Polpo Paul, coccodrillo e gatto Pedro: lo zoo degli indovini


Il polpo Paul è diventato una star, ma la finale tra Olanda e Spagna ha scatenato anche il panda Lin Ping, il coccodrilloHerry e persino il gatto Pedro. L’intera fattoria degli animali è scesa in campo per la corsa al vaticinio più originale, dopo quelli del cefalopode dell’acquario di Oberhausen che hanno fatto il giro del mondo: Paul, appunto, che mangia sempre il mollusco nella vasca di plexigas contrassegnata dalla bandiera della squadra che poi vince la partita ai Mondiali, disdegnando invece l’animaletto nella vasca con bandiera della squadra che, puntualmente, perde. Il ‘tedescò, per Sudafrica 2010, è andato sempre dalla parte giusta, scatenando le invidie degli zoo del pianeta: e così sono arrivati gli imitatori del polpo. In una cittadina olandese, Amersford, sconosciuta ai più, nel locale zoo Marjo Hoedemaker. il custode, ha deciso di ripetere l’esperimento-polpo prima con un lemure, armato di arance e peperoni rossi (metafora ortofrutticola di Olanda e Spagna), e la scimmia ha mangiato le arance. Poi, non contento, si è diretto verso il recinto dei cammelli, stavolta con le carote al posto delle arance e gli stessi peperoni. E anche i cammelli hanno mangiato le carote, cioè Coppa sollevata al cielo a Johannesburg da Giovanni Van Bronckhorst.

Infine la giraffa George, messa davanti a un pomodoro rosso e un misto di carote e arance. E il lungo collo di George ha scelto quest’ultimo. E siccome non bisogna farsi mancare nulla, gli ultimi pronostici portano la firma, o meglio il verso, del pappagallo Mani, celebrità di Singapore, e del coccodrillo australiano Harry. Il primo ha sentenziato, come i tre dello zoo olandese, per Robben e Sneijder; il secondo, Harry, 700 chili ben distribuiti, si è mangiato il pollo con la bandiera spagnola, accodandosi al polpo. Non è dato sapere se poi si è pentito del suo pronostico, con quel pianto per il quale è finito miseramente in un modo di dire.

da http://www.blitzquotidiano.it

Alzheimer, sono due i migliori test per prevederlo


Sono stati identificati i test che prevedono meglio se una persona con problemi cognitivi potrebbe sviluppare l’Alzheimer: sono la tomografia a emissione di positroni (Pet Scan) del cervello e il test di memoria episodica, un esame dove i partecipanti devono ricordare una lista di parole. E’ il risultato del primo studio che ha comparato i principali strumenti per prevedere lo sviluppo dell’Alzheimer. Lo studio, pubblicato su Neurology, rivista dell’Accademia Americana di Neurologia, è stato condotto da un gruppo di ricerca coordinato dall’università della California a Berkeley. Questi due test si sono rivelati 12 volte più attendibili nel prevedere la malattia, rispetto agli altri strumenti che sono: analisi del sangue per verificare l’esistenza di una variante del gene Apoe, associata alla malattia di Alzheimer; l’imaging a risonanza magnetica (Mri), per misurare la grandezza dell’ippocampo dei pazienti, la parte del cervello responsabile dell’apprendimento e della memoria e la verifica della presenza anomala delle proteine tau e beta-amiloide nel cervello. I test sono stati eseguiti su 85 persone di età compresa fra 55 e 90 anni con problemi cognitivi e seguiti per 1,9 anni. Nell’arco di questo tempo 28 dei partecipanti hanno sviluppato la malattia di Alzheimer.

fonte ANSA