“Sfiorami”


di Claudio Crastus

Se un giorno

ti lascerai dietro le spalle

tutti questi cancelli sbarrati

i visi severi, giocondi, tristi

dei ragazzi sepolti quaggiù

lascia di te un solo ricordo

ti prego!

Quando saprai di non dover tornare

guardami una volta sola

come si sprofonda nel cuore di un’amante,

cogli, amore, tutta la polvere

che sovrasta il mio cuore,

soffia e spazza via le mille spine

che inconsapevolmente mi hai piantato

una alla volta sul petto.

Sfiorami il viso,

le labbra,

i capelli

affinché le mie paure si smaterializzino.

Non ricordo più

la sensazione che trasmette una carezza,

un bacio,

un attimo di gioia;

non se solo tu mi parli e sfiori

riesco a immergermi nei tuoi occhi belli e neri

incastonandomi nel tempio del tuo cuore.


da http://urladalsilenzio.wordpress.com


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Nasce l’Agenzia della Gioia, con tanti capitani coraggiosi in missione


  di Valentina Marsella
A crearla la Scuola della Pace di Roma, già corsa in aiuto dei bimbi aquilani e haitiani. “Al timone – spiega Italo Cassa – c’è Capitan Gioia, un personaggio immaginario che tutti possono impersonare con il coraggio delle buone azioni”.

La ricerca della felicità. Un tema attuale,   in un mondo che sembra andare a rotoli tra inquinamento, guerre e povertà, su cui hanno scritto anche gli studenti italiani nella loro prima prova della maturità. Cosa pensino i ragazzi della questione, non ci è dato ancora saperlo, ma Italo Cassa, della Scuola della Pace di Roma, ci spiega che la ricerca della felicità è “un concetto un po’ all’americana, qualcosa che muove dall’egoismo umano di cercare successo o altro per se stesso. E la felicità è un concetto diverso dalla gioia, che invece si può dare agli altri in tanti modi”. 

Ecco perchè, la Scuola di Pace ha dato

  vita alla creazione dell’Agenzia della gioia, perchè è un sentimento che non ha limiti. La gioia è l’energia che muove la vita stessa e per questo è inesauribile. Il termine deriva dal sanscrito “yuj” che significa “unione dell’anima individuale con lo spirito universale”, la ricerca di uno stato di completezza, si spiega nel sito del progetto lanciato qualche giorno fa dallo staff di Cassa. Un progetto no-profit, per realizzare un “humus della gioia”, terreni fertili dove conoscere, incontrare, fare, divertirsi, costruire, nuove forme di relazione nel segno della gioia, stendendo un filo di Arianna – ci fa notare il fautore dell’agenzia – nei labirinti di quest’epoca, non aggiungendo quantità alla moltitudine, ma ricercando la qualità dei rapporti umani e sociali delle proposte”.

Al timone di questa nave carica di positività, solidarietà e doni prezioisi,

  ci spiega Italo Cassa, “Capitan Gioia, un personaggio immaginario che abbiamo già fatto conoscere ai bimbi de l’Aquila colpiti dal sisma dell’aprile 2009, su cui è nato anche  un libro. Ma tutti, proprio tutti, possono esser Capitan Gioia, capitani coraggiosi, spingendosi al largo, per trasmettere il coraggio di fare qualcosa di utile e buono”. 

Su Facebook la pagina Capitan Gioia e i bambini de l’Aquila ha già 1.168 fan,

  mentre lo spazio dedicato in generale al capitano coraggioso che infonde questa splendida energia ha già 723 amici, 69 foto e 9 video, ed è pronta a crescere a dismisura, per riempire quella nave immaginaria che salpa sempre verso rotte in cui sorridere. Sempre sul social network più visitato, c’è una pagina dedicata all’iniziativa di solidarietà della Scuola della Pace per i bambini di Haiti: qui, i fan sono 6.496 e crescono a vista d’occhio. 

