Aggiornamento sul mondo della scuola da una docente: Monica Maiorano


Avevo promesso che se avessi saputo qualcosa di nuovo vi avrei aggiornato…leggo da un articolo apparso su Orizzontescuola.it e riporto testualmente”…per quanto riguarda le classi di concorso non più previste dai piani di studio nazionali, ad esempio la A075 e la A076 (Trattamento testi) si sta predisponendo un procedimento di rilevazione finalizzato ad individuare altri titoli di studio e/o abilitazioni possedute per poter riconvertire e ricollocare il docente interessato in altro ruolo”…un saluto a voi.

fonte www.orizzontescuola.it

 monica.maiorano@fastwebnet.it
Annunci

Scuola, precari continuate a sperare…


di Monica Maiorano

Ma non si dice chi di speranza vive, disperato muore?

Nei giorni scorsi molte le polemiche intorno all’istituzione del nuovo regolamento di reclutamento docenti, che brandendo la spada del merito porterebbe a vita breve le graduatorie ad esaurimento.

Scusatemi ma qua di esaurimento in giro se ne vede tanto ed è quello che purtroppo hanno i precari della scuola che di speranza ormai ne hanno ben poca.

L’On. Valentina Aprea, presidente della VII commissione cultura alla Camera, in una intervista rilasciata al sito sussidiario.net, dichiara che il diritto all’incarico a tempo indeterminato acquisito dai precari non verrà perso.

Se consideriamo la riforma Gelmini delle scuole secondarie, i nuovi regolamenti, la riduzione degli orari, la riforma del maestro unico alla primaria, come si fa a dire ” la notizia che non ci saranno più posti per i precari è falsa e tendenziosa”?

Non solo: Italia Oggi ha fornito i dati relativi ai pensionamenti, c’è un calo considerevole, infatti i pensionamenti previsti non supereranno le 25.600 unità. Una cifra che causerà un esubero di docenti di ruolo di 5.600 unità, che dovranno essere trasferiti su altra sede o su altra disciplina. In questo computo non sono stati calcolati i docenti precari che non potranno più occupare le cattedre che svaniranno a seguito della riforma. Sembra che il MIUR stia considerando delle contromisure per arginare il fenomeno, che forse risolveranno il problema degli esuberi dei docenti di ruolo, ma che non scalfiranno l’emorragia di posti dei docenti precari.

Lo stesso On. Aprea ha affermato che attraversiamo un periodo in cui dovremo riqualificare la professionalità dei nostri docenti, alla luce delle nuove aggregazioni disciplinari, e prevedere delle nuove classi di concorso, dunque il problema delle materie e degli insegnamenti riguarda la docenza italiana complessivamente, non semplicemente i precari.

Ottimista l’Onorevole continua dicendo che sicuramente la riduzione degli orari nei corsi di studio comporterà un impiego minore dei docenti, ma questo non ha nulla a che fare con la stabilizzazione dei precari, perché comunque è un provvedimento che non va a intaccare le norme del turn over nella scuola italiana e mano a mano si creeranno dei posti di lavoro, chi ha acquisito il diritto all’incarico a tempo indeterminato manterrà tale diritto.

A questo punto mi vien da dire, carissimi precari sperate, sperate ancora perché la matematica per molti è un’opinione!

Fonte: Orizzontescuola.it

Vita breve alle graduatorie ad esaurimento


di Monica Maiorano

In alcune interviste rilasciate nei giorni scorsi, il Ministro Gelmini ha lasciato intendere che prossimamente verrà rivoluzionato il sistema di reclutamento dei docenti.

Sembra imminente, infatti, l’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, di un decreto legge che modifichi le procedure di formazione e reclutamento del personale precario della scuola e che preveda la cancellazione delle graduatorie ad esaurimento dei docenti.

Dalle indiscrezioni del Ministro emerge la parola chiave “merito”, ed ancora una volta pende la spada di Damocle sulla testa dei precari.

