Diari della regina Vittoria, una puritana cui piaceva il sesso


“Beatitudine oltre ogni immaginazione”. Sono le parole  di una donna ben poco puritana, quelle con le quali la regina Vittoria descrive il suo piacere per il sesso e le sue notti appassionate.  La sovrana riporta così nelle pagine del proprio diario le emozioni della sua prima notte di nozze con il marito Alberto, svelando il vero volto di un’amante appassionata  e ribaltando ogni luogo comune sul suo conto.

Se ne accorge persino Buckingam Palace, dove è stata inaugurata la mostra «Victoria and Albert Passionate Patrons: Art and Love». (Vittoria e Alberto mecenati appassionati: arte e amore), aperta fino a ottobre nella Queen’s Gallery.

Una passione struggente nata probabilmente dalla difficile infanzia dei due coniugi reali: Alberto, infatti, era stato sfiorato da pensieri di suicidio quando sua madre, non reggendo più le scappatelle del marito, era scappata con il ciambellano di Corte. E a Vittoria non era certo andata meglio: la regina perse il padre a otto mesi e per tutta la vita ne cercò la figura negli uomini che incontrò. Ma i piaceri del sesso sono per lei anche il frutto “proibito” da cogliere dopo una vita in una gabbia d’oro, piena di divieti e condizionamenti.  Fino ai 18 anni, quando diventò regina, Vittoria aveva sempre condiviso la camera con sua madre e non era mai uscita non accompagnata.

Da Regina, “finalmente” sola, si dedicò allora alle gioie più sfrenate, prestazioni erotiche maschili in testa. Prime fra tutte quelle di Alberto, il secondogenito del Duca Ernesto di Sassonia-Coburgo, di tre mesi più giovane di lei al quale lei stessa chiese di diventare suo sposo contro ogni tipo di etichetta o galanteria passatista. Per lei fu un colpo di fulmine:  «Alberto è davvero molto affascinante e incantevole, con gli occhi azzurri e un naso squisito e una bocca così bella con i suoi baffetti delicati e poi leggere, leggerissime basette – scrive di lui – una figura magnifica, spalle larghe e vita sottile; il mio cuore batte. Balla così bene e ha un aspetto davvero spettacolare». Da lui ebbe nove figli e la famiglia stabile di cui aveva bisogno. In lui cercò piacere e intelletto, passione e psiche.Tanta passione, se si pensa alla prima notte con lo sposo, definita da lei stessa con piacere estremo, “gratificante e sbalorditiva al massimo”.

Diletto di entrambi, fuori dalle lenzuola, fu poi l’amore per l’arte. La mostra di Buckingham Palace ne è la prova.  L’arte era per loro una passione che li rendeva simili e complici nonostante la differente carica istituzionale e il ruolo che creava spesso disagio tra i due.

Vittoria e Alberto si regalavano opere d’arte. Per i suoi 24 anni Alberto ricevette un dipinto che ritraeva Vittoria in déshabillé in una posa sexy e attraente. Per i 23 anni di Vittoria, lui fece fare dallo scultore prussiano Emil Wolf una statua in marmo di se stesso raffigurato come guerriero greco, della quale nel 1849 venne persino fatta una copia.

Ma l’arte non basta e la sovrana non si fece mancare le sue avventure. Come quella con il cameriere indiano Hafiz Abdul Karim. Un nuovo amore a prima vista o un casto incrocio di sguardi non è dato sapere, ma un fatto è certo: Edoardo VII non gli perdonò mai “l’amicizia” con sua madre e il giovane indiano alla morte di Vittoria finì i suoi giorni in esilio, in Somalia

da www.blitzquotidiano.it

“Estasi”


di Angela Ragusa

…e l’ estasi
si impadronì di noi
quando sul giaciglio
della notte
rosso passione
colorò i nostri visi
e una cascata
di sensazioni ritrovate
scosse le menti
verso desideri
mai desiderati
e piaceri mai provati

Scalammo nuove vette
calpestammo nuove orme
trascinammo ,avvinti,
i nostri corpi
divenendo terra alla terra
come lombrichi notturni
attorcigliati su se stessi.

“Ancora più dolci”


di Angela Ragusa

perdersi
nella notte oscura
e complice…porta del buio
che avvolge gli sguardi
di amanti inebriati
…ed esalta il vigore
di corpi estesiati
che proiettano ombre
su drappi di seta sinuosi
dove amore si compie
e si consuma passione.

E danzano quelle ombre
sospinte al cielo
riflettendo di gioia
immagini strane
su quella volta celeste
tinteggiata di stelle,
parvenza di campo
di bianchi mughetti
i cui petali sparsi
cadranno come manna
a render, unite le labbra
ancora più dolci…

“Donna (io la chiamo femmina)”


di Angela Ragusa

Fiore delicato
offerta sincera,
cascata impazzita
sperde gocce di passione
irrorando terre limacciose .

Di suo sangue e voluttà
rinverdiscono languori
di maschi
inebriati di profumi
che dalla grotta del suo ventre
vengono fuori..

E accoglie doglie
di intera umanità
frantumandosi in mille pezzi di se…

…fragile cristallo rosa delicato
lasciato cadere da mani
di uomini nani di mente
ed immensi di niente.

“Sabato sera”


di Tiziana Mignosa

Sulla notte che sfreccia

di passione s’accende il sabato sera

dispettosi i giorni

non rispettano i tuoi tempi.

Luci e desiderio

chiavi di violino blu nel blu

dita affusolate che tratteggiano

quella parte di te che hai paura ad ascoltare.

Delicatezze dalle tinte travolgenti

cerini dallo zolfo bagnato

infinite scintille che alimentano

l’intensità del fuoco imploso.

Sorrisi e negazioni

fanno da cornice al profumo acerbo delle ventitre

voglia che mai ti porta

dove l’arsura vorrebbe stemperare

e mentre le ore

si rimpiccioliscono nel sonno

amaramente spiombi

sull’ennesimo bluff da dimenticare.

“Angelo di fuoco”


di Angela Ragusa

Bozzolo di seta
di crisalide dischiusa,
dea di anfratti mistici
e soprasensibili luoghi,
sovrasti mondi
sconosciuti di antichi
volti e dimenticate armonie…

Sboccerai, angelo di fuoco
ad avvolgere il tormento
che nella notte dei tempi
lega corpi avvinti
di amanti irrefrenabili…
Sulla passione incontenibile
tra vortici e fiamme
lascerai che si compia il trionfo
che umani senza scampo
rinnovano nell’amplesso
come lupi innamorati
al chiar di luna……

“Sinestesia”


di Francesco Sabatino

Le tue labbra

hanno il sapore

del paradiso.

La tua voce

profuma

di viole.

Il tuo profumo

risplende

di sole.

Tu sei sinestesia,

follìa

dei sensi,

passione

per il corpo,

estasi

e gioia

per l’anima mia.

“Inno a Venere”


di Francesco Sabatino

La tua voce profuma di rosa.

I tuoi baci morbidi come la seta.

Bambina mia,

Tu sei bella come un’armonia.

Guardando nel profondo dei tuoi occhi,

in te mi perdo

e ad un tratto divampa il fuoco della passione.

Poi il nulla, il vuoto, la pace dei senzi.

In te, il mio corpo si ritempra

E la mia anima s’acquieta.

In te vivo e muoio,

ricongiungendomi con l’assoluto.

“La poesia della befana sexy”


di Francesco Sabatino

Befana sexy,
befana trasgressiva,
cavalca la mia scopa
audace ed aggressiva.
Quest’anno,
non non portare carbone,
donami una notteselvaggia
e densa di passione.