“L’immagine del bambino salvato dalle macerie che sorride rivedendo la

  sua mamma – si legge nella pagina di Facebook dedicata a questa inziativa, una delle tante di solidarietà della Scuola della Pace – rappresenta meglio di altro quello che vogliamo esprimere. Una scuola della gioia è quindi far si che il sorriso, i sorrisi, possano diventare tantissimi”. 

Dall’esperienza di Capitan Gioia, fa notare Cassa, è nata anche la scuola di

  clown per bambini: nella pagina del sito ‘Giochiamo a fare i clown’ il monito ai piccoli è di riconciliarsi con il proprio corpo, “impariamo ad ascoltarlo, ad ascoltare le sue ragioni profonde – si legge – rispettiamone le esigenze, allentiamo le difese e le tensioni che lo inibiscono, eliminiamo gli squilibri e le paure, liberiamo la sua vera anima, permettiamogli di essere immagine, incarniamone lo spirito. Andiamo oltre la facciata, sotto la pelle”. 

Un invito che non farebbe male neanche al mondo adulto. ”Per prima cosa

  – secondo i promotori – si deve partire dall’idea che la Gioia è un’energia che è principalmente dentro di noi. Al di fuori di noi ci sono i rapporti umani che si muovono sulla Via della Gioia e della Qualità. Il progetto vuole basarsi sulla Coscienza, ricercando e costruendo nuove forme di rapporto, all’insegna della Qualità e della Gioia. Una rete della Gioia può essere quindi stesa partendo da questi presupposti. Persone, attività, scuole, clown, eventi, che si muovono su questo tracciato possono trovarsi e crescere insieme. 

C’è anche La Carta della Gioia. Una card ecologica, non in plastica, senza

  microchip. Collegata a tantissime attività in Italia e all’estero, dove siano stati riconosciuti i criteri di gioiosità. Infatti, fa notare cassa, gioia è nono solo stare bene con se stessi, “ma anche col mondo che ci circonfa, e quindi il rispetto dell’ambiente è uno dei tasselli fondamentali”. Le attività che saranno in Rete realizzeranno e metteranno in opera uno o piu’ mattonelle della Via della Gioia, in quanto le loro proposte, e i rapporti umani e sociali che si andranno a costruire, svilupperanno una crescita della coscienza individuale e di gruppo nella Rete. 

In questi rapporti ci si confronterà anche con quelle che sono le necessità

  materiali della società attuale, ovvero le merci, il lavoro e il denaro, inquadrandole però come mezzi e non come fini, e ricorrendo dove possibile anche a forme di scambio sotto forma di baratto. Ma dove porta la via della gioia? Il punto d’arrivo e di partenza, fanno notare dalla Scuola della Pace, “saranno uguali perché entreremo in un circolo, un flusso di energia senza fine”.

 da www.nannimagazine.it

Musica: Fiorella Mannoia canta con i ragazzi di Bahia all’Umbria Jazz


Fiorella Mannoia con 20 ragazzi di Bahia canta all’Umbria Jazz 2010. Nel cuore di Perugia, il 18 luglio all’Arena Santa Giuliana i ragazzi brasiliani figli delle favelas suoneranno, canteranno e balleranno per ‘Projeto Axe”, l’organizzazione no-profit nata nel 1990 a Salvador, Bahia (Brasile), ad opera di Cesare de Florio La Rocca, avvocato ed educatore fiorentino, con l’obiettivo di recuperare bambini e ragazzi di strada, esclusi dalla vita affettiva, sociale ed istituzionale. La cultura e la storia di questi ragazzi saranno le protagoniste d’eccezione dell’edizione 2010 dell’Umbria Jazz Festival, il cui programma completo sara’ presentato il 19 maggio. “Dal 1973 ad oggi -ha detto all’ADNKRONOS Stefano Mazzi, dell’associazione Umbria Jazz Festival, a margine della presentazione al Tempio di Adriano a Roma- Umbria Jazz ha cambiato molte anime, e’ diventato un Festival diverso da quello che era nel 1973, quando era del tutto gratuito e si svolgeva solo nelle piazze mentre adesso e’ un festival che si svolge nei teatri, in un’arena e anche per strada. Umbria Jazz -ha aggiunto- negli ultimi due anni ha sviluppato ed ha maturato l’idea che una dimensione di strada ed educativa e pedagogica sembra che sia una parte naturale del progetto Umbria Jazz”. “L’anno scorso -ha sottolineato Mazzi- insieme all’Amref abbiamo fatto il progetto di Nairobi, quest’anno facciamo quello di Bahia e sullo stesso filo rosso penso che in futuro faremo qualcosa legato soprattutto ai bambini e alla musica educativa”. E per quanto riguarda il futuro, ha concluso Mazzi, “mi piacerebbe molto qualcosa dall’Asia pero’ non ho un progetto operativo in tasca”.

