“Il profumo del mare”


di Francesco Sabatino

Ti voglio dedicare

il profumo del mare

sentendo l’onde frusciare

da me dolcemente

ti lasci cullare.

Al chiarore candido della luna

ti prendo per mano

e ti sussurro piano:

ti amo.

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23 settembre: Padre Pio, il mese di settembre e me…


di Daniela Domenici

Credo proprio che il mese di settembre sia il “SUO” mese non perché il suo corpo mortale ci abbia lasciato per tornare alla Casa proprio in questo mese ma perché per me e altre due carissime amiche sono successi episodi “con LUI” in questo mese.

A me nel settembre del 2001 è capitato all’improvviso di percepire, intensissimo, il SUO profumo, non lo conoscevo prima ma l’ho ri-conosciuto subito, unico, non descrivibile e, in parallelo, la mia più cara amica G. lo ha sentito nello stesso momento uguale a casa sua…

A Serena C., oltre agli episodi da lei descritti nella sua testimonianza scritta nel suo profilo di FB, ne sono successi altri due in questo mese che danno la misura della SUA presenza nella vita di Serena e di quanto Lui la metta in guardia, nel bene e nel male.

Ad A.R. ne è accaduto uno, all’improvviso, in questo mese, che mi ha confidato e che ha, secondo me, una valenza maggiore perché è successo nella sua terra natale ed è stato premonitore di fatti a lei inerenti, positivi e negativi.

Pensiero rosso


di Tiziana Mignosa

E’ sorriso lento
adesso che la tua emozione
nel vento ho colto
inattesa come il profumo che m’inebria
mi ha sfiorata al di là delle parole.
Danza tremolante
che sul dorso della consuetudine s’esprime
brivido che raddoppia la mia arsura
e malamente cela
il desiderio tuo per me.
Attingo al calice della seduzione
e ti vengo ancora a stuzzicare
tra le pieghe dei capelli e il collo
adesso c’è più gusto
ora che hai ben altro a cui pensare.
Scivola … per te
la spallina del vestito che ho indosso
pelle e pensieri ti si fanno cerchio intorno
mentre l’estate
è fascia seducente intorno al corpo.
Lesta
mi annodo al tuo volere
e ascolto
t’intuisco assorto
rapito dal pensiero rosso.
Sorridendo di malizia
alla terra lancio un fiore
quando accoglie
quello che distratto
hai lasciato scivolare dalla mano.

Il pianista che suona al contrario: “Così ho messo ordine nella mia vita”


C’è un senso di marcia per molte cose della vita, ma non per la musica dove la geometria, su cui si fonda, garantisce eccezioni dentro l’armonia. Il maestro Maurizio Mastrini, il 17 febbraio del 2008, è divenuto simbolo della reversibilità, quando, dopo un sogno rivelatore, ha iniziato ad eseguire brani di grandi compositori al contrario, vale a dire dall’ultima alla prima nota con le difficoltà tecniche del caso. Da allora la sua vita, racconta all’ADNKRONOS, “si è rimessa in ordine”: lui è tornato a vestire i suoi veri panni, quelli del pianista (per 5 anni aveva lasciato ai margini la sua arte facendo l’imprenditore della musica), i ritmi frenetici sono finiti, la cadenza delle stagioni è di nuovo compagna di gesti quotidiani, lo spazio per suo figlio è cresciuto e le scelte professionali seguono costantemente questo vento nuovo.

Rende bene l’idea in questo senso l’aver voluto eseguire a Fano un Concerto per l’Aurora alle 4 e 45 del mattino: “Sono arrivato davanti al mare quando stava per spuntare l’alba – racconta – Nel silenzio assoluto, ho cominciato a suonare, mentre tutti dormivano sapendo che sarebbero stati svegliati dalle mie note. Per me è stata un’esperienza incredibile, magica. Ho suonato per un’ora ad occhi chiusi, completamente immerso nella natura. Poi, pian piano, mi sono ritrovato circondato dalle persone che in ordine sparso si andavano svegliando”.

Le cose semplici, che la natura offre e che spontaneamente ci attraggono, sono gli elementi cui Mastrini sceglie di legare la sua musica: i profumi, il mare, l’uva. Elementi che si fondono con i brani dei concerti che il Maestro toscano ha in programma in Europa e in Italia. “In questa mia nuova vita ‘al contrario’ – dice – sono dentro quello che sto vivendo secondo dopo secondo. Le mie giornate, paradossalmente, sono noiose, perché sono fatte di piccolissime cose, semplici, verso le quali io sono in ascolto. Non voglio perdere nulla. Sono tornato alle emozioni, quelle che nascono ad ogni alba, ad ogni tramonto, alla prima neve (a novembre farò un concerto vicino Trento in onore dei primi fiocchi), quelle che provo quando do il bacio della buona notte a mio figlio, quelle di un profumo”.