Opinione condivisa da molti è la convenienza del reclutare docenti giovani e preparati, per  rinnovare la classe docente, cosa che non sarebbe garantita dalle attuali graduatorie ad esaurimento, e a sentir la Gelmini quest’ultime avranno vita breve.

Sebbene circolino voci di un ipotetico accomodamento per i vecchi precari attraverso un canale riservato, le notizie non sono certe, certa è invece la notizia che il Decreto Valditara è stato bocciato, ma allora come si svecchiano le graduatorie?

E poi si è considerato che nelle graduatorie sono oggi incluse centinaia di migliaia di docenti abilitati all’insegnamento, laureati, vincitori di concorso, specializzati in scuole di perfezionamento post lauream, docenti che hanno continuato ad aggiornarsi, con master, corsi di aggiornamento, dottorati di ricerca, investendo tempo e denaro per accedere alla professione docente? E si è considerato che al percorso formativo, si aggiungono spesso molti anni di esperienza accumulata nelle scuole dai docenti precari?

E’ ovvio che sconforto e perplessità la fanno da padroni nel mondo dei precari, quando si leva la voce “vita breve alle graduatorie ad esaurimento”.

Il decreto sulla formazione delle future generazioni d’insegnanti è ormai cosa fatta, ma non dimentichiamo che già esiste un numeroso corpo docente, adeguatamente formato, in attesa di stabilizzazione dopo anni di lavoro precario e soprattutto non si dimentichi che le graduatorie ad esaurimento sono ben lontane dall’ essere esaurite. Sarebbe opportuno quindi, per il momento, prevedere la necessità di un nuovo percorso di formazione solamente per le classi di concorso esaurite o in via di esaurimento.

Il Coordinamento Precari Scuola Nazionale esprime grande preoccupazione per le indiscrezioni diffuse e si augura che tutte le forze politiche e sindacali si impegnino a mantenere le graduatorie del personale docente fino al loro completo esaurimento, salvaguardando il punteggio acquisito finora da ciascun docente, prima di dare avvio a nuove procedure di reclutamento, anche come garanzia di oggettività e trasparenza della valutazione dei titoli culturali e dell’anzianità di servizio maturati dai docenti abilitati.

Fonte: Orizzontescuola.it

La Lega Nord vuole solo docenti con residenza


di Monica Maiorano

La Lega Nord torna alla carica contro i precari, in particolare non settentrionali, proponendo di escludere gli aspiranti docenti provenienti da fuori sede dall’inserimento nelle graduatorie se non residenti nella provincia in cui si produce la domanda.

Il partito del Carroccio fa sapere, dalla voce del capogruppo Mario Pittoni, che la proposta è già stata presentata sottoforma di disegno di legge e sottoscritto da tutti i parlamentari del gruppo.

Considerando il potere indiscusso della Lega Nord a livello politico, il consenso di una parte delle Regioni chiamate in causa, sicuro Lombardia e Veneto, e molto probabilmente anche di alcune sigle sindacali, la Uil Scuola e la Gilda insegnanti che essendosi espresse nei mesi scorsi a favore delle code se ne deduce saranno contrari agli spostamenti interregionali, è molto probabile che il disegno di legge vada avanti.

La Lega e quanti avallano la proposta si giustificano mettendo l’accento sulla mobilità territoriale da nord a sud che destabilizzerebbe le scuole del nord a causa dell’interruzione della continuità didattica.

Probabilmente i Parlamentari leghisti, e molti altri, non conoscono lo studio condotto dalla Fondazione Agnelli sui flussi della mobilità relativi all’anno 2009/10, l’analisi condotta è stata su quanto effettivamente pesano i trasferimenti di riavvicinamento alla propria regione d’origine di docenti del Sud che insegnano nelle scuole del Nord.