fonte Adnkronos

Sesto Fiorentino, nasce la “Felicittà” dei disabili


Nel comune in provincia di Firenze verrà inaugurato sabato 20 febbraio il nuovo centro che riunirà tutte le attività per bambini e ragazzi in età scolare con gravi disabilità

taglio del nastro

SESTO FIORENTINO – Taglio del nastro, sabato 20 febbraio, per il nuovo centro polivalente di socializzazione per giovani disabili “Felicittà”. La nuova struttura comunale – che riunirà al suo interno tutte le attività per bambini e ragazzi in età scolare con disabilità gravi e gravissime – nascerà in piazza della Chiesa, nel centro cittadino, nell’immobile dove si trovava fino al 2007 la sede della Misericordia di Sesto Fiorentino. I locali sono stati presi in affitto dal comune che ha provveduto ai necessari lavori di ristrutturazione e adeguamento (cofinanziati anche dalla regione toscana per un importo pari a 20.000 euro), con l’idea anche di favorire un ulteriore sviluppo dei numerosi progetti sulla disabilità avviati negli ultimi anni. Negli oltre 250 mq dislocati su due piani il nuovo centro polivalente sarà in grado di ospitare al suo interno sia le attività svolte finora nel centro comunale anziani di via Mazzini che i nuovi progetti e laboratori che integrano il percorso formativo scolastico dei giovani utenti. Tra questi, “Una scuola per tutti” (per il sostegno educativo degli alunni delle scuole primarie e secondarie), “Oltre la scuola” (attività antimeridiana e pomeridiana rivolta a ragazzi disabili fuoriusciti dal percorso scolastico), “Elefanti volanti” (per gli alunni delle scuole primarie), “Oltre l’ambulatorio” (che prevede attività ludico-educative individuali e di gruppo per bambini affetti da sindromi autistiche) e il nuovo progetto “affabilità”, un servizio di consulenza per operatori sulle problematiche dell’affettività e della sessualità tra i diversamente abili.

Queste e le altre attività del centro saranno presentate sabato 20 febbraio nel corso dell’inaugurazione della struttura, alla presenza del sindaco, dell’assessore comunale ai servizi sociali, del presidente della Società della Salute, dell’assessore regionale alle politiche sociali e del governatore della Misericordia di Sesto Fiorentino. La cerimonia di taglio del nastro inizierà alle 9,30 in piazza della Chiesa 36 e proseguirà con la premiazione della classe IVb della scuola primaria “Vittorino da Feltre”, vincitrice del concorso per la realizzazione del logo e del nome del centro. Alle 11,30 saranno inoltre premiati i volontari del servizio civile nazionale e delle scuole secondarie di Sesto Fiorentino che hanno collaborato alle attività per studenti diversamente abili. Sul territorio di Sesto Fiorentino si contano attualmente circa un centinaio di alunni portatori di handicap. Oltre la metà di questi ricevono assistenza diretta in accordo con il servizio sociale professionale e il servizio di neuropsichiatria infantile dell’Asl.

da www.superabile.it