Rita Bernardini e la situazione carceri


Messaggio di Rita:

CARCERI: 6° giorno di sciopero della fame. Lo fanno con me Valter Vecellio, Giulio Petrilli (responsabile carceri del PD dell’Aquila), Donatella Corleo, Valeria Centorame, Teresa Schiavone, Lucio Bertè, Donatella Trevisan e Michele Capano. Ieri visita al carcere salernitano di Fuorni con Donato e Manuela. Stamane Rai tre “cominciamo bene” sulle carceri. Un abbraccio a tutti

http://www.radioradicale.it/scheda/301691

La situazione. Ancora sull’emergenza carceri. Ma il ministro Alfano e il capo del DAP Ionta, hanno mai visto Poggioreale, l’Ucciardone?


  di Valter Vecellio

Le notizie che arrivano dal carcere sono di una costanza sbalorditiva: i suicidi si susseguono con ritmo settimanale e anche con maggior frequenza. Parliamo dei casi di suicidio “ufficiali”, come l’ultimo nel carcere romano di Rebibbia; dall’inizio di quest’anno sono, ufficialmente una ventina, ed è già una cifra enorme, spaventosa. Ma sono senz’altro di più. Per esempio, non ci sono casi che non vengono rubricati come suicidio in carcere. Poniamo il caso di un detenuto che tenta di impiccarsi, oppure che infila la testa in un sacchetto di plastica e si lascia morire così. Però gli agenti di polizia o i compagni di cella intervengono, e riescono a impedire che muoia, anche se le sue condizioni sono gravi. Il detenuto viene portato subito in ospedale, e dopo due-tre giorni di agonia, lì muore. Ecco, in quel caso non viene contato tra i suicidi in carcere, perché la morte è avvenuta altrove. Poi ci sono casi in cui si parla di malattia, di incidente, magari overdose…Insomma, il numero dei suicidi è di molto superiore a quello ufficiale, che sono comunque tanti. Per ognuno di questi casi parlamentari di buona volontà, radicali ma non solo, anche di altri gruppi, presentano interrogazioni al ministro. Proprio ieri il senatore Francesco Ferrante lamentava di averne presentate almeno una decina, a nessuna delle quali il ministro ha ritenuto di dover rispondere. L’arroganza del silenzio. Dite quello che volete, noi facciamo quello che ci pare.

 “Ristretti orizzonti” è una benemerita, lodevole organizzazione che da Padova, con i detenuti e gli operatori, si occupa dei problemi del carcere. Ogni giorno, da anni, confeziona tra le altre cose, una puntuale, dettagliata newsletter, fondamentale strumento per chi vuole essere informato di quello che accade nel mondo carcerario.

 Qui ci si limita a scorrere i titoli, sufficienti per dare un’idea della gravità della situazione:

Caserta: detenuto muore nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Morto suicida.

Cie di via Corelli a Milano: continua lo sciopero della famedi detenuti che chiedono condizioni migliori all’interno del centro, e una revisione del pacchetto sicurezza.

Roma, carcere di Rebibbia: Daniele Bellante si impicca annodando una striscia del lenzuolo alla finestra della cella.

Carcere di Porto Azzurro: ospita 305 detenuti, ma nel giro di qualche settimana ne dovrà ospitare altri 287; gli agenti di polizia penitenziaria dovrebbero essere 208, sono 126. Porto Azzurro semplicemente esploderà.

Casa di reclusione di Castelfranco, Modena: 95 detenuti, i posti sono 39. Gli agenti di polizia penitenziaria sono 37, il 60 per cento in meno.

Carcere palermitano dell’Ucciardone: 720 detenuti, dovrebbero essere la metà. Gli agenti di polizia penitenziaria sono 300, dovrebbero essere 500.

Milano, carcere di Opera: un detenuto scrive: “Sono malato di cuore. Qualche settimana fa mi sono sentito male. Erano le sette di sera. Un forte dolore al petto e al braccio mi ha messo in ginocchio. Temendo fosse un infarto ho chiesto aiuto. Nessuna risposta. Poi anche i miei compagni hanno iniziato a sbattere sulle grate e a urlare per chiedere aiuto ed è così che alla fine si è presentato un medico”.    