Dai risultati ottenuti il peso è irrilevante: i docenti che nel 2009/10 si sono trasferiti da Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino, Veneto, Friuli, Emilia-Romagna a sud sono stati 691, cifra irrisoria che non ha potuto di certo influire sulla qualità didattica.

Dallo stesso studio si evince che rilevante è, invece, la richiesta di mobilità all’interno delle stesse regioni padane: il 95.5% per il caso del Piemonte, il 93.6% per la Lombardia, il 96,2% per il Veneto. Questi dati riguardano i flussi all’interno della regione stessa, sicuramente non causati da docenti del sud che non hanno interesse a spostarsi da una provincia all’altra di una stessa regione, ma da locali padani che, avuto il ruolo in una determinata provincia perché più favorevole, tentano di ritornare presso i propri cari, un diritto da negare, secondo l’ideologia leghista, soltanto ai docenti meridionali.

Art.4 della Costituzione della Repubblica Italiana:

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Quello proposto dalla Lega è, dunque, soltanto un criterio discriminatorio.

“Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato l’arte di vivere come fratelli” Martin Luther King.

Fonte: OrizzonteScuola.it

L’agenzia Apcom azzarda la conferma del salvaprecari per l’anno scolastico 2010/11


di Monica Maiorano

Il 2009 un anno che sicuramente i precari della scuola vorrebbero dimenticare: la finanziaria dello scorso anno ha portato un taglio delle spese per il settore scolastico che per il 2012 si tradurrà in un risparmio di circa 8 miliardi di euro per le casse dello Stato. A pagarne le spese i lavoratori precari della scuola, persone che per anni hanno lavorato nel comparto scuola e che di punto in bianco si son ritrovati senza lavoro.

Purtroppo non è ancora finita: anche il 2010 prevede una seconda ondata di riduzione delle spese che vedrà tagliare ulteriori posti nel mondo della scuola.

In un articolo del 30 dicembre, l’agenzia giornalistica Apcom annuncia, dando come sicura la notizia, che il decreto salva precari approvato per l’anno scolastico 2009/2010 verrà prorogato anche per l’anno scolastico 2010/2011, includendo tra i beneficiari sempre coloro che hanno svolto nell’anno scolastico precedente almeno 180 giorni di servizio.

La notizia al momento sembra infondata perchè non essendo stato ancora completato il percorso del salvaprecari per l’anno scolastico 2009/10 sembra strano che il governo abbia confermato il decreto anche per l’anno scolastico 2010/11.

E’ vero, invece, che al momento il provvedimento salva precari è valido per l’anno scolastico 2009/2010 e che in sede di approvazione del primo salvaprecari è stato stilato un ordine del giorno in cui il governo si impegna ad estendere i benefici del decreto anche all’anno scolastico 2010/11, ma non è stato ancora discusso e tantomeno approvato.

Dare per certa la sua applicazione è eccessivo, certe e giustificate, invece, le preoccupazioni dei docenti per la situazione lavorativa del prossimo anno scolastico, visti gli ulteriori tagli che verranno dalla Riforma della Scuola Secondaria di secondo grado ed il proseguimento di quella già applicata, per l’anno scolastico in corso, per la Scuola Primaria.

Fonte: OrizzonteScuola.it

Scuola:ombre sullo sciopero generale dell’11 dicembre


di Monica Maiorano

Il Comitato direttivo nazionale della FLC Cgil, nella riunione del 17 novembre, ha proclamato uno sciopero generale di tutti i settori della conoscenza per l’11 dicembre con una manifestazione nazionale che si terrà nel medesimo giorno a Roma. Tutti i lavoratori dell’intero sistema di istruzione, formazione e ricerca sono al centro di una gigantesca operazione di riduzione delle risorse e di tagli al personale pregiudicando, in questo modo, il diritto universale dei cittadini all’accesso all’istruzione e alla formazione, sancito dalla nostra Costituzione.

