Psichiatria. Basaglia da Trento a Pechino


di Sara De Carli

Sarà inaugurato il 20 gennaio il centro di Haidian frutto della collaborazione con l’Italia Si parte domani da Trento. Destinazione Pechino. Una delegazione italiana, guidata da Renzo De Stefani, direttore del DSM di Trento e presidente dell’associazione Le parole ritrovate, andrà a Pechino ad inaugurare il primo centro di
salute mentale territoriale della Cina. L’inaugurazione è fissata per il 20 gennaio, e quella sarà la data d’inizio della rivoluzione basagliana in Cina. Con marchio italiano.

 Il centro Ba Li Zhuang, il centro di salute mentale territoriale che vuol dimostrare che si può curare la malattia mentale anche fuori dai manicomi è il primo esito di un progetto a cui lavorano – dal maggio 2008 – gli psichiatri del Dsm di Trento, guidati da De Stefani, e l’associazione La panchina, grazie a un finanziamento di 80mila euro della Provincia autonoma di Trento che ha permesso la formazione in Italia di ben quaranta operatori cinesi.

 Si parte con una quindicina di operatche gestiranno il centro. L’obiettivo è il superamento graduale dell’ospedale psichiatrico. Ci sarà un centro di salute mentale aperto 7 giorni su 7, che farà da filtro leggero all’utenza in crisi, oggi di norma inviata all’ospedale psichiatrico e prenderà in carico l’utenza leggera; un day hospital; un centro diurno; attività di “fareassieme”. Fin da subito si proverà a coinvolgere i famigliari, secondo il modello trentino degli UFE-Utenti familiari esperti. «L’idea è anche quella di coinvolgere le scuole, lo sport, i media. I dirigenti che hanno seguito questo progetto – l’Ospedale numero 6 e l’Università di Pechino – vogliono usare il centro come grimaldello per dimostrare al paese che si può fare psichiatria di questo tipo, fuori dai manicomi», spiega De Stefani.

 Che succede dopo il 20 gennaio? «Continueremo a seguire l’avventura, per almeno altri due anni continueremo a seguire la formazione. Abbiamo chiesto un nuovo finanziamento alla Provincia, siamo in attesa di sapere se sarà approvato. Se funziona, i cinesi sono intenzionati a esportare il modello di Haidian a tutta la Cina, e allora…».

 In Cina ci sono circa 18 milioni di malati mentali, curati nei manicomi.

 da www.vita.it

Detenuto si impicca a Vercelli


Massimo Gallo, 43 anni, doveva essere trasferito a Torino in una sezione di Osservazione psichiatrica

detenuto si impiccaROMA – Massimo Gallo, un detenuto di 43 anni, si è ucciso giovedì nel carcere di Vercelli. L’uomo – secondo quanto si è appreso – è stato trovato impiccato nel sottoscala che conduce al cortile dei passeggi del carcere. Gallo – secondo una prima ricostruzione – avrebbe portato con se un lenzuolo che avrebbe annodato all’inferriata di un cancello inutilizzato del sottoscala e si sarebbe suicidato.

ERA STATO DECISO IL TRASFERIMENTO A TORINO Gallo, si è poi saputo, doveva essere trasferito nel reparto del carcere torinese Lorusso e Cutugno in una sezione di Osservazione psichiatrica, dove arrivano detenuti provenienti da ogni carcere. Gallo, fanno notare fonti vicini al carcere, era una persona psicologicamente fragile e, pur in assenza di una patologia specifica, era già stato autorizzato il suo trasferimento nel capoluogo piemontese. È probabile che la notizia del cambio di carcere lo avesse turbato. Gallo si è suicidato durante il tragitto di ritorno dalla zona del «passeggio», in cui aveva trascorso qualche momento libero, alla cella. Anzi, secondo indiscrezioni, è stato lui stesso a chiedere di potere rientrare in anticipo. È probabile che avesse con se il lenzuolo e, approfittando di un momento di solitudine, abbia messo in atto il suicidio. L’uomo era stato condannato per tentato furto. Avrebbe finito di scontare la sua pena nel 2011.

IL CARCERE DI VERCELLI ERA GIA’ SOTTO INDAGINE – Il suicidio di Massimo Gallo arriva in un momento particolarmente difficile per il carcere vercellese. Nei giorni scorsi, infatti, è stata aperta un’indagine sulle forniture alla mensa detenuti. Sotto inchiesta per truffa e abuso d’ufficio in concorso vi sono varie persone, tra le quali il direttore Antonino Raineri.

da corriere.it