Si potrebbe andare avanti così per ore. Non so se il ministro della Giustizia sia mai andato a visitare un carcere. Probabilmente no, i ministri della Giustizia, non solo l’attuale in carica, si limitano al più alle inaugurazioni, al taglio dei nastri. Però dovrebbe visitarli, vedere in che condizioni vivono detenuti e agenti di polizia penitenziaria, toccare con mano la situazione. Una volta Leonardo Sciascia scrisse che nel bagaglio formativo di ogni magistrato sarebbe stato utile e necessario un soggiorno di tre-quattro giorni in un carcere come quello napoletano di Poggioreale o il palermitano dell’Ucciardone. Per patire in corpore vili quello che per via della loro professione i magistrati avrebbero poi fatto patire a quanti avrebbero dovuto giudicare. E non solo ai magistrati sarebbe utile quel soggiorno, ma anche per senatori e deputati; forse finalmente comprenderebbero quello che tanti mostrano di non riuscire a capire. Al posto del ministro della Giustizia Alfano, del responsabile del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Ionta, non riusciremmo a chiudere occhio, al pensiero di quello che accade in quel mondo della giustizia e del carcere di cui sono titolari e responsabili. Ma tutto fa invece pensare che riescano a dormire benissimo; e allora toccherà a noi fare sì che si scuotano dal loro olimpico e sereno distacco, che si destino.

Questa la situazione, questi i fatti. 

 da www.radicali.it

Lettera aperta al Ministro Maroni per legalizzare gli usi non commerciali del file sharing


On.le Ministro Roberto Maroni,

Abbiamo letto con interesse le notizie che riferiscono della sua abitudine come di qualsiasi appassionato di musica, di scaricare brani da Internet.

Come già più volte aveva fatto in passato, in due interviste, una pubblicata in data 9 aprile dal settimanale Panorama, e l’altra concessa a Radio Uno in data 10 aprile, Lei ha nuovamente dichiarato di essere contrario ad approcci repressivi, come quello francese della disconnessione da internet dei cosiddetti “pirati”. Lei ipotizza addirittura una strada di collaborazione tra utenti e produttori di contenuti d’intrattenimento. Lei ha inoltre giustamente ribadito che esiste una differenza sostanziale tra il furto e la condivisione, sottolineando che l’uso di reti di file sharing equivale “a fare una copia di un cd acquistato e regalarla ad altri, cosa che avviene normalmente quando compriamo un cd e facciamo la copia per i nostri amici”.
Anche il ministro Giorgia Meloni in passato fece dichiarazioni simili.

Apprezziamo il coraggio e la sincerità di chi, come Lei, si prende la responsabilità politica di raccontare la quotidianità di quanto avviene nel nostro Paese: milioni di utenti hanno ormai scelto lo strumento informatico per la ricerca e lo scambio dei contenuti che più li interessano.

Questo fenomeno non può essere semplicemente liquidato come criminalità, o, peggio “pirateria”.

Peraltro, le Sue dichiarazioni sono supportate dai risultati dell’indagine conoscitiva sulla pirateria digitale non a scopo di lucro condotta dall’Autorità per le Garanzie nelle Telecomunicazioni (AGCom), pubblicata qualche settimana fa, nella quale si evidenzia come la pirateria non commerciale nella gran parte dei casi beneficia il mercato e come misure repressive contro questo fenomeno siano inutili e dannose.

Coloro i quali si battono come noi per l’affermazione delle libertà individuali nel dominio digitale non chiedono alle istituzioni di rinunciare al proprio ruolo regolatore, ma di discutere le possibili riforme per gestire la situazione reale, che Lei mostra di ben conoscere, adottando gli opportuni provvedimenti.

Da Ministro Lei può fare molto per trarre le dovute conseguenze da quanto ha sostenuto pubblicamete.

Innanzitutto chiedendo l’abolizione della legge Urbani nella parte in cui criminalizza il file sharing sanzionandolo penalmente.

In secondo luogo impegnandosi a sostenere iniziative normative che vadano nella direzione da Lei indicata.

Già in parlamento sono state depositate alcune proposte di legge che prevedono la legalizzazione degli usi non commerciali del file sharing, come quella a prima firma Marco Beltrandi, che prevede un pagamento di una licenza da parte dell’utente o quella a prima firma Roberto Cassinelli che amplia lo spettro delle utilizzazioni libere.