Ed infatti il singolo del suo secondo disco ‘Profumo’ nell’esecuzione dal vivo viene abbinato ad un ballerino che, danzando, sparge essenze profumate, tra il pubblico. Insomma, Mastrini vuole esplorare e vuole far esplorare. Anche il cd che uscirà il 18 settembre, ‘Contrario’, è parte di questo fil rouge. E’ “un disco di meditazione – spiega – E’ fatto di pochissime note ma note che trasmettono emozioni. Già avevo sperimentato nel primo disco un brano con sole 200 note, le più semplici che si possano fare al pianoforte. Ho constatato, andando su youtube, che il brano è stato usato in moltissimi paesi del mondo per commentare le immagini”.

Questo prossimo cd, in più, ha la particolarità di essere distribuito insieme al Sagrantino al ContRario nelle enoteche e nelle botteghe del gusto di tutta Italia, perché, di fatto, è ‘nato’ per lui: il pianista umbro, infatti, ha composto i brani immerso nell’atmosfera dei vigneti e del cammino che porta l’uva a divenire un vino pregiato.

“La follia” di suonare al rovescio, racconta Mastrini, “mi ha portato e mi porta continuamente a conoscere persone incredibili, come è accaduto con il produttore Filippo Antonelli, proprietario della tenuta Antonelli San Marco, la prima cantina del territorio a uscire con un vino a base di sagrantino in purezza che non sia Docg. Un vino che, al contrario del ‘fratello maggiore’ affinato in legno, fa solo un passaggio in acciaio”. Il Cd, in onore di questo binomio sensoriale, sarà distribuito insieme al Sagrantino al ContRario nelle enoteche e nelle botteghe del gusto di tutta Italia”.

Grazie alla sua scelta controcorrente, ha fatto molti incontri fuori dagli schemi e particolarmente interessanti, come quando, svela, “chiacchierando con Silvana Giacobini, in un ‘dietro le quinte’, ho saputo che lei scrive al contrario”.

La Giacobini, infatti, – come lei stessa conferma – scrive “da destra a sinistra” da quando era piccola “come Leonardo Da Vinci”, sorride la giornalista. “Scrivo anche da sinistra a destra, come tutti, ma conservo l’attitudine di scrivere al contrario che ho continuato a sviluppare anche a scuola persino scrivendo in greco. Divertente – racconta – rendersi conto che nessuno poteva capirci nulla”. Insomma, tornando al Maestro Mastrini, l’avventura della reversibilità gli ha dato e gli continua a dare molto, come uomo. E’ sì perché, dice il pianista, “come musicista dal 17 febbraio 2008 (giorno del sogno rivelatore) “non ho scoperto nulla. Ho solo trovato un brano nascosto in uno già esistente”.

Certo, non sono mancate le difficoltà tecniche, perché rovesciare la lettura di una partitura significa entrare in sintonia con il nuovo senso del battere e del levare, ma, dice Mastrini, “non mi sono scoraggiato alla prima lettura perché quello che usciva era fantastico. Mi sono reso conto di quanto era importante per me ciò che stavo facendo dalla scarica di adrenalina che mi dava già alle sei del mattino”.

fonte Adnkronos

D’anemone mirtillo e rose rosse


di Maria Grazia Vai

Sulle note di “ Summer Sun “ Chill Out Music by Blank & Jones

Del mare che mi scorre,
delle rincorse,
il fiato sull’inciampo
spostati i desideri
sull’intreccio di corallo

Di nudità segrete
dischiude i polsi
di cera e spighe d’oro
mano germoglia

Di calda pietra e inchiostro,
dei verbi dell’amore
i lacci stringe
un dondolio nell’inguine
gli occhi ricuce

D’anemone mirtillo
e rose rosse
Sulle mie gambe

Profumo
– che riluce –

Cuore nudo


di Maria Grazia Vai

Sulle note di BUDDHA BAR “ Sacral Nirvana

Sei miraggio
tra i coni d’ombra di un prisma
Profumo di labbra bagnate
e di candele scianti

Adorna delle tinte di seta
sei d’ambra la goccia, densa
di carnali
e luminosi amplessi

Liquido, vibrante e lucido
Color di geranio,
di muschio e conchiglie

Cuore nudo
Cuore di lupo

Ti trattengo
sulla pelle dischiusa
Nello scrigno dorato,
nelle mie stelle di cera

E sei tremulo, straziante respiro
Della pioggia, un gemito
Del mare l’impeto,
sinuoso il battito

Mentre
scivoli dentro – e sconfini,
fiorisce l’onda

tra le onde – e le pietre.