Ma il giorno 4 dicembre un comunicato stampa CPS (Coordinamento Precari Scuola Catania, Rete Precari Scuola Agrigento, Coordinamento Precari Scuola Forlì-Cesena, Rete Precari Venezia, Coordinamento Precari Scuola Ravenna, Coordinamento Precari Scuola Rimini, Comitato Scuola Siracusa, Coordinamento Precari Scuola Gorizia, Coordinamento Precari Scuola Napoli, Precari della Scuola in lotta Palermo) sulle Politiche sindacali degli ultimi mesi e sulla manifestazione dell’11 dicembre denuncia un atteggiamento “ambiguo” delle sigle sindacali che dovrebbero tutelare i lavoratori della scuola.  Il comunicato rende noto che non tutte le sigle sindacali hanno ascoltato l’appello alla mobilitazione contro le politiche scolastiche dell’attuale governo.

In particolare i sindacati Uil, Snals, Gilda non intendono aderire ad alcuna forma di protesta contro i tagli effettuati agli organici dal governo e la Cisl si è attestata su una generica richiesta di aggiustamento dei tagli operati, sembra che tali organizzazioni sindacali, lungi dall’esprimere le reali esigenze di tutti i lavoratori della scuola e promuovere i diritti degli studenti e delle famiglie italiane, si siano trasformati di fatto in associazioni corporative che difendono solo i propri iscritti.

I Coordinamenti dei Precari della Scuola rendono merito alla mobilitazione di altre sigle sindacali, quali la CGIL e i sindacati di base, nonostante un comportamento non sempre coerente dei Cobas che, pur non aderendo al sit in del 15 luglio scorso, hanno poi dato il loro appoggio ai CPS nella mobilitazione del 23 ottobre, ma oggi non rispondono alla mobilitazione per l’11 dicembre e ritenendo i contenuti con i quali la CGIL ha indetto lo sciopero per l’11 dicembre siano alquanto blandi e non risolutivi per i problemi che la scuola dovrà affrontare non appena la riforma andrà a regime.

Secondo i CPS, infatti, appellarsi genericamente alla legge 133 e chiederne solamente il rinvio di un anno della riforma dei cicli delle superiori, lascia intendere che quest’ultima sia considerata per un certo verso condivisibile, e che gli effetti del primo anno di tagli siano dati ormai per acquisiti dal maggiore sindacato italiano.

Inoltre è stato appreso con rammarico che la Cgil ha deciso di non accompagnare i docenti precari e ATA sotto le scale del Miur luogo di protesta per le rivendicazioni dei docenti precari e ATA italiani.

I Coordinamenti dei Precari della Scuola ribadiscono i punti essenziali delle proprie rivendicazioni: istituzione di un piano triennale finalizzato alla progressiva immissione in ruolo di tutti i lavoratori precari presenti nelle graduatorie, ritiro dei tagli alla scuola pubblica statale previsti dalle legge 133 e di tutti i provvedimenti con cui sono stati attuati,ritiro della legge 169/08 (maestro unico), parità di trattamento assoluta tra personale della scuola (Docenti e personale ATA) precario e di ruolo, cancellazione dal contratto collettivo nazionale della possibilità di effettuare ore di straordinario sottraendo posti disponibili ai docenti e ATA precari, abolizione del tetto massimo di un insegnate ogni 2 alunni diversamente abili (L. 244/07), rifiuto netto della legge 24 novembre 2009 n. 167 (decreto “salvaprecari”), ritiro del pdl 953 (decreto “Aprea”).

Ancora una volta ai soli precari della scuola l’arduo compito di sensibilizzare i cittadini verso lo scempio che si sta compiendo nei confronti della scuola statale nel completo disinteresse di giornali e televisioni.

