Il menestrello del borgo


di Daniela Domenici

Un menestrello dei nostri giorni profondamente, visceralmente legato alla sua terra di Sicilia e, soprattutto, alla sua città, Catania. Ma ancora di più Vincenzo Spampinato, da trent’anni sulla scena musicale si sente parte del suo quartiere, il Borgo…”se chiedete a qualcuno dov’è piazza Cavour vi dirà che non lo sa perché per i catanesi è il Borgo…”. E infatti ha iniziato il suo straordinario concerto al nuovo anfiteatro di Milo, ai piedi dell’Etna, ieri sera, proprio con “Ragazzi del Borgo” che ha cantato nuovamente anche in chiusura tra i tanti bis che il pubblico, attentissimo e partecipe, gli ha richiesto.

Spampinato era accompagnato, com’è ormai consuetudine, dalla “Piccola orchestra del sole”, un ensemble di giovani musicisti di ottimo livello che interagisce con lui in perfetta empatia, giocando musicalmente e facendo divertire perché, come dice Vincenzo, la musica è l’arte del sorriso, che deve trasmettere gioia. La “Piccola orchestra del sole” è diretta da Alessandro Strano e composta da Samantha Fidanza al violino, Valentina Spoto alla viola, Caterina Longhitano al violoncello, Patrizia Privitera al contrabbasso, Francesco Novecento alle tastiere, Edoardo Musumeci alla chitarra e Francesco Bazzano alle percussioni.

Durante la serata Spampinato, in scaletta, ha alternato sue composizioni più o meno “datate” come “Per Lucia”, “Bella e il mare”, “La tarantella di Socrate”, “Napoleone”, “Muddichedda” con un tributo a Modugno in “Amara terra mia”, duettando anche con lui grazie a un video e sovrapponendo la sua voce a quella del grande Mimmo, e un omaggio a Luigi Tenco nella struggente e delicata “Lontano lontano”. Non poteva mancare la più bella serenata in lingua siciliana “E vui durmiti” di Formisano.

Il grande dono di questo “giullare della musica” un po’ Peter Pan è la sua incredibile capacità di entrare subito in comunicazione col suo pubblico interagendo con battute ironiche, momenti di dolcezza, frasi in lingua siciliana e creando così un “fil rouge” tra artisti e spettatori che è percepibile, quasi palpabile.

Vincenzo Spampinato venditore di nuvole


di Daniela Domenici

“…Vincenzo è un pazzo. Attenzione non malato. Semplicemente pazzo. Perché nella nostra cultura occidentale chiunque accetti una sfida è pazzo, è un essere da tenere a bada, da escludere, da marchiare a fuoco. E Vincenzo di cicatrici ne porta tante. Potete spogliarlo nudo, non le vedrete mai. Perché le sue sono cicatrici del cuore, dell’anima, del cervello. Sono i segni indelebili che si porta dentro questo giullare di Dio, questo cantautore che, forse, è capitato sulla Terra nell’epoca sbagliata. Ma che ama la vita e ha una gran voglia di viverla. Come pochi altri” dalla prefazione di Leonardo Lodato alla biografia di Vincenzo Spampinato scritta da Mario Bonanno ed edita da Bastogi.

Ecco, Vincenzo è questo e molto altro come può scoprire chiunque abbia letto la sua biografia ma, soprattutto, chi ha avuto l’onore di avere la sua amicizia come la sottoscritta e chi lo conosce e lo ama da anni attraverso le sue innumerevoli canzoni.

Vincenzo Spampinato si esibirà davanti al pubblico della sua amatissima Catania venerdì 16 luglio alle 21 al cortile Platamone con lo spettacolo “Venditore di nuvole”, concerto totale come lo definisce lo stesso cantautore che sarà coadiuvato sul palco da un gruppo di musicisti di altissimo livello riuniti ne “La piccola orchestra del sole”, che lo accompagna già da tempo, diretta da Alessandro Strano e composta da Samantha Fidanza al violino, Valentina Spoto alla viola, Caterina Longhitano e Loredana Midolo al violoncello, Patrizia Privitera al contrabbasso, Francesco Novecento alle tastiere, Edoardo Musumeci e Valeriano Adorno alla chitarra, Joe Pedros all’armonica e Francesco Bazzano alle percussioni.

Cos’è un venditore di nuvole? E’ un ottimista perché è cosciente che , pur vendendo “aria, cioè sogni e speranze, alla fine la gente riceverà dal suo canto energia tangibile, “acqua per la salita del vivere”. Grazie, Vincenzo, per le nuvole che ci regali.