“Il gioco dei sensi”


di Tiziana Mignosa

Incurante di chi le sta intorno

inanella i riccioli con le dita

assorta lei è riflessa

sullo scorrere del mondo che le passa accanto.

E’ gioco all’ombra della voglia

dita contro dita

a occhi chiusi il doppio afferra

polpastrelli a sfioro sulle labbra.

Avida col desidero annusa

l’odore del suo corpo sulle braccia
complice dell’estate

si fa presto amante del piacere.

Obliquo arriva il sole per l’incontro

carezza sulla pelle al di là del vetro
ma l’occhio scivola dentro il raggio

zuccherina catena è per lo sguardo.

Pulviscolo e controluce

iniziano la danza dell’incanto

languido stupore

è diletto sopraffino.

Gambe accavallate

inarca il piede e poi sorride
è entrata nel suo mondo

nessuno più la può trovare.

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“Sottile seduzione”


di Tiziana Mignosa

Ho afferrato il lampo del tuo sguardo

sulla pianta del mio piede arcuato

mentre per il tacco

il sandalo sfilavo.

Pelle ambrata

che profuma di salsedine e desiderio

in quest’estate che s’espande

oltre quello che c’è da vedere.

Il piede è la chiave dell’evoluzione della mano


Come ha fatto l’uomo  a imparare a manipolare gli utensili di pietra? Il mistero potrebbe essere stato svelato da un gruppo di scienziati britannici che hanno scoperto le relazioni tra l’evoluzione dell’uso della mano e la capacità di camminare in .

Secondo la ricerca, pubblicata sulla rivista “” i cambiamenti nelle nostre mani sono un effetto collaterale dei cambiamenti nella forma dei nostri piedi. Questo, dicono, dimostra che la capacità di alzarsi e camminare su due piedi è intrinsecamente legata alla comparsa degli utensili in pietra.

, che ha guidato lo studio dell’Università di in , ha dichiarato: «Questo risale a : è stato tra i primi a considerare il rapporto tra tecnologia e bipedismo. La sua idea era che fossero eventi separati e poi fra loro consequenziali. Quello che abbiamo dimostrato è che i cambiamenti in mani e piedi hanno un processo di sviluppo analogo: ciò che cambia da una parte muta anche dall’altra».

«Quindi, se si dispone di un dito del piede lungo, si tende ad avere un pollice lungo», ha spiegato il dottor Rolian. Studiando gli scimpanzè gli scienziati si sono avvalsi di tecniche speciali e calcoli matematici per simulare l’evoluzione di mani e piedi.

da www.blitzquotidiano.it