 Fonte: OrizzonteScuola.it

Continua la battaglia dell’ANIEF contro il decreto salva-precari


di Monica Maiorano

Nei giorni scorsi è continuata la battaglia dell’ANIEF contro il decreto salva-precari. Con una lettera al Presidente della Repubblica Napolitano l’ANIEF ha chiesto di rinviare all’esame del Parlamento una legge ritenuta ingiusta ed inutile da tutti i precari, disconosciuta dalle Regioni e illegittima  per la violazione degli articoli 3, 24, 51 comma1, 77 comma2, 97, 103, 111, 113, 117, 118 della Costituzione, nonché per la violazione della direttiva del Consiglio d’Europa del 28 giugno 1999 n. 1999/70/CE.

Lo stesso TAR del Lazio ha continuato la battaglia contro il D.L. 134/2009 approvato dal Governo e convertito dal Parlamento, i giudizi hanno infatti accolto una nuova richiesta dei legali dell’ANIEF per l’inserimento a pettine dei precari ricorsisti emanando una nuova ordinanza la n.5408 del 23/11/2009.

Nel frattempo procede il lavoro del commissario ad acta per i primi ricorrenti in quanto il testo definito della nuova legge non è stato ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale.

Ieri Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello del MIUR teso a impedire il trasferimento dei docenti da una provincia all’altra all’atto dell’aggiornamento delle graduatorie decretando una nuova vittoria dell’ANIEF nei tribunali, questa volta forti della nuova legge di conversione n.167/2007 del decreto legge 134/2009.

Il comma 4-bis dell’articolo 1 della legge 167/2009 pronuncia:

“Il decreto con il quale il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca dispone l’integrazione e l’aggiornamento delle predette graduatorie per il biennio scolastico 2011-2012 e 2012-2013, in ottemperanza a quanto previsto dall’articolo 1, comma 4, del citato decreto-legge n. 97 del 2004, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 143 del 2004, è improntato al principio del riconoscimento del diritto di ciascun candidato al trasferimento dalla provincia prescelta in occasione dell’integrazione e dell’aggiornamento per il biennio scolastico 2007-2008 e 2008-2009 ad un’altra provincia di sua scelta, con il riconoscimento del punteggio e della conseguente posizione nella graduatoria.”

Tale diritto era stato sempre concesso dal MIUR fino al 2009 quando decise con il D.M. 42/2009 di negarlo, anche se garantito dalla legge 143/04, recentemente ripresa dal comma 4-bis dell’articolo 1 della legge n. 167/2009 promulgata ieri in Gazzetta ufficiale, e voluto fortemente dal Ministro Gelmini per evitare il commissariamento e per dare copertura legislativa all’inserimento in coda previsto nelle province aggiuntive.

Ieri, il Consiglio di Stato con l’ordinanza n. 5865/09 ha confermato l’interpretazione dati dai giudici di primo grado in sede cautelare, tesa a garantire lo stesso principio del diritto al trasferimento, e ha respinto l’appello del MIUR presentato con il ricorso n. 8684/09. E’ evidente che non è cambiata la natura giuridica delle graduatorie, restano valide tutte le leggi previgenti riguardanti il funzionamento delle stesse graduatorie (leggi n. 124/99, 333/01, 143/04), non è avvenuta alcuna cristallizzazione delle posizioni dei docenti iscritti nelle stesse graduatorie.

Vista la nuova ordinanza di ieri del Consiglio di Stato l’ANIEF si dice confortato nelle scelte e nelle decisioni prese in materia e darà mandato ai legali di chiedere ai giudici del TAR Lazio nuove richieste di ottemperanza-commissariamento che permettano ai ricorrenti di trasferirsi nella nuova provincia scelta. Resta ferma la volontà di chiedere, comunque, agli stessi giudici, la remissione alla Corte Costituzione di quella parte del comma 4-bis dell’articolo 1 della legge 167/2009 che in violazione di una sentenza della stessa Corte, istituisce nuove fasce alle graduatorie ex-permanenti non previste dalla legge 296/06, per garantire quegli altri 15.000 docenti che si sono rivolti a noi per chiedere giustizia contro le code ed essere assunti secondo il merito.

Fonte: anief.it