gli ex compagni, eliminato i benefici premiali, come gli arresti domiciliari, per chi si macchia di colpe tanto gravi e istituito la difesa gratuita per le vittime”.

– La Lombardia in testa per denunce (539) ed arresti per stalking (129). La regione più virtuosa è la Valle d’Aosta con 10 denunce e nessun arresto. In otto mesi, da quando è stato introdotto il reato di stalking ci state 3.247 notifiche, 4.124 persone denunciate (in media 17 al giorno), 723 le arrestate.

E’ il bilancio (al 31 ottobre) della legge varata lo scorso febbraio reso noto dal ministro per le pari opportunità, Mara Carfagna, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne che ricorre oggi. Gli stalkers sono nel 84,68% italiani, nel 15,32% stranieri. Le vittime di molestie persecutorie sono nell’80,1% dei casi di sesso femminile, mentre il 19,99% di sesso maschile. La più alta incidenza di uomini vittima si registra in Sardegna con una percentuale del 28,75%. La più alta percentuale di donne vittima si riscontra in Molise con l’86,96%. La regione in cui si registra il più alto numero di persone denunciate è la Lombardia (539), segue il Piemonte (403). La Toscana e la Campania sono rispettivamente a quota 359 e 344. In Sicilia sono state denunciate 331 persone, nel Lazio 308. La regione più virtuosa e la Valle d’Aosta con sole 10 denunce. Ed ancora, 129 arresti sono stati eseguiti in Lombardia, 65 in Piemonte, 86 in Campania, 69 nel Lazio. La medaglia del merito va sempre alla Valle d’Aosta con zero arresti.

CARFAGNA: LIBERATE OLTRE 4 MILA DONNE NEL 2009
“Rispetto a dodici mesi fa, grazie al nostro governo, le donne italiane hanno strumenti in più per difendersi contro la violenza. Il principale di questi strumenti é il reato di stalking, introdotto nello scorso febbraio, che ha già liberato oltre quattromila donne italiane dai loro incubi quotidiani fatti di persecuzioni, violenze piccole e grandi, intrusioni”. Lo ha detto all’ANSA il ministro per le pari opportunità Mara Carfagna in occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne che si celebra oggi in tutto il mondo. Il ministro ha inoltre reso noto che la legge che introduce il reato di stalking ha registrato finora in media circa 17 denunce, e che ben 723 persone, uomini ma anche donne, sono finite agli arresti. Ma per la lotta contro la violenza “non è finita – ha aggiunto Carfagna – La scorsa primavera sono state introdotte aggravanti per i reati di violenza sessuale, che hanno raddoppiato la pena per i partner e per gli ex compagni, eliminato i benefici premiali, come gli arresti domiciliari, per chi si macchia di colpe tanto gravi e istituito la difesa gratuita per le vittime”.

fonte ANSA

Vita in ufficio: lanciare il telefono al collega non è reato


lanciare il telefonoGiusto T., dipendente di un’azienda palermitana, esasperato da un collega, gli ha lanciato contro la cornetta del telefono. L’azienda, di fronte a questo gesto, ha deciso di espellere in tronco il lavoratore condannando la sua reazione violenta, ma i giudici di piazza Cavour la pensano diversamente. Con la sentenza numero 23289 del 3 novembre 2009, infatti, la Cassazione ha stabilito il reintegro di Giusto T. nel suo posto di lavoro, perché quel lancio del telefono non può essere considerato una violenza o una minaccia ma piuttosto una reazione momentanea dovuta all’esasperazione. In sostanza il comportamento del signor Giusto non pregiudica la sua rendita e quindi non giustifica un licenziamento; non si può pensare infatti che la sua reazione violenta pregiudichi il futuro adempimento degli obblighi lavorativi.

da www.intrage.it