Per esporLe il contenuto delle proposte e presentarLe altre attività alle quali potrebbe essere interessato a partecipare siamo a chiederLe un incontro.

Se Lei volesse essere promotore di un’iniziativa legislativa, o approfondire l’argomento, saremo lieti di mettere a Sua disposizione il contributo di esperti e centri studi che potrebbero arricchire il lavoro e il dibattito sui temi che ha dimostrato di tenere nella giusta considerazione.

Certi di un Suo gentile riscontro, porgiamo distinti saluti

Italia: le carceri sono una discarica sociale


Pannella dopo visita all’Ucciardone

“Le carceri in Italia sono una discarica sociale“. Parola di Marco Pannella, che insieme a una delegazione radicale composta da Rita Bernardini e Matteo Angioli ha compiuto una visita ispettiva alla casa circondariale Ucciardone a Palermo. “Vi sono grandi situazioni di povertà – ha aggiunto -. Si continua a usare la pratica della detenzione in un modo che non sarebbe permesso né dalla Costituzione né dalla giurisdizione europea e internazionale”.

“Il carcere – riprende Pannella – è il museo della barbarie e della partitocrazia del sessantennio che ha preso il posto del ventennio fascista”. Domenica i parlamentari erano stati nel carcere di Poggioreale a Napoli.

“C’è la dimostrazione che in Italia siamo caduti – ha osservato – antropologicamente in basso. Ma all’Ucciardone con la nostra visita abbiamo suscitato qualche sorriso che ci consente di sperare che proprio da queste comunità forse riusciremo a rendere più civile questo Paese”.

La situazione del carcere borbonico di Palermo è stata descritta da Rita Bernardini. “Sono stata qui nel marzo 2009 e da allora – ha detto – non è cambiato nulla, la situazione è peggiorata e questo non per colpa della direzione o del personale che opera in questo istituto ma per responsabilità dell’amministrazione centrale”.

“Ci sono per ora 720 detenuti – ha continuato – con un sovraffollamento enorme nelle celle. I reclusi vivono in una struttura fatiscente, senza riscaldamento. Si sta per aprire una nuova sezione ma manca il personale per farla funzionare. L’organico è sotto di almeno 200 unità: ci sono 300 agenti di polizia su 500 previsti”.

fonte tgcom

Il video dell’intervista rilasciata da Bernardini e Pannella all’uscita dell’Ucciardone:

http://www.radioradicale.it/scheda/300836/incontro-con-la-stampa-di-marco-pannella-e-rita-bernardini-al-termine-di-una-visita-ispettiva-alla-casa-ci

Pasqua e Pasquetta in carcere


Oggi e domani l’on. Rita Bernardini, radicale eletta nelle liste del PD, membro della commissione Giustizia della Camera, insieme a Marco Pannella e a un altro collaboratore, visiteranno due delle carceri più sovraffollate e tristemente celebri d’Italia, Poggioreale a Napoli e l’Ucciardone a Palermo.

Li seguirò col pensiero, è come se fossi lì con loro.

Carceri: suicidio nel supercarcere di Sulmona, l’irresponsabilità del Dap


Dichiarazione di Rita Bernardini, radicale, membro della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati.Giunge voce che irresponsabilmente il Dap voglia scaricare nel supercarcere di Sulmona altre decine di internati provenienti da tutt’Italia. Si preoccupi, piuttosto, di non condannare a morte e di non torturare i detenuti come avviene ogni giorno negli istituti penitenziari italiani dove è possibile incontrare solo la morte civile, altro che la rieducazione prevista dalla nostra Costituzione!

La mozione radicale sul carcere presentata a gennaio aveva messo in guardia il Governo anche sulla questione degli internati, ma su questo punto tanto il centrodestra quanto il centrosinistra si sono rifiutati di prendere in considerazione la nostra proposta: l’adozione di opportune iniziative normative volte ad introdurre una maggiore restrizione dei presupposti applicativi delle misure di sicurezza a carattere detentivo, magari sostituendo al criterio della “pericolosità” (ritenuto di dubbio fondamento empirico) quello del “bisogno di trattamento”.

