Voci da Augusta: proposta per un parco giochi fruibile anche dai bambini diversamente abili


di Salvo Aviello

Parco giochi TUTTIBIMBI, questo il nome proposto per intitolare l’area giochi per bambini situata vicino al palco della musica nella villa comunale, il tema dell’integrazione fra bambini abili e diversamente abili è stato promosso dal commissario UDC di Augusta Salvo Aviello, che ha organizzato una tavola rotonda presso la segreteria cittadina, e alla quale hanno partecipato molte associazioni che si interessano di disabilità, erano presenti Nunzio Riccobello per la ASAMSI, Ciccio Messina per la Augusta Sport Disabili, Giusy Patania dell’associazione BisAbili, Mario Roggio per l’AIAS, Giovanni Pennisi per la S. Giorgio Augusta e Giuseppe Lombardo dell’Unione Italiana Ciechi. ”Ho organizzato questo incontro” ha dichiarato Aviello ”per portare a conoscenza di tutte le persone che a vario titolo sono coinvolte sul tema della disabilità, che è prossimo un intervento di rifacimento e sistemazione della zona adibita a parco giochi nella Villa Comunale. Vogliamo cogliere questa opportunità per sottoporre all’amministrazione il diritto, sinora negato, di tanti bambini disabili di giocare ed interagire negli spazi ludici che il Comune mette a disposizione. Le istituzioni hanno un ruolo di grande responsabilità nel riconoscere l’importanza di gestire bene e in modo accessibile a tutti, inclusi i bambini disabili, gli spazi pubblici per il gioco. Il gioco è un elemento fondamentale nella crescita ed integrazione di ogni bambino, tanto da essere riconosciuto dalle Nazioni Unite come un diritto. E’ per questa ragione che intendiamo proporre all’amministrazione di prevedere ed inserire nel progetto che si sta elaborando la possibilità di rendere fruibile il parco giochi ai diversamente abili, considerando l’idoneità degli accessi e l’istallazione di attrezzature ludiche utilizzabili dalla maggior parte dei bambini, siano essi abili o disabili, creando così quella integrazione che è alla base di ogni civile convivenza. ” All’incontro erano presenti anche il neo assessore provinciale Nicky Paci, Massimo Ziino del direttivo UDC ed il consigliere di circoscrizione Davide Zanti che ha portato la sua esperienza di preparatore atletico in una squadra di diversamente abili. ”Ringrazio le associazioni intervenute per il loro prezioso contributo e non posso che rilevare dal dibattito che ne è scaturito, che troppo spesso questa città si è dimenticata di una grande fascia di cittadini che rivendicano il sacrosanto diritto di vivere gli spazi pubblici al pari degli altri, che quasi sempre si è demandato alle varie associazioni di volontariato di supplire da sole alla vacanza di attenzione delle varie amministrazioni sull’argomento. E’ per questi motivi che porremo il nostro massimo impegno all’interno della giunta e del consiglio comunale, perché ogni argomento trattato tenga sempre in massima considerazione la qualità della vita dei nostri concittadini disabili. A tal proposito,” ha concluso Aviello ” mi faccio promotore di un prossimo incontro, invitando gli assessori competenti Santi Arena e Santino Rinzivillo per coinvolgerli nell’idea del parco giochi TUTTIBIMBI e per comunicarli la nostra massima collaborazione per il raggiungimento di questo nobile obbiettivo.”

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La Lega Nord vuole solo docenti con residenza


di Monica Maiorano

La Lega Nord torna alla carica contro i precari, in particolare non settentrionali, proponendo di escludere gli aspiranti docenti provenienti da fuori sede dall’inserimento nelle graduatorie se non residenti nella provincia in cui si produce la domanda.

Il partito del Carroccio fa sapere, dalla voce del capogruppo Mario Pittoni, che la proposta è già stata presentata sottoforma di disegno di legge e sottoscritto da tutti i parlamentari del gruppo.

