“La vestale”


di Tiziana Mignosa

Regale avanza la vestale

ha il mare negli occhi

e timidi raggi

di un sole introverso tra i capelli.

D’avorio e neve s’agghinda per la sera

mentre il cielo

strappando il respiro ai sognatori

si veste d’imbarazzo.

Con lo sguardo sorride

all’ idea di miele

e intanto insegue

nostalgici fogli di passato.

Parole erranti

novelle e conosciute

s’allacciano e poi si slegano

dal cuore all’orizzonte.

Ai lividi si mescola

la luce del presente

e dell’attimo ne fa

dono prezioso.

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“L’illusione di te”


di Tiziana Mignosa

 
E’ soffio e tuffo al cuore
ogni volta che un riflesso di te
freccia che perfora il muro dell’oblio
punta e fa centro dentro me.
 
Spine e nostalgia a treccia
carezza con la mano a spada
sui frammenti malamente uniti
di quel letto senza più il suo fiume.
 
Come specchio sul passato
mi ritrovo scalatrice insaponata
che la gazza fa a ladra
e si spalma sul luccichio che vede.
 
Ammaliatrice è l’esca
per l’occhio e la sua brama
che si lascia conquistare
come se quel pensiero fosse reale.
 
Ma il contenitore che soddisfa
riflette a beffa la mia pena
miele che si smarrisce
sul contenuto forestiero.
 
Voglia che ritorna
come se mai fosse sparita
sussurra a fil di voce
che ho ancora mal di te.

Il presente, il passato e l’avvenire


“Ogni mattina, al risveglio, dite a voi stessi che niente è più
importante che vivere bene l’oggi. In un certo modo, il passato è
sempre vivo: agisce ancora sul vostro presente, ma voi non siete
obbligati a permettergli di prendere il potere. È al presente che
dovete dare il potere, affinché domini il passato, sgominandolo
anche, per trasformarlo.
Quando il passato era “il presente”, era onnipotente. Ora che è
diventato il passato, è subordinato al presente, ed è il presente
ad avere voce in capitolo. Il passato è trascorso, e l’avvenire,
per l’appunto, deve ancora “avvenire”. Sta al presente imporre la
propria volontà, al fine di trasformare il passato e orientare
l’avvenire. ”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

“La culla degli eventi”


  di Tiziana Mignosa

 Non possiamo mai sapere veramente

ciò che accade nell’attimo in cui accade

perché l’evento nasce quando s’è pensato

e non quando si fa aria e terra.

Come fiore dal passato arriva e sboccia

idea come linfa alle radici

per gli occhi e per le mani

è battito nuovo da tastare.

“Traversata”


di Angela Ragusa

Se non restassero i ricordi
che ne sarebbe di noi…
…penso più all’ ieri
che al domani
e non è rimpianto…

Il “mio” ieri “è stato”.

Il domani , non ancora “mio”,
mi appare “estraneo”,
fuori da me
non ancora accaduto
non ancora passato…

In questo stretto di mare
solo la luce
del faro dell’ieri
mi appare luminosa

Il transito è calma piatta

Periglio è ondeggiare,
scivolare è convinta indolenza
agitarsi è continuo intraprendere.
Ieri… porto da cui si salpa
Domani…approdo
del continuo sospingersi…

“Transizione”


di Angela Ragusa

Relitti sorvalanti maree
aspettiamo gabbiani
posarsi sulle nostre
sdrucite vele…

il vento raccatterà trucioli
che spargerà al cielo
come briciole
di bianchi coralli…
…e letti verranno i presagi,
tra pezzetti di stelle,
di un futuro
che troverà il suo esistere
in un passato interrato
tra radici avvinghiate
ai nostri più lontani ricordi…

Ancora voci dal carcere di Augusta: alcune poesie di Carmine


“Nostalgia” 

Ho nostalgia delle carezze di mia madre,

dello sguardo severo e rassicurante di mio padre,

dell’abbraccio tenero e giocoso di mio figlio,

dell’amore smarrito nelle tenebre di grate in cui vivo,

degli affetti diluiti dal tempo,

delle amicizie rese impossibili dalla dura realtà

che tutto avvolge sfumando nella grigia nebbia del tempo.

Realtà che si nutre di ricordi,

anche solo immaginati,

ma così reali da essere dolorosi.

Nostalgia

del mio essere “umano”,

linfa vitale

forza della speranza.

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Momenti perduti

Non avevi chiesto di venire al mondo

l’inesperienza ti diede la vita,

la stessa ti privò dell’amore.

In te, bimbo innocente, vedevo le catene.

Hai pagato colpe non tue.

Adesso, giovane uomo, provi rancore!

Non commettere questo errore.

Apri il tuo cuore, perdona chi non capiva,

vedrai non è tardi per volersi bene.

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Passato

Passato sofferente

ed a volte violento.

Passato pesante come

una catena che imprigiona

il corpo e la mente.

Passato da ricordare!

Per poter ricominciare!

Perdonare….e

farsi perdonare.

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Mia madre

Mia madre ha sessant’anni,

dolori l’hanno colpita

e lacrime ha versato,

ma nel suo cuore ancora

pensava al nostro dolore,

e per nascondere altre lacrime

ci sorrideva con amore,

se potessi, la mia vita

darei, per ridar vigore

alle sue membra  e

serenità al suo viso.

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