L’uomo che di è impiccato a Sulmona aveva sicuramente “bisogno di trattamento”, non certo di quello che gli si poteva garantire nel supercarcere abruzzese dove all’ordine del giorno ci sono sovraffollamento, mancanza di mezzi materiali e di risorse finanziarie, carenza di personale di ogni tipo e con una sanità letteralmente allo sfascio.

Sulla vicenda presenterò l’ennesima interrogazione che non riceverà la risposta del Governo, come è ormai d’abitudine, nonostante che il regolamento della Camera fissi in 15 gg il termine entro il quale deve arrivare la risposta.

Questo il testo dell’ultima interrogazione presentata il 26 gennaio scorso dopo due mie visite ispettive: http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=21068&stile=6&highLight=1&paroleContenute=%27BERNARDINI+RITA%27+|+%27sulmona%27+|+%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27

Il DAP e il suo “capo” Ionta, non scarichino le loro responsabilità sulla direzione del carcere di Sulmona. Il detenuto che si è suicidato la notte scorsa era un internato nella casa di lavoro dove il lavoro non c’è, era tossicodipendente, malato di HIV, con problematiche di salute gravissime: che ci faceva in quella struttura, visto che aveva già pagato il suo conto con la giustizia?

Occupazione della sede Rai di viale Mazzini a Roma dalla notte scorsa


Alla manifestazione è seguita l’occupazione che è ancora in corso per denunciare l’altro tipo di OCCUPAZIONE

  È in atto, senza freni, da parte del Presidente del Consiglio un tentativo eversivo rispetto alla Costituzione e sovversivo rispetto all’ordine pubblico.

Nelle edizioni principali dei telegiornali degli ultimi 4 giorni (dal 21 al 24 marzo) Silvio Berlusconi ha occupato da solo il 22,2% del tempo di parola del TG1, il 21,8% del TG2, il 16,6% del TG3,il 56,8% del TG4, il 28% del TG5, l’81% di STUDIO APERTO. Lo ripetiamo, da solo. Ogni volta gli è stata peraltro garantita l’esposizione ripetuta di simboli e candidati.
Contemporaneamente, gli è stato concesso di intervenire telefonicamente –fuori da ogni regola- per 12 minuti ad UnoMattina e per 8 minuti su Canale 5.
Nello stesso periodo, la Lista Bonino-Pannella ed altre liste sono state cancellate pressoché totalmente dai telegiornali pubblici e privati.
I Radicali, dinanzi a tutto ciò, chiedono a tutte le forze democratiche di incontrarsi d’urgenza nelle prossime ore per organizzare a partire dal pomeriggio, per tutta la notte ed anche oltre, presidi e manifestazioni davanti alle sedi della RAI ed alle Prefetture in tutta Italia

Ieri alle 18 è iniziata la manifestazione davanti alla sede Rai di viale Mazzini PER INTERROMPERE TENTATIVO EVERSIVO E SOVVERSIVO DI SILVIO BERLUSCONI”affinché si interrompa il tentativo in atto da parte di Silvio Berlusconi di eversione rispetto alla Costituzione e di sovversione nei riguardi dell’ordine pubblico.” Partecipano, fra gli altri: i parlamentari Radicali Rita Bernardini, Maurizio Turco, Matteo Mecacci, Elisabetta Zamparutti, il Segretario di Radicali Italiani Mario Staderini, il Presidente del Partito Radicale Nonviolento Sergio Stanzani, oltre a consiglieri e candidati di numerose liste concorrenti alle elezioni

http://www.radioradicale.it/scheda/300314/manifestazione-dei-radicali

Appello per il voto a Sergio Rovasio, candidato tra i capilista della Lista Bonino-Pannella alla Regione Lazio. Artisti, giornalisti, professori universitari, tibetani, avvocati…


I sostenitori di Sergio Rovasio, candidato tra i capilista della Lista Bonino-Pannella alla Regione Lazio, hanno promosso un appello sottoscritto da decine di personalità e artitsti. Di seguito il testo dell’appello e i primi firmatari:

Alle cittadine e cittadini del Lazio:
“In occasione delle prossime elezioni regionali per il rinnovo del Consiglio Regionale del Lazio, vi invitiamo a dare la preferenza a Sergio Rovasio, candidato della Lista Bonino-Pannella perché oltre che un amico di cui fidarsi è anche una persona da molti anni impegnata con i radicali per la promozione dei diritti civili e umani e per la difesa delle persone più deboli. Il suo impegno, la sua onestà e la sua coerenza, sono caratteristiche fondamentali per il ruolo di Consigliere Regionale del Lazio”.
Luigi Manconi, politico, sociologo; Oliviero Toscani, fotografo, pubblicitario; Adriano Sofri, giornalista, scrittore; Tania Sachs, Consulente Comunicazione e Immagine, Ufficio Stampa Vasco Rossi; Stefano Disegni, disegnatore satirico; Massimo Caviglia, giornalista e autore satirico; Marilisa D’Amico, Professore Ordinario di Diritto costituzionale, Università Statale di Milano; Aldo Brancacci, Professore Ordinario di Storia della filosofia antica – Università Tor Vergata – Roma; Andrea Pugiotto, Professore Ordinario di Diritto costituzionale, Università di Ferrara; Vittorio Lingiardi, Professore Ordinario di Psicopatologia Generale, Università di Roma La Sapienza; Romano Scozzafava, Professore Ordinario di calcolo delle probabilità, Università di Roma La Sapienza; Claudio Coccoluto, Dj; Barbara Cupisti, Regista – Premio Donatello 2008; Sharon Nizza, esponente della Comunità ebraica; Ouattarà Gaoussou, Presidente Movimento degli Africani – Roma; Maria Gigliola Toniollo, Responsabile Nuovi Diritti Cgil; Flavia Lazzarini, DJ; Liliana Pannella, Presidente Fondazione Valentino Bucchi; Claudia Sterzi, Segretaria Associazione Radicale Antiproibizionisti; Helena Velena, attivista ed esponente Transgender; Daniele Nardini, Direttore dei contenuti del portale www.gay.it; Federico Boni, pubblicista, collaboratore di YouDemTv e, da Roma, di www.gay.it; Ottavio Marzocchi, funzionario Commissione Libertà pubbliche del Parlamento Europeo; Enzo Cucco, Direttore Fondazione Sandro Penna – Torino; Giuliano Federico, Direttore www.gay.tv Clara Comelli, Presidente Associazione Radicale Certi Diritti; Dechen Dolkar, Presidente donne Tibetane in Italia; Thupten Gashon, già Presidente comunità Tibetana in Italia; Rossana Barbolla, Presidente dell’Istituto Samantabhadra, Centro di Studi di Buddhismo e cultura tibetana – Roma; Monica Rossellini, Presidente dell’Associazione La Strega da bruciare; Antonio Rotelli, Avvocato, Presidente Avvocatura lgbt – Rete Lenford; Francesco Bilotta, Avvocato, co-fondatore di Avvocatura lgbt – Rete Lenford; Gaia Carretta, giornalista; Alessandro Litta Modignani, giornalista.

Napoli: dopo l’ultimo suicidio la delegazione radicale visita il carcere di Poggioreale


Venerdì 19 marzo 2010 alle ore 9.00 l’On. Rita Bernardini e il Dr. Fabrizio Starace, capolista della Lista Bonino-Pannella in Campania faranno visita al carcere di Poggioreale, dopo l’ennesimo caso di suicidio avvenuto la scorsa settimana. “Questo suicidio” – afferma Starace – “è il frutto di inerzie e inadempienze indegne di una società civile: un uomo già in cura per gravi problemi psichiatrici che non avrebbe dovuto essere recluso; un carcere nelle cui celle, costruite per 1.400 detenuti, sono ammassate oltre 2600 persone; un’assistenza psichiatrica penitenziaria allo sbando dopo il passaggio di competenze alle Asl”.

A seguire, dalle ore 14.00 alle ore 14.30, incontro con la stampa all’esterno del carcere di Poggioreale con la presenza di Rita Bernardini (Deputata e membro della Commissione Giustizia della Camera), Fabrizio Starace (Primario di Psichiatria Ospedale Cotugno di Napoli e capolista della Lista Bonino-Pannella in Campania) e dell’Avv. Riccardo Polidoro (Presidente dell’Associazione “Il carcere possibile”).

da www.ristretti.it