Considerando il potere indiscusso della Lega Nord a livello politico, il consenso di una parte delle Regioni chiamate in causa, sicuro Lombardia e Veneto, e molto probabilmente anche di alcune sigle sindacali, la Uil Scuola e la Gilda insegnanti che essendosi espresse nei mesi scorsi a favore delle code se ne deduce saranno contrari agli spostamenti interregionali, è molto probabile che il disegno di legge vada avanti.

La Lega e quanti avallano la proposta si giustificano mettendo l’accento sulla mobilità territoriale da nord a sud che destabilizzerebbe le scuole del nord a causa dell’interruzione della continuità didattica.

Probabilmente i Parlamentari leghisti, e molti altri, non conoscono lo studio condotto dalla Fondazione Agnelli sui flussi della mobilità relativi all’anno 2009/10, l’analisi condotta è stata su quanto effettivamente pesano i trasferimenti di riavvicinamento alla propria regione d’origine di docenti del Sud che insegnano nelle scuole del Nord.

Dai risultati ottenuti il peso è irrilevante: i docenti che nel 2009/10 si sono trasferiti da Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino, Veneto, Friuli, Emilia-Romagna a sud sono stati 691, cifra irrisoria che non ha potuto di certo influire sulla qualità didattica.

Dallo stesso studio si evince che rilevante è, invece, la richiesta di mobilità all’interno delle stesse regioni padane: il 95.5% per il caso del Piemonte, il 93.6% per la Lombardia, il 96,2% per il Veneto. Questi dati riguardano i flussi all’interno della regione stessa, sicuramente non causati da docenti del sud che non hanno interesse a spostarsi da una provincia all’altra di una stessa regione, ma da locali padani che, avuto il ruolo in una determinata provincia perché più favorevole, tentano di ritornare presso i propri cari, un diritto da negare, secondo l’ideologia leghista, soltanto ai docenti meridionali.

Art.4 della Costituzione della Repubblica Italiana:

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Quello proposto dalla Lega è, dunque, soltanto un criterio discriminatorio.

“Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato l’arte di vivere come fratelli” Martin Luther King.

Fonte: OrizzonteScuola.it

E io pago per andare…a Messina


di Vittoria Princi

pedaggioChe la vista dello Stretto nelle sere migliori, il gusto del pesce spada alla ghiotta, l’architettura del Duomo, l’orologio del campanile, la Madonnina del porto e qualunque altra bella cosa vi venga in mente quando pensate a Messina possa essere definita “impagabile”, non è vero.
O meglio, potrebbe presto diventare pagabilissimo, 2 euro per la precisione.

L’idea viene dal Movimento per l’Autonomia e dai gruppi di centrodestra della Provincia di Messina: insieme alla richiesta di una serie di interventi governativi straordinari nelle aree alluvionate e a rischio idrogeologico dell’hinterland messinese, al nobile comprensibile scopo di realizzare “tutte quelle opere necessarie ed indifferibili, per la messa in sicurezza dell’intero territorio messinese e per la ricostruzione delle zone colpite dalle alluvioni del 2008 e del 2009” e ammortizzare i costi di tali lavori, si propone di istituire un ticket da pagare per chi arriva a Messina dal continente.
Non è un’idea nuova: nel Medioevo il pedaggio per spostarsi di zona in zona ed entrare in una città era la norma.

Tuttavia, ne è passato di tempo da allora, e benché siano per ovvie ragioni esentati dal pagamento i residenti delle città dello Stretto, basta leggere i commenti degli internauti messinesi alla notizia per indovinare come la proposta sia fatalmente destinata a suscitare polemiche: “Fra parcheggi a pagamento, autostrade, traghetti salatissimi, benzina cara non sanno più come spremerci”.
Ma non è ancora garantito che il ticket della discordia si realizzi: dopo essere stata approvata dal consiglio a livello provinciale, questa potenziale bomba da due lire (pardon, euro) dovrà infatti essere vagliata dalla presidenza del Consiglio dei Ministri.
Sperate nell’emendamento di questa proposta, oppure se passa, assicuratevi di non invitare mai a Messina e a Reggio dal resto d’Italia amici taccagni.

da www.newsfood.com