“Sognando l’infinito”


di Tiziana Mignosa

Ti canto a me in quelle notti in cui

il sonno è morfina sulla vita

quando del giorno il passo

è inciampo umido

e ruvido è il percorso.

Fragilità che affiorano

come cristalli dal sole troppo lontani

è danza a rischio

sul bordo sdrucciolevole della materia

paura di finire in fondo alla scarpata.

Ritorno allora

col cuore e colla mente

a quando girasole imbrigliato dentro al tempo

sognando l’infinito

sulle lancette sospiravo.

Tu … il mio sole

adesso come allora

quando i confini erano mucchio

sui detriti da scartare

e noi eravamo uno e l’infinito intero.

E d’infinito

raccolgo attimi di vita andata

riflessi spezzati della tua bellezza senza fiato

piccoli, meravigliosi assaggi

giusto per non morire della tua assenza.

Tu

il sole mio

non dimenticarlo.

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“Ti penso”


di Tiziana Mignosa

Chiudo gli occhi
e sulle labbra tue ritorno
e intanto slaccio attimi accaldati
avvinghiati alla gabbia dei non si fa.

E’ di te
che con le mani in tasca gli occhi sazio
mentre le paure serrano
legacci stretti intorno al collo delle voglie.

Ti penso
e intanto scorro sul percorso
girando gli occhi altrove
mentre ammiccando scorrono i cartelli della tentazione.

Inutilmente
innaffio d’altro i miei pensieri
che d’avidità accrescono la sete
e a te s’allacciano in queste ore.

Esplorare virtualmente l’arte con il tatto


esplorare con il tattoL’ultimo traguardo raggiunto dai ricercatori dell’Istituto di studi sui sistemi intelligenti per l’automazione (Issia) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Bari si chiama Omero: una raffinata tecnologia in grado di far ammirare anche ai non vedenti le bellezze artistiche e naturali del nostro Paese.«Omero si propone come un potente strumento di conoscenza per ipovedenti e non vedenti, ma è una valida opportunità anche per i normovedenti: si tratta, infatti, di un sistema per l’interazione multimodale (tattile, uditiva e visiva) con modelli digitali tridimensionali e può essere applicato al patrimonio culturale e paesaggistico», ha spiegato Giovanni Attolico, responsabile del progetto.

«Il polpastrello dell’utente – ha aggiunto – viene proiettato in uno spazio virtuale nel quale può interagire con i modelli degli oggetti. Un’interfaccia aptica, ossia tattile, restituisce, poi, sulla mano dell’utente le stesse forze che avvertirebbe se l’interazione avvenisse nella realtà, permettendo così di “toccare” gli oggetti virtuali. Il tutto viene integrato da messaggi vocali, suoni e vibrazioni che, coinvolgendo l’udito, rendono più semplice per un non vedente la percezione della scena».

L’innovativo sistema, dopo essere stato adottato con successo per il Castello Svevo di Bari, è stato usato anche per la realizzazione del modello di Castel del Monte, ad Andria. I non vedenti, grazie all’interazione multimodale, intraprendono un percorso conoscitivo dell’edificio che li conduce in maniera graduale ad acquisire tutti gli elementi necessari alla fruizione del bene artistico.

«Il sistema che abbiamo sviluppato – ha proseguito il ricercatore dell’Issia-Cnr – è in grado di fornire informazioni sulle geometrie, sulla disposizione degli ambienti e sulla loro funzione originaria ed attuale. Inoltre, offre indicazioni sui diversi materiali impiegati per la costruzione, sugli oggetti contenuti nelle varie stanze, sulla storia del castello e le sue curiosità». Grazie agli ultimi sviluppi di questa tecnologia, i visitatori hanno l’opportunità di esplorare il sito in maniera ancora più interattiva e consapevole.

«Abbiamo messo a punto delle nuove modalità di interazione – ha precisato il ricercatore – che permettono agli utenti, ad esempio, di ingrandire o ridurre il modello virtuale per poter apprezzare meglio alcuni dettagli o cogliere informazioni sulla sua interezza. Gli utenti possono inoltre spostare il modello all’interno dello spazio di lavoro per interagire con le parti che altrimenti rimarrebbero nascoste».

Ma i vantaggi di Omero non si limitano ai beni culturali. Da poco può essere utilizzato anche per la didattica. «Abbiamo applicato – ha concluso Attolico – l’esperienza multimodale alla geometria piana. L’utente viene aiutato a distinguere le diverse caratteristiche delle figure mediante opportuni effetti di attrazione, viscosità, attrito e vibrazione. Inoltre, messaggi vocali associati ai vari modelli forniscono le formule per il calcolo del perimetro o dell’area della figura oggetto dell’esplorazione».

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