Musica: Jazz Basket Camp, palleggi a tempo di note a Perugia


Palleggi a tempo di Musica sullo sfondo di Umbria Jazz. Anche quest’anno, l’Hotel Gio’ Jazz Area di Perugia dall’11 al 16 luglio, durante Umbria Jazz 2010, e’ teatro di un grande abbraccio tra il Jazz ed il Basket: Jazz Basket Camp. Charlie Yelverton si riconferma anche per il 2010 protagonista di quest’evento insieme ai tanti ragazzi dai 12 ai 17 anni che entusiasticamente hanno partecipato alla prima edizione. Charlie Yelverton talento precoce del basket, dopo aver ottenuto il titolo di ”All America” nel 1971 venne scelto al primo giro dai Portland Trail Blazers. Durante alcuni provini estivi Sandro Gamba vide in lui l’erede naturale di Manuel Raga. Yelverton, grazie ad una straordinaria abilita’ di palleggio e a due gambe potenti, riusciva a fare di tutto: aveva un tiro micidiale, stoppava, prendeva rimbalzi. Le sue doti tecniche permisero agli allenatori di impiegarlo in diverse posizioni: da playmaker a guardia, da ala a pivot.

Ad oggi Yelverton e’ un vero personaggio, anche fuori dal campo, suonatore di sax tanto da essere soprannominato ”Charlie Sax”. Una delle massime preferite di Yelverton e’ ”Io amo la vita, le cose semplici, le persone, io amo la felicita’!”. Un’occasione per tutti quei giovani talenti che vogliono perfezionare la tecnica di gioco con un campione dell’NBA. Jazz Basket Camp non e’ solo sport, ma anche cultura. Durante il giorno ci si allena con la divisa da gioco, la sera invece ci si diverte tutti insieme alla Jam Session, dove Charlie, dall’11 al 16 luglio dalle 19.30 alle 20.30, dara’ prova delle sue indiscusse doti musicali, guidando i giovani giocatori nell’improvvisazione jazzistica.

fonte Adnkronos

Perugia: due detenuti tentano suicidio, un terzo prova a ferirsi


Nel carcere perugino di Capanne, dove a causa del sovraffollamento alcuni detenuti non hanno neppure una branda e devono dormire su dei materassi a terra, nelle ultime ore ci sono stati due tentativi di suicidio; un terzo detenuto ha minacciato di ferirsi con dei vetri. Protagonisti di tentativi di suicidio sono stati un nordafricano, che ha ingoiato delle lamette, ed un tossicodipendente italiano, che ha infilato la testa in un sacchetto di nylon per inalare il gas contenuto all’interno di alcune bombolette.

Del terzo episodio è stato protagonista un campano, detenuto per questioni di droga, il quale dopo aver rotto lo specchio del bagno, ha minacciato di tagliarsi la gola perché i giudici – ha spiegato – non l’hanno scarcerato. Tutti sono stati subito soccorsi dal personale di polizia penitenziaria e medicati in ospedale. Il sindacato Sinappe spiega che coi problemi di sovraffollamento “il carcere rischia di trasformarsi in una polveriera dove diventa difficile garantire la sicurezza”.

da www.ristretti.it

Il caso Bianzino e il caso Cucchi: non dimentichiamoli


all’VIII Congresso di Radicali Italiani di Chianciano, Rudra Bianzino ci ha raccontato la drammatica vicenda che ha coinvolto lui e la sua famiglia. Rudra, studente liceale, sedicenne, è rimasto solo, senza padre, senza madre.

Rudra Bianzino

Il padre, Aldo, nonviolento, artigiano, amante della natura, è morto nella notte tra il 13 e il 14 ottobre 2007 in circostanze ancora da chiarire, poche ore dopo l’arresto per coltivazione e detenzione di marijuana. Le cronache parlarono inizialmente di decesso per un malore naturale. Ben presto, si capì, però, che forse le cose erano andate diversamente.

Un primo esame mise in evidenza lesioni agli organi interni, presenza di sangue in addome e pelvi, lacerazione epatica, lesioni all’encefalo, a fronte di un aspetto esterno indenne da segni di traumi. Una seconda autopsia, del novembre 2007, accreditò la tesi della rottura di un aneurisma cerebrale. Pur accettando l’ipotesi del medico legale, si affermò che l’emorragia cerebrale potesse essere stata causata da un forte stress di tipo fisico con improvviso rialzo della pressione.

Prima di ascoltare la testimonianza di Rudra, al congresso radicale è stato proiettato un video con un’intervista delle Iene alla madre, Roberta Radici. E’ probabilmente l’ultimo documento lasciatoci dalla compagna di Aldo. Il dolore ha, infatti, infierito sul suo corpo già malato. Roberta non ce l’ha fatta. Si è spenta affidando a noi l’impegno a chiedere verità e giustizia sulla morte di Aldo.

http://www.radicali.it/appello_bianzino/form.php

Domani, 11 dicembre ci saranno Emma Bonino e Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, al presidio davanti al tribunale di Perugia per chiedere che venga fatta piena luce sulla morte di Aldo Bianzino. La mobilitazione, fissata per le 8:30, é organizzata dai Radicali italiani e dal comitato “Verità e giustizia per Aldo” con la partecipazione degli amici di Beppe Grillo di Perugia.

C’é un filo rosso che lega il caso di Aldo Bianzino a quello di Stefano Cucchi, entrambi morti in carcere a causa del proibizionismo. Entrambi i casi dimostrano come il proibizionismo sia il vero crimine di questo paese perché affolla le carceri, crea vittime innocenti, come Rudra.