Gravi problematiche della Casa di reclusione di Augusta – urge una soluzione


 Ricevo e con piacere pubblico:

 Lettera al ministro Alfano e ad altre autorità preposte

La Casa di Reclusione di Augusta versa in uno stato di grave emergenza dovuta alla stabile e sempre più critica carenza di personale e per il notevole sovraffollamento della popolazione detenuta. In prima battuta, occorre valutare attentamente la possibilità di inviare un numero adeguato di personale di polizia penitenziaria, considerato che attualmente l’organico amministrato è di 224 unità a fronte delle 357 previste dal D.M. 6.12.2001 che, oltretutto, occorre rivedere urgentemente e per il quale occorre un incontro con tutte le OO.SS. Si chiede, a gran voce, il rientro di tutte le persone distaccate in altri istituti e servizi penitenziari, escludendo da tale eventuale azione, solo i distacchi previsti dall’articolo 7 del DPR 254/1999. La critica mancanza di personale – sia chiaro – comporta pesanti conseguenze all’ordine, alla disciplina e alla sicurezza dell’istituto. Tale carenza provoca anche un aggravio dei carichi di lavoro, stress psico-fisico, assenze per malattia, ricorso allo straordinario e malcontento generale.  La C.R. di Augusta registra mediamente 615 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 320 posti, comportando l’ubicazione di 3 detenuti in camere di pochi metri quadrati, progettate per ospitare un solo recluso. Si registra, inoltre, una sovraffollata sezione “alta sicurezza” e una presenza numerosa di detenuti con patologie psichiatriche. In considerazione dell’elevata presenza di detenuti, che rende difficile la gestione dell’istituto sotto il profilo dell’ordine, la sicurezza ed il trattamento, sarebbe opportuno procedere quindi ad uno sfollamento. 

Le condizioni strutturali del penitenziario di Augusta sono decisamente pessime e potrebbero arrecare danni irreparabili anche a persone (si veda il crollo di gran parte della recinzione esterna avvenuta qualche tempo fa di cui parte non è stata ancora ricostruita con grave pregiudizio per la sicurezza). C’è una rilevante carenza idrica (primo su tutti quello di poter godere di erogazione d’acqua costante, visto che sono vent’anni che si continua a razionare l’acqua a detenuti ed operatori con tutte le conseguenze negative che tale limitazione provoca), mal funzionamento degli impianti elettrici, reparti detentivi e tutti i luoghi di lavoro in precarie condizioni igienico-sanitarie, impianto antincendio a rischio di mal funzionamento in caso di bisogno, con seri ed irreparabili pericoli per persone e cose. Si richiede quindi la chiusura di una parte dell’Istituto al fine di permettere i necessari lavori di adeguamento e di ristrutturazione per rendere il penitenziario rispondente ai dettati normativi e ordinamentali e l’installazione di un circuito di video sorveglianza lungo tutto il perimetro del muro di cinta ciò al fine di poter valutare la possibilità di recuperare unità di personale di polizia penitenziaria.

Nell’attesa di un urgente riscontro, si coglie l’occasione di porgere cordiali saluti.

 IL SEGRETARIO GENERALE della Federazione Sindacati Autonomi – Coordinamento Nazionale Polizia Penitenziaria Giuseppe Di Carlo

Trans fa lezione a liceali di Empoli


Potevano scegliere se discutere, durante l’assemblea studentesca mensile, delle problematiche del clima o delle discriminazioni. E loro, i ragazzi del liceo toscano Pontormo di Empoli, hanno optato per la seconda possibilità, invitando a scuola una trans. E così Regina Satariano, responsabile del Movimento di Identità Transessuale Italia e organizzatrice di Miss Trans, ha raccontato loro la propria esperienza e i motivi della sua scelta.

Un’assemblea regolarmente autorizzata, spiega la preside, Daniela Borghesi: “Personalmente non potevo essere presente al primo incontro, ma c’erano numerosi insegnanti che mi hanno spiegato il grande interesse dei ragazzi e delle ragazze per il tema trattato. La trans ha raccontato la sua esperienza di vita e ha spiegato l’esigenza di far rispettare i diritti umani di tutti. Non si sono trattati argomenti politici, ma ha descritto il percorso che l’ha portata da ragazzo a voler diventare una trans”.

“E’ stata un’esperienza sorprendente per me – ha quindi raccontato Regina Satariano -: non mi aspettavo che ragazzi di 14 e 15 anni mi accogliessero con la tranquillità e la semplicità che ho trovato”. La trans spiega quindi di aver “cercato di parlare in modo molto semplice raccontando la mia scelta, fatta quando avevo 26 anni, in un periodo in cui decidere di diventare trans non era una cosa da poco. Oggi la situazione e’ cambiata, anche se i problemi non sono tutti risolti. Agli studenti ho spiegato le differenze fra una transessuale e una drag queen. Cosa significa essere trans. Ho detto che davanti alle discriminazioni sono loro la nostra speranza”.

Agli studenti Regina ha detto di non rinnegare il suo passato da prostituta: “Quando avevo 26 anni e ho deciso di intraprendere questo percorso servivano tanti soldi, decine di milioni per modificare il fisico e fare cure ormonali: prostituirmi era l’ unico modo per avere i soldi necessari. Molte ragazze fanno questo anche oggi perché, da trans, trovare un lavoro è difficile. Quando sul tuo documento c’è un nome da uomo e invece sei donna, o viceversa, difficilmente un datore di lavoro ti assume”.

Secondo Federica Briganti, rappresentante d’istituto, “la prima assemblea e’ stata entusiasmante e lunedì si replica per i ragazzi del triennio”. Anche se, a quanto pare, fra i genitori dei ragazzi più giovani qualcuno ha storto la bocca per l’opportunità di invitare una trans a scuola

fonte tgcom