“Vermiglio papavero”


di Angela Ragusa

Rosso rumore, il tuo respiro al tramonto
dopo che il giorno ha gonfiato di ali le ore ,
ricamandole di raggi e di vento…

Rosso desiderio, il tuo pugno di mano
che ferma non resta e tentenna ,titilla,
sobilla di me ogni spazio sensorio…

Rosso fermento, il mio sangue ribolle…

Scioglie le maglie nel pudico groviglio
di paglia intrecciata che incastona sul fondo
vermiglio papavero ,
ritrovato giaciglio per labbra scarlatte.

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“Fuga”


di Angela Ragusa

Nulla da dire alle tue futili scuse
manichino immobile ,
non hai espressione, tirato ,senza anima..

Fuggi …storpio hai reso un amore
colto i fiori più belli,
scippati al manto di Venere…
Misero,vuoto,svuotato di lercio inganno…
paglia che non brucia ,solo sparsi fili al vento
persi tra melliflue parole recitate posticce
cadi nel dimenticatoio affolato di silenzi…

non mi guardo più indietro…perso per sempre
come un rivolo d’acqua assorbito dal niente.